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Indice degli argomenti trattati:

1 - Veduta aerea di Trivero
2 - Geografia di Trivero, confini e rilievi
3 - Località e frazioni di Trivero
4 - Strade di Trivero

5 - Una singolare, storica, mancanza di fantasia degli amministratori Triveresi
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4 - Strade di Trivero

Nel comune di Trivero esistono 3 sole vie ufficialmente nominate e riconosciute..

- VIA ROMA - La via che dalla frazione Lora scende verso frazione Sant’Antonio e verso frazione Ferrero si chiama “Via Roma” ed è rappresentata dalla ex strada Statale 232 Panoramica Zegna, ora Provinciale 232 e dalla S.P. 113 di Portula, intitolata, come strada ma non come via ad Ermenegildo Zegna.
- VIA MARCONI - Il tratto di via che da frazione Lora sale a Nord verso il “Centro Zegna” ed i lanifici Zegna si chiama, dai tempi recenti e grazie al volere del Conte Zegna che, vedendo un prestigioso lanificio noto in tutto il mondo, situato lungo vie prive di nome, si interessò affinchè alle due vie adiacenti il lanificio stesso venisse attribuito un nome ufficiale.
- VIA DIAGONALE - La strada Provinciale 112 che dalla rotatoria di frazione Ponzone sale alla frazione di Pratrivero si chiama “Via Diagonale” (con grande sforzo creativo degli amministratori che diedero il nome Diagonale proprio perché la strada in questione corre diagonalmente rispetto alla strada principale che attraversa la popolosa frazione di Ponzone).
- VIA S. ANTONIO - E' la via in cui è situato il Santuario della Madonna della Brughiera, tecnicamente la Via S. Antonio è nel Comune di Mosso, ma il Santuario è nel Comune di Trivero, tuttavia il Santuario ha come riferimento Via S. Antonio. Al di qua del Santuario la Via perde il nome e come d'uso a Trivero diventa Frazione Brughiera.
- STRADA PANORAMICA ZEGNA - La strada che dalla rotatoria del Centro Zegna, sale a monte del lanificio Zegna è detta “Strada Panoramica Zegna”, D.M. del 30 luglio 1963, questo è il nome che venne dato alla strada ex statale, gestita un tempo dall’Anas, che da Cossato sale verso la stazione sciistica di Bielmonte, arrampicandosi alle pendici dei monti Prapiano-Rubello, recentemente con il riordino delle Strade Statali italiane, la Panoramica Zegna è stata declassata a Strada Provinciale mantenendo la stessa numerazione: S.P. 232.

- STRADE SENZA NOME - E' la caratteristica peculiaria di Trivero. La cittadina si espande, si evolve, nascono nuove strade, nuove abitazioni ma invariabilmente a Trivero non nascono nuove vie, o meglio, ne nascono di nuove ma ostinatamente le nuove vie prendono il nome della Frazione che le ospita, lunghe o corte, abitate o disabitate che siano.
- PIAZZE - Per lo meno, a Trivero esistono alcune Piazze. Nella centralissima frazione Lora il parcheggio adiacente alla Via Roma è detta “Piazza della Repubblica” mentre la piazzetta adiacente che dà sull'ufficio postale è detta “Piazza Indipendenza”, mentre nel centro della frazione Ponzone la piccola piazza adiacente il Condominio Santa Maria, ora parzialmente occupata da un giardino è detta Piazza XXV Aprile. Cosa singolare se non più unica che rara, le case che danno su Piazza XXV Aprile hanno mantenuto la numerazione originale e sono topografate con l'originale nome-non-nome di Frazione Ponzone. In pratica Piazza XXV Aprile è solo e soltanto il lembo di piazza asfaltata, oggi in parte occupata da un giardino, e non le case adiacenti! Stranezze degli amministratori triveresi che evidentemente amavano distinguersi dal resto d'italia con la propria originalità interpretativa.

- VIE DI COMUNICAZIONE - Gli accessi stradali al Comune di Trivero sono costituiti dalla antica Strada Provinciale 200 Biella-Valsesia secondo tronco, importante via di comunicazione tra Biella e la Valsesia che attraversa il comune nel fondovalle in frazione Ponzone.
Questa strada è la più antica del circondario, era detta “Strada di Ponzone” (in epoche passate ma non remote), era ed è la principale via di comunicazione collinare tra le città di Biella e di Borgosesia.
In epoca Medievale già esisteva sottoforma di acciottolato e pietre tonde nella parte collinare con strato di terra-sabbia, invece nel fondovalle di Ponzone ed era della larghezza di 3 metri. Da Mosso Superiore proseguiva per Crocemosso, un ramo secondario raggiungeva l'antico comune oggi frazione di Vallemosso e per il Cantone Pot di Trivero per poi ricongiungersi alla strada principale risalendo verso la località Botto, mentre la strada principale proseguiva per il Barozzo-Ponte Fango dove incrociava la strada detta di "fango" che saliva nella parte alta di Trivero, piegava quindi verso Botto-Vaudano e da qua raggiungeva la Valle del Ponzone, all'epoca pressochè disabitata se non con qualche cascina o stalla di allevatori-coltivatori di Cereie, fino a Valle Fredda dove proseguiva, salendo verso Flecchia e le Valli Sessera e Sesia. Acquistò importanza agli inizi del 1800 con il sorgere dei primi opifici per la lavorazione delle lane lungo i numerosi torrenti che scorrono nei fondovalle. Nel 1853 era già catastata della lunghezza di 4118 metri di pertinenza di Trivero. In località Ponzone, sempre in epoca Medievale, nell'attuale località “Posta” vi era una stalla poi trasformata in locanda che nei primi del ‘900 era già detta “Albergo del Ponzone di Calvino Vitale”, che già dai secoli precedenti costituiva un punto di ristoro oltre che il luogo in cui venivano sostituiti gli esausti cavalli delle carrozze che percorrevano il duro e lungo tragitto montano che portava in Valsesia e da qua verso Novara. L’Albergo del Ponzone divenne anche punto di smistamento della posta per il Biellese Orientale, da qua il toponimo di località “Posta” e quindi di “Albergo della Posta”. Nel passato recente lo stesso caseggiato ospitò a lungo anche l’ufficio Postale. La "Strada di Ponzone" SP 200 pur essendo molto larga e ben trafficata rimase in terra battuta fino agli anni '50-'60, quando lungo la via era già nato un gran numero di abitazioni e botteghe.

Sempre in epoca Medievale tutte le strade interne di collegamento delle frazioni erano costituite da mulattiere acciottolate con gradoni, non adatte al transito di carri ma utilizzate solo per il servizio pedonale. Ancora oggi è visibile nei pressi del Rio Canale, tra le frazioni Vaudano e Giara, l’antica mulattiera in acciottolato che collegava la frazione Pot (Polto) con Vaudano.

Per superare i numerosissimi corsi d'acqua, detti Rivo dal Latino Rivus, vi erano passerelle in legno poggianti su spalle in muratura di pietra, sostituite con ponticelli in pietra solo in età tardo Rinascimentale. Molte frazioni erano collegate tramite semplici sentieri, alcuni ancor oggi in uso. Ad esempio si ricorda che il Cardinal Carlo Borromeo, con il suo seguito, avesse più volte raggiunto i Santuari della Brughiera e di S. Bernardo attraverso il ripido sentiero locale che da Flecchia portava a Pratrivero, da qua proseguiva per La Rivaccia, Pellizzaro di Cereie, Sella e da qua si arrampicava verso il Rio Scoldo fino alla Chiesa Matrice, a ricordo dei suoi pellegrinaggi vi è in zona, un gran numero di cappellette, affreschi murali, fontanelle e massi lungo il percorso che S. Carlo amava percorrere da Milano alla sua Arona e verso Biella ove era imparentato con la famiglia nobile dei Ferrero. Oggi le strade che collegano i Santuari locali di Biellese e Valsesia sono dette "Le Valli della Fede".

Tra il 1780 e il 1885 vengono migliorate tutte le strade inter-comunali e comunali del Triverese.
L’antica strada di Pratrivero, oggi detta Via Diagonale (S.P. 112), viene allargata ed i ciottoli di granito ricoperti con terra battuta consentendo il transito di carri tra Ponzone-Pratrivero-Lora. Dall’attuale rotatoria di Ponzone saliva verso Lora con diramazione secondaria da Pratrivero verso Portula (S.P. 114) dove si congiungeva con l’antica via detta della “Dogana” ora S.P. 113, soltanto tra il 1910 ed il 1930 la "vecchia strada di Pratrivero" che passava per il Canton Prato, viene affiancata nel tratto Pratrivero-Loro da una più moderna ed ampia strada carrozzabile, stesso discorso per l’antica via interna della frazione Pratrivero che viene affiancata da una più ampia strada di circonvallazione che da Loro raggiunge la Chiesa Parrocchiale.

La S.P. che da Portula sale a Ferrero-Lora (S.P. 113) anticamente era detta Strada della Dogana, ora è intitolata al Conte “Ermenegildo Zegna”. Nel 1853 misurava 3091 mt e si congiungeva attraverso le frazioni di Guala-Ronco-Vico alla via detta “di Fango” (oggi Ponte Fango) dove proseguiva per Mosso Valle Inferiore per un percorso di 2387 mt di pertinenza di Trivero. Resti della antica strada Portula-Fango, ancor oggi acciottolata come in origine sono visibili tra il Rondò e la località Barozzo.

Sempre dal comune di Portula si dipartiva un’altra strada che attraverso la frazione Castagnea ed il quartiere alto di Matrice di Trivero, per una estensione di 3111 mt, attraversava il quartiere di Bulliana e si congiungeva con Mosso Valle Superiore (oggi Sella di Mosso). Oggi la strada che collega Lora con Bulliana e Mosso è la S.P. 109.

Dalla S.P. 200, nel fondovalle, “Strada di Ponzone” (oggi detta Strada Provinciale Biella-Valsesia) nei pressi del Lanificio Ferla di Polto si dipartiva una mulattiera che collegava Polto con il Mortigliengo e con Lessona. Questa venne ampliata e migliorata nel 1780 (oggi S.P. 229). Nello stesso anno la “Strada di Ponzone” venne fatta proseguire oltre il lanificio Zignone (fabbrica della Ruota di Valle Fredda) fino a Pray-Pianceri-Crevacuore, mentre in origine la strada proseguiva per le frazioni di Pray Mucengo-Flecchia, Coggiola-Pianceri-Crevacuore.

Gli interventi più importanti apportati alle strade inter-comunali e comunali sono iniziati tutti dal 1780. In quell’anno vengono chiesti i finanziamenti all’Intendenza per migliorare le strade di S. Antonio-Bulliana-Mosso, la “Via di Fango” di Ponte Fango-Mosso Valle Inferiore, di Guala-Cereje-Mortigliengo, di Zoccolo-Portula oltre che il prolungamento della Ponzone-Crecavuore-Valsesia.

Nel 1788 vengono costruiti i ponti della Rovella sullo Strona di Vallemosso, per rendere carrozzabile la Biella-Mosso-Ponzone-Valsesia. Altri ponti vengono costruiti sul torrente Sessera e sul Ponzone.
Nel 1848 iniziano i lavori di costruzione di molte nuove strade comunali interne con i relativi ponti in pietra.
Dal 1861 vengono modificate la strada che da Cereje porta al Rondò di Barbero con l’attuale circonvallazione di Cereje, la strada che da Botto porta a Dosso, e viene appaltata la strada Botto-Vaudano.
Nel 1882 vengono ulteriormente allargate le strade di frazione Botto, Cereje, Bulliana e Fila.
Nel 1885 viene ampliata la strada Lora-Pratrivero-Ponzone.
Le prime automobili transitano nel comune di Trivero tra il 1900 ed il 1930, ma è solo dopo la seconda guerra mondiale che le strade diventano sufficientemente ampie da consentire un corretto transito di automezzi. Tra il 1947 ed il 1970 l’amministrazione provinciale di Vercelli, con il contributo di privati industriali della zona, ha provveduto ad asfaltare tutte le strade comprese quelle frazionali. Ultima strada comunale, in ordine di tempo, ad esser stata asfaltata è stata la comunale di Grillero.

Attualmente, oltre alle strade sopra citate, và ricordata la S.P. 226 che dalla Provinciale di Polto-Mezzana si dirama verso la frazione Cerreia di Soprana, attraverso la frazione Rivarolo. Sempre dalla Provinciale 200 in località Roviore parte la S.P. 231 Ponzone-Mezzana Mortigliengo, che collega Ponzone con Baltigati di Soprana, Mezzana e Cossato.

Merita un cenno a sé l’ex Strada Statale 232 “Panoramica Zegna” che da Mottalciata si inerpica fino alla vicina stazione sciistica di Bielmonte, attraverso il territorio di Cossato, Vallemosso e Trivero.

Questa strada fu caparbiamente voluta da Ermenegildo Zegna Conte di Monte Rubello, locale imprenditore tessile che oltre ad impiantare un noto stabilimento per la lavorazione di lane e tessuti, acquistando dai privati i terreni brulli a monte di Trivero costruì dapprima una strada carrozzabile collegante Trivero alla regione Caulera quindi un tracciolino pedonale che raggiungeva la Valle Cervo.
Il Conte Zegna si sobbarcò, in più riprese, gli oneri necessari al completamento della strada (1955-1965) che, grazie all’intervento dell’allora ministro on. Prof. Giuseppe Pella raggiunse Bielmonte ed il Bocchetto di Sessera, denominandola “Panoramica Zegna” e classificandola come strada statale con Decreto Ministeriale del 30/7/1963, mentre il tracciolino tra Bielmonte e Piaro in Valle Cervo passò all’allora provincia di Vercelli che ne completò ed asfaltò il tracciato.
Contemporaneamente il Conte Zegna urbanizzò la montagna a Nord di Ferla e di Roveglio con la costruzione del cosiddetto “Centro Zegna” che ospitava un Ospedale, una Piscina, una Palestra, un Albergo-Ristorante, il cosiddetto “Dopolavoro” e svariati piccoli negozi, realizzò le strade che dalla cosiddetta “Panoramica” collegavano al Villaggio Residenziale oltre che numerose case residenziali nella frazione Zegna, località Miravalle. Alla località Bellavista costruì abitazioni ed una cooperativa di consumo per i propri operai, mentre nei pressi della località Bellavista costruì il grandioso albergo S. Bernardo, oggi sede del rinomato Istituto Professionale Alberghiero E. Zegna, sempre in località Caulera a 1079 mt fece costruire anche un edificio che ospitava un Istituto per l’infanzia abbandonata, in seguito donato alla provincia ed oggi dismesso ed in disuso; al Bocchetto di Margosio creò una Colonia Alpina, in località Stavello un grandioso bocciodromo ed un ristorante, oggi raso al suolo a causa di un incendio, oltre che un locale che oggi ospita il gruppo “Agesci” ovvero i “boy scouts” locali.
A Bielmonte (appartenente al comune di Piatto) fece costruire due grandi piazzali con un altro albergo ed una attrezzata stazione sciistica con campi da sci ed impianti di risalita tutt’ora funzionanti.
Contemporaneamente il Conte Zegna fece mettere a dimora migliaia di abeti, rododendri himalayani ed ortensie lungo tutto il percorso che da Trivero sale al colle di Caulera trasformando un brullo territorio in un vasto giardino. Oggi questo territorio è parte integrante dell’Oasi naturalistica detta “Oasi Zegna”. Nel tratto centrale dell’Oasi, tra il Villaggio Residenziale e la località Baso, gli eredi del Conte Zegna crearono un’ulteriore oasi naturalistica, un orto botanico che oggi ospita svariate varietà di rododendri himalayani e alcuni sentieri ben attrezzati e ottimamente curati. Questa oasi botanica è detta “conca o valle dei rododendri”.

Nel territorio Valsesserino due strade non asfaltate, in parte carrozzabili, collegano ad Ovest il Bocchetto Sessera, nei pressi di Bielmonte, con la stazione Sciistica Valsesiana dell’Alpe di Mera nel comune di Scopello, il cui tratto finale attraversa il comune di Trivero, e ad Est la località di Castagnea di Portula con la diga delle Mischie, dalla località La Fregia alla località Oro della Lamma interamente in territorio Triverese.

Sopra: Ecco come dovevano apparire le antiche strade di Trivero fino ai primi del '900. Strette, ripide, difficilmente transitabili se non con muli e carretti e soprattutto costruite con acciottolati in granito locale. Nelle immagini l'antica Strada che collegava Ponzone-Pot con Vaudano ancora ben conservata presso il Rivo Canale di Vaudano.
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Le strade interne cantonali delle Frazioni attorno alla Chiesa e a Pratrivero ma anche molte altre strade frazionali erano scalinate in pietra solo pedonali.
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La maggior parte delle strade inter-frazionali apparivano così: terra battuta nei pianori e acciottolati granitici nel ripido con scalinate per superare i maggiori dislivelli.
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L'antica strada che collegava la frazione Piana con Guala e Matrice, tutt'ora esistente.
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Antiche cascine e cortili interni frazioni a Trivero
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Trivero. La moderna Strada Panoramica Zegna
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