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CRATERELLUS CORNUCOPIOIDES o Trombette dei morti - CANTERELLUS CINEREUS - Funghi Commestibili

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Somiglia ad un Finferlo o al Cantarello/Galletto ma è di colore scuro, per lo più grigio tendente al blu/marrone/nero. Cresce tra fine estate ed autunno nei boschi umidi, per lo più di faggio, ha forma conica o di cornucopia vuota (piena nella varietà Cinereus), è molto fragile. Ha un ottimo profumo, tanto da conferirgli il nome di "tartufo dei poveri". Ottimo commestibile ideale per esser essiccato-polverizzato e produrre la "polvere di fungo"


 
 
 
   
     
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Autunno: tempo di cercare le "TOMBETTE DEI MORTI"
La cornucopia grigia o nera il cui sapore ricorda quello del tartufo

Fungo poco conosciuto, ma molto apprezzato dai cuochi. Solitamente ignorato per via del suo colore scuro che gli conferisce un aspetto poco invitante o attraente.

Si chiama così per via del fatto che, di solito nasce attorno al 2 di Novembre, quando si commemorano appunto i defunti, ma anche per via del suo colore scuro che ricorda un fungo morto ed in via di decomposizione.

Tutt'altro che tossico o velenoso, è un ottimo commestibile, sia consumato crudo che essiccato, dal sapore caratteristico con retrogusto dolciastro ed aromatizzato al tartufo. Ha odore gradevole, fungino ed un po fruttato tendente appunto al tartufo. E' ottimo fresco nella pasta fresca. Ideale per esser cucinato con tagliolini o tagliarin al burro, quale condimento per paste a base di panna e prezzemolo ma la sua migliore utilizzazione è nei misti di funghi o nei risotti e frittate. Per chi non lo avesse mai cucinato prima, può esser usato in cucina proprio come i Cantarelli o Galletti o come il tartufo.

Si presta ottimamente all'essicazione. Una volta essiccato lo si sbriciola in pezzi più o meno fini, a seconda del gusto personale, anche in finissima polvere, e si conserva in un barattolo ben chiuso in dispensa buia. La polvere della trombetta dei morti si può utilizzare per insaporire pietanze, sia primi che secondi di carne ma può esser utilizzata anche in sostituzione al basilico nel sugo di pomodoro a cui conferirà un ottimo sapore tartufato.

ATTENZIONE: Le informazioni fornite da questo sito circa la commestibilità ed il riconoscimento del fungo, hanno il solo scopo illustrativo e non esortativo alla raccolta e/o consumo nè didattico. Il riconoscimento delle specie fungine NON può avvenire tramite siti internet ma attraverso gli enti preposti (ASL). trivero-italy.com o trivero-italy.it non si assumono responsabilità per uso improprio delle informazioni fornite

Dove cercare le TROMBETTE DEI MORTI, in quali habitat e su quali terreni?

La Trombetta dei Morti o Cratarellus Cornucopioides è un fungo saprofita (che si nutre di materia organica morta o in via di decomposizione), che ama particolarmente i terreni umidi preferibilmente calcarei o comunque neutri o basici. Preferisce terreni molto umidi, anche poco drenati, meglio se con rocce calcaree o dolomie e meglio ancora in presenza di calcari saccaroidi (marmi).

Questo tipo di terreno/roccia si riconosce facilmente per il colore chiaro prevalentemente bianco/grigiastro chiaro.
Nelle Alpi Occidentali queste rocce sono poco diffuse ma non rare. Grandi estensioni di calcari saccaroidi si trovano attorno al Monte Rosa fino ad Alagna Valsesia, dove sono presenti le cave di marmo di località Miniere, in Valle Anzasca fino a metà valle.

 

Calcari e Dolomie sono presenti nel complesso sedimentario del Monte Fenera di Borgosesia, in Valsessera nel sedimento di Crevacuore-Guardabosone, in alta valle in piccoli filoni intrusivi attorno al Rio Calcinone ma anche entro l'alto corso del Torrente Sessera. Più estesi nel vallone del Riale Rovasanella di Sostegno fino alle porte di Roasio. Qualche affioramento si rinviene anche tra Brovello-Carpugnino e Stresa.

Un tempo questi plateau sedimentari calcarei Prealpini o Pedemontani erano diffusissimi dalle Alpi Cozie-Graie all'alto Piemonte e poi più in là soprattutto in Lombardia ma, l'erosione apportata dai ghiacciai, che in Lombardia sono giunti fino all'attuale piano (Varese-Lario-Garda) ha fatto si che la maggior parte di questi depositi sedimentari andassero persi per effetto dell'erosione attuata da ghiacciai, corsi d'acqua e piogge.

Sempre in Piemonte, si trovano affioramenti o persino grandi estensioni calcaree, in sponda Sinistra della Dora Riparia di Susa fino a Bussoleno-Chianocco e più diffusamente nell'alto Cuneese ai piedi delle Alpi Marittime nell'intera vallata dello Stura di Demonte tra Argentera e Sambuco-Vinadio su entrame le sponde dello Stura. Alle pendici del Monte Nebius. Tra Demonte-Valdieri-Entracque fino a Roccavione e più a Sud lungo le piccole valli da Valdieri a Limone Piemonte ma anche attorno ad Upega-Ormea/Grotte calcaree di Ormea, e Parco del Marguareis/Grotte di Bossea.

Condizione essenziale per la nascita delle Trombette dei Morti è la presenza di molta materia organica, meglio se si tratta di spessi strati di foglie morte in decomposizione su cui cola acqua piovana.

Questo Craterellus preferisce il bosco di Faggio ed in presenza di suoli acidi (granitici e micascisti) si adatta a crescere ugualmente in presenza di muschi e di spesso strato fogliare decomposto ma, sui suoli giusti può crescere anche nel bosco misto con Frassini, Castagni, Carpini, Querce e persino Abeti anche se, nell'abete è più facile rinvenire le varietà affini Cantharellus CINEREUS, anch'esso ottimo commestibile ma di colore più grigio chiaro, carne più soda ma soprattutto gambo pieno e non cavo come nella specie C. Cornucopioides, ed imenio (parte dedicata alla produzione delle spore) percorso da scanalature evidenti.

 
craterellus  

Come riconoscere le TROMBETTE DEI MORTI?

La Trombetta dei Morti o Cratarellus Cornucopioides è un fungo solitamente di piccole dimensioni, poco più grande di un Finferlo, può però raggiungere dimensioni ben maggiori rispetto ad un Canterello/Galletto se cresce su terreni adatti, con la giusta presenza di umidità ed acqua, anche dilavante da ruscelletti o da estemporanee sorgenti. Dopo abbondanti piogge assume un colore decisamente più scuro e tendente al nero.

Questo fungo ha colori davvero caratteristici che lo rendono unico nel suo mondo. Ha colori quasi madreperlati, tantè che, se fotografato può presentare sfumature che vanno dal blu/nero al bianco/marroncino. In particolar modo il gambo, solitamente esternamente di colore grigio più o meno chiaro, se fotografato, può risultare di colore quasi completamente bianco.

 

L'imenio, ovvero la superficie esterna fertile (che produce le spore, come le lamelle degli altri funghi o le spugne dei Boleti), di solito è liscio, senza pieghe o lamelle negli esemplari giovani, poi diventa progressivamente rugoso, venoso, scanalato negli esemplari adulti. Il gambo imbutiforme è fibroso e cavo fino alla base nella varietà C. Cornucopioides ma pieno nella varietà Cinereus. Gambo e cappello sono un tutt'uno formato da una ripiegatura verso il basso del gambo stesso. E' piuttosto elastico e, subito dopo la raccolta, inizia a diventare molle e senza più turgicità tendendo ad afflosciarsi su se stesso.

Potrebbe essere confuso con altri funghi lamellari conici in via di decadimento e marcescenza, soprattutto quando la marcescenza viene interrotta da prolungate giornate di vento ed aria molto secca ma, in linea di massima è facile distinguere un fungo in decomposizione (completamente nero e senza sfumature di colori) da un Craterellus dai colori tutti tendenti allo scuro/blu/nero/marrone ma tutti variopinti e soprattutto variabili.

 
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