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Indice degli argomenti trattati:

pagina 1: » Geo-Morfologia del territorio Triverese

pagina 2: » Le colline meridionali e la valle del Torrente Ponzone

pagina 3: » Gli altipiani centrali e la linea della Cremosina-Fascia centrale pedemontana - DIORITI E KINZIGITI DEL TRIVERESE E VALSESSERA-ALPE NOVEIS

pagina 4: » Il rilievo dei Monti Rubello-Prapiano - Cima di Foggia - Miniere e Minerali

pagina 5: » Alta Valsessera, Diga delle Mischie, Torrente Dolca, Linea Insubrica e Alpi Pennine. Copertura dei Ghiacciai in Valsessera (mappa dei Ghiacciai)

pagina 6: » Mappa Geologica del Triverese-Biellese-Valsesia

Miniere e minerali del Biellese e Valsesia (pagina in attivazione)
Supervulcano Biellese-Valsesiano (pagina in attivazione)

Mappa Geologica del Triverese, dettaglio sui Monti Rubello e Alta Valsessera
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4 - Il rilievo dei Monti Rubello-Prapiano - Cima di Foggia-Valsessera intermedia - Antiche miniere di Corindone:

A Nord della linea della Cremosina, oltre i convenzionali 700 mt, oltre i quali i rilievi sono considerati monti, si erge la piccola catena dei monti di Bielmonte (Moncerchio 1621 mt) Argimonia (1613 mt) all’estremo Ovest in territorio di Mosso e Piatto, e dei monti Prapiano o Rubello costituiti da un unico rilievo a 5 punte al centro, e da un rilievo più basso costituito dal Monte Tirlo di Stavello e Cima Croce ad Est.
Appena oltre la linea di faglia, oltre le frazioni più importanti del comune di Trivero si elevano due rilievi: il Monte Cattivo (872 mt) che sovrasta le frazioni di Marone-Barbato-S.Antonio-Lora e più ad E sopra la frazione Ferla-Centro Zegna il Colle del Craviolo (948 mt). Più a Nord verso la vetta dei monti Rubello attorno ai 1050 mt si trova la Sella o Bocchette di Caulera, un grande spiazzo rocciolo noto per le battaglie che qua si sono svolte attorno al 1300.
La vetta della piccola catena montuosa è costituita da W verso E dalla Cima della Ragna (1413 mt) in territorio di Mosso; dal M. Prapian o Massaro (1413 mt) che ospita i radar dell’Aeronautica e antenne di Telecomunicazione Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza e la Rai Way con le antenne della Radio Televisione Italiana poste al confine tra i comuni di Mosso e Trivero; al centro del rilievo tre piccole vette la più occidentale di 1405 mt, quella centrale di 1414 mt e più ad E di 1402 mt: si tratta del M. Rubello; più ad oriente svetta a 1407,8 mt il Santuario di S. Bernardo posto all’apice del monte un tempo detto Zubello, poi trasformato in Zebello o Rebello ed infine in San Bernardo dal nome del Santuario che lo sovrasta. Ai piedi di S. Bernado più ad E a 1204 mt vi è un vasto spiazzo detto Sella di Stavello, svetta quindi un monte fittamente ricoperto da abeti rossi il Tirlo (1303 mt) mentre in territorio di Portula si trova la Punta della Civetta o Cima Croce (1198 mt).

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Da questa catena montuosa appartenente alla placca tettonica Africana nascono tutti i corsi d’acqua che formano il bacino idrografico della Valle Strona di Mosso e della Valle del Ponzone, la prima tributaria del T. Cervo, la seconda del T. Sessera.

L’orogenesi di questo rilievo è di tipo magmatico (Cicli Magmatici Prealpini) ed è collocabile all’interno della formazione basica d’ivrea, tanto il versante esposto a S, quanto quello esposto verso N nel bacino idrografico Valsesserino fanno parte della cosiddetta area geologica della “Serie dei Laghi Ivrea-Verbano”. Il territorio è costituito prevalentemente da Gabbrodioriti, Gabbri pirossenico-anfibolici e noriti a grana prevalentemente grossa, localmente con tessitura di tipo parallelo con lenti di rocce ultramafiche a grana minuta spesso diaftoritiche di colore tendente dal verde scuro al nerastro (soprattutto M. Marca, Rocca di Argimonia e versanti N dei M. Rubello). Oggi, grazie alle recenti scoperte geologiche inerenti il supervulcano preistorico Biellese-Valsesiano è possibile comprendere meglio la presenza in zona di rocce ultramafiche. Un tempo i geologi ritenevano che queste rocce fossero state portate in sede da molto lontano ad opera dalla spinta della placca tettonica Africana, si tratta infatti di rocce che compongono il “mantello terrestre” e sono poco comuni sulle Alpi. L’assenza di metamorfismo però è piuttosto singolare. Rocce trasportate da molto lontano e schiacciate contro la placca Europea avrebbero dovuto subire quantomeno un metamorfismo di contatto. Le recenti scoperte geologiche hanno svelato il mistero e dimostrato che queste rocce mafiche ed ultramafiche o ultrabasiche che si rinvengono già su questa catena montuosa e che sono più diffuse a N del T. Sessera e che costituiscono il letto del F. Sesia tra Scopello-Varallo Sesia, nonché i monti circostanti, altro non sono che il basamento dell’antico supervulcano che per effetto della spinta delle placche tettoniche si è ripiegato sul suo fianco meridionale sprofondando con la sua caldera tra la bassa Valsessera e la bassa Valsesia (Vulcaniti Permiane di Pray-Crevacuore-Guardella-Guardabosone-Sostegno-Sponda destra Sesia- basamento del M. Fenera) mentre la camera magmatica ed il mantello presenti oltre i 20 km di profondità sono emersi proprio nelle zone sopra citate (Valsessera-Valsesia a partire dalla catena montuosa Argimonia-Rubello).

Tornando ai nostri monti Triveresi, a N delle frazioni più popolose di Trivero le rocce sono prevalentemente costituite da Dioriti essenzialmente biotitiche (mica di colore verde scuro o nero per la presenza di ferro), anche se non è raro trovare piccole incrostazioni di mica muscovite (Dioriti a due miche). Essenzialmente tra le frazioni di Bulliana-Barbato (M. Cattivo) e Zegna e nei pressi della linea della Cremosina (Guala-Sella-Vico-Ferrero-Castagnea) le Dioriti presentano piccole lenti di contatto con i graniti del Massiccio Granitico Biellese associati a plaghe di migmatiti e pegmatiti. Attorno alle località Brovarone-Castagnea-Colle del Craviolo, letto del Rio Carnasco e sporadicamente sulla Rocca di Argimonia sono rinvenibili piccoli affioramenti di Stronaliti o granulite, una roccia metamorfica presente con filoni in Valsessera poco a monte del Santuario del Cavallero di Coggiola fino alla centrale idroelettrica del Piancone e molto diffusa in Valsesia e nella Valle Strona di Campello Monti, al cui interno si rinvenivano importanti filoni fortemente mineralizzati (Galena argentifera, Pirrotina nichelifera e minerali ferrosi).
I minerali più diffusi nei monti della catena Argimonia-Rubello: Axinite, Clinozoisite, Eritrite, Caersutite e Stilbite. Una importante organizzazione mondiale di censimento delle specie minerali con sede in Gran Bretagna ha rilevato su questi monti: Albite in varietà Oligoclasio, Oligoclasio-Albite (Tschermakite, silicato tipico degli Gneiss Kinzigitici di colore grigio-blu), Biotite, minerali del gruppo Chlorite, Corindone, Cubanite, Epidote appartenente alla varietà del gruppo Garnet-Almandino, Gersdorffite, Limonite, Makinawite, Melonite, Muscovite nella varietà Sericite, Prehnite e Zircone. La forte ferrettizzazione delle sabbie a Sud di questi monti e soprattutto la presenza di ruggine che colora le pietre dei corsi d’acqua che da San Bernardo-M. Rubello scendono verso la Valsessera, in particolare Croso delle Lacere o Laccere fanno pensare alla presenza in zona anche di discreti filoni di minerali ferrosi molto diffusi in alta Valsessera (pirite, magnetite, limonite e nickel diffuso soprattutto nella varietà Pirrotina Nickelifera sul Monte Barone-Badile-Valle di Postua) presenti nel fondovalle Valsesserino a N degli stessi monti, sia nei pressi del Piancone-Ponte della Babbiera sia attorno a Rondolere-Alpe Artignaga-Argentera. Nel caso del Croso delle Laccere la Limonite è diffusa nel letto dello stesso quale ossido idrato formato dal disfacimento di altri minerali ferrosi presenti a monte, di cui la limonite forma il cappello.

L’orogenesi della Cima di Foggia 1537 mt è del tutto simile a quella dei versanti Settentrionali del M. Rubello ma recenti scoperte geologiche ci dicono che si tratta di affioramenti della Camera Magmatica e condotti del supervulcano, da qua le diffuse mineralizzazioni frequenti nell’alta Valsessera, talvolta di tipo magmatico ma molto più spesso di tipo idrotermale caratterizzate da solfuri, fluoruri, solfati, cloruri e silicati alcalini. Questi piccoli giacimenti filoniani sono diffusi tutto attorno alla centrale idroelettrica del Piancone, attorno al Ponte della Babbiera in territorio Triverese e soprattutto sulla Cima di Foggia. Altri più diffusi e più estesi sono presenti in Alta Valsessera. Sui versanti N dei Monti Rubello ed in particolare sulla C. di Foggia, a differenza dei versanti esposti a S verso Trivero, nelle rocce si può riscontrare un progressivo aumento del metamorfismo soprattutto di Contatto. Queste rocce infatti, in epoche Erciniche del Paleozoico hanno subito una modificazione a causa delle elevate temperature e pressioni dovute alla presenza degli stessi Gas Magmatici che hanno generato i citati giacimenti idrotermali.
Nel territorio Triverese Sesserino sono diffusi i filoni di magmi Alcalini e Sub-alcalini con Albite più o meno ricchi di Corindone Automorfo, un ossido di alluminio allocromatico di eccezionale durezza (Mohs 9) che in Valsessera si presenta nelle colorazioni rossicce-grigio-bluastro. Presumibilmente fino al periodo bellico, nei pressi del Ponte della Babbiera, tra l’Alpe Barbero e l’A. Musunchio esisteva l’unico giacimento-miniera conosciuto in Italia di questo minerale. (De Michele, V. (1974). Guida mineralogica d'Italia. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2 vol.) Oggi la miniera abbandonata è pressochè dispersa e comunque inagibile a causa del franamento di rocce sovrastanti e soprattutto a causa di allagamenti, tuttavia ritrovamenti di Corindone sono tutt’ora possibili entro le caratteristiche rocce alcaline che li ospitano: si tratta di pegmatiti che sono state studiate e rinvenute per la prima volta proprio in Valsessera e che hanno dato origine ad una nuova nomenclatura mineralogica: la “Sesseralite di Milosevich” dal nome del Geologo che l’ha rinvenuta e studiata insieme al collega Lawson che ha a sua volta generato una ulteriore differenziazione rocciosa: la “Plumasite di Lawson”. Si tratta per lo più di filoni di rocce di colore bianco che in zona ospitano minerali di Corindone. Altri minerali solitamente associati al Corindone sono i minerali di Nickel e di Stronzio e comunque minerali ferrosi.
Il Corindone nella sua varietà gemmologica dà origine a pietre preziose quali Smeriglio, Rubino e Zaffiro, ma nel caso dei giacimenti Triveresi è presente in sistema cristallino trigonale privo di qualità gemmologiche, opaco, quindi detto armofane o spato adamantino e grazie alla sua eccezionale durezza veniva utilizzato come abrasivo.
Tra i minerali rinvenibili in zona Ponte di Babbiera, oltre al Corindone vi sono Albite soprattutto nella varietà Oligoclasio, Epidote, Garnet Almandino, Limonite, Muscovite e Zircone.
Di dubbia attendibilità, poiché non ancora ri-censite dopo che si sono perse le tracce, in epoche anteguerra, “sarebbero” state attive diverse miniere di minerali ferrosi (ferro-nickel) sui versanti Nord dei Monti Rubello (sponda destra del T. Sessera) tra la località Piancone-Frera ed il Ponte di Babbiera. Di certo in zona sono presenti antiche miniere abbandonate, alcuni anziani del posto riferiscono siano state attive per molto tempo.

Panprama di Trivero con i Monti Rubello-Prapiano
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Panprama dei monti Rubello-Prapiano dal M. Barone
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Rocce Gabbriche-Dioriti della Cima di Foggia-Valsessera Triverese-Monti Prapiano-Rubello
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2 miche in cristalli della zona Diorito-Kinzigitica attorno alla linea di Faglia della Cremosina: Biotite in colore scuro e Muscovite in colore chiaro.
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Pietre tinte di ossidi di ferro-limonite dal caratteristico color ruggine presso il Croso delle Laccere in Valsessera
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Panorama della Cima di Foggia nell'alto Triverese con l'alta Valsessera ed il Monte Rosa
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Pegmatite con cristalli di Corindone del Triverese Valsesserino Albite var. Oligoclase rinvenibile presso Ponte della Babbiera-Trivero Limonite rinvenibile presso Croso delle Laccere-Trivero Epidote rinvenibile nel territorio montano di Trivero Muscovite, diffusa nel territorio montano di Trivero
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Cristalli di quarzo con Pirite e Magnetite del territorio montano di Trivero Muscovite a scaglie su Pegmatite del Ponte della Babbiera di Trivero Pirite rinvenuta nel territorio montano di Trivero Ponte della Babbiera nel territorio montano di Trivero Centrale idro-elettrica del Piancone in Alta Valsessera, in territorio di Portula
pirite_quarzo muscovite_pegamatite_trivero pirite_trivero ponte_babbiera_trivero piancone_centrale_idroelettrica
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