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FUNGHI NEL NORDOVEST ITALIANO » Quando, dove e come cercar funghi. DOMANDE e RISPOSTE. METEO FUNGHI. FUNGHI IN TEMPO REALE - Leggende da sfatare - COSTI, REGOLAMENTI, FOTO e ARTICOLI SUI FUNGHI



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Tutte le pagine in cui abbiamo parlato di funghi tra il 2016 ed il 2015 con aggiornamenti, analisi, foto e segnalazioni dai migliori boschi in cui cercar funghi
 
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Ricordiamo ai nostri lettori che aggiornamenti della pagina sono possibili a qualsiasi ora del giorno in caso di maltempo o di buttate interessanti. Per non perdere gli aggiornamenti continui consigliamo di PREMERE IL TASTO F5 della tastiera per aggiornare la pagina oppure il tasto AGGIORNA del vostro Browser.
 

IL SEMAFORO DEI FUNGHI 2016 -
Funghi in tempo reale e tendenza a breve termine

  Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 DICEMBRE 2016
AREA GEOGRAFICA SITUAZIONE QUANTITA' QUALITA' DEI FUNGHI
1 Alta Valsesia » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
2 Media Valsesia » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
3 Bassa Valsesia - Piano » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Funghi invernali
4 Valli Ossolane » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
5 Cusio - Val Strona » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
6 Vco-Ticino-laghi » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
7 Alta Lombardia-Orobie » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
8 Alto Novarese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letardo invernale
9 Alta Val Sessera » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
10 Oasi Zegna » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
11 Alto Cervo » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
12 Alto Elvo » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
13 Serra e Bessa » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
14 Massiccio Biellese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
15 Baragge » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Funghi invernali
16 Valli Canavesane » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
17 Lanzo-Susa-Torinese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
18 Val d'Aosta Orientale » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
19 resto Val d'Aosta » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
20 Cuneese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Stop funghi. Letargo invernale
21 Appennino Occ. SV. » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Funghi invernali
22 Appennino Ligure-GE » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Funghi invernali
23 Appennino PV-PC » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Funghi invernali
TENDENZA GENERALE » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso Funghi invernali dove non c'è neve

COME LEGGERE LA TABELLA: Le aree geografiche. Abbiamo diviso l'alto Piemonte e le vicine Val d'Aosta e Lombardia Nord Occidentale in aree geografiche che racchiudono territori omogenei tra loro. L'ALTA VALSESIA è il territorio a monte di Scopa-Scopello fino al Rosa. La MEDIA VALSESIA da Quarona a Varallo-Scopa e valli laterali del basso Sesia. La BASSA VALSESIA è l'area del Fenera-Cremosina-Sostegno-Serravalle Sesia e Lozzolo oltre che le aree di bassa collina e pianura. Tutti territori sotto i 600 mt. VALLI OSSOLANE non han bisogno di spiegazioni. Territori oltre i 600 mt. CUSIO-VAL STRONA è l'area del Mottarone-Lago d'Orta e la Val Strona di Omegna. ZONA VCO-TICINO-LOMBARDIA: abbiamo esteso l'area ai Laghi Lombardi-Ticino Svizzero e Lombardia Nord Occidentale grazie alle numerosissime richieste da parte dei nostri lettori di estendere il semaforo anche a queste aree. E' il territorio non montano sotto i 600 mt a cavallo tra Piemonte e Lombardia-Ticino Svizzero. ALTO NOVARESE è il territorio dei vini dei Colli Novaresi che include i boschi di Fara-Barengo, Bogogno-Dormelletto-Varallo Pombia ed arriva fino ai piedi del Mottarone-Boca-Maggiora-Vergante ed i colli da Grignasco a Briga. ALTA VALSESSERA è l'area interna della Foresta Regionale Alta Valsessera dalla località Piancone di Portula-Trivero ai boschi dell'Artignaga di Mosso. OASI ZEGNA è il restante territorio montano dei monti Rubello di Trivero-Mosso-Bielmonte fino alla zona di Andorno-Piedicavallo in sponda sinistra del Torrente Cervo. In pratica l'intero territorio dell'omonimo parco naturale. ALTO CERVO da Biella-Vigliano ai monti di confine con la Valsesia. ALTO ELVO è il territorio dell'alta Serra da Mongrando-Donato fino al Mombarone di Graglia. SERRA E BESSA dal bacino artificiale dell'Ingagna agli ultimi boschi di Cavaglià-Santhià. BARAGGE sono le aree boschive protette del Parco Orientato delle Baragge. VALLI CANAVESANE-EPOREDIESE è il territorio collinare-montano che và da Ivrea alla Vauda di Volpiano-Balangero. Anche questa zona aggiunta grazie alle numerose richieste dei nostri lettori-segnalatori. VALLI DI LANZO-SUSA-TORINESE è il territorio che comprende il territorio del Torinese escluso il Canavese fino al Pellice-Germanasca. VAL D'AOSTA ORIENTALE è il territorio Valdostano che và dalle valli del Cervino a quelle del Rosa incluse le vallate Orientali del Gran Paradiso. VAL D'AOSTA OCCIDENTALE è il territorio Occidentale dalla Val d'Ayas-Aosta al Monte Bianco. CUNEESE è il territorio che va dal Monviso al Parco del Marguareis. APPENNINO OCCIDENTALE-SAVONA è il territorio Appenninico attorno al Cebano-Roero-Savonese. APPENNINO LIGURE-GENOVA-ALESSANDRIA è il territorio che comprende le provincie di Alessandria (Ponzonese-Orba-Scrivia) e la provincia di Genova Appenninica. APPENNINO PAVIA-PIACENZA è il territorio che comprende Oltrepò Pavese-Monte Penice e Appennino Piacentino.

LE FACCINE DEL SEMAFORO DEI FUNGHI come interpretarle: FACCINE ROSSEsmile-rosso indicano infelicità-tristezza. FACCINE GIALLE smile_giallo indicano stato d'umore neutro. FACCINE VERDI smile_verde indicano felicità. Se nella tabella vi sono tante faccine verdi vuol dire che la buttata è da discreta a buona, ottima, super. Se vi sono più faccine gialle vuol dire che la buttata è mediocre o al più discreta. Se vi sono più faccine rosse vuol dire che la buttata è deludente, insufficente o persino assente. La presenza contemporane di tutte le faccine colorate indica la quantità e qualità delle buttate. Non potendo descrivere località per località tutte le aree vocate alla ricerca di funghi, dobbiamo per forza di cose dare una indicazione di massima relativa all'area geografica. Se per esempio in una valle vi sono moltissimi funghi in alta quota ma pochi sotto i 1000 mt, oppure se ci sono tantissimi funghi nei soli versanti soleggiati e nulla in quelli ombrosi, pur essendo la buttata ottima, inseriamo alcune faccine rosse o gialle per indicare che la buttata non è omogenea e non riguarda tutto il territorio. 6 faccine verdi indicano funghi, tanti, per tutti, ovunque nel territorio. 5 faccine verdi indicano che la buttata è super ma con alcune piccole riserve per qualche zona. 4 faccine verdi indicano ancora ottima buttata ma con riserve superiori per alcune aree ecc. La presenza di più faccine rosse rispetto a quelle verdi indica che la buttata in alcune aree è persino assente. La presenza di molte faccine gialle indica che la buttata è a singhiozzo, disomogenea, non assente ma neppure entusiasmante. 6 faccine gialle indicano che si può fare qualche ritrovamento ma che questo non è garantito... In questo caso occorre tanto buon fiuto, esperienza e un pizzico di fortuna per tornar a casa con da zero ad un chiletto di funghi misti Porcini e altri funghi commestibili. 6 faccine rosse indicano che il bosco è sterile, non produttivo e/o che le uscite nel bosco saranno contemplative, fotografiche per apprezzare il paesaggio o perlustrative per capire se il bosco è buono per future esplorazioni. Ricordiamo ai nostri lettori che l'arte e la capacità di scovare posti "buoni" per i funghi la si impara solo con la pazienza e con lo spirito di osservazione e di esplorazione. Le scorciatoie quali spiare i "fungiatt" esperti o fermarsi dove vi sono tante auto parcheggiate non sempre dà buoni risultati!

LA COLONNA QUANTITA'. OK, NO, NI sono le indicazioni di massima relative alla zona. OK indica che val la pena di affrontare il viaggio verso la zona in questione. NO indica che non val la pena perchè i ritrovamenti sarebbero insufficenti per giustificare l'uscita e le spese di benzina. NI indica che i pro ed i contro si equivalgono.

LA COLONNA QUALITA' DEI FUNGHI: indica in linea di massima la qualità dei funghi, se adulti, giovani, freschi, bacati, adulti, vecchi ecc ed i funghi prevalenti (Morchelle, Finferli, Mazze di Tamburo, Chiodini, Leccini ecc quando non presenti i Porcini). In questa colonna segnaliamo anche la qualità della buttata (se imminente, se in pieno boom, se in fase calante o se sta per terminare) ed eventuali altre informazioni aggiuntive utili ai cercatori.

Le informazioni presenti nella tabella sono il sunto di sopralluoghi effettuati sul posto da collaboratori del sito www.trivero-italy.com, oppure di previsioni fatte in base allo stato del tempo (umidità-piogge-bagnatura del suolo-evapotraspirazione-temperature-radiazioni u.v.-vento) oppure di segnalazioni fatte dai nostri lettori che possono segnalarci gli esiti delle proprie batutte scrivendoci o anche inviandoci materiale fotografico a: il.curiosone.trivero@gmail.com

ATTENZIONE: i dati riportati in tabella si riferiscono a sopralluoghi in sede o a segnalazioni giunte in redazione via email, Facebook, Telegram, Whatsupp, nonchè in base alle linee di tendenza sulla base delle PREVISIONI METEO interpolando dati di umidità relativa dell'aria, pressione atmosferica, radiazione solare, vento ed all'evapotraspirazione media giornaliera e mensile oltre che sulla base dei micro-climi locali. www.trivero-italy.com declina ogni responsabilità per usi impropri o scorretti delle informazioni fornite che devono intendersi come linee di tendenza e non come certezze assolute. up

SEGNALAZIONI FUNGHI IN TEMPO REALE

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AGGIORNAMENTI FUNGHI

UN INVERNO RICCHISSIMO DI ARTICOLI SUI FUNGHI. CURIOSITA', APPROFONDIMENTI E DIDATTICA MICOLOGICA PER NON ARRIVARE IMPREPERATI ALLE PROSSIME STAGIONI DEI FUNGHI 2017

22.12.2016 Funghi, Funghi e ancora Funghi. Ad alcuni sembrerà strano parlare di funghi proprio in questa stagione che, in assoluto è la più povera di funghi dell'anno. Strano? Macché. Non credete anche voi che sia molto più logico approfondire le preprie conoscenze micologiche o affinare le proprie tecniche di ricerca quando si ha più tempo per farlo?

Chi non desidera andare in spiaggia in estate, bianco come una mozzarella, con la pancetta e con molti chili di troppo, non inizia forse in inverno, proseguendo poi in primavera, a lavorare sul proprio corpo? Chi si sognerebbe di iniziare a darsi da fare una o due settimane prima di andare al mare o peggio ancora si metterebbe a correre, alzar pesi o fare sport intensivi, a vacanze inziate sperando di non sfigurare troppo?

Non facciamoci dunque trovare impreparati e diamoci da fare!

Durante la scorsa stagione dei funghi, in pieno autunno e nel pieno delle ricerche, moltissimi lettori ci hanno posto le più disparate domande sui funghi, o sui "posti buoni" per i funghi. Abbiamo cercato di rispondere a tutti ma a molti di loro abbiamo dovuto suggerire di attendere la fine della stagione, quando saremmo stati meno impegnati nelle escursioni boschive e più liberi.

Alcuni di questi lettori distratti si sono dileguati nel nulla e, quando ricontattati, non hanno neppure risposto alle nostre email. Poco male, per alcuni lettori un po' distrattini ce ne sono tanti altri molto più curiosi ed interattivi.

Nel corso del mese di Dicembre ci siamo dati da fare. Abbiamo studiato, abbiamo approfondito le nostre conoscenze e, col supporto del Gruppo Micologico Biellese ci siamo documentati con i migliori libri presenti sul mercato.

Abbiamo iniziato a tirare le somme su quella che è stata una delle stagioni dei funghi più infauste che molti ricordano da 40 anni a questa parte. I colleghi micologi più anziani ci hanno ricordato che già negli anni '70 e poi ancor di più negli anni '80 ci sono state annate poco favorevoli, annate con nascite scarse e discontinue ma mai quanto è accaduto in questa avara stagione 2016. Ho tirato le somme in questo articolo: STAGIONE DEI FUNGHI 2016, TIRIAMO LE SOMME. Incrociamo le dita e speriamo che il 2017 sia decisamente migliore.

Le prospettive però, per un anno migliore non è che siano così rosee. Per capire quali effetti hanno i cambiamenti climatici in corso sulle nascite dei funghi, ho pubblicato due articoli dal titolo: ITALIA TROPICALE, FUNGHI AL PALO (prima parte) e poi: TROPICALIZZAZIONE E FUNGHI (seconda parte). Nel primo articolo ho descritto quelli che sono gli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici, ovvero l'ufficializzazione pubblicata dalla rivista NATURE.COM che la fascia di clima Tropicale non si ferma più alle sole coste Nord Africane ma si porta molto più a Nord fino al 41° Parallelo di Napoli ed al 42° di Roma (e New York). Nel secondo articolo, ho descritto come stanno avvenendo i cambiamenti climatici con i vecchi Fussi Zonali sempre più disturbati dagli Anticicloni Tropicali che impongono alla Corrente a Getto Flussi Meridiani con alternanze di fasi roventi e torride a fasi con piogge monsoniche. Tra gli altri argomenti approfonditi, il pH del terreno, necessario per la nascita dei funghi e le sostanze che li alimentano i funghi. Infine un approfondimento sugli effetti climatici deleteri che alcuni fenomeni hanno sulla sopravvivenza dei funghi.

Un articolo che ha riscosso un grande successo è stato: ANDAR PER FUNGHI IN INVERNO. Una vera e propria guida ai funghi che si possono raccogliere anche in pieno inverno. Il loro habitat naturale, e le principali caratteristiche con fotogallery.

Tra gli approfondimenti sui funghi invernali un articolo dedicato ai FUNGHI INVERNALI DELL'ALTO PIEMONTE E VICINA LOMBARDIA. Anche in questo caso abbiamo descritto quali sono i funghi che si possono trovare anche in pieno inverno dal Biellese ai Laghi.

Altri articoli arriveranno a breve e tanti altri saranno pubblicati entro la primavera, quando torneranno a deliziarci Morchelle e Prugnoli, i primi funghi ad uscire dal lungo letargo invernale.

UN NOSTRO BLOG INTERAMENTE DEDICATO A FUNGHI, METEO E NATURA WWW.TRIVERO-ITALY.IT

POTETE E POTRETE INVIARCI IL VOSTRO MATERIALE FOTOGRAFICO o VIDEO da pubblicare sul Blog all'indirizzo email triveroitaly@gmail.com oppure su whatsapp al numero 3317615015, oppure il link del vostro account You Tube o You Reporter con i vostri video da condividere sul nostro blog.

Le foto che ci invierete dovrebbero preferibilmente avere una risoluzione abbastanza alta e soprattutto non essere sfuocate o mosse. Non inviateci foto con risoluzioni altissime perchè, se non ce le invierete con appositi servizi per invio di email di grandi dimensioni, non arriverebbero mai, ma neppure foto piccine o a bassa risoluzione perchè difficilmente ingrandibili. Ideale, per chi ha un minimo di competenza, sono fotografie con dimensione compresa tra gli 800 ed i 1200 pixel sul lato più largo, la lunghezza (altezza) può avere pixel proporzionati senza limiti. Le foto dovrebbero preferibilmente esser state scattate in ORIZZONTALE e nel caso in cui vogliate, potrete inviarci anche i vostri VIDEO che saranno pubblicati.

Naturalmente, questa pagina non verrà abbandonata. QUA CONTINUEREMO A PUBBLICARE TUTTE LE SEGNALAZIONI, IL SEMAFORO DEI FUNGHI, SEMPRE AGGIORNATO E LE NEWS che riguardano direttamente i funghi. Non ci resta che augurarvi buone letture e buon apprendimento!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 22.12.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


13.11.2016 - FUNGHI SEMPRE MENO FREQUENTI, MA LE ULTIME NASCITE SONO ANCORA POSSIBILI, SOPRATTUTTO AL PIANO

Novembre è il primo vero mese invernale, nonchè il mese di transizione tra le ultime nascite autunnali ed il letargo che terminerà tra Marzo ed Aprile con lo scioglimento della neve e l'arrivo dei primi funghi primaverili, le Morchelle o Spugnole ed i funghi di San Giorgio o Prugnoli/Calocybe Gambosa.

Chi è ancora "assuefatto" dai funghi estivi-autunnali non demorde ancora, qualche giro per boschi continua a farlo e, spesso viene ancora premiato dagli ultimi ritardatari che, non raramente, nascono ancora, anche se sporadici e poco frequenti, fino alla caduta delle prime nevi.

In questo periodo dell'anno sono in realtà i Leccini i protagonisti dell'inverno. In teoria avrebbero dovuto essere i ricercatissimi e spettacolari Boletus Pinicola, i Porcini dal cappello bruno-rossiccio, col gambo di colore ocra-mattone-rossiccio e dalla forma massiccia e tozza con gambi molto grandi e talvolta persino con circonferenze superiori al cappello stesso.

Ho usato, non a caso, il condizionale scrivendo "avrebbero" poichè questa varietà di Boleto è la più resistente al freddo. Il suo Micelio si adatta a condizioni meteo estreme ed infatti è abbastanza frequente in primavera quando dopo i primi caldi arriva una nevicata tardiva o in esatate subito dopo una grandinata ed una improvvisa irruzione artica. Tra il tardo autunno e l'inverno è molto frequente, soprattutto tra i caldi tappeti di muschi e tra le erbe dove il suo micelio trova riparo dai primi rigori invernali.

Purtroppo il 2016 non fa testo, neppure per questo bellissimo Boleto dal portamento elegante e dai colori singolari. Lo strano andamento delle temperature, con i continui sali-scendi e le altalene dell'umidità dell'aria, spesso tendenti più alla siccità che non all'umido, hanno impedito al, pur resistente micelio di questo fungo, di svilupparsi a dovere e soprattutto di produrre gli sporofiri che avrebbero dovuto dar vita alle preziosissime spore, indispensabili per la riproduzione della specie.

Parleremo diffusamente, nel corso dell'inverno, pubblicando ben più di un articolo, tecnico ma di facile comprensione a tutti, quali sono le condizioni specifiche che hanno impedito anche al prezioso Pinicola di allietare il nostro finale di stagione.

Già amici ed amici "fungiatt", ora che la neve si fa sempre più prossima e le nascite di funghi sempre più rare, non avendo più le mattinate impegnate nelle esplorazioni tra i boschi, arriva il momento di affinare le tecniche di ricerca e di scoprire nuovi misteri legati alle nascite dei funghi. Arriva l'ora di catalogare le fotografie scattate durante la passata stagione (e che, non appena avremo pronta la nuova versione del nostro sito pubblicheremo in apposite fotogallery), arriva anche l'ora di approfondire le proprie conoscenze micologiche (abbiamo in preparazione/pubblicazione diversi articoli a tema squisitamente micologico con i fondamenti di micologia). Insomma arriva l'ora di informarsi per non venir surclassati da concorrenti più informati e più bravi di noi.

Nel corso della stagione invernale TENTEREMO, non garantendo ovviamente la riuscita, non per nostre incapacità, ma per oggittive difficoltà relative al tema, di tracciare le linee guida del meteo delle prossime stagioni primaverili ed estive, così da capire, a grandi linee se il 2017 avrà migliori potenzialità dal punto di vista delle nascite dei funghi, oppure se dovremo rassegnarci ad un altro anno terribile come quello appena concluso.

Insomma, non vi abbandoneremo nell'oblio ma continueremo a tenervi aggiornati ed informati.

Nel frattempo vi ricordiamo che, nonostante il freddo si stia facendo sempre più pungente, non è ancora tempo per gettar del tutto la spugna. Al piano, soprattutto nelle Baragge del Piemonte Settentrionale, dalla Vauda Canavese al Ticino non sono rare le ultime nascite di Leccini o Crave/Donne. Nei boschi termofili (quelli caldi ad influenza Mediterranea o comunque esposti a Sud) si può trovare ancora qualche Boleto, pochi, spesso abbastanza grandi poichè, crescendo tra foglie ed erbe passano inosservati finchè non sono già adulti. Qualche Boleto ed altre specie si trovano ancora tra Liguria ed Appennino dove fa ancora un po' più caldo. Altre specie di funghi meno nobili rispetto al RE dei funghi sono ancora rinvenibili qua e là. Al piano si possono trovare le ultime buone buttate di PIOPPINI ma, è doveroso fare una importante precisazione a riguardo dei funghi che nascono col gelo...

Attenzione a NON RACCOGLIERE PIU' I CHIODINI O FAMIGLIOLE BUONE perchè, questo tipo di fungo, tende a produrre tossine che, col gelo non sono più termolabili ma si fissano e rimangono presenti anche dopo cottura. MAI CONSERVARE I CHIODINI IN FREESER, mai congelarli o surgelarli e mai raccoglierli se sono già in avanzato stato di maturità con il cappello ben aperto perchè risulterebbe da molto indigesto a persino tossico. Proprio la scorsa settimana, la cronaca Biellese riportava la notizia di un anziano avvelenato da cibo a base di chiodini raccolti in avanzato stato di maturità e per giunta pure dopo aver preso il primo gelo.

Non ci rimane che ricordarvi che è buona pratica, in questo periodo, andar per boschi alla ricerca di posti nuovi, cercando di scoprire nuovi sentieri, nuovi tracciati o nuovi versanti in cui il bosco ci appare potenzialmente produttivo o "buono" avendo però cura di fare MOLTA attenzione al gelo, alle placche di ghiaccio ed all'umidità del suolo dovuta al freddo che impedisce l'evapotraspirazione delle poche piogge cadute. Restate quindi con noi anche nei prossimi mesi, come detto, molti nuovi articoli sono in arrivo!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 03.11.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


03.11.2016 - FUNGHI SEMPRE PIU' AL CAPOLINEA, MA LA SPERANZA DI TROVARE ANCORA QUALCHE BELL'ESEMPLARE NON E' DEL TUTTA FINITA ON-LINE L'ANALISI CLIMATICA DEL MESE DI OTTOBRE 2016. CLICCA QUA PER SAPERE DOVE E QUANTO E' PIOVUTO AD OTTOBRE

Ottobre 2016 un mese tutto sommato ancora secco e con piogge al di sotto della norma su tutto il Nord Ovest italiano.

Scopri quanto è piovuto, quali sono state le 10 stazioni meteo con gli accumuli migliori del mese e del Piemonte. Analisi anche delle temperature. CLICCA QUA.

Si avvia ormai rapidamente alla conclusione questa avida ed avara stagione dei funghi. Avara però non del tutto perchè, tirando le somme, ci accorgiamo che di funghi nei boschi non ne sono poi mancati, in senso assoluto. Non sono mancati neppure i Boleti che, per certi versi sono stati persino più abbondanti di alcuni anni passati. Boleti però inteso in senso lato, come genere, e non come funghi Porcini che, al contrario sono stati piuttosto scarsi e talvolta persino assenti.

La stagione dei funghi 2016 ha dato ottime soddisfazioni a chi ama raccogliere funghi "minori", non sempre particolarmente popolari ma ugualmente buoni, se non del tutto ottimi ma che, spesso non brillano di luce propria perchè offuscati dal RE dei funghi, il PORCINO!

Tra i Boleti, i più comuni e frequenti i Leccini, anche detti Donne o Crave, con tutte le varietà di vari colori, dal Rosso al Grigio nelle varietà Aurantiacum, Duriusculum, Holopus, Lepidum, Scabrum (li abbiamo descritti in questa pagina). Molto comuni pure i Boleti Erythropus o anche detti Ferè o Frè, Ferrè o Boleti dal piede rosso. Boleti in tutto e per tutto simili al Porcino ma con sfumature rossiccie e carne che si ossida al taglio divenendo di colore blu (li abbiamo descritti in questa pagina). Sono stati invece più scarsi i Boleti del genere Xerocomus, i Badius, molto apprezzati in Trentino-Tirolo-Austria-Germania e tipici dei boschi di abete, anche detti volgarmente Pinaioli perchè associati a Pini ed Abeti, profumatissimi con retrogusto resinoso e carne molto più soda e dura rispetto ai Porcini e di facile ossidazione con viraggio sul colore blu al taglio, sono risultati scarsissimi. Qualche esemplare in più del cosidetto Castagnino o Xerocomus Chrysenteron o Boleto Dorato ma anche in questo caso senza vere e proprie buttate degne di nota (li abbiamo descritti in questa pagina).

I PORCINI invece sono risultati poco frequenti. In alcune vallate addirittura sono risultati poi persino quasi del tutto assenti. Assenti giustificati in Val d'Aosta (a causa delle scarsissime piogge estive ed autunnali) ma assenti ingiustificati in molte vallate di Piemonte, Lombardia e Liguria dove, pur non essendo piovuto in maniera consistente, alcuni episodi di pioggia discreta si sono pure avuti ma, le piogge in questione non sono state seguite da altrettante nascite. Altro assente INGIUSTIFICATO il Porcino di genere PINICOLA ed il Fuscorober, entrambi Porcini con il cappello di colore tendente al Rossiccio, il primo con anche il gambo rossiccio mentre il secondo con gambo bianco. Questi ultimi di solito sono i Porcini che chiudono la stagione autunnale, non disdegnano il fresco o persino il freddo e sono comuni tra metà/fine Ottobre e Novembre. Quest'anno di questi bellissimi Porcini, fino ad ora, se ne sono trovati ben pochi.

Sono stati comuni e spesso abbondanti e persino abbondantissimi tra fine Luglio e fine Agosto i Finferli o Cantarelli-Galletti o Garitule con tutte le denominazioni locali che sono davvero tantissime, tra le più comuni "Margherite". Chi ha avuto la pazienza di raccogliere questi funghi, spesso piccini ed impegnativi nella raccolta, ha potuto fare bellissimi bottini.

Steccherini dorati o Hydnum Repandum, sono stati particolarmente abbondanti e, nei punti sufficientemente umidi dei boschi sono ancora in nascita.

Tra i funghi commestibili i più abbondanti in assoluto sono risultate essere le RUSSULE. Non abbiamo ancora dedicato nessuna pagina a questi funghi molto apprezzati soprattutto dai Lombardi ma lo faremo presto. Tra le più comuni le Russule Virescens di colore solitamente Verdognolo, la Cyanoxantha di colore violaceo-marroncino-porpora e la Russula Vesca di colore più rossiccio ma facilmente confondibile con la tossica Ematica (di colore rossiccio più brillante).

Sono risultate temporaneamente molto abbondanti (subito dopo le piogge) anche le cosiddette Trombette dei Morti, dei piccoli Cantarelli di colore nero-grigio-marrone il cui nome scientifico è Craterellus Cornucopioides (li abbiamo descritti in questa pagina). Non sono mancate ottime nascite di Mazze di Tamburo o Macrolepiota Procera, quasi assenti le Rachodes. Tra fine Ottobre ed ancora in corso, discrete nascite di Coprinus Comatus o fungo dell'inchiostro, comuni, anche nei giardini ed orti ben concimati con anche letame, a margini di strade e sentieri. Solitamente si rinvengono in Primavera o Autunno ma quest'anno in Primavera sono stati praticamente assenti.

Scarse le apprezzatissime Amanite Caesaree, avrebbero potuto esser diffuse grazie alle alte temperature ed alle scarse piogge, amando terreni caldi e spesso secchi, invece anche queste sono state piuttosto rare.

L'ultima settimana di Ottobre e tutt'ora in atto, ha fatto registrare ottime nascite di Prataioli, Agaricus Campestris ed Arvensis anche nei giardini di casa. I Pioppini o Agrocybe Aegerita invece sono risultati poco comuni dal momento che al piano sono mancate le piogge per tutta la durata dell'estate e gran parte dell'autunno. Sul finale di stagione ecco invece ABBONDANTISSIMI i CHIODINI o Famigliole buone/Armillaria Mellea.

Ora che ne sarà dei funghi tra Novembre e Dicembre?

Andranno sicuramente scemando nelle nascite, che sono già drasticamente diminuite sin da dopo il 20/23 di Ottobre con l'arrivo delle ultime piogge degne di nota. Scemare non significa però terminare. Qualche esemplare di funghi di varie specie si trova ancora nei boschi ma sappiamo che ai nostri lettori interessa maggiormente sapere che ne è e che ne sarà dei Porcini.

I Porcini risultano quasi assenti o del tutto sporadici in montagna oltre i 1000/1200 mt. Qualcuno si può ancora trovare nei boschi termofili di medio-bassa montagna, là dove il sole picchia maggiormente e scalda ancora il terreno nonostante le temperature dell'aria siano diminuite. I boschi termofili solitamente sono ben riparati dai venti Settentrionali o Orientali quindi esposti sempre a Sud o al più ad Ovest. Qualche Porcino nasce ancora nei giardini di casa o giardini pubblici con presenza di Abeti o Faggi. Qua i Porcini trovano ancora quel microclima che ben si adatta per le ultime nascite di fine stagione. Qualche Porcino inizia a nascere nei boschi termofili di Castagno di medio-bassa collina o nei boschi di Quercia o misto Quercia-Castagno di bassa collina ma, per ora le nascite qua risultano molto molto rare, neve o pioggia permettendo, in presenza di ancora qualche bella giornata di sole, qua si potrebbero ancora trovare alcuni Porcini fino a fine mese, ovviamente non si potrà parlare di buttata ma solo di nascite isolate. Quanto ai boschi planiziali (del piano), qua continua la nascita di Leccini e, POTREBBERO ma facilmente, visto l'andazzo stagionale, c'è da scommettere che non nasceranno, Novembre potrebbe regalare ancora o finalmente alcune nascite di Caesaree ma limitatamente ai boschi termofili planiziali molto soleggiati e caldi (in assenza di nebbie), quindi più comuni a Sud del Po.

In linea teorica qualche buttata di Porcini potrebbe esser ancora possibile tra Appennino Ligure-Emiliano e Liguria-alta Toscana tra Cinque Terre-Varese Ligure/Vara e Lunigiana. Qua le temperature ancora adeguate, il maggior soleggiamento, l'assenza di nebbie e l'umidità delle nubi marittime e del Golfo Ligure potrebbero consentire ancora ulteriori nascite.

CHIUDIAMO RICORDANDO AI NOSTRI LETTORI CHE LE RUBRICHE SUI FUNGHI NON FINISCONO QUA. DA ORA IN AVANTI INIZIEREMO A PUBBLICARE LE RUBRICHE DI APPROFONDIMENTO SU COME DIVENTARE BUONI ESPERTI DI FUNGHI, COME RICONOSCERLI E SOPRATTUTTO COME INIZIARE AD APPREZZARE VARIETA' DI FUNGHI NUOVE CHE NON SIANO I SOLI PORCINI. ABBIAMO IN CANTIERE MOLTI ARTICOLI CHE PUBBLICHEREMO STRADA FACENDO COSì DA POTER COLMARE, ALMENO IN PARTE, LA VOGLIA DI FUNGHI CHE LA STAGIONE INVERNALE CI SOTTRARRA'. NON MANCATE QUINDI DI VISITARE ANCORA QUESTA PAGINA.

RICORDIAMO INOLTRE CHE APPENA POSSIBILE METTEREMO ON-LINE IL NUOVISSIMO BLOG DEDICATO AI FUNGHI AL METEO ED ALLA NATURA/SCIENZE. VI TERREMO AGGIORNATI STRADA FACENDO.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 03.11.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


25.10.2016 - RISCOPERTO NEL BIELLESE UN FUNGO MOLTO RARO LEUCOPAXILLUS MACROCEPHALUS o Barbe di Granoturco" Ce lo presenta Renato Tizzoni, esperto Micologo del Gruppo Micologico Biellese
CLICCA QUA PER SCOPRIRLO

Descrizione, immagini ed indagine microspocipa


20.10.2016 - FREDDO O CALDO IN ARRIVO? ANCORA BUTTATE O FINE DEI GIOCHI? CI SONO ANCORA SPERANZE PER UNA PROSSIMA NUOVA BUTTATA DI FUNGHI?

Ci incalzano i nostri lettori più affezionati e ci domandano, con insistenza, di esporci e di dire la nostra su ciò che sarà del dopo piogge.

Difficile da dirsi. Difficile sciogliere la prognosi dal momento che, climaticamente parlando, ci troviamo di fronte ad un bivio di difficile interpretazione. Nei prossimi giorni ci sarà una irruzione Artica fredda oppure vi sarà una vampata calda Africana?

Quesito non da poco per il proseguimento della stagione dei funghi Porcini. Dall'esito di questo quesito dipenderà infatti la progressiva e definitiva fine delle nascite oppure il proseguo, in qualsivoglia forma, più o meno accennata, di nascite.

Oggi sul Nord Italia la Pressione è quella che avremmo desiderato per gran parte dell'Estate e certamente per tutto l'Autunno. I valori al livello del suolo si aggirano attorno ai 1010 hpa con valori massimi a 1012 tra Val d'Aosta e Pennine-Lepontine, mentre, in quota i Geopotenziali sono molto bassi e prossimi ai 558 gpdam. Un ottimo mix per la nascita di funghi perchè livelli di Pressione e Geopontenziali così bassi, garantiscono SEMPRE scarsi livelli di evapotraspirazione dell'umidità dei suoli attraverso evaporazione o traspirazione fogliare che, in termini pratici significano che viene garantita umidità dei terreni e condizioni ideali per la nascita dei funghi, nonchè temperature magari pure calde ma mai roventi.

Come sappiamo benissimo, purtroppo, per gran parte dei mesi estivi quest'anno siamo stati accompagnati da ingombranti Bolle Calde Africane con altrettanti Anticicloni Africani forti di Geopotenziali assurdi e tipici dei Tropici e non delle Alpi.

Ora che però le temperature sono diminuite, ora che i livelli di Pressione e di Geopotenziale si sono abbassati ed aumentano i tassi di umidità dei suoli e dell'aria, registriamo cali di nascite ovunque, tanto da far pensare che la stagione dei Porcini possa dirsi definitivamente chiusa.

Pura sensazione o realtà? Bel dilemma!

NON DIMENTICHIAMO AMICI PERO' LA SOLITA REGOLA CHE VUOLE CHE...
DOPO LA PIOGGIA OCCORRE ATTENDERE ALMENO 7/12 GIORNI PERCHE' VI SIANO BUONE NASCITE.

Ok, questo è stato un anno tutto sommato anomalo.
Ok, è vero, quest'anno di buttate degne di nota non ce ne sono state e, anzi, non vi sono neppure stati cali di nascite drastici. Senza troppi alti e troppi bassi, là dove c'è stata nascita, di funghi se ne sono trovati quasi ininterrottamente, pochi ma quasi sempre. Là dove invece di nascita non ce n'è stata sin da subito, non vi sono stati neppure cenni di buttata degna del nome.
Ok, la voglia di un bel rigore in zona Cesarini è altissima ma alla fine siamo poi soltanto al 20 di Ottobre e, dal punto di vista del calendario una bella buttata degna del proprio nome potrebbe ancora farla... La farà, non la farà?

Tutto dipenderà da come evolveranno i prossimi giorni dal punto di vista climatico. Se l'irruzione Artica appena iniziata non porterà drastici cali termici (per ora esclusi) e non riporterà la neve sotto i 1000 mt (per ora ugualmente esclusa) allora vi saranno discrete o buone speranze di avere nuove nascite. Se, come prospettano i modelli matematici all'unisono, dopo l'irruzione Artica, presumibilmente attorno al 28/29 e 30 di Ottobre dovesse arrivare l'annciata Vampata Africana allora vi sarebbero concrete probabilità che una ottima buttata possa ancora giungere, magari non in alta quota in montagna ma certamente sotto i 1200/1000 mt ma ancor di più attorno ai 600/900 mt con buttatone in arrivo (presumibile) nelle aree più calde del Nord Ovest tra basso Piemonte ed Appennino.

Le ultime piogge cadute sul Nord Ovest, per una volta tanto sono state democratiche (ben distribuite) e degne del proprio nome con accumuli, benchè inferiori alle attese prospettate da alcuni modelli matematici, comunque interessanti.

Amici ed amiche non ci resta che incrociare le dita ed attendere ancora qualche giorno per sapere come andrà a finire questo avvincente giallo autunnale.

Ricordiamoci però la solita regolina dei "7/12 giorni dopo le piogge" diamo il tempo ai Miceli di organizzarsi e di mettere a punto le nascite degli attesissimi sporofiri (funghi)... Ne riparleremo tra qualche giorno!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 20.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


15.10.2016 - BUONA PIOGGE (ANCHE SE INFERIORI ALLE ATTESE) E PURE LA NEVE. QUALI PROSPETTIVE PER IL PROSEGUO DI OTTOBRE? PER UN PAIO DI GIORNI PROGNOSI RISERVATA. OCCORRE CAPIRE COME REAGIRANNO I MICELI AL FREDDO SOPRAGGIUNTO
ANALISI CLIMATICA DEL MESE DI SETTEMBRE 2016 (clicca qua)

PROGNOGNI RISERVATA è un buon metodo per dire che non si ha proprio idea di come le cose andranno a finire...

Credo che solo chi sta' lassù a decidere le sorti della natura sia in grado di sapere ora che ne sarà dei funghi e delle tanto attese buttate.

Abbiamo atteso con ansia le piogge Autunnali Settembrine ma non ci sono state. Ecco che sono arrivate, in ritardo di un mese, come già supponevamo. Anche queste di gran lunga ai quantitativi spropositati che la maggior parte dei modelli matematici di previsione hanno ipotizzato nei giorni scorsi quando, per alcune aree del Piemonte-Lombardia Occidentale e Liguria-Appennino si prevedevano quantitativi di pioggia ben superiori ai 100 mm con punte fino a 300 mm in una settimana.

Per fortuna di piogge alluvionali non ce ne sono state e neppure nubifragi, tolto un forte temporale caratterizzato più da tuoni e forte vento, con raffiche fino a 120 kmh a causa di un potente "downburst" il vento discendente dalle nuvole verso terra, scatenatosi ieri su Genova. Poca cosa rispetto agli allarmanti allerta meteo emessi dalla Protezione Civile... Tanto meglio.

Anche le nevicate sono state di gran lunga inferiori alle attese. Ad ogni modo, al Passo del Moro di Macugnaga si misurano comunque 53 cm di neve fresca di cui 29 caduti ieri. 34 a Formazza, 19 all'Alpe Devero (ma poi è piovuto), poco o nulla altrove con 30 cm alla Bocchetta delle Pisse di Alagna.

Anche in questo caso, tanto meglio perchè nevicate troppo abbondanti avrebbero potuto provocare repentini abbassamenti delle temperature.

Siamo comunque in Autunno e non in Inverno, nonostante le Correnti sopraggiunte nei giorni scorsi avessere tutte le caratteristiche invernali (eccezion fatta per il freddo). Da oggi il tempo migliora e migliorerà decisamente tanto che tra domani ed i primi giorni della settimana le temperature torneranno prossime ai 20/22°C al piano e fin verso i 17/18°C in collina a 500 mt. Ottime notizie per i boschi che non andranno ancora in letargo ma potranno tornare a produrre le ultime buttate di funghi, a patto che, non sopraggiungano anche i temibibili venti favonici (previsti in arrivo dopo metà settimana, purtroppo!), ma in questo caso le scorte di pioggia appena cadute dovrebbero poter reggere maggiormente l'impatto secco favonico.

Sinceramente ora cosa accadrà non è facile saperlo. In linea teorica le piogge sopraggiunte con un contestuale rapido abbassamento dei livelli di Pressione Atmosferica (sia al suolo che in quota) potrebbe giocare a favore delle nascite fungine. Probabilmente i Miceli che erano già pronti (messi in allerta dalle condizioni meteo favorevoli dei giorni pregressi quando vi sono stati cenni di buone nascite) continueranno a produrre qualcosa. Quelli che non erano ancora pronti, attenderanno ancora qualche giorno prima che si realizzini le condizioni ottimali per la nascita di funghi in serie (comunemente detta buttata). Tutto sta nell'osservare attentamente l'evolversi del clima con il consueto mix di umidità-temperature e Pressione Atmosferica.

Resta comunque facile immaginare che le piogge di buona consistenza e le temperature più elevate, data anche la vicinanza col caldo Mar Mediterraneo, possano favorire maggiormente Liguria-Appennino e Basso Piemonte nel proseguo o nell'inizio delle buttate. Probabilmente il resto del Nord Ovest dovrà vedersela con l sole in arrivo. Più scalderà piacevolmente e maggiori saranno le probabilità di avere ancora ottime buttate nel corso della settimana (forse più facilmente dal fine settimana). Staremo a vedere se e quali danni potrebbe aver fatto il freddo dei giorni scorsi e se la pioggia sopraggiunta possa esser stata di ottimo gradimento, benchè giunta in forte ritardo rispetto alle attese. Aggiorneremo nei prossimi giorni. Per ora Buon Weekend a tutti!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 15.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


11.10.2016 - PRIME NEVICATE SULLE ALPI OCCIDENTALI ED ALTRA NEVE E' ATTESA NEI PROSSIMI GIORNI QUALI CONSEGUENZE PER LE BUTTATE DI OTTOBRE? TUTTO FINITO PRIMA DI INIZIARE?
ANALISI CLIMATICA DEL MESE DI SETTEMBRE 2016 (clicca qua)

Martedì 11 Ottobre 2016, sul Piemonte Occidentale e Settentrionale e sulla Lombardia Nord Occidentale arriva un Fronte Freddo accompagnato da un Vortice Artico-Continentale freddo in quota. In mattinata le prime piogge poi le nevicate che iniziano a scendere di quota fin verso i 1000 mt.

Chi come noi ha voluto sfidare la pioggia prevista non era davvero convintissimo di esser sorpreso dalla neve fin nei fondovalle... Alcuni modelli la neve la prevedevano ma a quote più alte e prossime ai 1400/1500 mt ma invece sin da subito pallini di neve e poi veri e propri fiocchi caduti fin verso i 1000 mt come documenta la fotografia d'apertura scattata dal nostro segnalatore della Valstrona (VB) Nicholas.

Eppure gli ultimi giorni ci avevano riservato ottimi ritrovamenti. Finalmente, dopo una lunghissima estate senza fine, caratterizzata da Geopotenziali tropicali fin sulle Alpi grazie agli Anticicloni Africani o alle Bolle d'aria calda Africana, la Pressione in quota era diminuita adeguatamente e parallelamente erano diminuite anche le temperature tanto da riportare i Geopotenziali a livelli tipici per le Alpi e persino da Autunno avanzato. Stamani sulle Alpi si misuravano livelli di Pressione al suolo attorno ai 1012/1014 hpa con Geopotenziali in quota (masse fredde vorticose) attorno ai 552 gpdm che hanno consentinto le nevicate anche dove le temperature erano positive di 1 o 2°C.

Pressione più Bassa e Geopotenziali finalmente Autunnali hanno fatto percepire ai Miceli la necessità di produrre sporofiri (funghi) in tempi brevi così da poter produrre le spore necessarie alla riproduzione della specie ed i tassi di umidità dell'aria adeguatamente saturi e, nei fondovalle persino prossimi al 100%, hanno consentito la nascita infatti di bellissimi Porcini dopo lunghissime attese. Questo riferito a buona parte del Piemonte Settentrionale ed alta Lombardia+Canton Ticino. Val d'Aosta e Liguria restano ancora al palo, incluse molte zone Appenniniche.

Era appena iniziata una discreta buttata quand'è arrivata la prima neve.

Molti nostri lettori, ivi inclusi alcuni nostri segnalatori del gruppo whatsapp, ci han domandato cosa accadrà ora che fà più freddo e che è anche caduta la prima neve e, nevicate copiose sono previste tra Giovedì e Sabato mattina...

Probabilmente non molto. Forse ci sarà un leggero rallentamento delle nascite o forse anche no. In realtà il freddo già arrivato ed in progressiva intensificazione non dovrebbe spaventarci più di tanto perchè, bene o male, i boschi sono ancora ben protetti dalle coperture fogliari. Sacche o nicchie di calore ristagnano sotto al fogliame caduto o sotto al fogliame pre esistente. A noi stessi è capitato di trovare funghi interrati fino ad oltre i 10 cm di profondità che "succhiavano" nutrimento ed umidità direttamente dalle radici dell'albero simbionte. La presenza di umidità nell'aria ha consentito al suo Micelio di far nascere il fungo pur in assenza di adeguata bagnatura del suolo. Fin tanto che la pioggia in arrivo non bagnerà adeguatamente gli strati inferiori dell'humus, le nascite potranno proseguire indisturbate nonostante il freddo dell'aria.

Come detto tra Giovedì e Sabato mattina è previsto l'arrivo di una Depressione Oceanica in grado di portare piogge abbondanti e persino localmente eccezionali, alcuni modelli indicano accumuli di pioggia fino a 300 mm tra alto Canavese-Biellese-Valsesia-alto Novarese-Vco ed alta Lombardia nel corso di una settimana... Poco male, tanto meglio!

La possente Sciroccata in arrivo dovrebbe infatti far innalzare rapidamente la quota neve, prevista inizialmente attorno ai 1100/1200 mt ma in rapida risalita a 1500/1600/1800 e durante l'apice del maltempo assestarsi attorno ai 2000 mt con possibili nevicate di oltre 1 metro o più di neve sulle Alpi a quote superiori ai 2500 mt. Nulla che possa compromettere la nascita di funghi, anzi, benedette piogge Sciroccali! Le attendevamo da settimane e settimane! Piogge Sciroccali non significa che con l'arrivo dei venti di Ostro (Sud) e Scirocco (Sud Est) giungerà il caldo. Arriverà però aria meno fredda che contrastando con l'aria fredda preesistente potrebbe dar luogo a rovesci e temporali anche a carattere di nubifragio.

La novità interessante è che le proiezioni dei modelli matematici vanno verso un Anticiclone ibrido Afro-Mediterraneo-Azzorriano in grado di riportare bel tempo e temperature in aumento subito dopo l'acuta fase di maltempo. Ritorno del sole e del tepore dopo le grandi piogge Autunnali significano speranze più che concrete che possa finalemente arrivare la tanto attesa "buttatona".

In pole-position per le migliori prestazioni (buttate potenzialmente super) Appennino e zone collinari, sia alto che basso collinari, baciate prima dal sole e dal tepore post maltempo ma ottimamente bagnate dalle piogge in arrivo.

Si tratta amici lettori però di una proiezione, di una previsione fatta in base a quanto indicano i modelli matematici attualmente disponibili. Nulla vieta, purtroppo, che qualcosa vada storto e che il tepore post maltempo giunga attenuato o meno efficace. Non possiamo che ragionare in base a ciò che sappiamo per certo, ovvero che entro breve avremo una importante Sciroccata che è sempre vera manna per i boschi ed i funghi. Incrociamo le dita e... In bocca il fungo a tutti!

NB. NEL CORSO DEI PROSSIMI GIORNI AGGIORNEREMO LA SITUAZIONE METEO SOPRATTUTTO NELLA NOSTRA HOME PAGE METEO. CLICCA QUA PER CONSULTARLA
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 05.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)

funghi-neve

05.10.2016 - E' FINALMENTE ARRIVATA LA TANTO ATTESA BUTTATA. DOVE, COME E QUANDO... IN MATTINATA PUBBLICHEREMO TUTTI I DETTAGLI MA PER SAPERE DOVE, COME E QUANTO E' PIOVUTO A SETTEMBRE CONSULTA L'ARTICOLO:
ANALISI CLIMATICA DEL MESE DI SETTEMBRE 2016 (clicca qua)

Le piogge cadute nel Nord Ovest italiano a Settembre, soprattutto tra il 14/15 ed il 17/18 stanno iniziando a dare i primi frutti.

Sono bastate due giornate con Pressione Atmosferica finalmente a livelli da regione Alpina e non più da Tropici perchè la buttata prendesse improvvisamente il via e... Luna o non luna, sole o nuvole, terreno bagnato o terreno secco ecco che la buttata ha iniziato a prendere il via sia al piano che in collina e montagna.

Tra Sabato/Domenica e Lunedì i primi report dai nostri lettori e dai nostri contatti del gruppo whatsapp. Finalmente qualcosa si stava muovendo e, a tutte le quote altimetriche ecco che è partita la tanto attesa buttata.

Anche il piano (deperito dalla lunga siccità dello scorso anno e dalla siccità aggiuntiva di quest'anno), ha dato i primi cenni di risveglio. Là dove a metà Settembre si sono avuti i più importanti temporali sono partite le buttate di Leccini anche detti Donne o Crave. Pochi i Porcini trovati ma un inizio è pur sempre meglio del nulla pregresso.

In collina la sconfitta del Cinipide Galligeno del Castagno ed i temporali o piogge con nebbie di metà Settembre hanno risvegliato il bosco di castagno ma pure quello misto con betulle. Leccini pure qua e finalmente anche i primi Boleti che, giorno dopo giorno sono diventati anche frequenti e numerosi sulla fascia collinare esterna dal Lario-Varesotto al Cusio-Novarese al Biellese e parte del Canavese. La buttata di collina è stata invece assente in alcune aree del Torinese dov'è piovuto meno ma, ricordiamo che a metà mese nel Torinese vi sono state alcune aree tra Pellice-Germanasca e Pinerolese-Cintura Ovest Torino che hanno avuto persino dei veri e propri nubifragi. Assente pure nell'Astigiano-Alessandrino basso collinare e Cuneese. Qua addirittura nel Cuneese ci si aspettava una ottima buttata per le previste abbondanti piogge del dopo metà mese ma, tanto per cambiare, i modelli matematici di previsione sono stati troppo ottimisti con le piogge che non ci sono state ma soprattutto con i previsti nubifragi dell'Appennino e del Genovesato che sono stati di gran lunga inferiori alle attese.

Secco e buttate rimandate a data da destinarsi in gran parte del Cuneese. Nell'articolo pubblicato "analisi climatica di Settembre" abbiamo descritto dove e quanto è piovuto nel corso dello scorso mese analizzando le aree più piovose e quelle più siccitose dando pure rilievo alla profonda siccità che ha colpito alcune aree dell'Astigiano-Roero e Langhe-Monferrato.

Dove la pioggia a Settembre è stata sufficiente, la buttata è partita puntuale non appena la Pressione Atmosferica è tornata prossima ai 1012 hpa dando all'atmosfera una parvenza più Autunnale. Ora il timore dei nostri lettori è che il freddo, previsto in arrivo progressivo, giorno dopo giorno in crescendo, possa congelare la buttata e complice il vento secco, si teme che i funghi tornino in letargo...

Diciamo che in parte può esser vero. Il freddo non è mai un buon alleato dei funghi, tuttavia, in assenza di precipitazioni nevose (potrebbero però arrivare fin verso i 1500 mt) e di piogge fredde prolungate, al momento il sottobosco è ancora caldo e sotto le foglie vi è ancora un cenno di mite tepore che può consentire ai funghi di nascere pur con l'inzio del freddo. Ricordiamo a tal proposito che il Porcino Rosso della varietà Pinicola ama il freddo e tende proprio a non dare cenni di vera buttata fin tanto che di notte le temperature non scendono sotto i 10°C prossime pure ai +5°C.

Piuttosto, anzichè guardare al freddo (salvo le giornate con coperture nuvolose, al pomeriggio il sole è ancora caldo o comunque tiepido), diciamo che è più utile guardare al barometro. Livelli di Pressione Atmosferica troppo alti non aiutano le nascite dei funghi poichè l'Alta Pressione viene percepita dal Micelio come una condizione ambientale avversa alla maturazione e dispersione delle spore. Nei prossimi giorni ci verremo a trovare sembre border-line (ovvero al confine) tra un fortissimo Anticiclone Scandinavo e modesti ma sufficientemente bassi livelli di Pressione con le Depressioni e Perturbazioni Oceaniche in sovrascorrimento sull'aria fredda in arrivo da Est.

Non ci resta che approfittare di questo cenno di buttata che, a ragion del vero, da ieri ha iniziato subito a contrarsi sul nascere, ricordando ai nostri lettori di non sottovalutare il potenziale delle colline che, meno esposte al freddo in arrivo (previsto maggiore in quota), potrebbero regalarci qualche gradita sorpresa!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 05.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


02.10.2016 - INIZIA LA BUTTATA? FINALMENTE, DOPO MESI CON PRESSIONE ATMOSFERICA DA TROPICI, DIMINUISCE E RINFRESCA L'ARIA. SI RISVEGLIA IL CASTAGNO DI COLLINA ED IL PIANO

Forse ci siamo! Finalmente la Pressione Atmosferica torna ad essere quella tipica delle Alpi e non più quella tipica dei Tropici! L'ultima Bolla d'Aria Calda di tipo Tropicale ci ha abbandonati Mercoledì e con l'inizio della diminuzione di Pressione e di Geopotenziali ecco che nei boschi più umidi sono iniziati a "fiorire" i primi "bombolotti" di Boleto Edulis ed i primi Leccini/Donne/Crave, dove fin'ora assenti.

Come da tradizione, i primi risvegli del bosco a partire dal piano e bassa collina.

Qua le temperture ancora tardo estive e gli ultimi temporali estivi post 15 di Settembre (al piano e bassa collina più generosi rispetto ai monti ed Alpi) hanno fatto risvegliare i boschi e le radure.
Da qualche giorno al piano nelle Baragge Biellesi-Vercellesi-Novaresi, così come nella Vauda Canavese-Parco La Mandria e più ad Est tra Varesotto e Brianza, iniziano ad abbondare i Leccini, localmente detti Donne (nel Biellese), Crave (nel Torinese) o Rossini/Nerini (in Lombardia). Il bosco di Betulla-Pioppo tremulo con felci, erbe di Baraggia e Querce/Carpini/Nocciolo non troppo fitti ma con presenza di Betulle è il più produttivo. Sotto alle Querce si iniziano a trovare anche i primi Porcini neri ma la notizia del giorno è che, FINALMENTE, dopo una lunghissima pausa dovuta all'attacco del Cinipide Galligeno, si sta risvegliando anche il bosco di Castagno di bassa-media e soprattutto alta collina.

Molti nostri lettori ci segnalano già, con belle foto eloquenti, il risveglio del bosco planiziale (del piano) e delle colline a Castagno. Le zone che attorno al 15 di Settembre hanno ricevuto le piogge maggiori e più adeguate sono le più soggette alle prime nascite che, luna o non luna (da oggi la Luna Nera è calante) iniziano ad interessare anche le zone che lo scorso anno NON hanno prodotto nulla perchè ancora marcatamente sofferenti o gravemente malate a causa dell'attacco del Cinipide del Castagno.

A riprova dell'avvenuta guarigione (non ancora dapperttutto, ma già in fase avanzata dove si è intervenuti prima) i primi buoni raccolti di Castagne che, avrebbero potuto esser migliori e maggiori se solo avesse piovuto un po' di più in questo siccitoso mese di Settembre che si chiude con deficit pluviometrici importanti su tutto il Nord Ovest italiano.

Entro fine pomeriggio pubblicheremo in home-page METEO il consueto riepilogo delle piogge cadute in Piemonte, allargandolo all'intera regione ma, possiamo già anticipare che a Settembre si sono avuti deficit pluviometrici importanti e spesso ben superiori ai 100/150 mm di pioggia NON CADUTA. Un mese davvero difficile per le nostre colture e per i nostri boschi.

Ciò nonostante, le giornate spesso uggiose, fosche o anche con nebbia post piogge del 15 di Settembre hanno fatto risvegliare un po' tutti i boschi ed ora che la Pressione Atmosferica (come detto) è tornata a livelli tipici delle nostre Alpi, ecco che dai monti al piano si iniziano a fare i primi bei ritrovamenti di Porcini.

ieri un nostro sopralluogo nelle Alpi Biellesi ci ha restituito bei Porcini Edulis di nascita recentissima, tantissime Trombette dei Morti (Craterellus Cinereum o Cornucopioides), gli ultimi Finferli di stagione MA con nascite a teppeto dei Finferli a varietà Cantharellus LUTESCENS dall'aspetto più esile con cono di colore marroncino, meglio conosciuto col nome di FINFERLA, adatto ad esser cucinato fresco o conservato essiccato ma, in caso di surgelamento ASSOLUTAMENTE DA CUOCERE PRIMA DELLA SURGELAZIONE, altrimenti diverrà sgradevolmente amaro. Non mancavano i soliti Steccherini Dorati e tante Mazze di Tamburo nelle radure erbose. Infine, negli ultimi giorni, finalmente abbiamo notato la presenza nei boschi di numerose e robuste AMANITE MUSCARIE (le amanite rosse con scaglie bianche sul cappello) che rappresentano sempre un ottimo segnale di nascita di Porcini essendo questi due funghi simbionti, ovvero condividendo l'identico aerale e crescendo sempre in contemporanea nei medesimi luoghi.

Un cenno al nostro semaforo dei funghi, allargato finalmente a tutto il Nord Ovest italiano, ivi incluso l'intero Appennino Ligure e pure quello Pavese-Emiliano con copertura completa del territorio grazie ai nostri amici lettori che dalle 4 Regioni che compongono il Nord Ovest italiano (Piemonte, Val d'Aosta, Liguria e Lombardia Centro-Occidentale con provincia di Parma-Piacenza) ci informano sui propri esiti tramite email o attraverso l'adesione al gruppo Funghi su Whatsapp.

Speranzosi in un mese di Ottobre meno secco e, per quanto atteso progressivamente sempre più freddo (a metà settimana sono possibili alcune nevicate sulle Alpi già attorno ai 1500 mt - me parleremo diffusamente nella nostra pagina METEO), siamo fiduciosi ci possa regalare la tanto attesa buona buttata autunnale.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 02.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


28.09.2016 - BUTTATA A BREVE O SOLITO FALSO ALLARME? EPPURE A META' MESE E' PIOVUTO BENE QUASI OVUNQUE

I nostri "segnalatori", gli amici che ci danno informazioni sulle loro uscite nei boschi, e che lo fanno via email o attraverso il gruppo funghi whatsapp, sono tutti in fibrillazione. Il dubbio è: LA BUTTATA ARRIVA O NON ARRIVA? Il responso è: SE NON INIZIA ENTRO DOMENICA, NON ARRIVERA' PIU' o ARRIVERA' A SPRAZZI, DISORDINATAMENTE con piccolissimi cenni di buttata ma anche con momenti di assenza di funghi.

Avere la risposta esatta non è facile. Sono tanti i segnali che ci inducono a credere che la buttata ormai sia imminente, a partire dalle buone piogge che tra il 15 ed il 18 di Settembre sono cadute in buona quantità un po' dappertutto, continuando con le coperture nuvolose, l'umidità latente e pure le nebbie-foschie o banchi di nebbia che spesso si sono proposte nei giorni dopo la pioggia.

Molti si aspettavano che la buttata (la nascita di giovani esemplari in contemporanea) fosse ormai imminente e che già a metà della settimana scorsa o comunque entro il fine settimana passato si potesse apprezzare in maniera concreta l'arrivo della buttata... Così non è stato. Solo cenni. Sempre solo e soltanto cenni di nascite e poco più.

Qua e là begli esemplari giovani di Porcini e qualche altra decina di funghi più o meno commestibili ma, per poter parlare di "buttata vera", occorrerebbe ben altro. Ci riferiamo ovviamente sempre ai boschi del Nord Ovest italiano!

I nostri sopralluoghi nei boschi ci hanno restituito un raccolto discreto di Porcini, pure Trombette dei Morti, Finferli sempre meno abbondanti perchè ormai prossimi al capolinea, essendo funghi tipicamente estivi, diverse altre specie di Boleti tra cui Leccini/Crave/Donne o Ferè... Grandi assenti, insieme con i Porcini i Badius che quest'anno latitano allegramente e, a riprova che l'Autunno è iniziato anche le prime Mazze di Tamburo che iniziano a far capolino tra i prati più umidi di rugiada a margine del bosco.

La sensazione che abbiamo, circa l'attesissima buttata di Porcini è che, ci sarà. Magari non favolosa e degna degli anni passati, ma a breve, ci sarà.

Resta da capire perchè a distanza di 13 giorni dal ritorno delle piogge la buttata non è ancora esplosa. Ne abbiamo parlato con alcuni micologi e biologi di fiducia ma non si riesce a trovare una risposta adeguata se non che il micelio dei Boleti Edulis al momento, risulta il più delicato in assoluto. Qualcuno ci ha pure fatto notare che, al contrario il micelio del Boleto Pinicola (il Porcino con la testa rossiccia) sembra meno delicato dal momento che, qua e là sta facendo la sua comparsa con discreto anticipo dei tempi, essendo un fungo tipico dei primi freddi di Ottobre.

Giusta ci è apparsa l'osservazione fatta dal biologo che ci suggerisce che, in parte l'assenza di nascita di Porcini è dovuta anche ad una nostra cattiva abitudine di "intestardirci" a voler a tutti i costi portare a casa il trofeo smarrito, il Porcino da competizione da poter esibire ai nostri amici e conoscenti, e non importa se per farlo ci ostiniamo a calpestare, quotidianamente, l'habitat naturale del povero micelio che ormai sarà esausto o completamente morente, anche a causa dei nostri continui passaggi e perlustrazioni sotto alle medesime "piante buone" o sotto la medesima "costa buona". Passa oggi, passa domani... Se la pianta buona la conosciamo noi, la conosceranno anche molti altri e via di danneggiamento dei poveri miceli che alla fine finiscono per non produrre più un fico secco. NON DA MENO, il nostro continuo raccogliere ogni Porcino che si azzarda a metter il naso fuori dalle foglie, sin da Giugno, finisce per impedire ai funghi di riprodursi impedendogli di produrre le preziosissime spore.

Così come in ambito animale la pesca e la caccia vengono temporaneamente chiuse durante il periodo riproduttivo, allo stesso modo la raccolta dei funghi, per assurdo, dovrebbe esser temporaneamente chiusa (almeno 15 giorni al mese) durante i tre mesi estivi.

A riprova della veridicità di tale tesi, c'è che nel corso delle nostre ultime uscite, abbiam effettivamente notato che sotto alle piante "buone" il bosco risulta notevolmente danneggiato dai troppi passaggi a vuoto di cercatori disperati che pur di non tornare a casa a mani vuote finiscono per perlustrare centimetro dopo centimetro amplificando il danno al micelio. Di contro, i funghi, e persino belli, li si trova sotto a piante isolate a margine del bosco dove in pochi si spingono a cercarli. Si trovano nei posti insoliti (dove nessuno è transitato nelle scorse settimane). Si trovano sotto a piante un po' insolite...

PIOPPO TREMULO E BETULLA, 2 ALBERI DA PORCINI INFALLIBILI

Qualcuno ci ha domandato perchè si trovani bellissimi Porcini Edulis là dove invece si dovrebbero invece trovare Leccini e non solo, ma ci domanda anche perchè quest'anno si sono trovati tantissimi Leccini in montagna, quando questi dovrebbero esser abbondanti in pianura. La risposta è semplice: al piano la pregressa siccità è stata tanta e tale che prima delle piogge di metà Settembre era letteralmente impossibile trovarne, essendo che le condizioni ideali di caldo e piogge si è avuta solo in montagna, qua si sono trovati leccini quanto di solito non accadeva nelle passate estati.

Vorrei però aggiungere a questa spiegazione anche che, la distrazione gioca brutti scherzi... Negli anni passati sin da Luglio, si trovavano tanti e tali bei funghi Porcini che, chi si curava dei Leccini? Chi si spingeva sotto alle Betulle in cerca di Leccini quando nel bosco di Abete e di Faggio si poteva riempire un cesto di Porcini in poco più di un'ora? Ecco che i Leccini passavano del tutto inosservati e, anche se c'erano "non ci facevamo caso!".

Pioppo tremulo e Betulla sono due alberi che notoriamente sono simbionti col Leccino. Hanno però una caratteristica importante, ovvero di possedere chiome molto meno fitte rispetto al Faggio e non producono "l'effetto ombrello" del bosco di Abete. Basta anche una pioggia modesta perchè il più rado fogliame di questi 2 alberi permetta una discreta bagnatura del suolo e dell'humus. In assenza di bagnatura ottimale sotto al Faggio, il micelio del Boleto/Porcino si spinge spesso fin sotto a questi 2 alberi per poter fruttificare e dar vita agli Sporofiri (funghi) che ne garantiscono la sopravvivenza/riproduzione. Durante gli ultimi giorni, i ritrovamenti di Porcini migliori li abbiamo fatti proprio nel bosco misto Faggio/Betulla/Pioppo Tremulo!

Quest'anno poi, la siccità ed il caldo hanno costretto le Betulle (alberi che amano fresco ed umidità e che abbondano nella fredda TAIGA Russa) a liberarsi del fogliame con largo anticipo per poter evitare l'affaticamento e la morte. Le prime foglie ingiallite hanno iniziato a cadere già ad inizio Agosto. A metà Agosto molte Betulle risultavano già ingiallite ed ai primi di Settembre molte di queste perdevano già il fogliame come fosse Autunno avanzato. Dove il fogliame è caduto con largo anticipo, la buona bagantura dell'humus ha fatto letteralmente esplodere nascite di Leccini e di Boleti/Porcini. Ecco svelato un altro arcano.

Chiudo oggi ricordando che la scadenza naturale dei 15 giorni dopo la pioggia ormai è imminente perciò la buttata di funghi dovrebbe ormai esser imminente, NON dimentichiamoci però che a rendere la buttata sempre più incerta ed irregolare rimangono livelli di Pressione Atmosferica sempre costantemente e troppo alti. Tra oggi e domani poi, sul Nord Italia transita l'ennesima BOLLA D'ARIA CALDA AFRICANA con Geopotenziali nuovamente estivi che faranno percepire ai miceli che l'Estate non è ancora finita e che il rischio siccità è ancora elevato (ovvero che non ci sono ancora le condizioni ideali perchè possa iniziare la riproduzione di massa).
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 28.09.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


 
 

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