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Indice degli argomenti trattati:

pagina 1: » Geo-Morfologia del territorio Triverese

pagina 2: » Le colline meridionali e la valle del Torrente Ponzone

pagina 3: » Gli altipiani centrali e la linea della Cremosina-Fascia centrale pedemontana - le cascate del Triverese - DIORITI E KINZIGITI DEL TRIVERESE E VALSESSERA-ALPE NOVEIS

pagina 4: » Il rilievo dei Monti Rubello-Prapiano - Cima di Foggia-Miniere e Minerali

pagina 5: » Alta Valsessera, Diga delle Mischie, Torrente Dolca, Linea Insubrica e Alpi Pennine. Copertura dei ghiacciai in Valsessera (mappa dei Ghiacciai)

pagina 6: » Mappa Geologica del Triverese-Biellese-Valsesia

Miniere e minerali del Biellese e Valsesia (pagina in attivazione)
Supervulcano Biellese-Valsesiano (pagina in attivazione)

 
Mappa Geologica del Triverese dettaglio sul basso comune di Trivero
mappa_geologica_trivero
 

3 - Gli altopiani centrali e la linea della Cremosina - Fascia centrale pedemontana - Cascate e rapide - Serie Dioritico-Kinzigitica Ivrea-Verbano:

Anche questa zona geografica del Triverese è costituita prevalentemente da graniti ercinici e più sporadicamente, in superficie, dalle sabbie granitiche-arcosiche appartenenti al Massiccio Granitico del Biellese, dunque anche in questo caso l’orogenesi è di tipo Ercinico. Nell'immagine di seguito è possibile osservare i Monti Rubello che segnano il confine con il territorio Valsesserino, l'importante LINEA DI FAGLIA LINEA DELLA CREMOSINA che lambisce le frazioni centrali di Giardino-Barozzo-Marone-Vico-San Antonio-Sella-Ronco-Guala e che di fatto separa i Monti Rubello dagli Altopiani centrali formatisi per collassamento-scivolamento di rocce GABBRICHE della SERIE DEI LAGHI IVREA-VERBANO.

trivero_lineafaglia_cremosina

La parte più alta dell’altopiano è attraversata da Sud-Ovest verso Nord-Est dalla cosiddetta “Linea della Cremosina” importante linea di faglia secondaria della più nota e studiata linea di faglia detta “Linea Insubrica” o “Linea Ivrea-Verbano” che attraversa il comune di Trivero più a Nord, in territorio Valsesserino. La linea di faglia della Cremosina separa i graniti ercinici Biellesi dalle Austridi appartenenti alla cosiddetta “Serie Dioritico-Kinzigitica Ivrea-Verbano”. La zona di contatto tra i graniti ercinici e le Austridi è costituita da una stretta fascia di Dioriti e Kinzigiti (rappresentata nella mappa di seguito in colore ARANCIO) molto vasta sul Biellese Centrale, attorno a Bioglio e al M. Rovella ma decisamente stretta sul Triverese larga poche centinaia di metri ma che si amplia nuovamente a Nord Est di Portula ed attorno a Coggiola fino ad includere l’intero Monte di Noveis. Questa formazione rocciosa delle Kinzigiti è composta da Gneiss biotitico-sillimanitici a granato (soprattutto di tipo Almandino-Coggiola) e grafite con filoni che si manifestano soprattutto nel territorio di Coggiola tra il Rio Cavallero e l’Alpe di Noveis ove in passato esisteva una nota miniera di grafite e ove i cronisti storici riferiscono esistessero numerosissimi pozzi illegali costruiti dagli abitanti delle alture Coggiolasche per l’estrazione della stessa grafite, ed Anfiboliti e Calcefiri, sempre a monte di Coggiola dalle stesse rocce, un tempo si estraeva pure il Potassio (K) e minerali di Ferro (Fe).


--» NUOVO! Per gli approfondimenti sulle rocce Dioritico-Kinzigitiche del Triverese e della Valsessera con immagini delle rocce, delle mineralizzazioni e dei rinvenimenti di minerali di ALMANDINO, MICHE BIOTITE-PENTLANDITE, GRAFITE ed altro SEGUI IL LINK DELLA PAGINA "3a DIORITE-KINZIGITE TRIVERO-NOVEIS"


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La LINEA di faglia DELLA CREMOSINA è collocabile attorno alle frazioni di Giardino, Vico, Ronco, Piana, Sella, Guala, Barbero, e la parte bassa di Oro e si caratterizza da una linea di frattura e di distacco-sprofondamento. In pratica tutta la fascia collinare-pseudo pianeggiante (altopiano) che và dalla valle del Ponzone fino alle falde dei monti Rubello-Prapiano è sprofondata-scivolata rispetto alla fascia montana sovrastante, questo sprofondamento non è da confondersi come un semplice franamento roccioso ma come un vero sprofondamento-abbassamento delle rocce entro il "buco"-"crepa" formatosi a seguito della frattura della placca tettonica sottostante.

Il passaggio dai graniti ercinici dei graniti del Biellese alla fascia Dioritico-Kinzigitica ed oltre alla Serie dei Laghi Ivrea-Verbano non avviene in maniera drastica ed ordinata ma con estremo disordine. Sebbene molte mappe geologiche tendono a semplificare il passaggio da una zona geologica all’altra rappresentando il confine in corrispondenza della linea della Cremosina, a Sud e a Nord di quest’ultima regna un gran disordine geologico. Sopralluoghi accurati possono dimostrare la presenza entro poche centinaia di metri di graniti ercinici alternati a Dioriti anfiboliche pirosseniche, a Kinzigiti a Migmatiti, Gabbrodioriti o semplici Gabbri contenenti piccoli filoni di Pegmatiti. Potrebbe trattarsi di grosse frazioni di rocce sovrastanti la linea di faglia che sono scivolate a valle entro la stessa e si sono adagiate all’interno delle fratture dei graniti ericinici ma talvolta la forza di erosione dei torrenti mette allo scoperto rocce di tipo Diritico o Kinzigiti e Gabbri che fanno pensare più a inziezioni-incassamenti nelle rocce pre-esistenti che non a scivolamenti a valle.

Su questa area centrale del comune, priva di rilievi importanti, ad una altezza media compresa tra i 550 ed i 750 metri, quasi pianeggiante con profondi canaloni scavati dai corsi d’acqua che scendono dal vicino Monte Rubello (gole del Rivo Viasca), durante le 5 glaciazioni sui graniti sottostanti si sono depositate sabbie, ghiaie ed argille sabbiose spesso ferrettizzate (alterate in ferreto tipico) per uno spessore variabile tra i pochi decimetri ad alcuni metri, si tratta di depositi appartenenti sia al periodo Villafranchiano Superiore ed Inferiore che al più recente Olocene-Wurm. Questo litotipo è riscontrabile in particolare al confine tra Trivero e Vallemosso lungo il corso superiore del T. Ponzone, lungo il cosiddetto “Baraggione” di Fila, sui prati di Piana-Cereie e nelle vallette del Rio Sorrenta, del Rio Caneie e del Rio Motocross che scendono tra le località di Cereie e Pratrivero. Si tratta di ampi spazi prativi caratterizzati da depositi di alcuni metri di spessore, prevalentemente di sabbie granitiche-quarzitiche recenti (in superficie) alternate a strati di fine argilla e sabbie finissime più antiche che spesso inglobano residui di foglie e rami d’albero disgregati, depositate a valle da antichissime alluvioni ascrivibili alle eree glaciali e fortemente ferrettizzate (cioè il ferro presente negli strati sabbiosi venne arruginito a causa delle tipiche condizioni climatiche caldo-umide che seguirono le glaciazioni che favorirono la formazione di ossidi di ferro) che conferiscono al letto dei ruscelli locali un colore rossiccio-marroncino tipico della ruggine del ferro (Rio Nosetto-Canale-Motocross-Caneie-Sorrenta). Questi pianori, attorno ai corsi d’acqua, sono caratterizzati dalla vegetazione tipica della palude-marcite, (Clicca qua per visualizzare le immagini delle paludi-pianori del RIO CANEIE presso PRATRIVERO -> immagine 1 RIO CANEIE- immagine 2 PALUDE-CANEIE - immagine 3 PALUDE-CANEIE- immagine 4 PALUDE-CANEIE - immagine 5 PALUDE-CANEIE - immagine 6 ARGILLE-TORBA LUNGO IL CANEIE DI PRATRIVERO ) numerose sono le risorgive e gli stagni o paludi generate dalle acque sotteranee che sprofondano a monte e quando incontrano gli strati rocciosi affioranti ri-emergono in superficie talvolta anche sottoforma di piccoli “geyser” (risorgive del Rio delle Bonde). Altra caratteristica tipica di questi “baraggioni” è, oltre al colore rosso-marroncino delle sabbie sotto le acque, la presenza di macchie oleose nelle acque ferme delle marcite o paludi, dovute al materiale organico intrappolato negli strati inferiori delle argille.

Pregevoli sono a Nord e a Sud della linea della Cremosina le cascate dei locali torrenti (immagini a fondo pagina). Il passaggio dai Gabbri sovrastanti ai graniti sottostanti ma soprattutto lo sprofondamento entro la linea di faglia è ben visibile dai salti cui sono costretti i locali corsi d’acqua. Salti ripetuti sono visibili lungo il Rio Nosetto grazie ai quali in epoca Medievale-Rinascimentale fiorivano i mulini (il mulino Cerino è ancora visibile sebbene in rovina in località Rondò appena sotto i salti di Bulliana). Salti ripetuti sono presenti anche lungo il Rivo Viasca che entro i graniti ercinici di Cereie-Mazza si è scavato il suo letto tra salti e profonde gole, graziose nei dintorni pure le cascate del Rio delle Bonde e le cascate del Rio Vico, sempre dovute alla presenza di dure rocce granitiche. Tra il Rivo Viasca ed il Rio delle Bonde è possibile imbattersi in numerose sorgenti d’acqua dolce che alimentano gli altrettanti vasconi di raccolta delle acque degli acquedotti locali. Spettacolare poi, vicino alla cascata del Rio delle Bonde, una risorgiva d’acqua dolce e fredda che produce getti d’acqua a “geyser” intermittenti che nei momenti di maggior afflusso può raggiungere anche alcuni decimetri di altezza dal suolo con formazione di grosse bolle d’aria che riproducono il suono di un continuo bollore.

Presumibilmente l’azione dei getti d’acqua ad intermittenza è dovuta alla presenza in loco della linea di faglia della Cremosina entro cui si riversano le acque provenienti dai vicini Monti Prapiano-Rubello che incontrando gli strati rocciosi impermeabili dei graniti ercinici, si accumulano e fuoriescono violentemente per effetto dei vasi comunicanti e della forte pressione esercitata dalla zolla africana che preme su quella Europea. (ricordiamo che la vicina Linea di faglia cosiddetta Linea Insubrica –ValSessera-Bocchetto Sessera-Bocchetta della Boscarola – separa la zolla africana da quella Europea).

A tal proposito gli anziani di Trivero riferiscono che a monte della Linea della Cremosina nel vallone del Rio Baso esisteva una sorgente di acqua tiepida, tant’è che la prima piscina costruita all’aperto dalla famiglia Zegna (anni '30) veniva riempita con l’acqua del Rio Baso proprio perché più tiepida rispetto agli altri ruscelli.

In questa fascia del territorio comunale le mineralizzazioni sono più scarse che altrove soprattutto perché, come detto, spesso le rocce sono coperte dagli strati alluvionali.
Lungo i letti dei corsi d’acqua si possono osservare piccoli filoni di quarzo per lo più latteo. Tra i graniti qua sono più abbondanti le miche, talvolta anche in spessi strati, sia biotite che muscovite, mentre nei pressi della linea di faglia è possibile osservare piccoli filoni di pegamatiti, le stesse che in Valsessera danno origine a preziose mineralizzazioni. Nei letti dei principali corsi d'acqua in zona, nel bel mezzo di profonfe gole granitiche ben levigate si rinvengono numerose pietre appartenenti alla serie dei Gabbri Gabbri-Dioriti presenti a monte, portate a valle dalla forza dei torrenti, ci si può dunque imbattere in pietre di colore grigio scuro-verdastro spesso a due miche (biotite-muscovite), non è raro imbattersi anche in sporadiche rocce pirosseniche prevalentemente Augite.

I pianori prativi di questa area in epoca Medievale-Rinascimentale e fino alle grandi guerre mondiali erano coltivate a foraggio per allevamento e frumento mentre i boschi, assai più spogli e radi rispetto agli attuali erano utilizzati per il pascolo ovino. Clicca qua per l'immagine dei prati ancora coltivati a pascolo tra le località Cereje e Piana.

Di seguito alcune immagini delle risorgive a getto (gayser) tra il Rio delle Bonde ed il Viasca e le profonde gole scavate nel granito dal Rivo Viasca appena a valle della Linea di Faglia della Cremosina dove il Rio lascia le rocce della Serie Dioritico-Kinzigitica per scorrere sui graniti ercinici del Massiccio Granitico del Biellese. Tra le rocce Dioritiche e le rocce Granitiche il Viasca forma salti e cascate molto coreografiche. (fotografie di Angelo Giovinazzo). Nelle fotografie delle cascate è possibile apprezzare il brusco passaggio dalle rocce granitiche erciniche di colore beige-marroncino alle rocce Dioritico-Kinzigitiche di colore grigio.

Nei prossimi 2 capitoli:

la geologia dei Monti Prapiano-Rubello e Alta Valsessera - Linea Insubrica


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Altopiani centrali con la linea di Faglia della Cremosina nel territorio Triverese
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Serie Dioritico-Kinzigitica nei pressi della linea di Faglia della Cremosina. Filoni di Pegmatiti presso Rio Vico
pegmatiti_trivero
Strati sabbiosi-argillosi del Villafranchiano presso il Rio Sorrenta a Pramorisio
strati_sabbiosi_trivero
il Rivo Canale scorre su un letto di sabbie ferrettizzate rossicce
rivo_canale_trivero
Risorgive e piccole paludi presso IL BARAGGIONE, il Rivo Canale-Sorrenta-Motocross-Caneie. Macchie oleose sull'acqua
palude_oleosa_trivero
Profonde Gole fluviali scavate nel granito dal Rivo Viasca
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Risorgive a gayser presso il Rio delle Bonde nei pressi di Cereie
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