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In questa pagina di TUTTO TRIVERO - TRIVERO ON - LINE una panoramica sull'alta Valsessera, Sito di Interesse Comunitario (S.I.C) che ne tutela il territorio in attesa che le istituzioni locali creino un apposito ente parco a salvaguardia soprattutto di flora e fauna. L'Alta Valsessera rientra nel territorio comunale di Trivero per tutto il tratto che dalla località Piancone va fino alla Diga delle Miste-confine con la Valsesia di Scopello.

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- L'Alta Valsessera - Sito di Interesse Comunitario

La Valsessera è la valle dell'omonimo torrente che nasce dal Monte Bo e che, dopo aver attraversato un territorio aspro, impervio e quasi totalmente disabitato caratterizzato da pascoli e foreste, da rocce e dirupi si placa nella bassa valle formando ampi spazi prativi che ospitano importanti ed antiche cittadine nate come accampamenti al tempo della dominazione Romana, cresciute nel Medievo ed ingranditesi durante la Rivoluzione Industriale, tanto da assumere le attuali sembianze. Il torrente Sessera è il più importante affluente di destra del Fiume Sesia nel quale si immette tra Borgosesia e Serravalle Sesia.

Amministrativamente parlando non esiste una bassa Valle ed una alta Valle, ma convenzionalmente, quando si parla di natura e di tutela del territorio si intende per Valsessera, la parte più impervia e disabitata della valle che inizia a monte dell'abitato di Zuccaro di Coggiola nei pressi del Santuario del Cavallero comprendendo il bacino idrografico del Sessera e del Torrente Dolca suo più importante affluente.

L'Alta Valsessera, come detto, è un territorio individuato dalla Comunità Economica Europea come bisognoso di esser tutelato per salvaguardare principalmente il Pascolo Alpino, la foresta ed alcune specie vegetali ed animali. In attesa della costituzione di un ente che si faccia carico di questa tutela, il territorio Valsesserino è salvaguardato dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Biella ed in particolar modo dal Corpo Forestale dello Stato.

Allo scopo di proteggere le sue peculiarità l'unica strada che la attraversa, dal Bocchetto Sessera di Bielmonte fino alla stazione sciistica dell'Alpe di Mera di Scopello è chiusa al traffico automobilistico e l'accesso è consentito ai soli allevatori per il pascolo del bestiame ed ai residenti che hanno ristrutturato le baite degli antichi alpeggi.

Tutela e salvaguardia non significano che il territorio non è fruibile dai visitatori, ma piuttosto che per accedere alla Valle è bene conoscere e rispettare le norme di tutela del territorio di cui si è parlato nella sezione del sito dedicato alla Flora e che fanno riferimento alla Legge Regionale nr. 32 del 2 novembre 1982 che regola le norme per la conservazione del patrimonio naturale.

Fatte le dovute premesse, ricordiamo che la Comunità Economica Europea, con l'individuazione della Valsessera quale S.I.C. intende tutelare il Pascolo Alpino che qua assume particolare importanza sia per le specie vegetali che lo caratterizzano con decine di erbe rare quando non rarissime e spesso endemiche della valle, sia perchè le stesse erbe e lo stesso pascolo costituiscono l'abitat naturale di un rarissimo coleottero che è il simbolo dell'Oasi Zegna il Carabo dorato cosiddetto "CARABUS OLYMPIAE SELLA" dal 1983 considerato specie protetta. Oltre al Pascolo Alpino la CEE tutela in valle l'ONTANO VERDE o BIANCO che qua, lungo i torrenti forma boschi esclusivi, cosa piuttosto rara nel resto d'Italia, dove invece condivide il proprio aerale con altre specie arboree, mentre Regione Piemonte e Provincia di Biella tutelano le specie vegetali ed animali tipiche della Regione o della Provincia.

Le specie vegetali della Valsessera sono illustrate in questo sito nell'apposita sezione Flora ed in particolar modo nel capitolo 4 dedicato all'aerale dei Monti Rubello-Cima di Foggia e nel capitolo 5 dedicato all'Orizzonte Nivale dell'alta montagna. La Fauna tipica della valle invece è descritta nella sezione Fauna di questo sito.

Questa pagina vuole essere un approfondimento per lo più fotografico della valle che è uno dei punti di riferimento preferiti dagli amanti della natura di tutto il Biellese che amano percorrere gli innumerevoli chilometri di sentieri che dal Bocchetto Sessera, da Bielmonte, dai Monti Rubello, da Portula e Coggiola o dall'Alpe di Mera-Scopello si inoltrano lungo i suoi torrenti, nelle sue fitte foreste o attraverso pascoli lussureggianti sulle vette dei suoi monti.

Inutile ricordare che tutte le stagioni sono indicate per le camminate o per una rispettosa visita della sua natura.

La primavera vede sciogliersi le nevi cadute in inverno, spesso è piovosa, soprattutto tra Marzo e Maggio, ma il risveglio della natura offre uno spettacolo impareggiabile con le prime fioriture precoci, con la comparsa di tenere foglioline che contrastano con il bianco delle vette dei monti che spesso rimangono innevati fino a fine Maggio con depositi di neve slavinata nei canaloni che a volte resiste al suolo fino a Luglio.

I mesi di Maggio-Giugno-Luglio sono i mesi più spettacolari per le stupende fioriture montane. I prati si colorano di bianco-giallo-rosa-azzurro e tutti gli altri colori dell'arcobaleno. Molte specie vegetali in valle costituiscono autentici tappeti fioriti, in particolar modo i narcisi tappezzano di bianco i prati dei rilievi di Bielmonte, Bonom, Asnas, Ometto, Lavaggi, Camparient e Foggia, i gigli di monte o Paradisea Liliastrum tappezza di bianco il Monte Barone, i monti del gruppo Foggia-Mora-Bors ed i monti di confine Valsesiano, con graziosissime piccole macchie di colore arancio costituite dal bellissimo giglio di San Giovanni o Lilium Bulbiferum, l'Erica Carnea con i suoi fiori rosacei tappezza di rosa-fucsia i pascoli dell'intera valle mentre il Rododendro delle Alpi o Rhododendron Ferrugineum forma chiazze impenetrabili di colore rosa scuro. La Ginestra o Cytisus Scoparius invece tappezza di giallo soprattutto le coste dell'Asnas conferendo al monte un colore giallo visibile da molto lontano. A margine del bosco e nei pascoli i gambirossi o Epilobium Angustifolium tappezzano di rosa la valle tra Giugno e Settembre. Genzianelle, Campanule e Muscari tingono di blu prati, pascoli e radure fluviali dalla primavera all'estate. Infine i mirtilli tingono di blu i pascoli montani tra Agosto e Settembre mentre i lamponi tingono di rosa le radure tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno.

L'autunno si tinge di giallo-arancio-rossiccio-marrone. I faggi sono gli alberi più belli per la loro fitta chioma tinta dei colori autunnali e mentre l'autunno si avvicina con i primi freddi temporaleschi sotto il bosco di faggio "sbocciano" innumerevoli gallinacci-galletti o Cantharellus Cibarius che tingono di giallo i suoli dei boschi della valle, lasciando posto a più riprese al più ricercato porcino o Boletus Edulis rinvenibile tanto nel bosco di Faggio quanto in quello di fondovalle di Castagno o di Roverella ed in quello dei fitti rimboschimenti di Abete Rosso con sconfinamenti, in caso di clima caldo ed umido anche nel "rodoro-vaccinieto" ovvero le radure a mirtillo-erica-betulla.

Mentre nelle radure e sui rocciosi fiorisce la falsa erica o Brugo o Calluna Vulgaris, tingendo nuovamente di rosa la valle, nell'esplosione dei colori autunnali il Monte Rosa e le vette più alte delle Alpi Pennine iniziano a tingersi del bianco della neve, regalando al paesaggio un contrasto da cartolina. I boschi della valle, non da meno, regalano le loro colorate sorprese di stagione. Oltre al Cantharellus Cibarius o Gallinacci e al prezioso Porcino o Boletus Edulis nel bosco di Castagno, Roverella e misto appare il porcino nero o Boletus Aereus, nelle abetaie e talvolta nel bosco di Faggio compare il porcino nero o pinaiolo o Boletus Pinicola. Nei campi concimati dal pascolo degli animali compare il fungo dell'inchiostro o Coprinus Comatus, la mazza di tamburo o Macrolepiota Procera ed il prataiolo maggiore o Psalliota Arvensis. Non mancano poi le specie non commestibili o velenose che andrebbero conosciute meglio per non esser confuse, raccolte e consumate involontariamente. A tal proposito ricordiamo che gli uffici ASL di ogni città possono aiutare gli appassionati raccoglitori a distinguere i funghi commestibili da quelli velenosi.

Tra le specie tossiche più comuni l'Amanita Muscaria, da non confondere assolutamente con l'Amanita Caesarea o ovulo buono, che ricodiamo NON CRESCE NELLA VALLE e nei freddi boschi delle colline Biellesi, quindi, quando sotto gli abeti o nel bosco di latifoglie si rinvengono amanite di colore rosso e pur prive delle tipiche galle bianche, NON VANNO ASSOLUTAMENTE RACCOLTI perchè si tratta comunque della specie tossica.

Ricordiamo che il porcino o Boletus Edulis e l'Amanita Muscaria spesso crescono in simbiosi, che in soldoni poveri significa che dove cresce l'uno spesso cresce anche l'altro fungo perchè entrambi amano condividere lo stesso appezzamento di bosco. Il pericolo rappresentato dall'Amanita Muscaria è che quando questa è giovanissima, ancora racchiusa nel suo bianco ovulo, è facilmente confondibile per un giovanissimo porcino, bianco perchè non ha ancora visto la luce del sole. Un discreto sistema empirico per distinguere un giovanissimo porcino da una giovanissima amanita è quello di stringere il giovane fungo tra le dita. Il porcino solitamente è più duro e coriaceo (salvo periodo di siccità o nel caso di piogge prolungate dopo il caldo ed il secco) mentre l'amanita è assai più tenera e tende a rompersi già con una piccola pressione delle dita. Nel dubbio è sempre bene evitare di raccogliere i funghi giovani e facilmente confondibili, sia perchè così si possono evitare le involontarie intossicazioni, sia perchè raccogliere i funghi giovanissimi impedisce la produzione delle preziosissime spore che saranno in grado di produrre nuovi miceti e nuove emissioni di funghi.

Ricordiamo che è BUONA NORMA E REGOLA NON DISTRUGGERE I FUNGHI VELENOSI perchè così facendo si altera il delicato equilibrio del bosco. Se il fungo tossico è nato significa che il bosco aveva necessità di farlo nascere e sviluppare, anche se tossico. Ricordiamo inoltre che la Valsessera, così come tutte le valli limitrofe, non è una dispensa da cui attingere senza limiti e a propria volontà ogni prodotto del sottobosco senza regole. La già citata legge regionale 2 novembre 1982, n. 32 al capo II "Raccolta dei prodotti del sottobosco" Art. 19 dice che:

sono considerati prodotti del sottobosco: Funghi Epigei ANCHE NON COMMESTIBILI. Funghi Ipogei (tartufi) (assenti in valle), Muschi, Fragole, Lamponi, Mirtilli, Bacche di Ginepro. La raccolta dei funghi è regolata e condizionata dal possesso dell'apposito tesserino da acquistare attraverso il pagamento di bollettino postale reperibile presso i municipi-uffici di polizia urbana, uffici postali o comunità montane.

Porcini nelle varietà Edulis, Aereus e Pinicola sono raccoglibili entro una quantità di 15 esemplari individuali e giornalieri. Le altre specie fungine invece sono raccoglibili fino ad un massimo giornaliero di 20 esemplari. Solo i Chiodini o Armillariella Mellea o Famigliola Buona sono gli unici funghi senza limite di raccolta.

Per gli altri prodotti del sottobosco questi sono i quantitativi massimi consentiti pro capite e giornalmente:

Muschi 300 grammi - Fragole mezzo chilo o 500 grammi - Lamponi 1 chilo - Mirtilli 1 chilo - Bacche di Ginepro 200 grammi.

La famigliola buona non è diffusissima in valle, giacchè il suo habitat ideale non è costituito dal bosco di faggio o di abete, tuttavia il fondovalle del Torrente Sessera tra fine autunno ed inizio inverno spesso regala ottimi raccolti di questo fungo che non va mai raccolto ad avvenuta maturazione (completa apertura del cappello) perchè va incontro a tossicità.

L'arrivo dei primi freddi e l'avvicinarsi dell'inverno porta ad una nuova impennata delle precipitazioni in valle. Solitamente Ottobre e Novembre sono i due mesi più piovosi dopo Aprile e Maggio. Le prime incursioni di aria fredda portano le prime nevicate precoci a partire da fine Settembre e dai primi di Ottobre, anche se il recente "Riscaldamento Globale" che ha avuto inizio dal 1982 ed è tutt'ora in corso ha modificato l'arrivo della neve sui monti posticipando le nevicate precoci da fine Settembre a fine Ottobre con casi eclatanti di prime nevicate di stagione avvenute contemporaneamente sui monti ed in pianura soltanto a fine Novembre.

L'arrivo della neve in valle rappresenta il definitovo abbandono da parte dei "margari" (i pastori locali) degli alpeggi della valsessera che vengono chiusi fino alla prossima primavera. Vengono così rispolverate le vie della transumanza che dal Bocchetto Sessera, da Bielmonte e dai Monti Rubello scendono verso le valli Cervo, Mosso, Triverese e basso Sessera. Gli animali della valle vanno in letargo ad eccezione di caprioli, camosci, cervi e volpi che continuano indisturbati a girovagare per la valle anche in pieno inverno e pure in presenza di molti centimetri di neve, privilegiando le radure nei pressi dei torrenti o dei boschi dove sopravvive qualche sparuto ciuffo d'erba.

I visitatori della valle possono così rispoverare i propri sci di fondo, racchette da neve o ciaspole e attrezzature da ski-Alp o sci-alpinismo.

Durante la stagione invernale sono molte le camminate organizzate al chiaro di luna con sci di fondo o ciaspole sugli innumerevoli sentieri che penetrano nella valle. Nelle apposite sezioni di questo sito è possibile ricavare tutte le informazioni utili per gli escursionisti.

Per praticità di navigazione del sito riportiamo di seguito alcuni link utili oppure | VAI ALLA FOTOGALLERY VALSESSERA |

Le immagini di questa pagina sono di:  Angelo e Mirella Giovinazzo

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Grande ontano della Valsessera. Cliccare sull'immagine per aprire la pagina dedicata alla fotogallery degli ontani della Valsessera.
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Funghi dell'alta Valsessera. Cliccare sull'immagine per aprire la pagina dedicata alla fotogallery dei funghi della Valsessera.
Panorama dell'alta Valsessera. Davanti a dx Cima di Foggia, dietro il Monte Rosa
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Tappeto di rododendri in Valsessera
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Epilobium Angustifolium in alta Valsessera presso Alpe Artignaga
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Alta Valsessera in veste autunnale e prima neve sul Monte Bo
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Alta Valsessera. In primo piano Cima di Foggia e Bondala, dietro il Gruppo del Mischabel di Saas Fee in Svizzera
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Alta Valsessera. Tramonto sul Corno Bianco visto dalle alture di Trivero
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Alta Valsessera. Nebbia sul Torrente Sessera in località Piancone
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Sci di discesa e di fondo e attività all'aria aperta presso Bielmonte e Bocchetto Sessera.
Escursioni. ciaspole e attività all'aperto nell'Oasi Zegna e Valle Sessera.
Sentieri per escursioni e per ciaspole nell'Oasi Zegna, Trivero e Valle Sessera.

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