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Indice degli argomenti trattati in questa sezione del sito:

 
Flora di Trivero - Il territorio, la geologia i Cambiamenti Climatici e la Flora protetta

Pagina 1 Introduzione alla Flora di Trivero (il territorio, geologia e cambiamenti climatici)

Pagina 2 Flora del fondovalle di Trivero - Orizzonte sub-padano e sub-montano

Pagina 3 Flora degli altopiani di Trivero - Orizzonte sub-montano o montano inferiore

Pagina 4 Flora dei monti Rubello di Trivero - Orizzonte montano o montano superiore

Pagina 5 Flora dell'alta Valsessera - Orizzonte montano superiore e nivale

Pagina 6 Flora del Triverese - Photogallery



- Flora di Trivero: Orizzonte sub-padano e sub-montano (la Valle del Torrente Ponzone)

Il “FONDOVALLE del PONZONE”: (Orizzonte sub-montano)

E' attraversato dal torrente Ponzone, affluente di destra del torrente Sessera, a sua volta affluente di destra del vicino fiume Sesia, è caratterizzato da elevata umidità e da diffuse e persistenti brinate e gelate invernali, nei punti più ombrosi della valle si possono anche trovare essenze tipiche della zona montana più elevata mentre sui versanti più esposti al sole si possono riscontrare le ultime colonie di essenze tipiche dell’orizzonte Padano-Mediterraneo.

La valle del Ponzone si trova ad una altitudine media di 500 mt. con due principali rilievi: il Trucco ed il Monte Capoposto. I principali affluenti di sinistra del Ponzone sono il Rio Scoldo che segna il confine con i comuni di Portula e di Pray, il Rio Sorrenta, il Rivo Viasca, il Rivo Canale, il Rio Nosetto ed il Rio Varola. Grazie alla presenza di spazi pianeggianti in questa zona si concentrano abitazioni, negozi e molte manifatture tessili.

Il suolo è costituito da graniti ercinici di colore prevalentemente bianco-beige, talvolta anche di colore rosato-grigio, solitamente a grana medio-grossa, che non hanno subito il metamorfismo regionale (Alpino). Molto spesso, questi graniti, sono attraversati da filoni quarziferi con cristalli talvolta molto puri e da formazioni di mica (normalmente bianca, ovvero Muscovite) sono ricchi di feldspato potassico (due feldspati: pertite ed ortoclasio, provenienti da magmi raffreddati molto lentamente), plagioclasi (solitamente albite) e carbonati.

Diffusi in tutta la valle e colli adiacenti sono i sabbioni “granitici-quarziferi” ad elevata acidità di origine litologica e climatica, prodotti dalla disgregazione delle rocce ad elevato tenore di silice ad opera degli agenti atmosferici, che formano ampie brughiere colonizzate dall’erica carnicina (Erica Carnea) dai piccolissimi fiori color rosa-porpora a fioritura precoce, dal mirtillo nero e dalla ginestra andreana (Cytisus Scoparius), qua presente in due varietà differenti, la prima dai colori giallo intenso, la seconda dai colori giallo e rosso, probabilmente una ibridazione naturale con la specie endemica locale dai fiori bianchi e rossi il Citiso di Zumaglini o Chamaecytisus hirsutus Subsp. Cytisus Proteus Zumaglini. Tra le essenze tipiche dei sabbioni granitici ad elevata acidità troviamo i Ginepri (per lo più striscianti) e piante di pioppo nero (Popolus Tremula) dal portamento basso, spesso simile a grandi bonsai, Hieracium di varie specie soprattutto Hieracium Humile (fiori simili al tarassaco), Phyteuma Betoncifolium Vill. dalle spighe a fiori viola, alcune specie di silene: Silene dioica (L.) Clairv. Silene vulgaris (Moench Garcke) o erba cucco, molto apprezzata in cucina per i suoi germogli, e Silene Nutans, Leontodon Autumnalis, e sui versanti meridionali del Mortigliengo i Muscari Comosum Sturm o Lampascione ed una varietà di felce endemica presente lungo tutti i corsi d’acqua del Mortigliengo (Rive Rosse) (boschi idrofili o paludi) dove i boschi sono più radi e soleggiati ma altrettanto umidi, ovvero la Osmunda Regalis L. o felce florida (essenza tipica delle colline delle Cerbaie-Monte Pisano e delle paludi di Fucecchio-Bientina-Massaciuccoli in Toscana), oltre che di alcune fiumare della Calabria (endemismo locale), si tratta di una essenza di genesi del terziario (ARCOTERZIARIE) sopravvissuta alle glaciazioni del quaternario grazie al particolare microclima del Mortigliengo (e delle coste del Monte Barone), ben esposto alle calde ed umide correnti meridionali (Ostro e Scirocco), riparato dai venti freddi del Nord dai colli del Mortigliengo (M.Capoposto-Cima La Guardia-M. Solivo e La Colma) ed all’effimero effetto albedo invernale grazie alla presenza dei sabbioni silicei rossi o delle rocce granitiche di colore rosso scuro in grado di trattenere il calore del sole anche in pieno inverno, inoltre il Mortigliengo meridionale gode di un regime pluviometrico assai più basso rispetto al Triverese (dai 1000 ai 1500 mm inferiore) quindi le nevicate invernali sono più contenute, mentre la disposizione obliqua delle rocce granitiche (discendenti dal Triverese verso la pianura) fa si che le acque dei colli del Mortigliengo anziché scendere verso la valle del Ponzone scendano verso la pianura. Un solo corso d’acqua con regime costante scende infatti dal Mortigliengo verso il Ponzone: si tratta del Fosso Roviero. Molti sono invece i piccoli rii, localmente detti "RIVO" dal Latino "Rivus" che alimentano il bacino idrografico del Torrente Ostola nel Mortigliengo Meridionale, dove appunto prolifera la Osmunda Regalis L.

Nei pressi del rivo Viasca, tra le frazioni di Ponzone e Molino-Giara si eleva la collina del Trucco (555 mt) un colle ercinico granitico (a grana grossa di colore bianco-beige tendente al rosa-nocciola) ricco di filoni quarziferi, anche superficiali, ortoclasio, mica-muscovite, feldspato potassico e plagioclasio-albite, in passato, fino alla metà degli anni ’70, qua esisteva una cava di sabbia silicea da cui si estraevano pregevoli esemplari di quarzo ed ortoclasio, sia in cristalli singoli che multipli, nonché pregevoli geodi contenenti oltre ai comuni cristalli di quarzo ed ortoclasio anche cristalli di albite.

A Sud di Ponzone un altro importante colle ercinico è il Monte Capoposto (650 mt) le cui propaggini si estendono attraverso la frazione Baltigati di Soprana fino alla località di Villa Roviore-Rifugio La Sella. Anche questo colle è composto da granito di colore bianco-beige, ma prevalentemente grigio a grana mediamente fine con ricchi filoni di quarzo dai cristalli anche di grosse dimensioni, spesso rotti dagli agenti litologici-climatici, solitamente sotterranei, in cui vi è incastonata mica-muscovite oltre che ortoclasio, feldsapti e plagioclasi. Sul Capoposto, versante Triverese, si possono trovare moltissimi affioramenti di speroni e rocce granitiche di grandi dimensioni dall’aspetto dei massi erranti di origine glaciale mentre nei pressi di Baltigati sono ancora visibili i resti di una vecchia cava di sabbie silicee. Altre cave esistevano nei pressi della località Roviore. Anche qua come sul Trucco si rinvenivano splendidi esemplari di cristalli di quarzo ed ortoclasio, talvolta racchiusi anche in pregevoli geodi. Affioramenti di filoni di ortoclasio spesso in forma non ben cristallizzata sono rinvenibili presso la località Roviore, la cosiddetta “casa Pera” tra il lanificio Giletti e Roviore e comunque in tutto il fondovalle del Torrente Ponzone, tra l’omonima frazione e la Vallefredda. Infine la zona di confine tra i rilievi di Villa Roviore-Rifugio La Sella e la vicina Cima La Guardia di chiara origine vulcanica, con le sue rocce costituite da vulcaniti del Permiano, è anche detta “pietre bianche” a causa di grossi affioramenti di quarzo ialino, spesso coperti da “sabbioni” granitici dello spessore variabile dai pochi centimetri ad alcuni metri.

La flora della Valle del Ponzone è caratterizzata dai prati o radure che circondano il centro abitato e da boschi cedui di latifoglie e conifere (reintrodotte con re-imboschimenti negli anni ’60-’70), che oggi crescono spontaneamente e che spesso arrivano a lambire le abitazioni.
Il versante Nord del monte Capoposto 650 mt, e della Cima La Guardia, che segnano il confine a Sud con i comuni di Strona-Mezzana-Soprana e Curino, è caratterizzato dal bosco di castagno (Castanea Sativa Mill.) alternato a betulle (Betulla Pendula), larici (Larix Decidua), abeti rossi (Picea Abies), ginepri (Jineperus Communis), pino silvestre (Pinus Sylvestris) ed altre conifere quali il pino strombo o strobo (Pinus Strobus).
Il fondovalle invece è caratterizzato dal bosco misto, qua il bosco è stato colonizzato da una specie infestante non autoctona l’acacia (Robinia Pseudoacacia che è particolarmente diffusa lungo le rive dei corsi d’acqua ed arriva a lambire le rive del Ponzone, condividendo l’aerale con il nocciolo (Corilus Avellana), carpino bianco (Carpinus Betulus), ontano nero (Alnus Glutinosa), tiglio (Tilia Platyphyllos), frassino (Fraxinus Excelsior) ed acero montano (Acer Pseudoplatanus), meno diffuse a causa del taglio, querce (Quercus Robur) e faggi (Fagus selvatica). Lungo il Torrente ed i suoi affluenti diffusi sono i platani (Platanus Acerifolia) ed il pioppo, sia bianco (raro) che nero (Populus Alba e Populus Tremula) (molto più diffuso) qua e là è possibile trovare ancora qualche ippocastano (Aesculus Hippocastanum) sfuggito dagli antichi giardini ed inselvatichito.
Manca completamente dal territorio Triverese l’olmo.
Tanto sui colli che a valle non mancano poi il ciliegio selvatico (Prunus Avium) e il melo selvatico (Malus Sylvestris) oltre che il Sambuco (Sambucus Nigra) mentre vicino ai corsi d’acqua abbonda il pado (Prunus Padus).
Sui monti Capoposto e Cima la Guardia avanza una essenza tipica dell’orizzonte padano-mediterraneo ovvero l’orniello o frassino da manna (fraxinus Ornus), questo è particolarmente abbondante sui versanti esposti a mezzogiorno ma alcuni giovani esemplari stanno iniziando a colonizzare anche i boschi al confine con Trivero in località Vallefredda e Roviore.

Il sottobosco della valle del Ponzone è ricco di muschi tra i quali crescono il mirtillo nero (Vaccinium Myrtillus), il cinquefoglio (Potentilla Reptans) e la Fragola Matta (Duchesnea Indica), due varietà di fragola dai fiori gialli, con frutti commestibili ma insapori, la fragolina selvatica (Fragaria Vesca), rovi da mora (Rubus Fruticosus), sporadici lamponi (in via di estinzione a causa dei prelievi delle piante per il trapianto negli orti e giardini) felci ed i sorbi: sorbo degli uccellatori (Sorbus Aucuparia), un arbusto che produce graziosissimi gruppi di bacche di colore arancio di cui vanno ghiotti gli uccelli, da qua il nome comune di sorbo degli uccellatori ed il sorbo di montagna (Sorbus Aria).
Si arrampicano su arbusti ed alberi il luppolo (Humulus Lupulus), l’edera (Hedera Helix) e la clematide (Clematis vitalba) , mentre nel bosco di castagno–robinia, ai confini meridionali, tra febbraio ed aprile è possibile imbattersi in sporadiche specie abbondanti nell’orizzonte Padano-Mediterraneo quali il dente di cane (Erytronium Dens-Canis) un graziosissimo fiore simile al ciclamino, dalle caratteristiche foglie ovali appuntite macchiate di bruno rossiccio e di bianco, la scilla (Scilla Bifolia), una bulbacea dai fiori in spighe unilaterali di colore azzurro o blu, talvolta bianco, gli anemoni dei boschi (Anemone nemorosa) e l’anemone azzurro (Hepatica Nobilis), una piantina simile all’anemone dai fiorellini blu-violaceo-rosato che compaiono prima che emerga il fogliame. Tutte queste ultime essenze sono però sporadiche e rare sul territorio Triverese. L'anemone Azzurro o Hepatica Nobilis è più diffuso nel fondovalle dell'alta Valsessera attorno alle località Novareja e Piancone-Ponte della Babbiera, mentre la Scilla Bifolia con la Scilla Silvestre, anche Albina, è più diffusa nei prati caldo-umidi dell'alta Valsessera soprattutto attorno ai Torrenti Dolca e Sessera dove cresce accanto ai Muscari che insierme formano bei tappeti di colore azzurro.

Tra gli arbusti o vicino alle conifere abbonda il sigillo di salomone (Polygonatum), una rizomatosa a steli arcuati con foglie simili al mughetto e fiori bianco-verdastro tubolari che producono bacche nere tossiche, ed il Maianthemum Bifolium, un erbaceo a foglie alterne simili al mughetto dai profumati fiorellini bianchi in spiga, mentre nei prati freschi o nei boschi di ontano nero tra maggio e luglio fiorisce, sempre più sporadico, a causa del prelievo dei bulbi il Giglio di S. Bruno (Paradisea Liliastrum), un graziosissimo giglio dai piccoli fiori bianchi e l’Allium Ursinum un agliaceo dai piacevoli fiori bianchi screziati di verde.

Tra le rocce granitiche, specialmente lungo la Valle Fredda e lungo la S.P. 200 della Valsesia, nei pressi di Roviore nella tarda primavera fiorisce la graziosa saponaria rossa (Saponaria Ocymoides) una perenne, strisciante, che forma macchie tappezzanti dal piacevole colore rosato.

Tra gli arbusteti più aridi ma freschi e nelle brughiere, soprattutto versanti Settentrionali (Sabbioni granitici di Roviore e Vallefredda ) è sporadicamente presente il falso bosso (Polygala Chamaebuxus), un arbustivo prostrato dagli sgargianti fiorellini di colore bianco-giallo tendente al marrone o giallo-fucsia inconfondibili per il gradevolissimo profumo di pesca (arbusto tipico dell’orizzonte montano e quindi dei Monti Rubello), infine lungo il torrente Ponzone e lungo i suoi affluenti si stanno formando le prime colonie di albero delle farfalle (Buddleia-Davidii), un arbusto dai fiori a spiga rosa-blu-violaceo che attira grandi quantità di farfalle da cui il nome, il Fiore Vello (Reynoutria Japonica), un arbusto rizomatoso con canne simili al bambù, grosse foglie a cuore ed infiorescenze bianco-giallo che attirano sciami di vespe ed api, è una pianta a rapidissima diffusione persino infestante lungo le rive del Ponzone, entrambe queste ultime due essenze sono tipiche dell’orizzonte padano-mediterraneo.
Diffusissima ed abbondante, quasi infestante, lungo le strade ed i sentieri è una essenza sfuggita nei tempi antichi dai giardini ed inselvatichita: la spirea (Spirea Japonica L.)

In tutta la valle sulle pietraie umide e lungo strade e i corsi d’acqua fiorisce la Farferuggine (Tussilago Farfara) e ancor di più la tignamica o farfaraccio bianco o rabarbaro di palude (Petasites Albus), il primo a fiori simili al Tarassaco (a valle comune in zone fredde ma diffusissimo nella zona montana), il secondo con spighe fiorali, conosciuto come fiore della peste, di colore rosato, in estate produce foglie pelose che raggiungono e superano i 30 cm di diametro, produce estese macchie impenetrabili con cespugli che toccano il metro di altezza, è in grado di crescere persino sull’asfalto stradale o sulle aree appena cementificate. Il Rabarbaro di palude con l'Ortica un tempo erano diffusissimi nel Baraggione di Fila e nei prati abbandonati dell'intera valle con particolare diffusione nei prati vicini ai cascinali un tempo ricchi di concimazioni organiche vaccine. Con il passare degli anni, i prati abbandonati del fondovalle sono stati colonizzati dall'Ontano, Platano, Robinia ed Acero che hanno formato boschi radi tappezzati da erbe poco adatte al pascolo con particolare diffusione di Melampyrum Pratense o Spigolaria bianca, Salvia Pratensis o Salvia dei prati, Vincetoxicum Hirundinaria o Vincetossico Comune, diverse specie di Aegopodium, Ammi, Athamanta e vari Clinopodium, Heracleum, Hieracium, Leontodon e Stachys di vario genere.

Tra le piante di origine Mediterranea, Orienale o Esotica nel fondovalle si inizia ad intravvedere qualche esemplare di Ailanthus o Ailanto, qualche Anagallis o Centonchio, qualche Kerria Japonica sfuggita ad antichi giardini, alcuni Berberis, Agrifogli anche inselvatichiti, qualche Prunus Laurocerasus inselvatichito ed ora spontaneo nei boschi freschi e radi, mentre nei giardini più soleggiati si può vedere qualche esemplare di Catalpa o Fagiolo Indiano (alcuni esemplari si sono inselvatichiti), qualche Albizia Julibrissin un po' sofferente, qualche Noce del Giappone o Noce di Pecan,  alcuni esemplari di Pawlonia Tomentosa (molti esemplari inselvatichiti), Cedri del Libano eTuie.

Sebbene più volte forzatamente introdotti, nei giardini del fondovalle periscono velocemente Cachi, Fichi ed Ulivi che non riescono a resistere ai gelidi ed umidi inverni della valle del Ponzone. Nel Fondovalle stentano pure piante da frutto quali pesco ed albicocco.

Nei prossimi capitoli: Gli altopiani centrali e l'orizzonte montano inferiore, i monti Rubello e l'orizzonte montano, la Valsessera e l'orizzonte nivale

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Immagini dall'alto in basso: dente di cane e crocus o crochi, fioritura di crochi in primavera, anemoni presso rivo Viasca, favagello, erica carnea, ginestra dei carbonai in varietà giallo e rosso e classica a fiori gialli, bucaneve o campanellino, clematis o clematide, buddleja o albero delle farfalle, caltha palustre, ranuncolo hepatica nobilis, ciclamino.
Nelle Immagini in basso: caprifoglio, celydonium majus o celidonio, luzola nivea, muscari o lampascioni, convallaria majalis o mughetto, ornithogalum, pytheuma, papavero, violetta mammola e viola del pensiero.


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