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Indice degli argomenti trattati in questa sezione del sito:

Flora di Trivero - Il territorio, la geologia i Cambiamenti Climatici e la Flora protetta

Pagina 1 Introduzione alla Flora di Trivero (il territorio, geologia e cambiamenti climatici)

Pagina 2 Flora del fondovalle di Trivero - Orizzonte sub-padano e sub-montano

Pagina 3 Flora degli altopiani di Trivero - Orizzonte sub-montano o montano inferiore

Pagina 4 Flora dei monti Rubello di Trivero - Orizzonte montano o montano superiore

Pagina 5 Flora dell'alta Valsessera - Orizzonte montano superiore e nivale

Pagina 6 Flora del Triverese - Photogallery

eriophorum_scheuchzeri_piumini edelweiss_stella_alpina


- Flora di Trivero: Orizzonte Montano Superiore e Nivale (Alta Valsessera)

- L’ALTA VALLE SESSERA: Flora Alpina-Nivale e dei pascoli di alta montagna

L'alta Valsessera è la zona più interessante del Biellese Orientale per la sua complessa varietà geologica, per la presenza di rarissime specie vegetali e per la presenza di molte specie animali, anche rare, i cui approfondimenti sono raggiungibili tramite i link sulla fauna o sull’Alta Valsessera.

L’alta valle Sessera nel territorio Triverese è attraversata da una importantissima faglia, la cosiddetta “Linea Insubrica o Linea del Canavese” che corre, quasi a formare una linea retta, dal Bocchetto Sessera, nei pressi di Bielmonte, al Bocchetto della Boscarola, al confine con la Valsesia.

La linea Insubrica costituisce di fatto la zona di contatto e subduzione tra le due placche continentali Europea ed Africana. In pratica, questa faglia segna il punto in cui una delle due placche continentali si insinua al di sotto dell’altra ed al tempo stesso divide le Alpi Meridionali: Monte Rubello-Argimonia, Monte Barone, dalle Alpi Settentrionali: Monte Bo-Ometto-Camparient, Massiccio del Monte Rosa. La presenza stessa della importante linea di faglia, che di fatto determina il punto di contatto tra diverse varietà di rocce che riaffiorano in tutta la valle, la presenza delle antiche glaciazioni che in valle si sono manifestate con due distinti ghiacciai e soprattutto la posizione isolata ed incastonata tra i monti, hanno permesso lo sviluppo di rarissime specie vegetali che in valle hanno formato endemismi residui di antiche colonizzazioni dovute ai millenari cambiamenti climatici o di evoluzioni tipiche delle aree isolate.

Come abbiamo visto nei capitoli precedenti il versante nord del Monte Rubello, digrada ripido verso la valle del Torrente Sessera.

La parte alta dei monti è coperta da conifere alternate a faggi e betulle che man mano che si scende di altitudine lasciano nuovamente posto al castagno ed alla roverella. Il sottobosco locale è caratterizzato dal rododendro selvatico, mirtillo, lamponi selvatici, noccioli, sambuco di montagna e felci, particolarmente abbondanti i funghi. In passato questo versante è stato riccamente sfruttato per il taglio del legname, testimoniato dalla presenza di una vecchia teleferica, nonché dall’allevamento del bestiame; sparsi qua e là sono ancora visibili i ruderi di antichi alpeggi dove sopravvive qualche vetusto castagno utilizzato per la raccolta dei suoi frutti trasformati in farina.

Il fondovalle, attraversato dal pescosissimo torrente Sessera, in passato è stato caratterizzato da diffusi pascoli, dalla presenza di fattorie e dalla produzione di ottimi formaggi e salumi.

Oggi sopravvivono pochi prati, spesso colonizzati da rovi, felci e betulle o pioppo nero, popolati soprattutto da camosci, caprioli e cervi di recente reintroduzione. Sulla parte alta della valle, uno sbarramento sul torrente Sessera costituisce la Diga delle Mischie con il suo omonimo lago artificiale.

Risalendo verso Nord il territorio montano Valsesserino-Triverese si spinge fino al confine con la Valsesia, in territorio di Scopello, fino al monte Camparient-Cima dei Lavaggi, dove, sul versante Valsesiano sorge la stazione sciistica dell’Alpe di Mera.

Questa parte di valle, sui versanti in ombra è fittamente ricoperta da grandi faggi che costituiscono la FORESTA DEMANIALE DELL'ALTA VALSESSERA, nel fondovalle dei Torrenti, in particolare Sessera, Dolca e Stramba si sono sviluppati pregiatissimi boschi di ONTANO VERDE, unici nel proprio genere perchè rappresentano una delle poche colonie italiane di Ontaneto puro.

Sul margine dell'Ontaneto prevalgono il Pioppo nero o Pioppo tremulo, la betulla e solo sporadicamente castagni, che normalmente non si spingono oltre gli 800 metri, e pochi altri latifoglie tra cui Acero Montano o Frassino. Qua e là vi sono alcune macchie di Abete Rosso o Bianco importati in valle durante i rimboschimenti degli anni '60 mentre all'Alpe Cusogna vi è l'unica colonia naturale di Abete Bianco presente sul territorio Biellese.

A partire da un'altezza variabile tra i 900 ed i 1200 mt di quota il bosco lascia posto ad estesi prati su cui abbondano gli alpeggi (spesso abbandonati), un tempo riccamente sfruttati per l’allevamento del bestiame e per la produzione di formaggi d’alpeggio. Nei decenni passati questi sono stati quasi definitivamente dismessi ed abbondonati all’incuria, ma grazie alle recenti politiche comunali-provinciali, sono stati ristrutturati. Sebbene sia andato perso l’utilizzo dei caseggiati come stalle, sopravvive l’utilizzo dei prati d’alpeggio per il pascolo del bestiame prevalentemente bovino, dal cui latte si ricavano il rinomato formaggio D.O.P. Toma Biellese ed il pregiato D.O.P d’alpeggio, il formaggio Maccagno.

L'orizzonte Montano Superiore del Triverese è prevalentemente roccioso e scosceso mentre alle quote superiori l'Orizzonte Nivale è decisamente più addolcito dalla presenza di antichi ghiacciai che durante le ere glaciali in zona "strabordavano" dalla vicina Valsesia verso la valle della Stramba e quindi della Dolca attraverso il Passo della Bocchetta della Boscarola che con il suo avvallamento fino ai 1400 metri di altitudine consentiva appunto agli altissimi ghiacciai Valsesiani di scedere con una lingua verso la ValSessera, riunendosi con i due ghiacciai locali che scendevano dal Monte Bo attraverso il canalone del Sessera e della Dolca

La flora dell'Orizzonte Nivale è piuttosto limitata nel territorio Triverese e si limita ai versanti Settentrionali superiori della Cima di Foggia, Bondala della Mora, Cima della Bondala, Cima della Mora e di Bors. Sui Monti Camparient-Lavaggi-Ometto (già in territorio di Scopello) e sui vicini Asnas e Monte Bo dove diventa predominante attorno ai laghetti da cui nasce il T. Sessera.

La Flora Alpina e Nivale dell' Alta Valsessera è costituita prevalentemente da erbe e da una unica specie a cespuglio:

Salici per lo più striscianti che spesso formano piccoli cespuglieti, tra le varietà, SALIX RETICULATA L. , SALIX RETUSA L. , SALIX SERPILLYFOLIA SCOP. e SALIX SEGHETTATO.

Tra le erbe caratteristiche per le belle fioriture estive vi sono due ANDROSACE che rientrano nella LISTA ROSSA Regionale, quindi a protezione assoluta: Androsace Carnea L. e Androsace Alpina (Monte Bo) e Antennaria Dioica L. Gaertner o Antennaria Dioica, alcune ACHILEE tra cui la Achillea Nana L. e la Achillea Moschata Wulfen, alcune ARTEMISIE tra cui Artemisia Genepi Weber o Genepì maschio, molto rara e rinvenibile sporadicamente solo sul Monte Bo e ad alto rischio di estinzione, Artemisia Umbelliformis Lam. o Genepì Bianco (Monte Bo), Cerastium uniflorum Clairv. o cerastio unifloro e Cerastium Pedunculatum Gaudin o Peverina Peduncolata, Crespis Aurea L. ssp Aurea o Radichella Aranciata dai graziosissimi fiori simili al tarassaco ma di colore arancio, alcuni Hieracium di difficile identificazione (Hieracium sono comunissimi in zona dal piano della Valle del Ponzone alle vette dell'Alta Valsessera con diverse specie tutte piuttosto simili) alcune GENZIANE tra cui Gentiana Bavarica L. o Genziana Bavarese, Gentiana Nivalis L. o Genziana delle Nevi, Genzianella Ramosa Holub o Genzianella Ramosa, Campanula Excisa Schiench o Campanula Incisa (endemismo delle Alpi Occidentali), Erigeron Alpinus L. o Erigero Alpino, alcune Euphrasie di difficile identificazione, sicuramente presente al Euphrasia Alpina Lam. o Eufrasia Alpina, Gnaphalium Norvegicum Gunn. o Canapacchia Norvegese, Helianthemum nummularium L. Miller ssp. Grandiflorum o Eliantemo Maggiore, rinvenibile anche nel fondovalle dell'Alta Valsessera sulla strada della Diga, Hypochoeris Uniflora Vill. o Erba Porcellina alpina, dal fiore simile al tarassaco che in alta quota si trova nella specie TARAXACUM DISSECTUM LEDEB. o Dente di Leone Inciso, Gymnadenia Conopsea L. o Manina Rosea, una Orchideacea simile alla Maschia del piano Montano ma dai fiori color Rosa chiaro, Leontopodium Alpinum Cass. o Edelweiss o Stella Alpina rara e occasionalmente presente sul Monte Bo, Oxitropis Campestris L. ssp. Campestris o Astragalo Villoso, CRASSULACEE e SAXIFRAGACEE di varie specie tra cui Saxifraga Moschata Wulfen o Sassifraga Muschiata, Saxifraga Exarata Vill o Sassifraga Solcata e Saxifraga Aspera L. o Sassifraga Aspra, alcuni SILENE tra cui Silene Rupestris L. o Silene delle Rocce, Primula Pedemontana o Primula Piemontese che in zona è presente anche sui Monti Rubello nell'Orizzonte Montano Superiore ed Inferiore, alcuni PHYTEUMA tra cui il Phyteuma Hemisphaericum L. o Raperonzolo Alpino, presente anche sui Monti Rubello e Orizzonte Montano versanti Settentrionali e Raperonzolo di Scheuchzer, Senecio Uniflorus All. o Senecio Unifloro, presente nelle pietraie o sassaie di alta Valle e presente nella LISTA ROSSA Regionale a protezione assoluta, Veronica Fruticans Jacq. o Veronica delle Rocce, il TIMO che caratterizza tutti i prati della Valsessera di tutte le quote, presente nelle varietà Thymus Pulegioides L. o Timo Selvatico, Thymus Longicaulis Presl o Timo Serpillo, Thymus àoenipontanus H. Brau o Timo di Innsbruck, Uva Ursina e Mirtillo Rosso, la Violetta Gialla o Viola Biflora L. dai fiori Gialli anzichè Viola, alcune Veroniche, Bugole e attorno ai laghetti del Bo Piumini o Pennacchi della specie ERIOPHORUM, Giunco Comune, presente lungo tutte le sorgenti e pozze d'acqua, Tricoforo Cespuglioso e Pinguicole tra cui Alpina e Leptoceras dai fiori violetti spesso in simbiosi con Drosera Rotundifolia L. o Rosolida, pianta carnivora presente nella Lista Rossa Regionale.

Nel prossimo capitolo: Fotogallery Flora del Triverese

Immagini dall'alto in basso: eriophorum scheuchzeri o piumini dei laghetti del Bo, leontopodium alpinum o edelweiss o stella alpina, genziana purpurea o genziana rossa, eliantemo maggiore, genzianella ramosa, salici, mirtillo rosso, semprevivo a fiori grandi, semprevivo montano, senecio uniflorus all. o senecio unifloro.

Nelle mmagini in basso: senecio mezzano, falso mirtillo, giungo di jacquin, vulneraria a foglie numerose e ginestrella spinosa.

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eriophorum_scheuchzeri_piumini
genziana_rossa_trivero
eliantemo_maggiore_trivero
genzianella_ramosa_trivero
genziana_asclepiadea_trivero
salix_erbacea
vaccinium_vitis-idea_mirtillo_rosso
sempervivum_grandiflorum
semprevivo_montano
senecio_uniflorus
 

senecio_mezzano_valsessera falso_mirtillo_valsessera giunco_di_jacquin vulneraria_foglie_numerose ginestrella_spinosa
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