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SANTUARIO DI SAN BERNARDO - TRIVERO (Biella)

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Santuario di San Bernardo a Trivero-Oasi Zegna
 

Edificato sulla vetta dell'omonimo monte del Triverese, risale al 1300

  Costruito dopo la cattura di Fra' Dolcino a 1.408 mt s.l.m.
  nelle immagini a sinistra:
Il Santuario di San Bernardo di Trivero. La vetta del Monte San Bernardo, già Monte Rubello, sul cui apice sorge l'omonimo Santuario.

nell'immagine centrale:
Il Santuario di San Bernardo di Trivero in una immagine di cartolina d'epoca dei primi del '900

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» Vai nella pagina FOFOGALLERY per vedere le più belle immagini dei PAESAGGI e della natura dell'Oasi Zegna
» Vai direttamente nella pagina FIORITURE DEI NARCISI DI BIELMONTE - FIORITURE DEI RODODENDRI DELL'OASI ZEGNA

   
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Santuario di San Bernardo a Trivero-Oasi Zegna
 
   
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Santuario di San Bernardo a Trivero-Oasi Zegna
 
   
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Il Monte e Santuario di San Bernardo a Trivero-Oasi Zegna
 
   
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Santuario di San Bernardo a Trivero-Oasi Zegna
 
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Il Santuario di S. Bernardo e il BALCONE PANORAMICO

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Dalla vetta del Monte Rubello di Trivero vista sul Santuario di San Bernardo con alle spalle le Alpi Lepontine tra Svizzera e Lombardia
   
Nelle immagini di seguito: Vista sulla Valsessera-Valsesia-Monte Fenera e Pianura Lombarda dal Santuario di San Bernardo di Trivero - Vista sul Monte Rovella e Pinaura Padana Vercellese-Alessandrina con Appennino Ligure sullo sfondo - Vista sul Monviso con punta del Monte Massaro o Prapiano di Trivero-Mosso in primo piano - Vista a Nord-Ovest sulla Cima d'Argimonia e Bielmonte e a sinistra il Monte Mucrone di Oropa - Vista sul Monte Barone (Punta Gemevola) dai portici del Santuario di San Bernardo - Vista sul Monte Rosa dal sentiero che sale al Santuario di San Bernardo - Nell'immagine centrale: Vista su Trivero con il Lanificio Zegna, la Chiesa Matrice, frazioni Oro, Guale e Lora dal Santuario di San Bernardo di Trivero
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Vista sulla Valsessera-Valsesia e Pianura Padana Lombarda dal Santuario di S. Bernardo di Trivero
 

IL Panorama dal Santuario di San Bernardo di Trivero spazia a 360° dalle Alpi all'Appennino e Pianura Padana

 

Un luogo di ritiro spirituale da cui apprezzare la bellezza del panorama sul Rosa-Monviso-Adamello ed Appennino

 

I Santi patroni di Trivero sono considerati i Santi Quirico e Giulitta (a cui è intitolata la Chiesa Matrice) che vengono festeggiati il 16 Giugno con messa e mostra mercato, a cura della locale Pro Loco nella piazza della Chiesa Matrice la prima Domenica di Giugno. Ciò nonostante, uffici pubblici e molte aziende quali industrie, uffici Postali e Banche di Trivero festeggiano la Festa Patronale in ricorrenza e ricordo del Santo Patrono S. Bernardo da Mentone nel giorno 15 di Giugno.

La Festa di San Bernardo viene celebrata presso il Santuario nella prima domenica di Luglio mentre il Venerdì precedente la festa viene proposto un incontro di riflessione e preghiera. La prima Domenica di Giugno viene inoltre celebrata una messa di suffragio a tutti i caduti della montagna mentre in tutte le altre Domeniche estive un gruppo di volontari Triveresi mantiene aperta la struttura con illuminazione anche notturna e possibilità di ristoro in loco.

Da poco sono stati restaurati, a cura dell'Associazione Amici del Santurio, i locali per l'accoglienza dei pellegrini che prossimamente potranno anche pernottare presso la struttura ove è in fase di ultimazione un punto di ristoro stabile. 

In questa sezione alcune immagini del bellissimo panorama attorno al Santuario, di seguito la storia sin dalle origini ad oggi.

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» L'Alta Valsessera si trova a Nord del Santuario di San Bernardo. E' un'area protetta dalla Comunità Economica Europea di cui abbiamo parlato nella pagina dedicata all'OASI ZEGNA. A Sud del Santuario invece si trovano i prati di Barbato-Brughiera che ospitano un altro importante Santuario Mariano dedicato a Nostra Signora della Brughiera, più a valle le frazioni di Trivero, la valle del Ponzone del Sessera, le colline del Mortigliengo e Massiccio Granitico Biellese di cui abbiamo parlato in questa pagina e più a Sud la Pianura Padana. Dalla vetta del San Bernardo lo sguardo spazia fino al Piacentino, al Passo del Turchino ed alla zona dei laghi del Bresciano tra Iseo e Monte Guglielmo.

   
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Vista sulla Pianura Padana Vercellese-Alessandrina ed Appennino dal Santuario di S. Bernardo di Trivero
 
   
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Vista sul Monviso dal Santuario di S. Bernardo di Trivero
 
   
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Vista su Monte Argimonia-Bielmonte e M. Mucrone dal Santuario di S. Bernardo di Trivero
 
   
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Vista sul Monte Barone (M.Gemevola) dal Santuario di San Bernardo di Trivero
 
   
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Panorama sul Monte Rosa visto dal Santuario di S.Bernardo-Trivero Oasi Zegna
 

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Come raggiungere il Santuario

Percorsi Autostradali e Stradali:

Clicca sull'immagine a fianco per visualizzare la mappa in HD dei collegamenti Stradali - Autostradali e Ferroviari tra Trivero-Oasi Zegna-Santuario di San Bernardo e Milano-Torino-Genova ed Aeroporti

 

Per giungere in Oasi Zegna-Monte Rubello-S. Bernardo dall'Autostrada A4 Torino-Milano:

  • Proveniendo da Torino uscire al casello di Carisio e seguire le indicazioni per Bielmonte-Oasi Zegna. A destra proseguire per Crocicchio di Carisio quindi per Biella-Cossato. Alla prima grande rotonda seguire per Cossato-Trivero attravero la ex Strada Statale Panoramica Zegna I° Tronco. All'ingresso di Cossato proseguire lungo la nuova Strada a scorrimento veloce per Vallemosso quindi da qua per Trivero-Bielmonte.
    Proveniendo da Milano uscire al casello di Greggio e proseguire per Ghislarengo quindi girare a sinistra per Rovasenda, proseguire per Cossato e appena fuori paese girare a destra per Roasio. A Roasio proseguire dritto per Sostegno-Crevacuore-Pray-Trivero. A Trivero proseguire lungo la Strada Panoramica Zegna fino alla Chiesetta Alpina ove lasciare l'auto e proseguire a piedi lungo la strada non asfaltata con indicazioni stradali.

Per giungere in Oasi Zegna-Monte Rubello dall'Autostrada A26 Genova-Gravellona Toce:

  • Proveniendo da Milano-Legnano-Varese-Como-Verbania uscire al casello di Romagnano-Ghemme e seguire le indicazioni per Bielmonte-Oasi Zegna. Sulla ex Statale Novara-Valsesia proseguire per Romagnano-Grignasco-Serravalle-Crevacuore-Pray-Trivero oppure Romagnano-Vintebbio di Serravalle-Serravalle-Crevacuore-Pray-Trivero.
    Proveniendo da Milano e Novara a Vicolungo-Biandrate presso gli Outlet di Vicolungo proseguire lungo l'Autostrada Genova-Gravellona, proveniendo da Genova o da Milano uscire a Romagnano-Ghemme quindi stesso percorso.

   
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STORIA del Santuario di SAN BERNARDO con foto. Trivero e i cambiamenti climatici post medioevali

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Immagini storiche del Santuario di San Bernardo - Stampa d'epoca
 

Nelle immagini a sinistra: La vetta del Monte Rubello o Zubello-Zebello in seguito rinominato San Bernardo completamente spoglia a inizio '900 con il piccolo antico Oratorio sulla vetta in stampa d'epoca - Cartolina d'epoca raffigurante il Santuario - Cartolina degli anni '30 - Si costruisce la Strada Panoramica Zegna in località Stavello, sullo sfondo il San Bernardo - Cartolina dei primi del '900 - Primo piano sul Santuario in cartolina d'epoca - Il Monte San Bernardo sullo sfondo all'istituto per l'infanzia Zegna di Trivero-Caulera - Ricostruzione delle battaglie tra truppe Vescovili e Apostolici Dolciniani accampati sulla vetta del San Bernardo - Cartolina d'epoca - Il Santuario di San Bernardo come si presenta oggi

 

IMMAGINI D'EPOCA DA ANTICHE STAMPE O CARTOLINE RAFFIGURANTI IL SANTUARIO DI SAN BERNARDO DI TRIVERO

 

Nel territorio del Triverese oggi esistono tre Santuari. 2 in territorio di Trivero ( Nostra Signora della Brughiera e San Bernardo ) ed uno in quello della vicina Portula ( Santuario della Novareja ).

Il Santuario di San Bernardo è il più antico Santuario del circondario e, sebbene ricostruito e rimaneggiato più volte nel corso dei secoli scorsi, è uno dei pochi ad avere origini certe e documentate.

La sua edificazione è strettamente legata alla presenza ed alle vicende degli Apostolici e dell’eresia Dolciniana ( Fra' Dolcino ed i suoi seguaci 1305-1307 ) sulla vetta del monte Zubello ( 1.408 mt s.l.m. ) , come si chiamava in origine ed in seguito ri-nominato Rebello, poi Rubello ma, durante il periodo belligerante dolciniano, anche detto dei "Gazzari" o " Gazzeri" o "Gazzarri" ora detto monte San Bernardo.

All’indomani della cattura dell’eretico Dolcino, avvenuta ad opera delle truppe capitanate dal sessantottesimo Vescovo di Vercelli Rainero Avogadro ( 1305-1310 ), venne eretto un saccello di venerazione all’omonimo Santo di Aosta ( Bernardo di Mentone 923-Novara 1008, patrono di montanari ed alpinisti ) per voto dei Terrazzini di Trivero e grazie alla volonterosa collaborazione delle genti del luogo che - si narra, innalzarono il primo saccello in appena cinquanta giorni - utilizzando anche i resti delle fortificazioni Dolciniane, si trattava di una semplice cappella o poco più, come riporta il Notaio Bonaccio di Trivero sincrono di Dolcino, l’oratorio vero e proprio risale al 1448 e venne restaurato nel 1573, successivamente questo fu demolito per esser trasformato nell’attuale Santuario a partire dal 1837 al 1839. Nel 1837, proprio nel giorno della sua inaugurazione, venne seriamente lesionato da un fulmine che costrinse ad ulteriori lavori fino al 1939.

Per secoli questo Santuario fu meta di pellegrinaggi e processioni provenienti da tutto il Biellese Orientale, in particolar modo dai paesi circonvicini razziati dai Dolciniani.

La travagliata storia di questo Santuario è spesso legata a superstizioni e credenze.

Era infatti convinzione della gente del luogo, istigata dal locale Clero, che tutti i guai e mali dei Biellesi fossero conseguenza diretta degli spiriti maligni del demone degli Apostolici ( Fra' Dolcino ) che continuavano ad arieggiare e a perpetuarsi in zona con fame, povertà e carestie. In realtà la fame era conseguenza delle somme barbarie imposte dai Feudatari del Vescovo che imponevano ai Biellesii gravose tasse e torture, anche quando i raccolti scarseggiavano e le carestie si susseguivano senza interruzione, come ampiamente documentato negli atti depositati nell'archivio comunale di Trivero, mentre le carestie erano conseguenza diretta dei cambiamenti climatici che si manifestavano con violente tempeste e grandinate in grado di distruggere frumento, ortaggi, frutta e persino castagne, nuova fonte di sostentamento e talvolta di ricchezza degli abitanti dei colli Biellesi. Si spiega in parte con la superstizione, la presenza di tante Chiese, Oratori e Santuari in zona, nonchè di riti e tradizioni, volti a scongiurare le carestie e soprattutto a scacciare gli spiriti dei demoni Dolciniani. Una di queste tradizioni dei Triveresi in particolar modo, ma anche del resto dei Biellesi ci viene tramandata dal "Codice Pergamenesco della Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Nel Medioevo la processione più importante del Biellese è legata al vincolo votivo della comunità Triverese.

Dal mese di Agosto precedente la festa di San Bernardo, subito dopo il raccolto del frumento, gli abitanti di Trivero e Portula si obbligavano a raccogliere grano e segale che serviva per fare il pane che veniva distribuito gratuitamente per carità nel giorno della processione. La comunità eleggeva un priore incaricato, con l’aiuto di altre 3-4 persone, dell’organizzazione e della raccolta del frumento e della colletta. Ogni famiglia di Trivero e Portula era obbligata a contribuire alla colletta. Nel mese di Maggio il priore chiamava a raccolta i mugnai del territorio ai quali consegnava i sacchi del frumento raccolto. La macina avveniva gratuitamente, come contributo dei mugnai stessi all’organizzazione dell'evento. Tre settimane prima della festa di S. Bernardo si cominciava a far cuocere il pane che veniva benedetto appena prima del 15 di Giugno, data della processione e della memoria liturgica del Santo. I Parroci di Trivero e Portula venivano pagati con otto pani ( 2 per la benedizione e 6 per la processione ), quindi venivano trasportati al Monte S. Bernardo attraverso i sentieri che dalla località Gioia salivano attraverso l'attuale Miravalle-Brovarone, il Baso e la Bellavista. I pani venivano distribuiti entro le mura dell’oratorio e solo dopo che questi fossero stati distribuiti a tutti i partecipanti le genti potevano lasciare la processione sul far del mezzogiorno. Nel pomeriggio giungevano a monte anche le processioni provenienti dal circondario di Cossato-Mortigliengo e da Bioglio-Vallemosso, avendo cura di non incrociare la processione discendente e soprattutto di non raccogliere nuovamente le genti della comunità Triverese, affinchè non fosse loro distribuito il pane due volte di seguito. Tale tradizione durò fino al 1782, quando gli abitanti soprattutto della comunità di Bulliana, stanchi di contribuire e maggiormente devoti al locale Santuario di Nostra Signora della Brughiera si ribellarono al voto. In quell’anno dall’intendente della citta di Biella arrivò ordine tassativo di tralasciare tale tradizione, pena la cattura e l’arresto di chi avesse richiesto pagamenti di pegni ed imposizioni.

Dismessa l’usanza di salire al Monte tornò a radicarsi tra la gente del circondario la convinzione che gli spiriti maligni ed i demoni degli Apostolici fossero ancora presenti in zona e si manifestassero con nuove carestie a seguito di ulteriori imponenti grandinate e tempeste. Il disegno del maligno veniva raffigurato ed incarnato dal Clero, che istigava la popolazione con terrificanti racconti e profezie degni del più bieco paganesimo, nell'eresia e nella ribellione al Clero stesso. In realtà, ancora una volta, non si trattava degli spiriti maligni dei demoni o di Dolcino ma più semplicemente si trattava del più imponente sconvolgimento climatico conosciuto dall'uomo moderno.

All'incirca dal 1300, infatti, proprio in corrispondenza dell'arrivo in zona di Fra Dolcino e dei suoi Apostolici, termina definitivamente il cosiddetto «Optimum Medievale» o "Periodo Caldo Medievale" ( MWP - Medieval Warming Period ) iniziato pressappoco nel IX secolo D.C. e proseguito fino all'inizio del 1300 in cui nell'Emisfero Settentrionale, in particolar modo nella regione del Nord Atlantico, si hanno temperature costantemente al di sopra della norma con clima relativamente caldo, tanto da permettere la coltura del frumento e della vite anche a Trivero fin verso gli 800-900 metri. Passato l'Optimum Medievale inizia la cosiddetta "PEG" Piccola Era Glaciale o meglio Piccola Età Glaciale. Le temperature medie, in particolare dell'Emisfero Settentrionale del Pianeta ( documentate dettagliatamente in Europa ) scendono in picchiata. Inverni rigidissimi e nevosissimi iniziano a rimpinguare i quasi estinti ghiacciai Alpini. Lo stesso frate Dolcino ed i suoi Apostolici rimangono intrappolati sui monti di Trivero sotto una spessissima coltre di neve che li indebolisce e strema al punto da costringerli a cibarsi di cani randagi e di carne umana, nonchè a soccombere e perdere la battaglia finale contro le truppe vescovili. Le bolle d'aria calda, intrappolata nelle vallate Alpine, col sopraggiungere di aria più fredda causano tempeste di proporzioni inaudite. Tempeste di fulmini, vento e grandine paragonabili a veri e propri uragani, come vengono descritti dall'ANONIMO SINCRONO ( uno scrittore contemporaneo di Dolcino, probabilmente Triverese ed ovviamente anonimo ), si abbattono su tutto l'arco Alpino. I raccolti vengono distrutti causando nel 1315 una ingente carestia che uccise tra fame e malattie almeno un milione e mezzo di persone in Europa. I ghiacciai Alpini tornano ad avanzare velocemente tanto da distruggere ed inglobare le fattorie dei fondovalle soprattutto in Svizzera; tornano a gelare il Tamigi ed i canali dei Paesi Bassi. L'apice del freddo si verifica nell'inverno del 1709, considerato l'inverno più freddo degli ultimi 500 anni; convenzionalmente la PEG viene considerata conclusa nel 1850 quando le temperature sono tornate a salire ed i ghiacciai a ritirarsi. Dopo la fine della PEG, il passaggio da un clima anomalmente freddo ad un clima più caldo provoca nuovi fenomeni meteorologici violenti che si assestano solo a fine '800.

All'indomani della terribile carestia del 1315 molti furono i Biellesi costretti ad abbandonare i campi improduttivi costantemente allagati, con ortaggi ed erbe in putrefazione e a darsi alla mendicazione. I Triveresi fecero allora voto a Dio e a San Bernardo che, qualora fossero cessate le tempeste e fossero spariti i Demoni e gli Spiriti maligni Dolciniani avrebbero trasformato il loro piccolo saccello in una più ampia Chiesa.

Nel 1573, a seguito del voto e dell’ennesimo restauro dei Triveresi, Giovanni Francesco Bonomigni ( Jo. Franciscus Bonomius 1572-1587 ) da poco eletto ottantottesimo Vescovo di Vercelli, durante la sua prima visita pastorale, giunto a Trivero, descrive il Santuario di S. Bernardo composto da due cappelle, una più modesta, l’altra più grande, addossate l’una all’altra il cui muro divisorio viene abbattuto soltanto nel 1606 e al cui interno vi sono riposte due statue lignee dedicate una alla Madonna e l’altra a S. Bernardo da Mentone.
Durante i recenti lavori di restauro del Santuario, nel 1936 vennero trovati in sede reperti Dolciniani tra cui punte di lance, resti di picche ed altri oggetti che oggi sono conservati presso il Museo Civico del Territorio, di Biella.

   
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Immagini storiche del Santuario di San Bernardo - Cartolina d'epoca
 
   
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Immagini storiche del Santuario di San Bernardo - Cartolina d'epoca degli anni '30
 
   
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Santuario di San Bernardo - Stampa d'epoca-Costruzione della Strada Panoramica Zegna
 
   
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Immagini storiche del Santuario di San Bernardo - Cartolina dei primi del '900
 
   
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Immagini storiche del Santuario di San Bernardo - Cartolina d'epoca
 
   
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Cartolina d'Epoca con Monte San Bernardo e Abergo S. Bernardo
 
   
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Ricostruzione della Battaglia contro Dolcino sulla vetta dei monti Rubello-S.Bernardo
 
   
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Immagini storiche del Santuario di San Bernardo - Cartolina d'epoca
 
   
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Immagine del Santuario di San Bernardo come si presenta oggi
 
   

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IL PAESAGGIO ALPINO DELL'OASI ZEGNA dalla vetta del San Bernardo

Punto panoramico molto bello, lo spiazzo attorno al Santuario di San Bernardo di Trivero offre una vista a 360° su tutto il Piemonte e le vicine Lombardia-Svizzera ed Emilia.

Dal Santuario, guardando verso Nord l'alta Valsessera con i Monti Barone-Mora-Bors-Bondala e Cima di Foggia. Al confine tra Valsessera-Biellese e Valsesia il Monte Camparient, l'Ometto, il Bo di Valsesia, l'Asnass ed il Bo con la Cima di Bo e Manzo. Più in secondo piano svetta la cima del Mischabel-Dom in Svizzera ed il massiccio del Monte Rosa con il Col d'Olen ed il Corno Bianco che molti confondono per il Cervino che invece rimane nascosto da quest'ultimo. Più ad Ovest la catena dei monti di Oropa al confine tra Biellese e Val d'Aosta con la Punta 3 Vescovi, il Mars ed il Mucrone. Più in basso il Tovo di Oropa e più in primo piano la Rocca d'Argimonia con Bielmonte e sullo sfondo la punta del Mont Nery in Val d'Aosta lungo la vallata di Gressoney.

Più ad Ovest in primo piano la Serra di Ivrea, Biella, Mongrando ed il Biellese Occidentale, dietro le colline del Canavese attorno a Candia Canavese-Caluso, più indietro i contrafforti del Gran Paradiso, le Alpi Graie attorno al Rocciamalone e Gran Vaudala, il massiccio del Monviso che svetta tra le foschie del Torinese con Torino, Superga, Alpignano, Rivoli e la bassa Val Susa con il Monte Musinè ben distinguibili nelle giornate terse senza foschia.

A Sud-Sud Ovest il Marguareis e l'Argentera con il Cuneese preceduto dalle colline delle Langhe e più a Sud il Monferrato con il Passo del Turchino, Casale Monferrato, Verrua Savoia e più indietro l'Appennino Ligure che spazia fino alle vette sopra Genova-Savona ed il Colle di Cadibona con il Settepani. Il Monte Beigua svetta tra le foschie Appenniniche Liguri mentre in primo piano la Pinaura Padana Vercellese-Novarese e la Lomellina con Saluggia-Trino-Vercelli e Novara di cui si vede svettare la cupola Antonelliana. Più indietro il Po-Ticino e Pavia con sullo sfondo il Monte Penice e l'Appennino della Val Trebbia-Scrivia.

Più ad Est lo sguardo si perde tra le foschie del Piacentino-Lodigiano mentre tornando verso Nord Est il Monte Guglielmo e l'Alben delimitano la Lombardia con il Bresciano di Iseo ed il Veneto del Garda. Dietro al Guglielmo le Orobie con Bergamo che nelle giornate limpide e terse occupa l'intero pianoro ai piedi dei rilievi di Orio e Serio con Valcava da cui svettano numerosi gli impianti di telecomunicazione che servono l'intera Lombardia e Piemonte Orientale.

Più a Nord Est il Resegone di Manzoniana memoria con Calolziocorte e Treviglio. Il Bisbino di Como le Grigne da cui svetta l'Adamello. Più indietro il gruppo dell'Ortles-Bernina con lo Spluga, quindi la Valtellina delimitata dalla piramide del Monte Legnone sul cui fianco, più avanti svetta il Campo dei Fiori di Varese con Varese, Gavirate, Biandronno ed il Lago di Varese ben visibile anche nelle giornate non troppo limpide. Più avanti Malpensa, Busto Arsizio e Legnano, la Brianza con Milano che svetta dalle foschie e dall'inquinamento cittadino nelle giornate limpide con i suoi nuovi grattacieli, il Duomo, la torre Velasca, i grattacieli di Pero-Rho-Fiera, Linate con i suoi numerosi aerei che si vedono atterrare o alzarsi in volo con gran frequenza. Le raffinerie petrolio di Trecate-Galliate ed il Ticino quindi più verso Nord la zona Sud del Lago Maggiore si intravvede dietro alla vetta del Monte Fenera di Valduggia-Cremosina. Svetta tra le coste del Verbano Castelletto sopra Ticino-Gallarate-Taino ed Angera parzialmente coperta dai rilievi del Cusio. Più a Nord tra i rilievi del Campo dei Fiori ed il Legnone la Val Ganna Settentrionale e Chiasso con Lugano che svetta con le sue frazioni più elevate attorno all'inconfondibile rilievo a panettone al centro del Lago di Lugano.

In territorio Svizzero, Magadino-Monte Ceneri, Monte Generoso ed i monti di San Bernardino con il Pizzo Tambò e lo Spluga quindi i monti a Nord del Canton Ticino fino all'Ossola di cui svettano i rilievi a Nord del Lago Maggiore con qualche vetta Svizzera che sbuca dalle vette dei rilievi del Cusio quale il Mottarone. Dietro il Monte Zeda ed il Rheinwaldhorn e più avanti il rilievo dell'Alpe Noveis di Coggiola con il Monte Gemevola o Cornabecco, il Ponasca e nuovamente il Monte Barone a chiudere il cerchio dei 360°.

»» A BREVE ON-LINE SUL NOSTRO SITO UNA INTERA PAGINA DEDICATA AI PANORAMI A 360° SU ALPI-APPENNINO E PIANURA PADANA DAI MONTI RUBELLO DI TRIVERO. Nell'immagine sotto, grafica del panorama dal Santuario di San Bernardo verso Nord Est ed Est.


Mappa dell'Oasi Zegna
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OASI ZEGNA. Informazioni turistiche. Numeri utili ed indirizzi

  • Consorzio Turistico Oasi Zegna - Trivero - Tel. 015 75 911 - oasizegna@zegna.com
  • Casa Zegna-Fondazione Zegna - Archivio Storico, Eventi Culturali - Trivero - Via Guglielmo Marconi 23 - Tel. 015 75 91 463 sito: fondazionezegna.org/casa-zegna
  • Centro Informazione Bielmonte - Bielmonte - Tel. 015 744 102
  • Soggiornare in Oasi Zegna - Ristorazione e Pernottamento in Oasi Zegna - sito: DOVE DORMIRE IN OASI ZEGNA
  • Pro Loco di Trivero - Punto informazioni Turistiche - Ufficio I.A.T. Trivero - Via Guglielmo Marconi 30/b - Tel. 015 75 61 29
  • ATL Biella - Agenzia di Accoglienza e Promozione Turistica di Biella - Biella - Tel. 015 35 11 28 - sito: ATL BIELLA
  • Casa-Museo dell'Alta Valle Cervo - Cellula Ecomuseale del Biellese - Rosazza - Documenti, testimonianze, tradizioni (ATL Biella o Oasi Zegna)
  • Cellula Ecomuseale dell'Alpe Moncerchio "Aldo Prina Cerai" - Bielmonte - Lavorazione del latte-prodotti della montagna - Cel. 339 72 89 682
  • Cellula Ecomuseale dell'Alpe Margosio "Rinaldo Foglia" - Mosso-A.Margosio - Lavorazione prodotti della montagna (Oasi Zegna)
  • Fabbrica della Ruota - Cellula Ecomuseale del Biellese - Ponzone-Pray - Sito di Archeologia industriale Tel. 015 738 83 93
  • Sito Archeo-Metallurgico delle Rondolere-Valsessera - Ponzone - Doc.Bi - Tel. 015 738 83 93 - Biella - Tel. 015 31 463
  • Parco degli Arbo-Riabella - San Paolo Cervo - S.Paolo Cervo - Parco dedicato alla civiltà del Castagno (ATL o Oasi Zegna)
  • Parco Avventura di Veglio - Veglio - Attività sportive tra gli alberi - Tel. 015 702 488 - sito: PARCO AVVENTURA VEGLIO
  • Bungee Center di Mosso-Veglio-Pistolesa - Salto con elastico dal Ponte - Tel. 015 702 488 - sito: BUNGEE CENTER
  • Ass. Amici del Fondo di Bocchetto Sessera - Bielmonte - Cell. 360 67 25 83
  • Ass. Scuola di MTB Oasi Zegna - Bielmonte - Cell. 339 703 76 40
  • Noleggio bici MTB - Bielmonte - Tel. 015 744 126
  • Ass. Scuola di Sci Bielmonte - Bielmonte - Tel. 015 744 178
  • Centro Equestre Bielmonte - Bielmonte - Cell. 328 922 99 61
  • Piscina Atheneum al Centro Zegna di Trivero - Trivero - Via G. Marconi 54 - Tel. 015 75 71 51
  • Campo di volo-scuola aquilonismo - Bielmonte - Tel. 015 403 396
  • Area volo alianti radiocomandati - Bielmonte - Cel. 334 36 96 380
  • Arrampicate-Palestra di roccia - Bielmonte-Panoramica Zegna - Cel. 338 149 33 56
  • Palazzetto dello Sport di Bielmonte - Bielmonte - Tel. 015 744 126
  • Pista di Bob Estivo - ROLBA RUN di Bielmonte - Bielmonte - Tel. 015 744 102
  • Area di sosta per Camper di Bielmonte-Piazzale 2 - Bielmonte - Piazzale di Monte Marchetta - tel. 015 744167
  • Santuario Madonna della Brughiera - Trivero-Mosso - Tel. 015 75 087 - sito: SANTUARIO DELLA BRUGHIERA
  • Agriturismo Alpe Montuccia da Miki e Erik - Valsessera - Alpe Montuccia - Cell. 366 28 74 159
  • Agriturismo Oro di Berta - Portula-Castagnea - Tel. 015 75 65 01
  • Agriturismo - Il Pascolo - Trivero - Piane di Barbato 77 - Cel. 347 0610338
  • Bed & Breakfast - La Stalla - Trivero - Frazione Barbato 57 - Cell. 334 97 83 897
  • Bed & Breakfast - Cascina Il Faggio - Trivero-Mosso - Borgata Brughiera 5 - Mosso - Tel. 015 75 66 13
  • Campeggio e Agriturismo - Campeggio Verde-Piana del Ponte - Valsessera - Alpe Piana del Ponte - Baldo Alessandra - Cell. 366 3976595
  • Locanda Argimonia - Mosso-Bocchetta della Luvera-Panoramica Zegna - tel. 349.7022351
  • Locanda del Bocchetto Sessera - Bielmonte-Tavigliano Loc. Bocchetto Sessera - tel. 015.744115
  • Corpo Forestale dello Stato - Stazione di Trivero - Trivero - Frazione Guala 6 - Tel. 015 75 243

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