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In questa sezione del sito TUTTO TRIVERO - Trivero on-line vi sono tutti i corsi d'acqua che scorrono sul territorio comunale, dai più importanti Torrenti che formano le due valli principali ai più piccoli corsi e specchi d'acqua. Perchè dedicare una intera pagina del sito ai corsi d'acqua di Trivero? Perchè sono davvero tantissimi e pure caratteristici, molti dei quali davvero meritevoli di una gita-visita. alcuni dei quali persino molto pescosi, limpidi, spumeggianti con un gran numero di salti e cascate. Come spesso accade, molti di questi corsi d'acqua sono noti agli abitanti
del circondario per averne sentito il nome ma, in realtà moltissimi non sanno dove questi sono ubicati. Di seguito mappe, descrizioni ed immagini cercheranno di fare un po' di chiarezza.
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TORRENTE DOLCA - nasce dal versante Nord Orientale del gruppo del Monte Bo poco a valle della Punta del Manzo e della Punta dello Scaletto nel territorio montano del comune di Bioglio. Si dirige verso Nord attraversando il territorio delle Alpi di Valle S. Nicolao, raccoglie le acque della Colmetta della Raja e delle cime del comune Valsesiano di Rassa: Punta Raja delle Marmotte, Punta del Campanine e Punta Corteis. Dopo aver ricevuto le acque del Rio dei Fornei si dirige verso Est e subito dopo verso Sud Est. Qua riceve le acque delle cime del comune Valsesiano di Piode: Cima delle Borse, La Crocetta e Cima d’Ometto che segna il confine tra i comuni Valsesiani di Piode, Pila e Scopello. Oltrepassata l’Alpe Dosso Grande e la Balma del Martleir in territorio di Pettinengo (Alpe Peccia) lungo il Canale dei Lavaggi ed oltre l’Alpe Valle dei Lavaggi segna il confine tra le provincie di Biella e Vercelli. In questo tratto del coso del T. Dolca il comune Valsesiano di Scopello si insinua e sconfina al di qua dello spartiacque naturale. Oltre l’Alpe Valle dei Lavaggi il T. Dolca segna il confine tra Scopello e Valle S. Nicolao. Poco più a valle riceve le acque dell’affluente di sinistra Canale Camparient che segna il confine settentrionale della Provincia di Biella e quindi del Comune di Trivero. All’alpe Colette di Sotto il T. Dolca cambia direzione e vira dapprima verso SE quindi verso Sud entrando nell’importante linea di Faglia detta «Linea Insubrica». Nei pressi dell’Alpe Dolca di Valle S. Nicolao riceve le acque del Rio triverese Rio Stramba quindi, sempre diretto verso Sud gira attorno alla Cima dell’Asnas di Camandona. Dopo aver ricevuto le acque del Rio Baroso e del Rio Benne il T. Dolca compie un’ampia ansa che lo riporta verso Ovest e poi nuovamente verso SE. Nei pressi dei Piani di Buronzo il T. Dolca si trasforma nel ramo Orientale lago artificiale delle Mischie dovuto allo sbarramento creato alla confluenza tra il T. Dolca ed il T. Sessera. Dal punto di vista geologico il T. Dolca attraversa un territorio molto variegato dovuto alla presenza della linea di Faglia detta «Linea Insubrica» che rappresenta il confine ideale tra il Continente Euro-Asiatico ed il Continente Africano. Tutto attorno alla «Linea Insubrica» vi sono affioramenti di rocce magmatiche intrusive la cui cristallizzazione e raffreddamento-solidificazione è avvenuto molto lentamente con «dicchi» o filoni solidificatisi all’interno della crosta terrestre ed in alcuni casi addirittura all’interno del «Mantello», in altri casi invece, in corrispondenza della Linea di Faglia, i magmi affioranti sono di tipo effusivo con porfidi non cristallini del tipo delle «Vulcaniti» presenti nella Bassa Val Sessera e nel Biellese Orientale. Sempre lungo la «linea Insubrica» non è difficile imbattersi in Rocce Filoniane (spesso di tipo idro-termale) dove il magma è penetrato all’interno di fratture delle rocce preesistenti dando origine a cristallizzazioni e mineralizzazioni (soprattutto Tormalina Nera e minerali metallici quali minerali Ferrosi e Nichel). La valle del T. Dolca di pertinenza del comune di Trivero appartiene alla zona geologica detta «Serie Sesia-Lanzo» composta prevalentemente da micascisti, (rocce che hanno subito un forte metamorfismo di tipo Alpino) gneis talvolta grafitici con lenti di Eclogiti, mentre lungo la linea di Faglia le rocce spesso di tipo effusivo sono costituite prevalentemente da diabasi a struttura olocristallina e porfirica e talvolta anche tufi. Alla confluenza con il T. SESSERA uno sbarramento artificiale forma il lago artificiale delle MISTE o DELLE MISCHIE.


Il Torrente Dolca nel territorio montano di Trivero
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Cascate del Torrente Dolca
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TORRENTE PONZONE - nasce nei pressi della S.P. 109 Bulliana-Mosso, poco a valle della Borgata Brughiera in territorio di Mosso, proprio in corrispondenza con la linea di Faglia della Cremosina, scorre parallelo al Rio Varola di Fraz. Fila con direzione leggermente più occidentale. Attraversa la S.P. 232 in località Cravello dove segna il confine tra Trivero e Vallemosso. Oltrepassata la frazione di Aviè di Vallemosso forma i prati di Prapomero, un altopiano costituito prevalentemente da depositi di sabbie e ciottoli per uno strato variabile tra uno e 5 metri sul preesistente «Massiccio Granitico Biellese» formatosi a partire dal periodo geologico Villafranchiano Superiore (passaggio tra Pliocene e Pleistocene 5,3 - 2,5 milioni di anni orsono) a seguito dell’erosione e dei depositi alluvionali degli svariati ruscelli che scendono dai Monti Prapiani. Nel costeggiare le frazioni di Crocemosso di Vallemosso e fino agli stabilimenti tessili Giletti di Ponzone  il T. Ponzone dà vita a strati di sabbie e ciottoli di tipo alluvionale-fluvioglaciale risalente all’Olocene-Wurm (epoca geologica più recente che ha avuto inizio convenzionalmente 11.700 anni fa) e tutt’ora in atto (alluvione del Novembre 1968). In regione Fornace di Vallemosso il T. Ponzone ha subito, sul finire degli anni ’60, una deviazione che ha costretto lo stesso a non attraversare più la S.P. 200 nei pressi del Lanificio Reda (dove gli acquitrini residui sono stati riempiti da riversamenti di ghiaie e sabbie di riporto) ma a deviare verso il «Baraggione di Fila» (Rio Varola-Rio Nosetto) (altro altopiano prevalentemente prativo di formazione geologica tra il Villafranchiano e l’Olocene). Nei pressi dei Lanifici di Fornace di Polto, al confine Occidentale tra Trivero e Vallemosso il T. Ponzone ha subito una ulteriore deviazione, a seguito della bonifica degli acquitrini preesistenti e per poter far posto ai nativi lanifici, un ramo più occidentale attraversa la S.P. 200 ad Ovest dei Lanifici stessi, mentre un ramo più Orientale si getta nelle acque del Rio Nosetto. Tra le anse argillose-acquitrinose della Regione Fornace, dove localmente affiora il sottostante «Massiccio Granitico Biellese» presente appunto al di sotto degli strati alluvionali, il T. Ponzone riceve le acque delle sorgenti e degli acquitrini a Sud di Crocemosso, della Fornace, di Massaro e di Frignocca, tutte località del comune di Vallemosso che segnano lo spartiacque della Valle del T. Ponzone. Nei pressi dell’ex Lanificio Botto Varionet, il T. Ponzone inizia a scavare il suo letto sulle rocce granitiche e dopo aver ricevuto le acque dei Rio Varola aumenta la sua portata ed inizia ad assumere un vago aspetto torrentizio. Al ponte della nuova Variante della S.P. 200 Bis, e per un brevissimo tratto della località Polto, segna il confine tra Trivero e Vallemosso. Nei pressi del Lanificio Ferla torna a scavare il suo letto sulle rocce granitiche ma al contempo forma pianeggianti spazi prativi-alluvionali. All’inizio dell’omonima Frazione Ponzone i prati alluvionali si ampliano consentendo lo sviluppo della frazione e di numerosi insediamenti artigianali ed industriali. Nei pressi dello stabilimento Tonella Andrea riceve le acque del Riovo Viasca che ne aumenta considerevolmente la portata e conferisce al T. Ponzone aspetto torrentizio. Il Ponzone scorre a destra dell’omonima frazione ai piedi dei colli granitici del Mortigliengo e del M. Capoposto ( 660 mt ) che risulta essere il rilievo più elevato del comune di Trivero nel fondovalle. Oltrepassato lo stabilimento tessile Giletti il Ponzone forma piccole anse tra i graniti biotitici con rapide e piccole cascate. Lasciata la località Roviore di Ponzone scorre interamente su rocce granitiche spoglie da depositi alluvionali abbandonando il comune di Trivero per entrare in quello di Pray Biellese. Nei pressi della confluenza con il suo unico affluente di destra degno di nota, il Fosso Roviero, forma belle rapide e cascate su rocce granitiche di colore tendente dal grigio-rosa al rosa-rosso (massima espansione Settentrionale dei graniti rossi del Mortigliengo). Dopo aver ricevuto le acque del Rio Scoldo ed oltrepassato l’ex Lanificio Zignone (Fabbrica della Ruota) il Ponzone forma belle rapide e cascate su rocce granitiche a tratti di un bel colore rosso. In questo tratto di valle il Ponzone scava il proprio corso tra i graniti del “Massiccio Granitico Biellese” alternati ad affioramenti delle rocce più dure della “Serie Diorito-Kinzigitica Ivrea-Verbano” ed a “Porfiriti Plagioclasiche" oltre che alle “Vulcaniti del Permiano”, il complesso dei porfidi quarziferi del Biellese che caratterizza la bassa Val Sessera ed i colli ad Est di Soprana e Pray Biellese. Appena oltre le rapide della Fabbrica della Ruota, la valle del Ponzone si allarga nuovamente leggermente dando vita a nuovi depositi alluvionali che assumono la massima espansione ai piedi del Monte La Colma. In Località Cascina Ponzone di Pray ed oltrepassata la S.P. 200 il T. Ponzone si getta nel T. Sessera come affluente di destra, poco a monte della Frazione Pianceri Basso di Pray. Le sue acque sono considerate "pregiate" ma risentono dell'inquinamento delle locali industrie tessili, tuttavia alcuni esemplari di trote riescono a risalirne il corso dal T. Sessera e a vivere a lungo come da foto allegate.


Il Torrente Ponzone in veste invernale presso la frazione Ponzone-Posta
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Il Torrente Ponzone in piena primaverile presso la Fabbrica della Ruota
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Il Torrente Ponzone in veste primaverile a Ponzone
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TORRENTE SESSERA - è il più importante affluente del vicino Fiume Sesia ed anche il più importante corso d’acqua che scorre nel comune di Trivero, anche se interamente di sua pertinenza solo per un breve tratto del territorio montano a Nord dei Monti Prapiani e a Sud della Diga delle Mischie attorno alla località Ponte di Babbiera. Nasce dal rilievo costituito dal massiccio del Monte Bo ad Est della Cima di Bo e dalle falde della Punta del Manzo-Colle del Manzo-Cima d’Ala e Punta del Cravile. Convenzionalmente è considerato nascere dai Laghetti del Bo ma le sorgenti più Occidentali sono poste sulle coste del Manzo in territorio Alpi Comunali di Bioglio. All’altezza del Laghetto del Bo più meridionale (di chiara origine glaciale, con rocce levigate dai ghiacci e depositi morenici) segna il confine tra i comuni di Bioglio e l’Alpe Isolato di Vallemosso. Scorre verso Est-SE e all’altezza della Punta dello Scaletto-Bocchetta Balma delle Basse vira verso Sud raccogliendo le acque della Cima dell’Asnas di Camandona, della Colma del Balmello sulla sponda sinistra, e del Rio del Camino in sponda destra dove si trova l’Alpe Isola di Sotto in sponda destra e l’Alpe Piovale in sponda sinistra. Questo tratto del T. Sessera rappresenta anche l’antico letto dell’unico grande ghiacciaio che in epoca Permiana (tra 350 e 250 milioni di anni fa, probabilmente si contrapponeva alle colate laviche che a valle formavano il complesso dei Porfidi Quarziferi del Biellese Orientale-Vulcaniti Permiane, e le più modeste colate di Vulcaniti Permiane tutt’ora affioranti nei pressi della Piana del Ponte e nei pressi della Linea di Faglia Insubrica – “Esplosione Cambriana-Carbonifero-Permiano”- ) al massimo dell’espansione glaciale Alpina ricopriva la parte terminale dell’Alta Valsessera. All’Alpe Piovale termina anche la carrozzabile non asfaltata che sale dal ponte della «Casa del Pescatore». All’altezza della Cima delle Guardie vira decisamente verso Sud costituendo in sponda destra la cosiddetta «Costa l’Argentera» cosiddetta per via delle antichissime miniere argentifere. Ai Piedi dei rilievi dell’Artignaga di Mosso in Costa Argentera il T. Sessera forma belle cascate a rischio di sparizione a causa delle captazioni d’acqua a scopo idroelettrico. Oltre l’Alpe Campo della Quara ed Alpe di Campo di Risi, sempre in territorio di Bioglio, assume un andamento più Orientale parallelo al Poggio Pietra Bianca. Al Ponte della «Casa del Pescatore» il T. Sessera riceve le acque spumeggianti del Canale dell’Artignaga, primo importante affluente, ed oltrepassa la carrozzabile non asfaltata interna dell’Alta Val Sessera, la Bocchetto Sessera-Alpe Mera, strada carrozzabile solo dal Bocchetto Sessera al Ponte stesso. Poco oltre il T. Sessera costeggia il sito archeo-metallurgico Alpe Rondolere, un antico sito metallurgico in cui si fondeva e si lavorava il minerale ferroso (magnetite) estratto dalle locali miniere di ferro site nel territorio di Bioglio tra Rondolere e Piovale. A testimoniare la ricca presenza di minerali ferrosi in zona, nel tratto dal Ponte del Pescatore fino oltre l’Alpe Tegge le Piane di Veglio-Piana del Ponte, le pietre del letto del T. Sessera si presentano colorate di un intenso colore marrone-rossastro-ruggine a causa dell’ossidazione dei minerali ferrosi presenti in zona (Ematite-Magnetite-Pirite). In questo tratto ai piedi dell’Alpe Montuccia di Veglio il T. Sessera scorre con direzione Sud-Orientale, mentre ai piedi dell’Alpe Briolo di Bioglio assume un andamento Orientale a tratti anche Nord-Orientale. In territorio di Tavigliano prima e di Callabiana dopo, il Torrente forma numerosissime rapide e piccole cascate. Alla Piana del Ponte di Bioglio, come dice il toponimo stesso il Sessera forma una piccola piana di tipo fluvio-glaciale ove un tempo vi era il sito metallurgico per la fusione e lavorazione dell’Argento estratto dalle Coste d’Argentera. Oltre l’Alpe Baraccone di Tavigliano il Sessera riceve le acque del Rio di Druetto che segna il confine con il territorio di Callabiana. In questo tratto assume un aspetto decisamente irruento con numerosissime rapide e cascate su affioramenti di rocce di tipo gneiss-gabbri con filoni di rocce di svariato tipo (inclusa la Sienite nera ed i micascisti tipici delle rocce metamorfiche) a testimonianza della vicinanza con l’importante linea di Faglia detta «Linea Insubrica» che convenzionalmente divide la placca tettonica Europea da quella Africana, nonchè le Alpi Settentrionali da quelle Meridionali. Sempre in questo tratto di torrente è possibile imbattersi in piccoli affioramenti di lava vulcanica di tipo porfirico appartenente alle Vulcaniti Permiane descritte poc’anzi. Entrando nella linea di Faglia Insubrica, all’altezza della confuenza con il Rio di Druetto il Sessera cambia di direzione, seguendo infatti l’andamento della linea di Faglia che scorre da Sud Ovest (Bocchetto Sessera) verso Nord-Nord Est (Bocchetta della Boscarola). A cavallo tra i territori di Bioglio a sinistra e di Vallanzengo a destra incontra il Canale Chiaro che scende dal Moncerchio di Vallanzengo e dal Monte Massaro (Stazione sciistica di Bielmonte), sempre insolitamente diretto verso Nord-NE incontra il Canale Gioan nei pressi dell’Alpe Scheggiola dove abbandona l’andatura SW-NE per assumere un’andatura addiruttura Nord-NW (sprofondamento della Linea Insubrica) dove riceve, in sponda sinistra le acque del Rio Calcinone che scende dall’Alpe Casari di Bioglio, quindi le acuqe del Rio Caramalo (anche detto La Caramala) che scende dall’Asnas di Camandona-Colma del Balmello. Sempre seguendo la Linea di Faglia il Sessera assume quindi un andamento verso Nord Est ed ai piedi dell’Alpe d’Henri di Camandona abbandona la Linea di Faglia (che prosegue a Nord verso il T. Dolca-Rio Stramba-Bocchetta della Boscarola) ed inizia a trasformarsi in lago artificiale a causa dello sbarramento artificiale alla confluenza con il T. Dolca. Il Rio Buron Top è l’unico affluente di sinistra del lago delle Mischie o Lago di Mischie nel ramo Sesserino. Incontrato il suo maggior affluente il T. Dolca, che forma il ramo Settentrionale del Lago artificiale, il Sessera inizia a segnare il confine tra il comune di Mosso (Costa del Mers) e di Trivero (Cima di Foggia) in sponda sinistra.
Lasciato lo sbarramento artificiale il Sessera, ulteriormente impoverito d’acqua a causa delle captazioni idroelettriche nonostante il ricco apporto idrico del T. Dolca, torna ad assumere un andamento più Orientale e Meridionale anzichè Settentrionale. Nei pressi della località triverese Oro della Lamma, oltre il Rio Scalogne forma alcune ampie e profonde anse scavate nelle rocce granitiche (gabbrodioriti della Serie Sesia-Lanzo). In sponda sinistra riceve le acque del Rio triverese Rio Masunchio che scende dalle coste Occidentali della Cima di Foggia-Alpe Masunchio. All’altezza della località Alpe Oro dell’Incino forma un’altra ampia e profondissima ansa in cui riceve le acque del mossese Canale della Muschera. Poco più a valle, sempre al confine tra Mosso e Trivero riceve le acque del mossese Canale della Pissa e nei pressi dell’Alpe Prato delle Cascine, per un breve tratto torna a virare verso Est, Nord-Est  seguendo l’andamento del massiccio granitico della Cima di Foggia. Nei pressi dell’Alpe Barbero, di fronte al Canale della Costa di Mosso il T. Sessera vira verso Nord-Nord Est. In questo tratto di valle, lungo il corso del torrente è possibile imbattersi nei più meridionali tra i depositi-cordoni morenici glaciali a ricordo delle passate glaciazioni che, sebbene molto ridotte rispetto a quelle delle adiacenti valli Sesia e Dora, hanno interessato anche l’Alta Val Sessera (soprattutto coste Nord-Nord Ovest del Monte Barone, Cima di Bors-Mora-Cima dei Lavaggi ed in particolare l’intero massiccio del Monte Bo, ove è possibile ancora riscontrare segni indelebili dell’attività glaciale Alpina, in particolare ad Est dello stesso tra la Punta del Manzo e l’Alpe Piovale ed a Nord-Nord Est lungo il tratto iniziale del T. Dolca). A differenza delle vicine valli Sesia-Dora, la Val Sessera non ha avuto una grande espansione-estensione glaciale, nonostante la latitudine simile a località delle valli adiacenti, a causa della sua orografia (circondata da monti di altezza ridotta ma sufficienti a creare una barriera ai vastissimi ghiacciai che scendevano dal Monte Rosa verso valle) con apertura ad Est verso le calde correnti Meridionali, soprattutto Scirocco ed Ostro) e forse anche e proprio a causa dell’innalzamento della temperatura dovuto a vapori e gas causati dalla vincinanza con le «Eruzioni vulcaniche» del Permiano che nella bassa valle del Sessera hanno dato vita al «Complesso dei Porfidi Quarziferi del Biellese». Va inoltre ricordato che anche tutta la Valle Sessera (quindi tutto il territorio comunale triverese) fino al confine orografico con la Valle Strona di Mosso in antichità costituiva la caldera di un super-vulcano di recente individuazione di cui è possibile approfondire la conoscenza nell’apposito capitolo dedicato alla Geologia del territorio triverese.

LAGO DELLE MISTE o DELLE MISCHIE - è il lago artificiale creato dallo sbarramento del Torrente Sessera e del Torrente Dolca alla loro confluenza. Voluto dalla famiglia Zegna Mario, per la fornitura di energia idroelettrica allo stabilimento tessile di Trivero, fu costruita tra il 1956 ed il 1961. Attualmente ha una capacità di 1.650.000 mq. ed una superficie di 1,5 km. E' collegato alla Centrale Idroelettrica del Piancone tramite tubazioni in galleria per una lunghezza di 3.800 mt. Grandi polemiche sono in atto sull'opportunità della costruzione di una nuova e più capiente Diga a valle di quella attuale. Noi non entriamo nel merito della polemica e dell'opportunità o meno di costruzione. Fermo restando che ogni opera umana DOVREBBE rispettare puntigliosamente l'ambiente che la ospita e fermo restando che l'ambiente destinato al nuovo invaso artificiale è sede di importanti e rarissimi ambienti naturali che ospitano specie vegetali ed animali rarissime o uniche nel proprio genere, fermo restando che la nuova opera DOVREBBE esser ubicata all'interno di un S. I. C. Sito di Interesse Comunitario per via del suo particolarissimo ambiente, fermo restando che questo sito è di tipo turistico e dunque anche un lago artificiale POTREBBE avere un qualche interesse turistico, ci preme sottolineare che nessuna opera umana DOVREBBE avere la precedenza sul rispetto dell'ambiente, per cui ci aguguriamo davvero che l'eventuale costruzione del nuovo invaso possa rispettare, qualora venisse approvato, tutte le norme e regole a tutela dell'Alta Valsessera e dei paesi a valle che vedrebbero sulle proprie teste pendere una spada di Damocle di dimensioni davvero notevoli. Per chi volesse approfondire l'argomento ecco il link apposito: custodiamo la valsessera.


Il Torrente Sessera a monte della Diga delle Mischie
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Il Torrente Sessera nei pressi del Ponte della Babbiera
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Trote nelle acque limpidissime del T. Sessera
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Acque limpidissime e verdi del Torrente Sessera
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Il Torrente Sessera presso il Ponte della Babbiera di Trivero
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Cascate del Torrente Dolca
foto di Mirella Giovinazzo
Il Torrente Dolca foto di
Mirella Giovinazzo
Il Torrente Dolca dal sentiero F2. Foto Mirella Giovinazzo Trote nel Torrente Sessera Trote del Torrente Sessera
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Il Torrente Ponzone in veste invernale presso Ponzone Il Torrente Ponzone presso la Fabbrica della Ruota Il Torrente Ponzone a Vallefredda di Pray Trota del Torrente Ponzone foto di Davide Godino Trota del T. Ponzone presso Polto foto di Davide Godino
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Diga delle Miste o Mischie, sbarramento del Sessera e Dolca foto Mirella Giovinazzo Sbarramento delle Miste o Mischie Sessera-Dolca, foto di Fila R. Donald Diga delle Mischie o Miste, ramo del Torrente Dolca Diga delle Mischie o Miste, ramo del Torrente Dolca foto di Fila R. Donald Base della Diga delle Miste o Mischie con la poca acqua restituita al T. Sessera
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