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Immagine della Baraggia Risicola di Masserano-Roasio-Rovasenda. Sullo sfondo le Alpi Biellesi, da sinistra: Mombarone, Mucrone, Mars, Bielmonte


ANDAR PER FUNGHI IN BARAGGIA E PIANURA

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Pecore al pascolo invernale nella Riserva Naturale della Bessa
 

BARAGGIA, STEPPE PRATIVE, BOSCHI, AGRICOLTURA
BESSA E SERRA DI IVREA - BARAGGIA DI CANDELO-BIELLESE - BARAGGIA DI ROVASENDA-VERCELLESE - BARAGGE NOVARESI SESIA-TICINO

Pagine aree protette: SERRA e BESSA, BARAGGIA di CANDELO-BIELLESE, BARAGGIA di ROVASENDA e BARAGGE VERCELLESI-NOVARESI (SESIA-TICINO)

Nelle immagini a lato: TERRE DI BARAGGIA. Dall'alto: (1) Pecore al pascolo nella Riserva Naturale della Bessa-Serra di Ivrea; (2) Raccolta di Castagne sulla Serra; (3) la Baraggia del Biellese Occidentale presso Verrone, sullo sfondo Biella; (4) il Ricetto del Borgo Medievale di Candelo; (5) la Baraggia del Biellese Centrale presso Cossato. nell'immagine centrale: (6) Mappa dell'area delle Baragge Biellesi-Vercellesi-Novaresi
Elaborazione immagine della Mappa delle Baragge a cura di Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com (cliccare sulle aree boschive in verde per accedere alla pagina specifica)

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Raccolta delle Castagne presso la Serra di Ivrea
 
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Baraggia di Verrone nel Biellese Occidentale- in primo piano Verrone, dietro Gaglianico-Biella
 
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Candelo-Borgo Medievale ed il suo tipico "Ricetto di Candelo"
 
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Baraggia erbosa e radure presso Cossato - Foto: Mirella Giovinazzo
 
 
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Baraggia risicola di Rovasenda. Sullo sfondo da Sinistra: Rocca d'Argimonia-Bielmonte, Corno Bianco, Monti Rubello di Trivero-Mosso, Monte Rosa e Cime Mora-Bors


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Abitanti dei boschi di pianura e collina - Caprioli al pascolo
 

BOSCHI di PIANURA, BESSA-SERRA e BARAGGE:
Boschi di pianura (boschi planiziali)

ULTIMI BOSCHI VERI, RELITTI VIVENTI DI IMMENSO VALORE IN BARAGGIA

I BOSCHI DELLE BARAGGE PIEMONTESI: un patrimonio da tutelare e conservare dove poter osservare i boschi della Pianura Padana così com'erano sin dai tempi dei Romani ma anche dove cercar funghi con adeguati permessi

La BARAGGIA è un pianoro digradante che dalla fascia collinare Pedemontana del Piemonte Settentrionale diventa sempre più basso fino a divenire vera e propria Pianura Padana agricola a valle della confluenza tra i torrenti Elvo-Cervo-Rovasenda con il Fiume Sesia ma, più in generale a partire dall'area circostante l'Autostrada A4 Torino-Milano.

I pianori o altopiani delle Baragge si snodano ad Ovest dalla "Serra di Ivrea" e "Bessa", un ammasso collinare morenico costituito dall'antica avanzata del ghiacciaio Aostano della Dora Baltea, attraverso le basse valli torrentizie del Biellese ed alto Vercellese fino al Sesia e poi ancora oltre ad Est verso i bassi colli viti-vinicoli Novaresi fino al Vergante.

La Baraggia è comunemente detta la "SAVANA DEL PIEMONTE" a causa del proliferare di antichissimi prati acquitrinosi costituiti da alte erbe coriacee appartenenti al genere POACEAE o GRAMINEAE o Graminacee con presenza di ZIZANIA PALUSTRIS o Riso Selvatico, Brughiere costituite sia da BRUGO o CALLUNA VULGARIS che da ERICA CARNEA e FELCI, per lo più del tipo Acquilina, con poche radure costituite da arbusti e rovi dove domina il SAMBUCO con il NOCCIOLO ma dov'è di casa la QUERCIA o FARNIA quale esemplare isolato.

In epoche pre-romaniche l'intera fascia Pedemontana Piemontese delle Baragge era spesso costituita da acquitrini, paludi, anse fluviali paludose con numerosissimi stagni o laghetti costituiti dalle tortuose anse di torrenti e fiumi. L'avvento della colonizzazione Romana ha rappresentato una utentica bonifica messa in atto con la costruzione di una fitta rete di canali di drenaggio che hanno reso abitabili e coltivabili ampie aree alluvionali costituite per lo più da boschi igrofili o da radure acquitrinose erbose o a brughiera.

Oggi Nell'area delle Baragge vi sono ampie aree agricole costituite per lo più dalle RISAIE DI BARAGGIA, minori gli appezzamenti coltivati a foraggio, mais o soia. A margine delle aree agricole, quindi per lo più sui pianori più elevati e confinanti con la fascia collinare, dominano steppe erbose alternate a piccole aree boschive di recente costituzione con, qua e là dalla Serra di Ivrea al Lago Maggiore piccole oasi boschive di recente costituzione, coltivazioni di Pioppo o Pioppeti da legno e alcuni brandelli di bosco, o mini foreste, dichiarati "sacri" "unicum" per la loro unicità e rarità: I BOSCHI DI QUERCE. I querceti o "SILVAE GLANDARIA" come furono descritti da Polibio nel 151 a.C. quando i querceti dell'intera Pianura Padana costituivano la riserva di ghiande di cui si cibavano milioni di maiali macellati sia per il consumo privato che per sfamare il grande esercito Romano e che ricoprivano l'intera Pianura dai Bassopiani fluviali alle colline Pedemontane.
Di queste "Selve Ghiandarie" non esistono che pochi lembi di territorio padano e collinare. Molti si trovano in Piemonte e la maggior parte di questi sono ubicati nell'area delle Baragge.

"GLI ULTIMI BOSCHI VERI" si trovano presso La Mandria di Torino, presso Trino Vercellese nel BOSCO DELLA PARTECIPANZA ma anche nella Riserva Naturale Orientata delle Baragge del Biellese e Vercellese in particolar modo nella Baraggia di Candelo e nella Baraggia di Rovasenda ma anche nel Novarese, nei pressi del Lago Maggiore nel Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago e nel Parco Fluviale, Parco Naturale Valle del Ticino. In epoche antiche questi boschi erano diffusi equamente in tutta la Pianura Padana. Oggi i boschi delle Baragge non rientrano pienamente nelle formazioni planiziali in senso stretto ma sono piuttosto boschi di transizione con influenze Padane ma anche collinari e montane e, spesso risentono delle modifiche apportate dall'uomo, tuttavia questi sono gli ultimi brandelli di bosco in cui osservare situazioni forestali strutturalmente e floristicamente più simili agli antichi boschi della GALLIA CISALPINA o Etruria Padana che qualche autore ha addirittura prospettato dovessero rappresentare le tipiche foreste primarie intertropicali.

COM'ERA FATTO L'ANTICO BOSCO PLANIZIALE DELLA PIANURA PADANA?

Nell'area "planiziale" (ovvero del piano) della Pianura Padana, in passato il bosco era in gran parte costituito dalla FARNIA (Quercus robur) con minor presenza anche di altre varietà di Quercia, spesso però, la Quercia era associata con il CARPINO (Carpinus Betulus) [bosco sinteticamente detto: Querco-Carpineto]. Molto spesso, soprattutto nelle aree molto umide, la Quercia era associata al Pioppo (Populus Alba, Populus Nigra e Populus Tremula). Nei pressi dei corsi d'acqua o lungo gli antichi acquitrini creati da fontanili o risorgive il bosco diventava "Igrofilo" con maggior presenza di Pioppi, Salici e Ontani (Alnus Glutinosa) mentre nelle aree più calde e leggermente collinari, quindi meno umide, era "Termoxerofilo" o "Termofilo" con presenza anche di ROVERELLA (Quercus Pubescent). In alcune aree padane poi il bosco di quercia ospitava esemplari di OLMO (Ulmus Minor) [bosco sinteticamente detto: Querco-Ulmeto] (oggi diffusi soprattutto lungo il Ticino ed in provincia di Milano a Cusago e Vanzago) mentre nelle aree boschive esterne, quindi più fredde e meglio esposte ai freddi venti alpini la quercia si alternava al Pioppo Tremulo ed alla Betulla (Betula, Linnaeus) pianta "eliofila" o pioniera che tende ad occupare le aree disboscate o che hanno subito danni da tempeste o incendi.

COME SI PRESENTA IL BOSCO DI PIANURA-BARAGGIA NEI GIORNI D'OGGI?

Lo strato arboreo dei boschi attuali in Baraggia raggiunge mediamente i 30 mt di altezza e la sua copertura oscilla attorno al 70%. Tra gli 8 ed i 18 mt si insinua uno strato di alberi bassi con copertura media del 20%. Tra i 5 ed i 10 mt di altezza vi è uno strato arbustivo alto che ricopre dal 40 al 60% del bosco. Lo strato arbustivo inferiore non supera quasi mai i 2/3 mt di altezza mentre l'arbusteto vero e proprio esterno al bosco può raggiungere anche gli 8/12 mt. Lo strato arbustivo del bosco è molto variabile per estensione da zona a zona ed in ogni caso si concentra maggiormente nei boschi radi ed attorno ai corsi d'acqua. Il bosco di Baraggia è per lo più "chiaro" nei boschi di recente costituzione, quindi nelle aree agricole abbandonate o lungo le aree più alluvionali dei corsi d'acqua mentre è molto più "scuro" nei boschi più antichi, quelli inclusi nelle aree protette dalla Bessa-Serra al Ticino.






   
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Antico abitante dei boschi di Pianura, ora estinto ma reintrodotto in alta Valsessera. Il Cervo
 
   
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Abitante dei boschi di pianura - Il Picchio Rosso - Foto: Angelo Giovinazzo
 
   
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Bosco misto di Latifoglie delle Baragge, misto Castagno e Carpino presso Castellengo di Cossato
 
   
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Tipico bosco di pianura del passato. Latifoglie e narcisi in fioritura primaverile
 
   
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Bosco di pianura con ricco sottobosco di Biancospino in piena fioritura - Foto: Angelo Giovinazzo
 
   
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Bosco costituito da vecchi Carpini, così si prestavano i boschi vicini ai corsi d'acqua in passato
 
   
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Boschi e radure erbose della Baraggia di Roasio-Rovasenda - Foto: Angelo Giovinazzo
 
   
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Steppa erbosa della Baraggia Biellese di Candelo. Foto: Alessandro Picchetto
 
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Abitanti della Baraggia Biellese. Le Cicogne presso Roasio - Foto: Angelo Giovinazzo
 
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I Boleti detti Crave o Donne, di colore grigio-nero-rosso-arancio. Prediligono Betulla e Pioppo Tremulo ma sono comuni anche nel Castagno e Faggio.
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Boleti molto comuni sulle Alpi e Prealpi fino al piano. La maggior parte sono commestibili ma spesso vengono evitati perchè non conosciuti a sufficenza o perchè ritenuti tossici o velenosi.
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