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              Pagina di informazione Storico-Meteorologica scritta e curata da Angelo Giovinazzo con la collaborazione di Davide Godino e Danilo Macchetto

 

1-2-3 NOVEMBRE 1968 - IL PIEMONTE VIENE SCONVOLTO DA UN DISASTROSO ALLUVIONE CHE COLPISCE L'INTERA REGIONE CON APICE DI DANNI E MORTI NEL BIELLESE (VALLESTRONA), MA ANCHE NEL VERBANO, ALESSANDRINO - ASTIGIANO, VERCELLESE E TORINESE.

RICOSTRUZIONE STORICA, CRONACA, IMMAGINI E VIDEO DELL'EVENTO


IL VIDEO TRATTO DALLE IMMAGINI TV DEI TELEGIONALI RAI DEL NOVEMBRE 1968

72 vittime ufficiali di cui 58 nella sola Valle Strona di Mosso (Biella) quando un disastroso alluvione distrugge più di 100 stabilimenti tessili e 250 abitazioni in Vallestrona con danni ingenti anche nel resto del Piemonte. Grandi città allagate dai fiumi in piena, abitazioni spazzate dalla furia di torrenti e frane. Immagini video dal TG1 e TG2 del 3/4/5 Novembre 1968 da Vallemosso-Vallestrona e dintorni e, diapositive di stampe d'epoca dal Biellese-Vercellese-Verbano-Albese-Monferrato, 45 anni dopo uno dei peggiori alluvioni, ma purtroppo non unico, che ha colpito il Piemonte.


 
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Immagini alluvione 1968
Gruppo Piana ValleStrona

I GIORNI DELL'ALLUVIONE. LA CRONACA

alluvione biellese 1968

PIEMONTE, Venerdì 1 Novembre 1968

Si intensifica la corrente caldo-umida Ostro Sciroccale che precede l'intensa Perturbazione-Depressione Atlantica che l'indomani, Sabato pomeriggio-notte degenererà in un violento evento alluvionale sul Piemonte Meridionale e su quello Settentrionale.
Sul Piemonte Meridionale nubi minacciose e temporalesche risalgono dal Turchino e dal Colle di Cadibona verso Monferrato, Langhe e Roero provocando i primi forti rovesci con preoccupanti straripamenti dei fiumi Scrivia, Orba, Bormida, Belbo e Tanaro. L'onda di piena del Belbo e del Tanaro da Alba si porta verso Canelli, Nizza Monferrato, Asti ed Alessandria.
I telegiornali RAI iniziano i primi collegamenti dal Piemonte Meridionale dove si guarda con apprensione alla piena dei fiumi locali che già minacciano grandi città e grandi ditte quali la Ferrero di Alba, la Cinzano di Santo Stefano Belbo, la Gancia di Canelli e molte altre, sottovalutando la degenerazione in atto nel Piemonte Settentrionale dove sta' per consumarsi una tragedia ancor più grave poichè le nubi in risalita dal Golfo Ligure impattando sulle Prealpi Biellesi riversano al suolo decine di litri di pioggia che ingrossano a dismisura le falde acquifere ed i bacini idrografici locali, già zuppi d'acqua per le piogge dei giorni precedenti.

PIEMONTE, Sabato 2 Novembre 1968

Le piogge si infittiscono sul Biellese Centrale ed Orientale, dalla tarda mattinata il cielo diventa scuro e plumbeo come in piena notte. Rovesci di pioggia diventano sempre più fitti, minacciosi e persistenti provocando i primi smottamenti e straripamenti di torrenti in provincia mentre allagamenti diffusi proseguono su tutto il basso Piemonte.
A Campore di Vallemosso 2 operaie, terminato il turno lavorativo delle 14, vengono travolte da una frana mentre rincasano verso Strona. Una si salva miracolosamente aggrappandosi ad un albero, l'altra viene sospinta a valle e seppellita da migliaia di metri cubi di fango nei pressi dell'abitato di Campore.
A inizio pomeriggio il forte temporale manda in black-out l'intera rete elettrica della vallata e del Biellese interno.
A Salussola, ai piedi della Serra di Ivrea, l'onda di piena dell'Elvo provoca l'allagamento delle abitazioni poste nei pressi del Ponte sul Torrente. Poco dopo l'allagamento, giusto il tempo di lanciare l'allarme, l'ostruzione dei ponti provoca un'onda di piena che erode i costoni sabbiosi-pietrosi ai piedi dei quali sorge l'abitato. Due anziane signore vengono sorprese dall'onda di fango di una frana mista all'acqua dell'Elvo mentre, dentro al negozio di merceria della proprietaria commentano impaurite l'inquietante onda di piena del vicino Torrente Elvo. Non fanno in tempo a mettersi in salvo quando l'onda d'urto della piena le strappa dal negozio, le travolge e le riversa a valle annegandole.

Mentre dal Piemonte Meridionale i cronisti si collegano per la prima edizione serale del Telegiornale, commentando la paurosa onda di piena che travolge Alba, Canelli e Nizza Monferrato, giunge a Roma la notizia della morte delle 2 anziane signore di Salussola e di altri morti nella Valle Strona di Mosso ma, nei telegiornali, pur informando che dalla irraggiungibile vallata di Mosso giungono notizie allarmanti, l'attenzione dei cronisti è tutta posta su Torino, Asti, Alessandria e vallate del Piemonte Meridionale.

Nel frattempo nel cuore del Biellese infuria uno spaventoso temporale.
Dal Monte Rovella, in Valle Strona di Mosso, iniziano a staccarsi le prime frane che, scivolando a valle iniziano ad ostruire i piccoli rigagnoli gonfiati dalle forti piogge al punto di diventare autentiche fiumare. Altre piccole porzioni di prati e sabbioni arcosici/granitici iniziano a staccarsi dai costoni granitici adiacenti e dai monti Argimonia, Cima Ragna, Monte Prapiano, Monte Rubello ed altre cime adiacenti con piccole frane che già interessano i territori di Mosso (Veglio-Pistolesa-Mosso Santa Maria-Callabiana-Camandona) e Trivero.
Il Torrente Strona tra Cossato e Vallemosso, a metà pomeriggio, è già in piena ma rimane ancora entro gli argini e, curiosamente, con l'aumentare delle precipitazioni anzichè crescere di portata si abbassa temporaneamente perchè, il distacco di numerose frane a monte (che ostruiscono il corso), strappa dagli scoscesi e ripidi versanti sud dei monti Argimonia-Rubello anche interi alberi, spesso formando improvvisate dighe che temporaneamente bloccano il deflusso e trattengono a monte l'acqua dei torrenti locali.

Dal tardo pomeriggio, ma soprattutto dalle prime ore serali di Sabato 2 Novembre, i violenti temporali continuano ad imperversare sulla gran parte del Piemonte risalendo dal Monferrato-Langhe verso Biellese-Valsesia e Verbano. Piogge con intensità orarie superiori ai 100 e persino 200 millimetri orari si abbattono sul Biellese montano e collinare, soprattutto tra Veglio-Mosso e Trivero gonfiando a dismisura i bacini idrografici superiori che, saturi d'acqua iniziano a riversare fiumi d'acqua verso valle liberando con forza e violenza le numerosissime dighe estemporanee, precendentemente formatesi tra i depositi di fango, rami, alberi ed acqua.

La rottura delle piccole dighe, con effetto domino, provoca un'ondata di piena impressionante che, i continui distacchi di frane dalle colline circostanti contribuisce ad ingrossare ulteriormente.
I numerosi affluenti dello Strona diventano fiumi impazziti. Il Rio Frieri, il Rio Caramezzana ed il Rio Poala sono i primi torrentelli ad assumere l'aspetto di veri e propri fiumi in piena che portano a valle un'onda di piena impressionante fatta di fango, rami, alberi, ruderi di case, muri, muretti ed asfalto, strappati dalla forza erosiva.

Attorno alla mezzanotte l'onda di piena del Rio Poala si abbatte sul ponte della Strada Pistolesa-Veglio nei pressi della Cascina Caudane, già ostruito da rami ed alberi che hanno formato un tappo, ovvero una piccola ma pericolosissima diga artificiale. L'asportazione del ponte provoca un'onda di piena che si abbatte sulla Provinciale 200 della Valsesia, Biella-Mosso-Ponzone-Valsesia riversando migliaia di metri cubi di acqua, fango e detriti vari entro il letto di un Torrente Strona già gonfio di detriti ed acqua ostruendone ulteriormente lo sbocco a valle.
Quasi in contemporanea, anche il Rio Overa che da Bielmonte confluisce con lo Strona presso la località Romanina di Veglio, si abbatte con una violenta onda di piena sull'abitato di Romanina inondando abitazioni e fabbriche ed ostruendo a sua volta il decorso dello Strona che, pieno d'acqua, alberi e detriti si ricava uno sbocco a valle erodendo le coste Nord del monte Rovella provocando nuove frane che ingrossano a loro volta l'onda di piena del Rio Poala.
L'onda di piena dello Strona e dei suoi affluenti giunge da più fronti e, quasi in contemporanea, sull'abitato di Vallemosso che, come bombardato da un attacco aereo viene invaso da un'onda di piena senza precedenti.

Testimoni superstiti raccontano di aver sentito tremare la terra credendo che si stesse verificato un terremoto.

Quando l'onda di piena invade Vallemosso si sparge la voce che è crollata la Diga di Camandona posta in alta valle ma, la Diga regge perfettamente. L'acqua ed i detriti spazzano via tutto ciò che trovano sul proprio cammino. Strade, ponti, abitazioni, fabbriche, automobili, animali e vite umane strappate dall'onda d'urto dei Torrenti in un pieno ed inquietante buio dovuto anche all'assenza di energia elettrica. Proprio a causa della mancanza dell'energia elettrica, molte persone quella sera si coricano molto presto ma vengono sorprese nei loro letti dalle frane o dalla piena e non riescono neppure a capire cosa stia succendendo... Vengono strappate dai propri letti e travolte dal fango. Sono molte le ntere famiglie che periscono nel sonno, sotto le macerie delle proprie case distrutte dall'onda di piena o dalle frane, anche in pieno centro a Vallemosso o nelle vicine frazioni di Falcero e Campore o al Mulino Grosso e Donno di Strona oppure dalle frane o dalle piene di torrenti impazziti a Pettinengo, Veglio, Pistolesa, Mosso, Trivero, ValleMosso, Strona, Cossato, Vigliano Biellese, Quaregna, Casanova Elvo, Olcenengo, Borgo Vercelli, Salussola e Trino Vercellese.

Altre 8 persone muoiono a seguito di frane e smottamenti a Piedimulera nel Verbano dove i forti temporali si sono trasferiti dopo aver bombardato d'acqua il Biellese e la Valsesia.

Mentre Vallemosso viene sommersa dall'onda di piena, centinaia di frane si staccano dalle colline a valle di Bielmonte e Panoramica Zegna.

I CENTRI ABITATI INTERESSATI DALL'ALLUVIONE NEL BIELLESE

In piena notte decine di case vengono rase al suolo tra Veglio-Pistolesa-Mosso e Vallemosso. Migliaia di frane si staccano anche dai versanti instabili delle colline di Vaglio Pettinengo, Selve Marcone, Zumaglia, Ronco Biellese, Pettinengo, Bioglio, Valle San Nicolao, Piatto, Ternengo, Camandona, Callabiana, Veglio, Mosso Santa Maria, Trivero, Portula, Coggiola, Pray, Crevacuore, Ailoche, Caprile, Postua, Guardabosone, Strona, Casapinta, Crosa, Mezzana Mortigliengo, Soprana, Curino, Masserano, Brusnengo e Lessona.

Una intera porzione della collina Il Trucco nel fondovalle di Trivero, presso l'abitato di Ponzone-località Prelle si stacca dal monte scivolando a valle ostruendo il Rio Viasca che, con effetto diga, allaga la parte bassa della frazione Molino-Giara e la vicina frazione Ponzone. Il fitto disboscamento del fondovalle evita fortunatamente la formazione di una ulteriore pericolosissima diga nei pressi della ditta Tonella. Ciò nonostante, un'onda di piena travolge il ponte della Provinciale Biella-Valsesia e si abbatte su alcune abitazioni attorno all'abitato di Prelle di Ponzone sorprendendo un signore che, constatando che il suo pollaio è già allagato, si affretta a mettere in salvo le galline ma, viene sorpreso dalla piena e muore.

BIELLESE, Domenica 3 Novembre 1968

L'onda di piena del Torrente Sessera invece travolge l'abitato di Coggiola poco prima dell'alba di Domenica 3 Novembre.
Alcune case vengono sventrate dal torrente. Fabbriche, ponti e case vengono travolte ed abbattute come fuscelli travolgendo i ponti e l'abitato di Pray che pur risultando allagato non registra danni alle abitazioni interne ma solo alle fabbriche che sorgono lungo l'alveo del Sessera ed in frazione Pianceri basso dove il ponte sulla Provinciale 200 viene spazzato via così come il ponte ferroviario per Granero di Portula. Stessa sorte per i ponti di Crevacuore anch'essi travolti e spazzati via dall'onda d'urto della piena del Sessera che oltre a Crevacuore allaga completamente le frazioni di Azoglio e la Guardella di Borgosesia.

All'alba di Domenica 3 Novembre la pioggia diminuisce d'intensità ma continua a cadere a tratti ancora battente e soprattutto incessante. Da Biella partono i primi soccorsi allertati dal Centro Operativo inter-comunale che si è creato tra i Sindaci della valle riuniti a Vallemosso e dagli allarmi inviati sin dal pomeriggio di Sabato da una radio rice-trasmittente alimentata con la batteria di un'auto e che, dall'abitato di Crocemosso di Vallemosso informa sulla situazione in valle e lancia appelli ed SOS perchè in tutte le vallate interne del Biellese il fragore dei temporali associato al rombo inquietante di frane, smottamenti ed onde di piena dei locali torrenti fanno presagire il peggio, anche dove il peggio non è ancora direttamente palpabile.

Il Biellese Orientale è completamente isolato.

A notte appena iniziata, l'onda di piena dello Strona travolge la località Volpe di Lessona-Cossato, inonda la frazione Lorazzo e giunge a Cossato impazzita ed ingrossata da detriti, macerie ed ulteriori alberi strappati lungo il corso.
Case, fabbriche, ponti ed abitazioni vengono travolte causando anche qua danni e morti. Un'auto in transito sul ponte, che consente alla ex Statale 142 dei Laghi di attraversare lo Strona, con a bordo 2 giovani, che rientrano a casa, viene travolta dall'onda di piena del torrente impazzito e scaraventata a decine di metri dal ponte crollato. Uno dei 2 giovani viene strappato via dall'auto e disperso tra il fango della campagna a valle di Cossato, l'altro rimane intrappolato nell'automobile e ritrovato il giorno seguente soffocato dal fango che ne ostruisce la bocca.
Alla piena dello Strona, Cossato deve sommare anche l'onda d'urto della piena del torrente Quarnasca che da Valle S. Nicolao inonda Quaregna e Cossato mentre il torrente Cervo allaga Vigliano Biellese provocando anche qua morte e distruzione.
La confluenza tra i Torrenti Cervo, Quarnasca, Ostola e Strona provoca una ulteriore onda di piena che si abbatte sugli abitati di Mottalciata, Castelletto Cervo, Quinto Vercellese, Formigliana, Borgo Vercelli e Vercelli. La confluenza tra i Torrenti Elvo, Cervo, Strona, Ostola, Ravasanella, Marchiazza ed il fiume Sesia diventa un unico grande lago largo alcune decine di chilometri e profondo alcuni metri.
Nel pomeriggio di Sabato 2 Novembre, l'onda di piena dell'Ostola impazzito aveva già travolto la ferrovia Cossato-Novara. Miracolosamente il macchinista della littorina, in transito tra Novara a Cossato, riuscì a fermare la motrice che già viaggiava a velocità ridotta dopo aver lasciato la stazione di Masserano quasi allagata, proprio alle porte di Cossato, sull'orlo di una voragine creata lungo la massicciata ferroviaria dalla piena dell'Ostola. Il treno si fermò repentinamente deragliando sospinto a valle dall'onda di piena dell'Ostola ma senza causare alcun danno al treno o ai passeggeri che rimasero intrappolati in aperta campagna circondati dai prati completamente allagati sotto un temporale impressionante.
I primi soccorsi partiti da Biella sono costretti a rallentare o addirittura a fermarsi appena fuori città perchè tutti i ponti lungo i torrenti di valle e di collina risultano completamente distrutti. I primi soccorritori che riescono a raggiungere le vallate interne si trovano di fronte un paesaggio apocalittico fatto di danni e distruzione. Domenica mattina, sotto una pioggia diminuita d'intensità ma ancora battente, ulteriori soccorsi partono da Torino, non senza difficoltà poichè anche il Fiume Po spesso è uscito dagli argini. Anche i Torrenti Stura, Malone, Orco e la Dora Baltea sono in piena straordinaria e già a Chiavasso e nel Canavese i soccorsi si imbattono nei primi allagamenti che più avanti ostruisono il transito sull'A4 Torino Milano che risulta completamente allagata a Cigliano ed a Balocco. Elicotteri fanno spola da Torino a Biella ma dovranno attendere Lunedì 4 Novembre per poter raggiungere le vallate interne, Vallemosso e l'adiacente epicentro dello spaventoso alluvione. Qua i primi soccorritori sono costretti ad estrarre numerosi cadaveri dal fango o dalle macerie di case abbattute. In tutta la valle mancano collegamenti telefonici, elettrici, stradali e persino cibarie dal momento che molti negozi dei piccoli centri abitati risultano sventrati dalla furia del fango, detriti ed acqua. L'intera rete idrica potabile è fuori uso. A Cossato, Trivero, Pray ed altri centri periferici all'epicentro si improvvisano i primi centri di soccorso. Gli elicotteri da Biella fanno spola su Cossato quindi su Ponzone di Trivero e Strona e da qua, attraverso Crocemosso raggiungono il cuore ferito della valle Strona di Mosso.
Il Genio Civile lavora freneticamente per aprire varchi tra le migliaia di frane lungo le Provinciali interne del Mortigliengo perchè i soccorsi possano giungere da Strona-Ponzone e Crocemosso a Vallemosso completamente isolata e distrutta.

Giovedì 7 Novembre i primi cingolati, camionette dell'esercito ed altri mezzi di soccorso raggiungono Vallemosso. Venerdì 8 si apre un varco per l'alta valle di Mosso. Le piogge scemano a partire da Martedì 5 Novembre lasciandosi appresso 72 vittime disseminate nel Piemonte di cui, 58 nella sola Valle Strona di Mosso, 8 a Piedimulera nel Verbano, 2 a Salussola e 4 nel resto del Biellese-Vercellese.

Le prime stime parlano di 92 vittime in regione. Più di 300 famiglie rimangono senza tetto in Valle Strona di Mosso. 250 abitazioni spazzate via dalle frane o dalla furia dei locali Torrenti. 100 fabbriche vengono danneggiate seriamente o semi-distrutte, altre 350 aziende artigiane e 400 commerciali risultano compromesse dall'alluvione. A fine evento a Trivero si misurarono 574 millimetri di pioggia caduti in 5 giorni, un quantitativo di pioggia affatto esagerato e sicuramente inferiore ad altri eventi piovosi del passato che, in Autunno sono piuttosto frequenti in Piemonte e soprattutto nel Biellese ma, in quest'occasione le piogge monsoniche si concentrarono in un breve lasso di tempo tra il pomeriggio di Sabato 2 Novembre e le prime ore della notte di Domenica 3 Novembre quando sul Piemonte transita una Linea Temporalesca che segna la linea di confluenza tra le correnti caldo-umide pre-frontali e l'isoipsa da 564 gpdam che rappresenta lo spartiacque tra masse d'aria calda Africana e masse d'aria fredda Artico-Marittime. L'instabilità geologica del territorio Biellese ed il massiccio disboscamento operato negli anni pregressi per consentire l'allevamento ovino o per alimentare i primi motori a vapore necessari al funzionamento dell'intera industria tessile laniera locale hanno fatto il resto.

© 2014 Angelo Giovinazzo - www.trivero-italy.com


Vallemosso 1968
alluvione biellese 1968
Frane in ValleStrona
alluvione biellese 1968
Veglio-Romanina
alluvione-biellese-1968
Cossato Ponte sullo Strona
alluvione-cossato-1968
Vallemosso Falcero-Campore
alluvione biellese 1968
Vallemosso 1968
alluvione-biellese-1968
Crevacuore Ponte sul Sessera
alluvione-biellese-1968
Ferrovia Biella-Novara, treno
deragliato tra Cossato e Masserano
alluvione biellese 1968
 
 
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RICOSTRUZIONE METEOROLOGICA e CRONACA EVENTO - Alluvione 1968


BIELLESE, LA CATASTROFICA ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 1968 - WWW.METEOGIORNALE.IT - PRIMO CAPITOLO: INTRODUZIONE ALL'EVENTO, BIELLESE: TERRA DI ALLUVIONI
58 furono i morti nella sola Valle Strona, molti dei quali ritrovati dopo parecchio tempo, a diversi chilometri di distanza; oltre un centinaio i feriti. A Vercelli si ritrovarono le spole dei lanifici Valmossesi. Più di 300 famiglie rimasero senza casa. (continua a leggere l'articolo, scritto da Angelo Giovi e pubblicato da Meteogiornale - 15.11.2006)
I PADRONI DELLA SCENA METEOROLOGICA DI QUEL LONTANO AUTUNNO. SECONDO CAPITOLO
L'Autunno tardava a decollare quell'anno. Le temperature erano ancora estive sulla nostra Penisola e su buona parte del nostro Continente, in special modo sull'Europa Centro-Occidentale. Non fu eccezionale -durante la singola giornata- l'evento alluvionale del Novembre 1968, ma fu da primato la pioggia caduta a cavallo di due giorni - tra le ore 18 del 2/11 e le ore 18 del 3/11 - in quell'occasione le precipitazioni ebbero un'intensità notevolissima (*395 mm* caduti a Trivero). (continua a leggere l'articolo)
LA MORFOLOGIA DEL TERRITORIO E L'OCCUPAZIONE DEI TORRENTI. TERZO CAPITOLO
Trivero e Mosso sorgono sulle alture delle colline biellesi, ai piedi di una catena montuosa disposta da NE verso SW che funge da barriera naturale alle correnti da Sud, da Sud-Est e da Est, favorendo il sollevamento delle stesse masse d'aria che, raffreddandosi in quota, scaricano enormi quantità di piogge sulle valli sottostanti. (continua a leggere l'articolo)
SABATO 2 NOVEMBRE 1968, IL GIORNO DEL "GIUDIZIO UNIVERSALE". QUARTO CAPITOLO

Sabato 2/11/1968 a Oropa caddero 142,2 mm di pioggia; a Tollegno 134,0 mm; a Trivero 180,6 mm. Quel pomeriggio le precipitazioni toccarono punte di 40 mm orari. La tragedia stava per consumarsi. Dalle alture di Bielmonte e del Monte Rubello enormi masse di acqua e fango cominciarono a riversarsi nelle valli sottostanti. (continua a leggere l'articolo)


DOMENICA 3 NOVEMBRE, IL DISASTRO SI COMPIE. QUINTO CAPITOLO
Domenica 3 Novembre ad Oropa caddero altri 246,6 mm; a Tollegno 204,2 ed a Trivero 305,6 mm! Lunedì 4 ad Oropa caddero ancora 64,0 mm di pioggia; a Tollegno 38,8 e a Trivero 37,8 mm. Martedì 5 arrivò l'aria fredda che portò le prime nevicate sui monti. Le piogge scemarono: Oropa: registrò altri 29,2 mm. TOTALE EVENTO: 513,4 mm. (continua a leggere l'articolo)
 
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ELENCO VITTIME e DANNI NEL BIELLESE, ALLUVIONE 1968




ANTICA IMMAGINE DI RIVA VALDOBBIA E MONTE ROSA IN CARTOLINA D'EPOCA

IL TRISTE ELENCO, OMAGGIO ALLE VITTIME, DELL'ALLUVIONE NEL BIELLESE. Alcune delle quali intere famiglie

  • BIOGLIO: 2 vittime:
    • Perotti Silvio di 50 anni
    • Tosin Antonio di 43 anni (dispersa)
  • CALLABIANA: 2 vittime:
    • Magro Enzo di 40
    • Fornasiero Maria di 75
  • CAMANDONA: 1 vittima:
    • Vigliano Giraudo Giacomo di 60
  • COSSATO: 2 vittime:
    • Gruppo Piero di 16
    • Spada Giovanni di 42
  • MOSSO S. MARIA: 4 vittime:
    • Friaglia Maria ved. Piana di 74 (dispersa)
    • Dal Ferro Adele in Piana di 37 (dispersa)
    • Rovera Raimondo di 57
    • Grosso Flaminio di 28
  • PETTINENGO: 1 vittima:
    • Piana Caterina di 73
  • PISTOLESA: 8 vittime:
    • Galoppo Pierino di 37
    • Varalda Mariuccia 38
    • Galoppo Silvano 16
    • Galoppo Ornella 7
    • Fabrisi Donatella 8
    • Canova Marina 72
    • Smaniotto Isabella 2
    • Smaniotto Abele 7 (dispersa)
  • QUAREGNA: 6 vittime:
    • Botta Luigi 77
    • Botta Mary 42
    • Pizzoglio Walter 19
    • Mosca Clotinde 77 (dispersa)
    • Quaglia Silvia 6 mesi (dispersa)
    • Cerie Claudina 76
  • RONCO BIELLESE: 1 vittima:
    • De Bernardi Piero 41
  • SALUSSOLA: 2 vittime:
    • Minotto Erminia 74
    • Boglietti Natalia 65
  • STRONA: 4 vittime:
    • Morani Romolo 39
    • Botta Delmo 60
    • Zappia Adriana 18
    • Morichini Pier Giorgio 39 (disperso)
  • TRIVERO-PONZONE: 1 vittima:
    • Cerreia Fuso Ezio 54
  • VALDENGO: 1 vittima:
    • Del Ben Gianni 32
  • VALLEMOSSO: ha il maggior numero di vittime... 14 morti:
    • Manzato Guglielmo 61
    • Frallardi Maria in Manzato 61
    • Balzarotti Fedele 59
    • Balzarotti Anna Maria 22
    • Balzarotti Giuseppe 4
    • Savina Nello 44
    • Mora Pietro 34
    • Cappio Elsa 60
    • Orazi Pietro 22
    • Maglione Gina ved. Savina 74
    • Miniggio Modesta 86
    • Canepa Rita 56
    • Trabbia Armando
    • Greggio Luciano 29 (disperso)
  • VALLE SAN NICOLAO: 1 vittima:
    • Giacalone Giuseppina 3
  • VEGLIO MOSSO: 8 vittime:
    • Peretti Roberta 4
    • Peretti Dante 59
    • Peretti Franco 29
    • Peretti Gianna 2
    • Cerri Rosanna 26
    • Scaranto Maria 67
    • Dazza sereno Adele 58 (dispersa)
    • Scaranto Assunta 50 (dispersa)
  • 8 VITTIME SI REGISTRARONO ANCHE A PIEDIMULERA (VERBANIA), 6 VITTIME NEI CENTRI VERCELLESI DI CASANOVA ELVO, OLCENENGO, BORGO VERCELLI e TRINO VERCELLESE.

La Poetessa-Scrittrice ADA NEGRI in una immagine tratta da wikipeida

 

IL BIELLESE, LA VALLE STRONA DI MOSSO ED I PRECENTI STORICI IN LETTERATURA

Scriveva la poetessa-scrittrice Ada Negri (Lodi, 03.02.1870 - 11.01.1954), nel 1898 un sonetto dedicato alla Valle Strona di Mosso ed ai suoi infelici precedenti storici di alluvioni, all'indomani dell'ennesimo disastroso diluvio che ha colpito la vallata.

"IL DILUVIO"

E piove, e piove senza mai cessare:
piove con odio sulla terra scossa.
La rauca vode del torrente ingrossa
più e più, sotto il cieco imperversare.
Empie la stretta valle che sinf'ossa
fra i monti, e sale, e pare urlo di mare
l'eco degli opifici a soverchiare
come rombo di popoli in sommossa.
Ascolto, sola... E penso a le fiumane
che non lungi di qui sfascian le rive
tutto affogando in gialle onde incalzanti:
di qui non lungi, udir credo, su schianti
di case e lagni d'ombre fuggitive,
un ruinar precipite di frane.

ADA NEGRI



MONTE ROSA-PASSO SALATI, AGOSTO 2012

QUESTI I DANNI DICHIARATI DA ALCUNE AMMINISTRAZIONI LOCALI ALL'INDOMANI DELL'ALLUVIONE NEL BIELLESE

  • Quaregna: danni industriali 7 miliardi, civili 200 milioni, agricoli 100 milioni, artigiani e commercianti 300 milioni, opere pubbliche 150 milioni
  • Strona: danni industriali 10 miliardi, civili 30 milioni, artigiani e commercianti 200 milioni, opere pubbliche 300 milioni
  • Mosso S. Maria: danni ad opere pubbliche 490 milioni, alpeggi distrutti nella misura del 70%, distruzione totale degli acquedotti privati
  • Pistolesa: Distrutti tutti gli stabilimenti industriali del territorio, 10 case danneggiate gravemente o distrutte, tutte le altre giudicate inagibili o pericolanti.
  • Vallemosso: non riesce a quantificare i danni subiti essendo stato proprio Vallemosso epicentro dell'alluvione.
  • Veglio: non riesce a quantificare i danni subiti da civili, industria ed opere pubbliche poichè l'intera totalità del territorio è stata interessata da crolli, morti, frane e smottamenti.
  • Trivero: non ha ancora presentato i danni subiti soprattutto dall'industria ed opere pubbliche in particolar modo nel fondovalle.
  • Coggiola e Pray: non hanno presentato i danni subiti ma la maggior parte di questi riguardano l'industria e le opere pubbliche. Un condominio di Coggiola è stato sventrato dalla furia del Torrente Sessera.
    Lungo invece l'elenco delle industrie danneggiate dall'alluvione del Biellese, dal lungo elengo si può evincere come la catastrofe, oltre che in termini di vite umane sia stato una catastrofe anche per l'economia locale, sia dei centri collinari e vallivi che di pianura. Per alcune località dati incompleti in attesa di verifica.
  • Benna: 3 ditte - Arimo, Cosmatex |Costruzioni Mecc. Tessili di Monteleone & C.
  • Biella: 3 ditte - Tintoria Mosca Mario |Pettinatura Moderna |Pettinatura Piemontese
  • Brusnengo: 1 - Beretta Francesco
  • Camandona: 1 - Carlo Barbera & C.
  • Casapinta:  1 - Gruppo Ind. Tessile di Furno
  • Cerreto Castello: 9 - Filatura Bocchietto, Effebi |Filatura Franca |Filatura Smeraldo |Lanafil |Filatura Pettinata di Cerreto Castello |Pettinatura e Filatura del Castello |SAFIL |Manifattura f.lli Suppa
  • Cerrione: 1 - Filatura di Vergnasco
  • Coggiola: 5 - Tint. Industriale f.lli Bollo |Finissaggio Valsessera |G.G. Giachino |Lanificio f.lli Fila |Lanificio Bozzalla & Lesna
  • Cossato: 21, Cossato fu la località con il maggior numero di ditte danneggiate e quasi completamente distrutte dall'alluvione - Filatura Bracco |Lanificio Ludovico Cartotti Spa |Craviolo f.lli |Filatura di Cossato |Filatura Orione |Manifatture Gallo Vittorio |Officine Gaudino |Immobiliare Tessile Italiana Spa |LACFIMI |Maglificio Nelly |Pascetto Ugo |Filatura Scribanti |Strobino Oreste |SILIT Spa |Tintoria Ind. Vallestrona TINVAL |Tintoria Ind. Cossatese TICSAS |Azionaria Lane & Affini Spa |Filatura F.lli Fila Spa
  • Crevacuore: 3 - F.lli Bozzalla fu Federico |Filatura Felice Trabaldo |Cartiera Sterzi
  • Quaregna: 12 - Filatura Monfenera |Filatura Quargnasca |FRAVER |Filatura Millefili |Filatura Sole |Feltrificio Biellese |Filatura Genzianella |Lanificio Alta Moda |Manifattura Tessile Giacomo Piana |Comune Pietro |Finissaggio Igino Zegna
  • Salussola: 1 - Ritorcitura Mello & Bellandi
  • Strona: 4 - Figli di Gaudenzio Boggio |Botto Albino & Figli |Rivetti Padre & Figlio Filatura |Lanificio Tallia F.lli di Delfino
  • Trivero: 7  - Torneria Caparoni | Loro Piana Aldo & C. | Lanificio F.gli di Spianato Carlo | Lanificio Franco Simonetti | Filatura F.lli Seira | Lanificio Mario Zegna & C. | Manifattura di Ponzone
  • Valdengo: 4 - Caligaris |
  • Vallemosso: 17 ditte danneggiate di cui almeno una dozzina quasi completamente distrutte - Officina Meccanica OMLI |Officina CAIPO |Filatura Piana Delfo |Filatura Piana Lino |Lanificio Piana Clerico & Figli |Lanificio Piana Remo |Lanificio Reda Gregorio |Lanificio successori Giovanni Reda & Figli |Officine Meccaniche Regis Flaminio |Regis Guido & C |ROVERFIL |Filatura RAR |Simone Giuseppe & Figli |Tessilunion di E. Sammartino |Torello Viera Albino |Albino Zegna |PINTEX |Acquedotto Industriale Vallestrona |Elettrotecnica Vallestrona |Immobiliare La Poala (elenco incompleto)
  • Crosa: 1 
  • Graglia: 1 
  • Lessona: 11 
  • Massazza: 7 
  • Masserano: 4 
  • Mosso S. Maria: 6 - Lanificio Botto Giuseppe & Figli |Industria Salumi Bocchio |Tintoria F.lli Bozzo |Filatura di Ormezzano |Immobiliare Lombada Ticinese |Fratelli Oremzzano
  • Occhieppo Inferiore: 1 - Officina Franseis
  • Pistolesa 1 - Lancotton
  • Pray Biellese: 5 - Pettinatura di Pray |Lanificio Giovanni Tonella |Adolfo Trabaldo |Lanificio Fratelli Trabando Togna Spa | Zignone & Bettinsoli
  • Vegliomosso: 7 - Lanificio Modesto Bertotto |Lanificio Bertotto Serafino |Lanificio Figli di Pietro Bertotto |Condizionatura Tessuti di Fontone |Tintoria Industriale Mello Rella Alfredo |Filatura Edile Pichetto
  • Verrone: 3 ditte danneggiate
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PRIMA NEVE DI FINE AGOSTO 2012 SULLA CIMA DI BO IN VALSESSERA

QUESTI I QUANTITIATIVI DI PIOGGIA CADUTI A TRIVERO DALL'1 AL 5.11.1968:

  • Venerdì 01.11.1968: 38.8 millimetri di pioggia
  • Sabato 02.11.1968: 180.6 mm
  • Domenica 03.11.1968: 305.6 mm
  • Lunedì 04.11.1968: 37.8 mm
  • Martedì 05.11.1968: 10.8 mm
    Totale evento: 573.6 millimetri di cui più di 300 millimetri caduti durante le 6 ore tra la mezzanotte di Sabato e l'alba di Domenica 3 Novembre con intensità oraria sempre superiore ai 100 mm durante le ore di punta dell'evento. (dati Arpa Piemonte, Pluviometro di Trivero)

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FOTOGALLERY. Le più belle immagini METEO pubblicate nel nostro sito nella sezione Fotogallery
Le immagini della Fotogallery di seguito, dove non specificato il nome dell'autore, sono state scattate da Angelo Giovinazzo. Alcune immagini sono state riprese dalle sequenze delle webcams pubblicate nel nostro sito - Immagini delle prime nevicate estive-autunnali 2012 sulle Alpi Occidentali e prima neve di bassa quota a Trivero. La piena del fiume Sesia del 6 Novembre 2011 ed immagini delle più belle nevicate nel Quadrante.

monte_bianco
FOTOGALLERY METEO-MONTE BIANCO AGOSTO 2012
monte_bianco
FOTOGALLERY METEO-MONTE BIANCO AGOSTO 2012
monte_cervino
FOTOGALLERY METEO-MONTE CERVINO AGOSTO 2012
trivero_bellavista
FOTOGALLERY METEO-TRIVERO BELLAVISTA-OASI ZEGNA
trivero_bellavista
FOTOGALLERY METEO-TRIVERO BELLAVISTA-OASI ZEGNA
monterosa
FOTOGALLERY METEO-NEVE ESTIVA SUL MONTE ROSA-PUNTA JOLANDA
trivero_ponzone
FOTOGALLERY METEO-PRIMA NEVE INVERNALE A TRIVERO-PONZONE
trivero_ponzone
FOTOGALLERY METEO-PRIMA NEVE INVERNALE A TRIVERO-PONZONE
trivero_ponzone
FOTOGALLERY METEO-PRIMA NEVE INVERNALE A TRIVERO-PONZONE
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FOTOGALLERY METEO-PRIMA NEVE INVERNALE A TRIVERO-PONZONE
trivero_ponzone
FOTOGALLERY METEO-PRIMA NEVE INVERNALE A TRIVERO-PONZONE
rifugio_rivetti
FOTOGALLERY METEO-RIFUGIO RIVETTI MONTI MUCRONE
trivero_rubello
FOTOGALLERY METEO-BRINA AUTUNNALE SUI MONTI RUBELLO
trivero_rubello
FOTOGALLERY METEO-BRINA AUTUNNALE SUI MONTI RUBELLO
monterosa
FOTOGALLERY METEO-MONTE ROSA PASSO SALATI
monterosa
FOTOGALLERY METEO-MONTE ROSA COLLE SAREZZA
monterosa
FOTOGALLERY METEO-MONTE ROSA COLLE SAREZZA
monterosa
FOTOGALLERY METEO-NEVE MONTE ROSA OTTOBRE 2012
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FOTOGALLERY METEO-NEVE DI DICEMBRE A TRIVERO
zermatt_cervino
FOTOGALLERY METEO-ABBONDANTE NEVICATA A ZERMATT-CH
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