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19.08.2017 - FUNGHI NEL NORDOVEST ITALIANO » Quando, dove e come cercar funghi. DOMANDE e RISPOSTE. METEO FUNGHI. FUNGHI IN TEMPO REALE, LIVE DAI BOSCHI DEL NORDOVEST - Leggende da sfatare - COSTI, REGOLAMENTI, FOTO e ARTICOLI



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E' L'ORA DEI FUNGHI ESTIVI! PIOGGE E BOLLE CALDE PERMETTENDO. PRIMI CENNI DI BUTTATE SULLE ALPI

ARTICOLI RECENTI:

LUGLIO 2017: ECCO DOVE E QUANTO E' PIOVUTO NEL NORD OVEST ITALIANO. ELENCO COMPLETO SUDDIVISO PER PROVINCIA (E REGIONALE) PER IL PIEMONTE, REGIONALE PER LA VAL D'AOSTA, ANNUALE PER LOMBARDIA E LIGURIA.

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LE ZECCHE ATTACCANO INDISTINTAMENTE ANIMALI O UOMO E POSSONO ESSER PARTICOLARMENTE PERICOLOSE PERCHE' SPESSO SONO VETTORI DI MALATTIE INFETTIVE. ECCO COME DIFENDERSI DALLE ZECCHE

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CONOSCERE E RICONOSCERE VIPERE, BISCE E SERPI. QUALI SONO, DOVE VIVONO, IL LORO HABITAT, PERICOLOSITA' E TASSO DI MORTALITA' DA MORSO DA VIPERA. TUTTO QUANTO OCCORRE SAPERE PER NON FARSI TROVARE IMPREPARATI DI FRONTE AD UN SERPENTE

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Tutte le pagine in cui abbiamo parlato di funghi tra il 2016 ed il 2015 con aggiornamenti, analisi, foto e segnalazioni dai migliori boschi in cui cercar funghi
 
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Ricordiamo ai nostri lettori che aggiornamenti della pagina sono possibili a qualsiasi ora del giorno in caso di maltempo o di buttate interessanti. Per non perdere gli aggiornamenti continui consigliamo di PREMERE IL TASTO F5 della tastiera per aggiornare la pagina oppure il tasto AGGIORNA del vostro Browser.
 

IL SEMAFORO DEI FUNGHI 2017 -
Funghi in tempo reale e tendenza a breve termine

  Ultimo aggiornamento: SABATO 19 AGOSTO 2017
AREA GEOGRAFICA SITUAZIONE QUANTITA' QUALITA' DEI FUNGHI
1 Alta Valsesia » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
2 Media Valsesia » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
3 Bassa Valsesia - Piano » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Buttate solo dov'è piovuto
4 Valli Ossolane-Toce » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
5 Cusio - Val Strona » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
6 Vco-Ticino-laghi » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
7 Alta Lombardia-Orobie » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
8 Alto Novarese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
9 Pianura Padana » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Buttate solo dov'è piovuto
10 Alta Val Sessera » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
11 Oasi Zegna » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
12 Alto Cervo » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
13 Alto Elvo » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
14 Serra e Bessa » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttate imminenti?
15 Massiccio Biellese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Buttata imminente?
16 Baragge » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttata imminente?
17 Valli Canavesane » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Buttata solo dov'è piovuto
18 Lanzo-Susa-Torinese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Buttata solo dov'è piovuto
19 Val d'Aosta Orientale » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttata imminente?
20 resto Val d'Aosta » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttata imminente?
21 Cuneese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Prosegue la siccità
22 Appennino Occ. SV. » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Prosegue la siccità
23 Appennino Ligure-GE » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Prosegue la siccità
24 Appennino AL-PV-PC » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Prosegue la siccità
TENDENZA GENERALE » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso BUTTATE ORMAI IMMINENTI A NORD

COME LEGGERE LA TABELLA: Le aree geografiche. Abbiamo diviso il Nord Ovest italiano per aree geografiche con simili caratteristiche climatiche o orografiche segnalando le aree a maggior propensione produttiva di funghi e con maggior presenza di boschi.

LE FACCINE DEL SEMAFORO DEI FUNGHI come interpretarle: FACCINE ROSSEsmile-rosso indicano infelicità-tristezza (cappotti). FACCINE GIALLE smile_giallo indicano stato d'umore neutro (scarse nascite). FACCINE VERDI smile_verde indicano felicità (buone nascite). Se nella tabella vi sono tante faccine verdi vuol dire che la buttata è da discreta a buona, ottima, super. Se vi sono più faccine gialle vuol dire che la buttata è mediocre o al più discreta. Se vi sono più faccine rosse vuol dire che la buttata è deludente, insufficente o persino assente. La presenza contemporane di tutte le faccine colorate indica la quantità e qualità delle buttate. Non potendo descrivere località per località tutte le aree vocate alla ricerca di funghi, dobbiamo per forza di cose dare una indicazione di massima relativa all'area geografica. Se per esempio in una valle vi sono moltissimi funghi in alta quota ma pochi sotto i 1000 mt, oppure se ci sono tantissimi funghi nei soli versanti soleggiati e nulla in quelli ombrosi, pur essendo la buttata ottima, inseriamo alcune faccine rosse o gialle per indicare che la buttata non è omogenea e non riguarda tutto il territorio. 6 faccine verdi indicano funghi, tanti, per tutti, ovunque nel territorio. 5 faccine verdi indicano che la buttata è super ma con alcune piccole riserve per qualche zona. 4 faccine verdi indicano ancora ottima buttata ma con riserve superiori per alcune aree ecc. La presenza di più faccine rosse rispetto a quelle verdi indica che la buttata in alcune aree è persino assente. La presenza di molte faccine gialle indica che la buttata è a singhiozzo, disomogenea, non assente ma neppure entusiasmante. 6 faccine gialle indicano che si può fare qualche ritrovamento ma che questo non è garantito. In questo caso occorre tanto buon fiuto, esperienza e un pizzico di fortuna per tornar a casa con da zero ad un chiletto di funghi misti Porcini e altri funghi commestibili. 6 faccine rosse indicano che il bosco è sterile, non produttivo e/o che le uscite nel bosco saranno contemplative, fotografiche per apprezzare il paesaggio o perlustrative per capire se il bosco è buono per future esplorazioni. Ricordiamo ai nostri lettori che l'arte e la capacità di scovare posti "buoni" per i funghi la si impara solo con la pazienza e con lo spirito di osservazione e di esplorazione. Le scorciatoie quali spiare i "fungiatt" esperti o fermarsi dove vi sono tante auto parcheggiate non sempre dà buoni risultati!

LA COLONNA QUANTITA'. OK, NO, NI sono le indicazioni di massima relative alla zona. OK indica che val la pena di affrontare il viaggio verso la zona in questione. NO indica che non val la pena perchè i ritrovamenti sarebbero insufficenti per giustificare l'uscita e le spese di benzina. NI indica che i pro ed i contro si equivalgono.

LA COLONNA QUALITA' DEI FUNGHI: indica in linea di massima la qualità dei funghi, se adulti, giovani, freschi, bacati, adulti, vecchi ecc ed i funghi prevalenti (Morchelle, Finferli, Mazze di Tamburo, Chiodini, Leccini ecc quando non presenti i Porcini). In questa colonna segnaliamo anche la qualità della buttata (se imminente, se in pieno boom, se in fase calante o se sta per terminare) ed eventuali altre informazioni aggiuntive utili ai cercatori.

Le informazioni presenti nella tabella sono il sunto di sopralluoghi effettuati sul posto da collaboratori del sito www.trivero-italy.com, oppure di previsioni fatte in base allo stato del tempo (umidità-piogge-bagnatura del suolo-evapotraspirazione-temperature-radiazioni u.v.-vento) oppure di segnalazioni fatte dai nostri lettori che possono segnalarci gli esiti delle proprie batutte scrivendoci o anche inviandoci materiale fotografico a: il.curiosone.trivero@gmail.com

ATTENZIONE: i dati riportati in tabella si riferiscono a sopralluoghi in sede o a segnalazioni giunte in redazione via email, Facebook, Telegram, Whatsupp, nonchè in base alle linee di tendenza sulla base delle PREVISIONI METEO interpolando dati di umidità relativa dell'aria, pressione atmosferica, radiazione solare, vento ed all'evapotraspirazione media giornaliera e mensile oltre che sulla base dei micro-climi locali. www.trivero-italy.com declina ogni responsabilità per usi impropri o scorretti delle informazioni fornite che devono intendersi come linee di tendenza e non come certezze assolute. up

SEGNALAZIONI FUNGHI IN TEMPO REALE

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AGGIORNAMENTI FUNGHI

BUTTATE IMMINENTI TRA VAL D'AOSTA, ALTO PIEMONTE, CANTON TICINO E LOMBARDIA NORD OCCIDENTALE... ALMENO SI SPERA!

19.08.2017 Una doverosissima precisazione: NON abbiamo santi in paradiso! Non abbiamo neppure referenti/informatori confidenziali, nelle alte sfere decisionali del meteo e della natura. Quanto scriviamo in questi editoriali e quanto pubblichiamo nel nostro "semaforo dei funghi" altro non è che una normalissima previsione basata sull'andamento climatico locale che non ha, ahinoi, nessuna valenza scientifica! (purtroppo!).

Interpoliamo i dati delle piogge cadute (in questo articolo i dati delle piogge cadute in Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria dal primo di Agosto fino a Ferragosto) con i dati relativi all'umidità e venti dominanti, oltre che delle temperature minime e massime e, sulla base dei risultati, ci sbilanciamo compilando il nostro semaforo che va inteso come aiuto, quale coadiuvante per poter programmare le prossime uscite nei boschi alla ricerca dei tanto agognati funghi. IN HOME PAGE METEO, seguendo questo link, aggiornamento delle ultime piogge cadute.

Detto ciò, diciamo subito che a Nord del Po, dalla Val Susa ai Laghi ed alta Lombardia Nord Occidentale, in alcune aree è piovuto parecchio. Ci sono zone in cui, dopo l'anomala e sbalorditiva vampata di calore di Lucifero, è caduta in soli 3/4 giorni tutta la pioggia che non è caduta nell'intero mese di Luglio. Ieri sera poi la replica con nuovi nubifragi che hanno interessato sempre le stesse aree a Nord del Po già interessate dalle grandi piogge della scorsa settimana.
Prosegue invece imperterrita la siccità a Sud del Po dove, prevale ancora il regime caldo Tropicale dovuto all'influenza dell'Anticiclone Africano o comunque delle masse d'aria calda e secca, discendenti dalle alte quote come spiegato in questi due articoli (Italia Tropicale funghi al palo, prima parte e seconda parte). Lo so, non fa piacere sapere che anche il clima sta cambiando (in peggio per noi e per la natura, purtroppo) ma è bene e meglio saper cosa ci attende in un futuro neppure tanto remoto, per non farci trovare impreparati, piuttosto che nascondere la testa sotto la sabbia e dover ricorrere ad adattamenti dell'ultimo minuto.

Nel precedente aggiornamento avevamo scritto che ipotizzavamo buttate imminenti a partire dal 15/16 al piano e colli e dal 17/19 in montagna. Purtroppo le buttate del piano NON sono arrivate. Qua, anche se è piovuto adeguatamente, il vento ed il caldo-secco giunti subito dopo le piogge, hanno letteralmente vanificato ogni beneficio apportato dalle piogge. Una evapotraspirazione dell'umidità davvero sostenuta ed in tempi brevissimi, ha strappato via dai suoli ogni traccia di umidità latente. Nulla di straordinario in presenza di masse d'aria Tropicale che ha proprio questa pessima abitudine: desertificare le aree in cui avviene la sua influenza. Non a caso le aree Tropicali lontane dal mare sono solitamente desertiche, vedi l'intero Nord Africa.

Ora, i report che giungono dagli iscritti al nostro gruppo whatsapp, ci dicono che in montagna vi sono già piccolissimi cenni di prime nascite di Boleti e di altri funghi commestibili minori. In alcuni casi, dove la scorsa settimana è grandinato, ci vorrà qualche giorno in più perchè le buttate possano ripartire, perchè alcuni miceli sono stati danneggiati dalla grandine. Ieri sulle Alpi Biellesi abbiamo potuto constatare proprio questo fenomeno dei boschi danneggiati dalla grandinata. Ieri sera è nuovamente piovuto perciò è lecito attenderci la prima "vera" buttata di stagione. NON diamo però per scontato nulla. Piogge acide, aria secca o addirittura secchissima, vento favonico, masse d'aria adiabatica, tutto sembra remar contro queste benedette buttate che continuano a latitare con una insolita e perseverante assenza di nascite degne di nota, tanto a Luglio, quanto nella prima parte di Agosto.

Che dire... Incrociamo le dita e speriamo che il nostro semaforo possa esser di buon auspicio per tutti i nostri lettori, ben consapevoli del fatto che tra oggi e domani sulle Alpi tornerà il vento di Maestrale e Tramontana con freddo notturno, che nelle vallate tornerà il Favonio e che da Lunedì-Martedì dal Nordovest Meridionale il caldo Africano potrebbe tornare ad espandersi nuovamente fin sulle Alpi fino a data da destinarsi con possibile ritorno del maltempo Atlantico o addirittura Artico dopo il 26/28 di Agosto (da confermare).
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 19.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

BUTTATE PROMETTENTI DOPO LE ULTIME PIOGGE CADUTE TRA PIEMONTE, VAL D'AOSTA E LOMBARDIA. APPENNINO E LIGURIA SEMPRE SOFFERENTI

13.08.2017 Oggi insolito aggiornamento del nostro SEMAFORO DEI FUNGHI. Stavolta abbiamo voluto assumerci alcuni rischi corredandolo anche di date "presunte".

Partiamo da un presupposto... Giugno ci ha regalato ben poche emozioni e sorprese dal punto di vista micologico. Alcuni cenni di nascite qua e là ma si è trattato di poca cosa e, nella maggior parte dei casi di funghi commestibili non pregiati. Dico «non pregiati» non per lo scarso valore nutritivo e/o olfattivo/degustativo di questi funghi, ma semplicemente perchè, la stragrande maggioranza dei cercatori ambisce sempre, solo e soltanto a poter trovare - o come si usa dire adesso a "cavare" - Porcini. Abbastanza ambiti anche gli Ovuli Buoni o Amanite Cæsaree, per altro non così diffuse, il resto lo si raccoglie ma storcendo un po' il naso, quale ripiego per non tornare a casa con le mani proprio completamente vuote.

L'ultima settimana di Giugno ci ha poi regalato una autentica sopresa: le redivive piogge!
L'Atlantico ci ha portato non una, ma una mezza dozzina di Perturbazioni con piogge non eccezionali ma localmente attorno ai 100 mm con punte fino a poco più di 150.

Dopo tanto caldo e secco, sul finire della prima settimana di Luglio sono iniziate piccole, circoscritte e ben definite buttate di funghi, per lo più Æestivalis o Estatini, moltissimi Leccini soprattutto bel bosco misto Carpino-Quercia del piano e bassa collina, ma anche dei meno comuni (a Nord del Po) Æreus o Neri di Quercia. Si sono poi visti pure alcuni primi Edulis ed alcuni Rossi Pinicola. Moltissimi i Boleti di specie minori e non sempre conosciuti.

Non sono state buttate generalizzate e massiccie ma, compatibilmente con le piogge cadute, in alcuni casi si sono trovati bei cestini di Porcini.

Ora... Se tanto mi dà tanto, le ultime piogge cadute, fanno davvero ben sperare!
Con l'arrivo della prima "Goccia Fredda Artica" di stagione, sono arrivate le piogge fredde, le grandinate ed il freddo con anche la neve in montagna, sulle Alpi Nord Occidentali (in questo articolo, dettagli e reportage con fotografie dell'evento appena terminato). C'è stato quindi il primo shock termico di stagione che avrà certamente messo in allerta i Miceli, avvisandoli che è ora di iniziare a produrre frutti e semi (per estensione, Carpofori o Funghi e Spore), pena la mancata riproduzione.

Forse lo shock termico, potenzialmente, potrebbe metter temporaneamente in crisi i Porcini Estivi, ovvero gli Æestivalis o Estatini e gli Æreus o Neri, ma il caldo che da oggi è tornato ad aumentare riproponendosi fino ai 30°C in Pianura Padana, fa pensare ad una possibile prosecuzione della vegetazione anche dei funghi estivi, presenti in parallelo con i funghi Autunnali, ovvero Edulis e Pinicola che beneficiano invece di temperature che, in montagna sono ancora più freschine rispetto al piano con temperature massime ottimali sin dalla bassa montagna. Il temuto vento Favonico freddo e poi caldo non c'è stato ed i pochi sbuffi Favonici presenti nel Nord Ovest italiano si sono registrati a cavallo tra Vco-Ticino Svizzero e Laghi Lombardi. Nulla di eccezionale va però detto.

... Ed ora? Ora ci attendiamo buttate altrettanto buone. Uniformemente, dal Canavese alle Orobie e Retiche, passando per Val d'Aosta, Biellese-Sesia e Vco, tra alte pianure-colline e monti, ci attendiamo le prime nascite di Porcini e molti altri commestibili. In queste zone è piovuto adeguatamente, spesso superando anche i 200 mm totali (entro Lunedì 14 sulla pagina Meteo del nostro sito, seguendo questo link) pubblicherò i dati delle ultime piogge cadute.

Riguardo al "Semaforo dei Funghi", avrete notato che, tra Baraggia e Massiccio Granitico Biellese c'è la maggior presenza di faccine sorridenti, verdi o gialle. In Baraggia le faccine verdi sono maggiori rispetto al Biellese. La ragione è che in Baraggia le Querce hanno la maggior potenzialità di buttata. Anche in collina questa potenzialità è altissima ma sappiamo che in collina l'albero più comune non è la Quercia ma il Castagno che, ad oggi risulta essere ancora improduttivo dopo la lunga malattia degli anni passati. Non ci resta amici che cercare i boschi di Quercia o al più misti con maggior presenza di Quercia rispetto agli altri alberi.

Ci sono poi alcune aree che hanno una data presunta di inizio buttata più imminente rispetto ad altre. La ragione è che in alcune zone è iniziato a piovere prima rispetto a zone limitrofe e non troppo distanti. Ad ogni modo abbiamo buone ragioni di ritenere che dai Finferli/Galletti alle Russole, Mazze di Tamburo e persino Amanite Cæsaree, fino ad arrivare a Leccini e Porcini vari, le buttate possano essere ormai imminenti con aggiunta anche dei primi Steccherini Dorati o Hydnum repandum di stagione.

Non ci resta dunque che attendere ancora qualche giorno e nel frattempo studiare quali gli itinerari migliori per le nostre prossime uscite.

Infine un cenno alla siccità che è terminata anche a Sud del Po ma, con POCHE piogge generalizzate. Alcuni rovesci intensi ma brevi qua e là, non dappertutto e sempre più sporadici dal Po verso il mar Ligure. Solo nelle zone Appenniniche di confine tra Piemonte e Savonese c'è stata qualche rovescio in più con rovesci più frequenti ed intensi al confine tra Liguria di Levante ed Emilia. Querce permettendo (dove sono sopravvissute all'agricoltura) buona buttate potrebbero verificarsi anche al piano dove, per lo meno sono attese buone buttate di Pioppini o Piopparelli. Good Luck! ☻ ☺
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 13.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

ARRIVANO LE GRANDI PIOGGE. NUBIFRAGI ED ACCUMULI IMPORTANTI, MA NON SUL BASSO PIEMONTE E LIGURIA DOVE RESISTE LA SICCITA'. A NORD ANCHE ALCUNI DANNI AI BOSCHI. IMMINENTI BUTTATE DI FUNGHI?

09.08.2017 Atlantico batte Anticiclone Africano 100 a zero. L'attendevamo con ansia e finalmente è arrivata la grande pioggia, quella che mancava da troppe settimane e che abbiam visto per l'ultima volta a fine Giugno dopo di che, il caldo Tropicale ha dominato incontrastato fino a due giorni fa.

Molti lettori mi hanno fatto notare però che la pioggia è arrivata tutta insieme, con quelle che ormai chiamiamo comunemente "bombe d'acqua" - anche se in meteorologia questo termine non omologato, risulta ancora inesistente, dal momento che esiste un termine antico, noto e d'uso comune che è "nubifragio" - talmente furiosa e caduta in un breve lasso di tempo che, normalmente non ha avuto tempo di esser assorbita dal terreno - oltretutto indurito dal secco pregresso, al punto di creare un duro strato superficiale impermeabile - creando erosione, dilavamento e grandi cumuli di foglie strappate via dai sentieri e dal sottobosco.

Per quanto normalmente, chiunque di noi sarebbe portato a credere che queste piogge violente creano solo danni, mi sento di poter dire che, date le condizioni attuali dei nostri boschi, anche queste piogge violente sono più che utili. Utili perchè, 'meglio un uovo oggi che il nulla di nulla domani'. Meglio un nubifragio oggi che il protrarsi della siccità domani - e molto oltre -

Siamo di fronte ad una fase climatica davvero singolare che sta degenerando nel clima palesemente Tropicale. La natura si è sempre adattata ai vari cambiamenti climatici ma lo fa con modi e tempi a noi ancora sconosciuti. Tra i vari adattamenti, da tempo segnalo a tutti gli iscritti del nostro gruppo whatsapp, che il più eclatante è quello della formazione di lettiere di fogliame secco che continua a crescere a dismisura sotto le ancora fitte chiome degli alberi.

In passato annate roventi sono già capitate. Il 1983 ed il 1999 hanno avuto estati altrettanto roventi. Il 1920 è stato addirittura caldo per l'intera durata dell'anno. In passato però c'era più povertà. Sulle Alpi e pedemontane, il sostentamento delle famiglie dipendeva anche e soprattutto dal bosco. Si tagliava la legna da ardere, ed il bosco ceduo (bosco tagliato sistematicamente periodicamente permettendo però a polloni di generare nuovi alberi) era all'ordine del giorno. Si raccoglievano le foglie secche per far lettiere per le stalle, per riempire materassi, per creare il letame ma anche per ingrassare la terra degli orti.

Oggi che la professione di "margaro" è sempre più dismessa (il margaro è nel dialetto Piemontese chi lavora nelle stalle-allevatore), sono dismesse anche le operazioni connesse, quale il prelievo dal bosco del fogliame secco. Succede così che la lettiera di foglie secche sotto gli alberi cresce a dismisura. Cresce perchè nessuno preleva più le foglie ma anche e soprattutto per motivi legati ai cambiamenti climatici.

Cresce perchè d'inverno nevica sempre meno, perciò la neve non riesce più a comprimere e disgregare la lettiera. Cresce perchè piove sempre meno, perciò le foglie vanno in decomposizione sempre meno e talvolta non ci vanno affatto. Cresce perchè in assenza di umidità dell'aria la decomposizione avviene soltanto a contatto con la terra ma, tanto più la lettiera è alta e secca e tanto più difficilmente le piogge riescono a raggiungere la terra sottostante o comunque la parte più bassa della lettiera.

Una lettiera troppo alta IMPEDISCE di fatto ai funghi di veder la luce del giorno. Una lettiera troppo alta impedisce l'acidificazione del terreno che, in taluni casi può avere un ph non corretto per il proliferare dei Miceli e dei funghi. Una lettiera troppo alta favorisce una mineralizzazione eccessiva e scorretta del terreno. Una lettiera troppo alta infine, impedisce la disponibilità di azoto ed altri minerali necessari ai funghi quale nutrimento.

Tornando alla questione iniziale, ovvero, se i nubifragi siano o meno utili al sottobosco, rispondo che, vista la degenerazione che stanno subendo i nostri boschi, sempre più abbandonati, anche un violento nubifragio che strappa dal suolo grosse porzioni di lettiera lasciano il suolo scoperto, sono utilissime per i funghi. Magari non subito, così come gli incendi che sulle prime creano morte e stasi, col passare degli anni danno vita a ottime buttate di funghi perchè la vita cerca di ricominciare da zero ed i Miceli non sono da meno.

Ieri sono caduti sull'alto Piemonte, da Torino al Verbano e poi più in là anche nel Canton Ticino e Lombardia Settentrionale, oltre che in Val d'Aosta piogge "sante". Piogge che in alcune vallate sono state persino superiori ai 100 millimetri con punta massima giornaliera di 142 mm e 171 mm in 4 giorni. Pioggia benedetta, anche se caduta in fretta e furia perchè, meglio una pioggia monsonica che l'assurdo secco africano!

Ovviamente in caso di piogge simil-monsoniche ci si dovrà adeguare e si dovranno adottare strategie di ricerca, per altro frutto solo di buon senso e senso pratico. Nei prossimi articoli di aggiornamento vi citerò quelli che sono i più importanti accorgimenti utili a far si che i funghi si possano trovare anche dopo un nubifragio.

Chi vorrà beneficiare delle ultime piogge cadute è bene che sappia dove e quanto è piovuto maggiormente nel corso degli ultimi giorni. I dati della pioggia caduta ieri sono pubblicati nella nostra home-page Meteo seguendo questo link, a fine evento, quindi entro il weekend, pubblicherò sul nostro blog trivero-italy.it un articolo riepilogativo di tutte le piogge cadute in settimana tra Piemonte, Lombardia e Val d'Aosta.

Infine un cenno al semaforo dei funghi. Oggi ho inserito qualche faccina verde sorridente, "sulla fiducia" certo che a breve, dopo le abbondanti piogge, dal Torinese alle Orobie ed Alpi Retiche passando per la Val d'Aosta ed alto Piemonte-Svizzera Meridionale arriveranno le attesissime prime vere buttate di funghi, inclusi i tanto smaniati Porcini. L'uso delle faccine verdi non significa che si debba correre nei boschi prima degli altri per "fregarli tutti" ma significa che sin dai prossimi giorni, i funghi a crescita ed accrescimento più rapido, inizieranno a deliziare la nostra vista e cesti. Galletti/Cantarelli, Russole e Mazze di Tamburo, saranno i primi a nascere. Per i Porcini ricordo occerrà attendere però qualche giorno in più.

QUANTI GIORNI OCCORRE ATTENDERE DOPO LA PIOGGIA PER TROVARE I FUNGHI?

Questa rimane la domanda più frequente che mi pongono i lettori. La risposta rimane sempre la stessa. 2/4 giorni per Galletti/Russole/Mazze di Tamburo/Trombette dei Morti/Lattari ed altri lamellari. I Boleti amari (Felleus) spuntano già dopo 1/2 giorni ma quelli sono funghi che, per quanto non velenosi, sono talmente amari che non è certo il caso di raccoglierli. I Leccini spuntano già 3/6 giorni dopo la pioggia. I Porcini invece spuntano a partire da 7/8 a 10/12 giorni dopo la pioggia. Normalmente, in caso di clima favorevole, i Porcini entro 20 giorni dopo la pioggia hanno già completato il loro ciclo vitale diventando già "barboni", "cappelloni" utili solo a riempire il bosco di spore, quindi necessari alla semina perciò, sarebbe bene evitare di raccoglierli, anche perchè arriverebbero a destinazione completamente spappolati.

Non ci resta che incrociare le dita sperando che dopo la pioggia non arrivi troppo vento ed iniziare a lucidare i nostri cesti! Good Luck!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 09.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


TORNA L'ATLANTICO. SPERANZE DALLE PROSSIME PERTURBAZIONI OCEANICHE MA CON LA TRAMONTANA ALL'ORIZZONTE, FORSE A GUASTAR LA FESTA

08.08.2017 Finalmente siamo fuori dall'ingombrante Anticiclone Africano che, dal Sahara si è spostato verso Nord spinto dagli Alisei che, in area Sub-Equatoriale hanno portato abbondanti piogge e Depressioni fino in pieno deserto con l'Anticiclone costretto a migrare a Nord, schiacciato tra le Depresioni Tropicali e quelle Islandesi-Britanniche.

Finalmente tornano le Perturbazioni ma, purtroppo devo già frenare gli entusiasmi perchè, l'aria calda Tropicale depositata nei bassi strati Atmosferici, con caldo ancora latente tra Monferrato-langhe-bassa Padana Lombarda e pianura Alessandrina, opera ancora un efficace respingimento dell'aria umida Oceanica mandando in evaporazione le micro goccioline d'acqua al seguito delle deboli Perturbazioni in arrivo da Ovest.

Stamattina è già piovuto discretamente in poche ristrette aree del Piemonte e Val d'Aosta. Tra 6 e 10 mm sono caduti attorno al Monte Bianco fino a Courmayeur e Morgex, molto meno e non oltre 1 mm nel resto della regione. Attorno ai 2 mm tra Torinese-Biellese-Vercellese-Novarese e Vco con punte fino ai 15 mm di Caluso e 10 di Candia Canavese ma, dove l'acqua occorreva per dar un po' di respiro ai boschi, ovvero tra colli e monti è piovuto molto meno. Attorno ai 5/8 mm a Macugnaga, per il resto sotto i 5 mm. Al piano, nel Torinese, 6 mm in città a Torino, 1/3 mm tra Santhiatese e Novara. Nel Vco meno di 1 mm quasi ovunque con circa 5 mm al confine con la Svizzera.

Insomma non ci siamo ancora ma, le previsioni indicano che almeno altre 2/3 Perturbazioni o Linee Temporalesche transiteranno tra oggi e Venerdì mattina poi... LA TRAMONTANA!

Il terrore dei nostri boschi che, prima hanno subìto il secco estremo della Bolla Calda Africana, nel fine settimana subiranno anche il secco favonico della Tramontana, fredda ma pur sempre secchissima.

Sappiamo che dopo le piogge perchè si verifichino ottime buttate di funghi, occorre che passino almeno dai 6 ai 12 giorni (minimo) e che le condizioni climatiche si mantengano di tipo Atlantico, ovvero con temperature mai oltre i 24°C, 25 e 26 sono già al limite della sopportazione, ma soprattutto che si mantengano buoni tassi di umidità dell'aria. Ora, in presenza di Bolle Calde ma in assenza di vento, per qualche giorno, il microclima umido ad effetto serra creato dalle coperture delle foglie può resistere finchè il secco non diventa troppo evidente. Al contrario con vento forte di Maestrale o Tramontana che sia, questo si incunea anche al di sotto delle coperture fogliari scombinando il micro-clima del bosco.

Purtroppo quest'anno non ci siamo. Le condizioni avverse sono sempre molte più rispetto a quelle favorevoli. Non ci resta che sperare che le prossime Perturbazioni prima dell'arrivo della Tramontana siano così generose da riversare grandi quantitativi di pioggia che possano favorire una scorta pluviometrica sufficiente a far affrontare il vento Favonico. Purtroppo le previsioni meteo però non sono incoraggianti. (qua, in home page METEO aggiornamenti continui sulle previsioni fino a 4 giorni ed ovviamente dati delle maggiori piogge cadute nel Nord Ovest italiano il giorno precedente con tanto di immagini Radar e Satellite per seguire live le piogge e temporali in atto).

Oggi ho aggiornato il semaforo dei funghi lasciando comunque alcune faccine verdi sorridenti qua e là dove, in poche vallate alpine si verificano condizioni micro-cliamatiche favorevoli a piccole buttate di funghi. Piccole buttate non significa necessariamente solo e soltanto Porcini ma funghi misti commestibili che non siano esclusivamente Boleti Edulis o Pinicola-Aestivalis. Qua e là si registrano infatti ottime buttate di buonissime Russule, di Finferli/Galletti/Cantarelli ma anche di altre specie minori tra cui i Ferrè-Fre-Ferè ovvero Boleti Erytropus (qua in questa pagina per approfondimenti), ottimi commestibili ma solo BEN COTTI mai crudi o semicrudi perchè contengono tossine termolabili che resistono a temperature non sufficientemente alte e soprattutto MAI abbinati al vino e qualunque alcoolico perchè darebbero sgradevoli effetti collaterali.

Nei prossimi giorni aggiornerò questa pagina dando precise informazioni sull'eventualità dell'arrivo del secco Favonio-Tramontana.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 08.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

SPAZZATURA WEB DIFFUSA DAI SOCIAL

04.08.2017 Imperversa LUCIFERO, la vampata calda africana che tutto secca e tutto brucia, ivi inclusi humus, miceli ed habitat fungini, eppure sui Social è pieno zeppo di burloni che si "vantano" di aver trovato ceste o cassetti di funghi.

A dire il verso, il più delle volte, non sono però loro personalmente ad averli trovati ma, l'amico fidatissimo dell'amico, dell'amico del fratello, del cognato, del cugino o dell'amico di uno di loro. Foto che, quando va bene sono prese dagli archivi degli anni passati. Clamoroso il caso della ragazza che, in piena onda calda africana si fa fotografare, tenendo in mano un fungo di diversi etti di peso, bello umido, con gocce di rugiada sopra, indossando una improbabile felpa autunnale che, con i 28/29°C raggiunti a 1500 metri, nei giorni passati, avrebbe fatto collassare di caldo anche un dromedario!

Ci sono poi i cesti allineati di funghi rigorosamente Edulis "di buttata" tutti freschi e "bocciolotti" "cavati" chissà dove nei paesi dell'Est ma spacciati per funghi della Val Vigezzo o Cannobina.

Depistaggi. Burle o vere e proprie prese per i fondelli nei confronti di quel popolo agguerrito di cercatori in erba, ancora inesperti perciò, forse anche un po' creduloni e facilmente raggirabili.

Il nostro gruppone di appassionati fungiatt gira in largo ed in lungo Piemonte, Val d'Aosta e Liguria. I più fortunati, ma fortunati davvero, con un fondoschiena degno della donna cannone, tornano a casa con 2/3 forse 4/5/6 o quando va veramente di fortuna sfacciata, con 10/12 funghi Porcini, spesso persino rinsecchiti, eppure c'è chi giura e spergiura che l'amico fidato, dell'amico altrettanto fidato, del fungiatt espertissimo, ha saputo che in Val Vigezzo o al confine con la Svizzera "cavano" funghi a chili e che addirittura i giornali locali, si sono scomodati a fare articoli pubblicando notizie di donne che hanno trovato 10 kg di funghi "di buttata".

Ora, puntualizziamo che, se un giornale locale avesse dato una simile notizia, è bene sottolineare che MAI e poi MAI avrebbe potuto e dovuto decantarne le gesta eroiche poichè ESISTE UNA PRECISA LEGGE REGIONALE (Funghi, costi e regolamenti) che impone che, in Piemonte, il quantitativo massimo di funghi Porcini raccoglibili in una giornata è di 3 chili - salvo presenza di funghi di grossa taglia e peso, in questo caso il limite è di 20 esemplari - perciò, in questo caso il giornale locale avrebbe scritto di una multa salata presa dalla signora, non di gesta eroiche e sorprendenti capacità della presunta super-cercatrice.

La "corsa all'oro" è stata scatenata da fotografie postate sul social del libro-bacheca dove, molte persone avrebbero postato foto di ceste e cassette di funghi provenienti da quelle zone per imbeccare orde di imbecilli creduloni (almeno questo nelle presunte intenzioni).

La notizia che oggi vogliamo darvi è che, al di sopra dei 24°C NON c'è nascita di funghi Porcini o comunque le nascite si diradano progressivamente fino a cessare completamente. Qualche superstite che ha trovato una piccolissima oasi felice ci può anche essere ma da qua a favoleggiare di ritrovamenti record ne passa!

Puntualizziamo infine un'ultima cosa: in Trentino, Alto Adige ed alcune vallate Svizzere, oltre che in Austria, là dove le bolle calde africane sono giunte stemperate dalle correnti Atlantiche, anche nel mese di Luglio, si stanno effettivamente realizzando ottime buttate di funghi Porcini. Chi è fortunato "cava" cesti ricolmi, sempre che queste raccolte rispettino le locali leggi sulla raccolta di funghi Porcini.

In Piemonte, purtroppo, NON esistono oasi felici in cui a luglio è piovuto a sufficienza da garantire raccolte degne di nota, salvo davvero sporadici e rari casi. Ho pubblicato ieri l'elenco completo degli accumuli di pioggia caduti in Piemonte, suddivisi per regione e per provincia con file dpf consultabile e scaricabile (clicca qua per consultarlo) (con i dati anche della pioggia caduta in Val d'Aosa, Lombardia e Liguria) e ciò che ne emerge è che a Luglio nel Nord Ovest italiano ha fatto molto caldo e soprattutto c'è stato un clima davvero secco. Le anomalie pluviometriche si assestano sui 100 o 150 mm mensili e solo nelle isole felici si attesta attorno ai 50 mm. La località più piovosa del Piemonte non ha superato i 180 mm mensili eppure da quella località non arriva NESSUN report di ritrovamenti degni di nota. Figuriamoci se in una valle quale la Vigezzina, dove le piogge mensili non hanno superato i 50/60 mm si stanno "cavando" ceste e cassette di Porcini.

Amici, occhi ai burloni. Il mondo è pieno di pavoni che vorrebbero crearsi un seguito di seguaci senza troppa fatica. Ora, siete avvisati! Cercate di non farvi infinocchiare!

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 04.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


I FUNGHI DOPO LE PIOGGE? DOV'E' PIOVUTO IERI E OGGI? ARRIVA LUCIFERO, COSA COMPORTERA' PER I NOSTRI BOSCHI E FUNGHI?

30.07.2017 Finalmente ieri pomeriggio-sera sono tornate le piogge in molte zone del Nord Ovest italiano. Non ovunque però. Oggi pomeriggio si è replicato. Altri rovesci e temporali che hanno attraversato dapprima la Val d'Aosta, poi il Piemonte ed infine la Lombardia. In Val d'Aosta forti colpi di vento, rovesci molto intensi con anche grandine ma il tutto è transitato in maniera davvero rapidissima. Sul Piemonte i temporali sono accresciuti. Attorno a Santhià e Canavese è anche grandinato poi una fitta grandinata in media Valsesia tra Boccioleto-Varallo e Cellio, infine le grandinate e forti rovesci a macchia di leopardo anche al piano nel Vercellese-Novarese e Vco e poi rovesci in Lombardia, tutt'ora in corso.

Eppure, per quanto le deboli Perturbazioni in transito, ci provino, si tratta pur sempre di episodi veloci che bagnano appena. 5/10 con punte di 20/30 mm sulle Alpi interne mentre al piano si resta sempre entro gli 1,2,3 mm. Nell'alto Alessandrino ci sono zone in cui non piove da ben 3 mesi! Il Bric Berton di Ponzone, ai piedi dell'Appennino Savonese versante Piemontese, non vede un goccio d'acqua ormai da ben 3 mesi. Ieri però è finalmente ri-piovuto ad Asti ed Alessandria. (dati della pioggia caduta, consultabili nella nostra pagina dedicata al METEO e PREVISIONI DEL TEMPO).

La domanda che molti lettori mi pongono è, se le piogge cadute in questi giorni sono sufficienti a dar vita a nuove buttate di funghi, naturalmente intesi come Porcini. La risposta non può esser che un NI.

Qua e là, dove tra ieri ed oggi è piovuto discretamente bene, ci sarebbero anche le condizioni necessarie perchè possano nascere funghi. Il Problema è, che molto spesso le piogge maggiori si sono avute in zone non propriamente ottimali per la ricerca di funghi, quindi in alta montagna, dove non sono presenti boschi o, sulle Pedemontane, anche qua con boschi misti o coltivazioni.

Vorrei ricordare che, perchè si creino le condizioni ideali per la nascita di funghi, occorre che le piogge raggiungano almeno i 10 millimetri ad evento. 2/3/4/5 mm, a volte non sono neppure sufficienti perchè l'acqua depositata sulle foglie riesca a raggiungere il sottobosco. Ecco, una pioggia di 2/5 mm può esser utile se l'evento si ripete più volte in una settimana, magari per 4/5 giorni su 7... E poi?

E poi occorre incrociare le dita perchè, dopo le piogge occorrono almeno altri 7/8 o anche 10/12 giorni perchè l'umidità favorisca la germinazione di nuove spore, perchè si formino o si risveglino Miceli Primari e Secondari. Insomma non basta che piova e basta. Certamente dopo la pioggia occorre che l'umidità resti latente e ben intrappolata sotto gli ombrelli fogliari delle piante.

Purtroppo, sempre più spesso, quest'anno assistiamo a veri e propri shock termici causati dall'eccessivo calore dei raggi solari e dell'aria a lontana origine Equatorial-Tropicale così come le bolle calde africane sono sempre caratterizzate da aria tenacemente secca, quindi torrida.

In molte zone, l'aria troppo secca, e le irrigazioni forzate, affinchè gli orti o le coltivazioni non entrino in sofferenza, hanno provocato, ad esempio, la mancata produzione di fiori nei fagioli, il mal bianco agli zucchini che sono diventati vetusti ed improduttivi dopo meno di un mese di produzione o persino la deformazione di alcune specie di zucchini, in particolar modo delle trombette di Albenga, che si sono fuse con il fusto della pianta. Tutte anomalie conseguenti questo insolito clima di stampo Tropicale.

Anche in questa occasione, subito dopo le piogge di oggi, una nuova bolla calda africana, la 5° da inizio stagione, già soprannominata LUCIFERO è già pronta a risalire dal Nord Africa fin sulle Alpi. Tra Mercoledì e Giovedì lo zero termico raggiungerà addirittura i 5200 mt con Geopotenziale da 594 gpdam, ovvero con aria Tropicale sopra le nostre teste. Si sfioreranno o persino si toccheranno i 40°C in Pianura Padana Piemontese-Lombarda e la siccità già ben presente, galopperà verso livelli inimmaginabili fino alcuni decenni fa.

Forse, in questo periodo, ci si preoccupa di sapere se e quando potranno nascere Porcini ad Agosto nel Nord Ovest italiano ma, la domanda più lecita da farsi sarebbe se e quando ci sarà acqua a sufficienza per poter irrigare o per poterci fare la doccia. A luglio, in molte zone notoriamente piovose del Canavese-Biellese-Sesia-Vco, non sono caduti più di 20/30 mm di pioggia. Troppo poca perchè i boschi possano esser produttivi così com'è troppo poca persino per l'agricoltura e per i consumi umani.

Senza diventare paladino degli ambientalisti, occorre che si prenda coscienza del fatto che l'acqua potabile diminuirà a vista d'occhio fin tanto che non cesseranno del tutto queste insolite bolle calde africane e, se e quando ciò accadrà non è proprio dato di saperlo. Occorrerà quindi diventare più virtuosi. In casa l'acqua del rubinetto andrebbe raccolta in bacinelle. Mentre si lava frutta e verdura, o altre cose che non richiedono l'uso di detersivi occorrerebbe raccogliere l'acqua e poi utilizzarla per bagnare fiori e piante, orto e giardino o per sciacquare l'auto se non del tutto per riempire lo sciacquone. Mentre ci si lava i denti, sarebbe bene tenere il rubinetto dell'acqua chiuso così come tra l'insaponatura di un piatto e l'altro non occorre tener l'acqua aperta. Sono tantissimi i trucchetti di una buona economia domestica improntati ad un minor consumo d'acqua, ricordandoci che, oggi l'acqua c'è... domani, chissà?

Chiudo oggi questo editoriale con un cenno ad una piccola polemica in atto, via emai, tra il sottoscritto ed alcuni utenti "forumisti" quindi fans dei forum nonchè legati alla tradizione. Ci si accusa di "offrire" senza mediazioni e senza filtri informazioni pregiate che nei forum vengono centellinate perchè mi si dice che: «l'informazione non dovrebbe esser a disposizione di tutti ma solo di chi la sa utilizzare». Si fa ovviamente riferimento al nostro semaforo dei funghi, attraverso il quale si informano i lettori dove e quando ci sono buttate di funghi e l'accusa è quella di favorire "improvvisate orde di barbari" che si riversano nei boschi pregiati alla ricerva di funghi, sottraendo pregiati bottini a chi nei boschi quasi ci vive e li frequenta da sempre.

Ora la domanda che mi sorge spontane è: ma dove sta scritto che solo chi i boschi li frequenta da sempre può arrogarsi il diritto di ritenersi proprietario, esclusivista o monopolista del bosco stesso? Non è forse un diritto inalienabile di chiunque acquista un permesso regionale in Piemonte o locale in Liguria-Lombardia, recarsi nei boschi a cercar funghi, pur essendo un pivello inesperto di micologia?

Tolto che anche altri importanti siti web offrono qualcosa di molto simile al nostro "semaforo" dei funghi chiamandolo magari "termometro" o con altri nomi simili, perchè ci si chiede di censurare questo tipo di informazione? In nome di chi o di cosa?

Ci viene detto che nei forum specializzati in micologia si parla solo di argomenti scientifici, si organizzano incontri e cene, si possono postare fotografie, ma è vietato dare indicazioni su dove si sono raccolti tali funghi, salvo magari farlo (come ho potuto constatare di persona) privatamente tra tutti gli utenti con messaggi privati.

Ora, come ho già avuto modo di dire lo scorso anno, la mia opinione personale circa i forum, di qualsivoglia genere, è che sono obsoleti, preistorici, anacronistici. Una ristrettissima cerchia di esperti, celati dietro a nickname, e che quindi non ci mettono la faccia, mette il proprio sapere a disposizione di pochi eletti che, se non sono iscritti e loggati non possono accedere alle informazioni. Chi posta una domanda deve attendere giorni, settimane o persino anni prima che qualcuno si degni di dare una risposta e non sempre questa viene data, quando la domanda posta è magari considerata "scomoda" e, talvota chi ha posto una domanda ovvia, banale su di un argomento a lui sconosciuto perchè ci si approccia per la prima volta a tale argomento, viene bollato come "ignorante" e magari gli si dice di leggersi qualche articolo in proposito prima di porre domande tanto banali e, guai a postare una domanda nella sezione sbagliata, perchè verrà fustigato pubblicamente dicendogli che nel sito ci sono 1 milione e 232 mila sezioni e che avrebbe dovuto leggersele tutte e capire qual'è quella giusta in cui postare la domanda... Semplicemente ridicolo!

Viviamo nell'era della tecnologia, oggi chi trova un Porcino posta le foto su Facebook, Instagram, Google+, Twitter eccetera, magari anche con metadati e gps che ti dicono ora, altitudine e longitudine e latitudine del ritrovamento, e tempo 10 secondi tutta una tribù di parenti, amici e conoscenti saprà che nel posto xy all'ora xy del giorno xy, tiziocaiosempronio ha trovato un bellissimo Porcino perciò, se tiziocaiosempronio lo ha trovato perchè non dovrei correre nel bosco pure io? Per non parlare di Whatsapp che, fungo trovato, fungo fotografato e popolo di interessati avvisati e poi, ci troviamo ancora ad avere a che fare con forumisti che, legati ad un mezzo antiquato e superato vengono a farci la morale perchè diamo troppe indicazioni su dove cercar funghi.

Ci si nasconde dietro all'espressione "orde di barbari" ma l'impressione è che, l'espressione più corretta da utilizzare sarebbe stata "professinisti del fungo delusi". Quei baroni che si sono arricchiti vendendo i funghi e che ora si vedono sottrarre il bottino da giovani intraprendenti cercatori che nel bosco ci vanno ben attrezzati con tanto di cellulari che ti dicono il nome di tutti i monti, rilievi, paesi, corsi d'acqua che il cellulare inquadra. Cellulari che con le proprie APP ti dicono dove si trovano i boschi, estensione, curve di livello e altezze con tanto di mappe in scala 1:25.000. APP che ti dicono persino dov'è piovuto nell'ultima settimana o mese e quanto ed interpolando i dati gps ti dicono dove andare a cercar funghi, consentendoti di girovagare per posti nuovi anche senza esserci mai stato senza pericolo alcuno di perderti.

Eppure c'è ancora chi, nascosto dietro ad un nick si sente così nostalgico da mettersi a lottare contro i mulini a vento e non potendolo fare contro le APP lo fa intasandoci di email di protesta perchè il nostro "semaforo" ci si dice esser "troppo preciso" e troppo ivitante per tali "barbari".

Ringraziamo ovviamente chi ci attribuisce così tanta importanza e soprattutto così tanto peso nel mondo micologico del Nord Italia ma, noi sappiamo benissimo che, chi legge trivero-italy.com o il blog trivero-italy.it non ci ha mai dato l'esclusiva. Consulta il nostro sito ma tra i suoi preferiti ne ha anche molti altri e, prima di intraprendere un viaggio di diverse decine o centinaia di chilometri lo fa, ben informato, non solo da trivero-italy ma anche dal rimanente gran numero di siti web specializzati in questi argomenti. La pluralità c'è ancora e noi la soteniamo perchè solo avendo abili concorrenti, abbiamo lo stimolo a migliorarci e dare sempre di più.

Infine, comprendiamo lo sgomento di chi, a tutt'oggi si ritrova a dover vantare un misero bottino di non più di un paio di chili di Porcini raccolti dalla primavera ad oggi, non tutti in una volta ma a piccolissimi e stitici raccolti. Ci piacerebbe poter dire che la colpa di ritrovamenti così scarsi è dovuta al super affollamento dei boschi, pieni di invasati che hanno letto i nostri articoli e si sono riversati nei boschi come "orde di barbari". Purtroppo la realtà è ben altra! Siamo di fronte alla peggior crisi climatica dell'era moderna. Il 2003 è stato l'anno più caldo di sempre ma il 2017 si sta rivelando il più siccitoso dell'era moderna. Questo sì, non trivero-italy è il vero responsabile di ritrovamenti di Porcini risicati o talvota persino inesistenti!

Se al Bric Berton o Cimaferle di Ponzone di Alessandria non si è trovato un solo fungo Porcino dalla primavera ad oggi, la colpa non è del sottoscritto e quindi di trivero-italy, ma, forse, di chi si rifiuta di guardar in faccia alla realtà e si ostina a dire: "American first!" rifiutandosi di partecipare alle conferenze internazionali sul clima per non danneggiare l'industria nazionale.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 30.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

FUNGHI Sì, MA NON PER TUTTI. I PORCINI CI SONO (POCHI E NON OVUNQUE) MA GUAI A FARSI PRENDERE DALLA SMANIA! NON E' ANCORA TEMPO DI SUPER BUTTATE E LUNGHE TRASFERTE

24.07.2017 Non facciamoci prendere dalla smania da Porcino!

ANDAR PER FUNGHI NON SIGNIFICA BRAMARE DI TROVARE PORCINI, DEGNI DI UN MUSEO, CON GAMBO TOZZO E CAPPELLO PERFETTO, DA POTER FOTOGRAFARE IN TUTTE LE POSIZIONI PER POI FARSENE VANTO SUI SOCIAL E MAGARI PER METTERSI A COMPETERE CON CHI, CI PROVOCA INVIDIA PERCHE' CONTINUA A POSTAR FUNGHI PERFETTI ED IN BUONE O OTTIME QUANTITA'.

Andar per funghi E' UN'ESPERIENZA. Andar per funghi significa VIVERE IL BOSCO. Respirare l'aria pura, rigenerarsi, scaricarsi di ogni tensione, liberare la mente da pensieri e da tensioni.

Andar per funghi significa SCOPERTA. Scoperta di un mondo in continuo fermento che ci può regalare emozioni che vanno ben oltre al solo Porcino.

Andar per funghi significa prender atto che nel bosco non esistono solo i Porcini. Che sono moltissimi i funghi commestibili che noi non conosciamo e che non raccogliamo e che spesso, erroneamente, distruggiamo.

Ogni volta che distruggiamo un singolo fungo, mettiamo a repentaglio un ecosistema in cui anche il fungo più tossico ha la sua precisa funzione che, forse ci sarà del tutto sconosciuta ma, non per questo dobbiamo ostacolarla.

Andar per funghi NON deve diventare una malattia.

In questo periodo dalle controverse condizioni climatiche, che NON sono certo le più favorevoli per i funghi, nonostante la siccità estrema, là dove a fine Giugno e durante le prime due settimane di Luglio si sono avute piogge-temporali o anche semplici docce, qualcosa si muove.

Coraggiosamente e con gran stupore di molti cercatori, molti funghi stanno nascendo. I miceli dei funghi che si sanno adattare meglio al clima secco, quelli che le sostanze nutritive le assorbono dalle radici degli alberi che hanno micorrizzato, riescono a sfidare anche il secco estremo delle 4 bolle calde africane che hanno già caratterizzato questo primo scorcio d'estate.

Sull'onda dell'estremo adattamento, con l'arrivo delle prime piogge estive, subito dopo le avvezioni calde africane, nei boschi a Nord del Po (dov'è piovuto almeno un paio di volte) sono addirittura riapparsi funghi che non si trovavano da anni o persino da lustri. Le tenaci spore di questi funghi dopo lunghissimo letargo hanno generato nascite di funghi che ci danno riprova di come il bosco riesce ancora (per fortuna) ad adattarsi ad ogni condizione climatica più estrema. Alcune specie ne soffrono e si diradano, o si estinguono, altre invece diventano più frequenti e persino abbondanti.

In questi giorni, nei boschi, dopo una timida buttata di Boleti estivi di bassa collina, altre Boletacee stanno iniziando a fare la propria comparsa in media montagna e più sporadicamente in quella bassa ed alta. Non solo Leccini, non solo Boleti estivi (Aestivalis) ma anche i più apprezzati Pinicola (i rossicci) ed i più ricercati Edulis (gli autunnali).

Qualcuno, I PIU' BRAVI, quelli che i posti li conoscono a menadito perchè li frequentano da moltissimo tempo, quelli che conoscono tutte le micorrizze ed i miceli, i funghi li trovano, gli altri invece rosicano!

Ci sono in tal senso due categorie di cercatori di funghi: quelli che nei boschi ci vanno, spesso e volentieri, e non importa se non porteranno a casa alcun trofero da poter postare su Facebook o Instagram, e non importa se nel cestino avranno soltanto Russole, Amanite, Finferli/Cantarelli, Mazze di Tamburo o Leccini, e nessun Porcino. Quelli che un giro a vuoto lo fanno più che volentieri, perchè ogni perlustrazione fatta con calma, senza correre, senza pestare tutto ed ogni dove, senza danneggiare piante e miceli (senza sporcare), è un'esperienza ed una acquisizione di sapere. Quelli che apprendono guardandosi attorno riuscendo a leggere i segnali che il bosco ci offre. Quelli che il bosco lo vivono, pur in assenza di Porcini.

Ci sono poi quelli smaniosi di bottino. Quelli che vorrebbero andare a colpo sicuro. Quelli che rosicano migrando nervosamente e compulsivamente da un forum all'altro, da un gruppo all'altro, cercando di carpire segreti e coordinate, magari ricavate dagli exif-metadati delle immagini prelevate dalla rete, MA CHE non sanno interpretare i segnali del bosco, che vanno nei boschi e restano delusi perchè pieni di aspettative ma NON premiati dal bosco.

A questi ultimi vorrei dire che, sì è vero, di bei Porcini se ne trovano già, anche di bellissimi Edulis ma, non lasciatevi ingannare da Facebook o dal web. I Porcini di questi tempi ce li dobbiamo sudare, non solo per il gran caldo che caratterizza tutti i boschi, ma anche perchè mai come in questi tempi duri ed anomali, i Porcini li trova solo chi aguzza l'ingegno!

Ragionare e aguzzare l'ingegno, non lo si ottiene per grazia ricevuta, ma solo con testardaggine, passione e determinazione, leggendo riviste e/o libri ma anche articoli sul web e, non importa se barbosi, lunghi e/o impegnativi. Chi i funghi li trova, garantisco, li trova o perchè persevera da anni o decenni esplorando quanto più bosco possibile e memorizzando quante più informazioni acquisite oppure leggendo, leggendo, leggendo ed ancora leggendo ed informandosi ma, informarsi non vuol dire spiare i profili Facebook altrui o cercare di ottenere scorciatoie gratuite. E ricordatevi che spesso sui social c'è chi spaccia immagini vecchie o provenienti dai paesi dell'Est per immagini dei propri ritrovamenti solo per pavoneggiarsi.

PAVONEGGIARSI non ha nulla a che fare con la passione per i boschi ed i funghi! Nei boschi esistono decine e decine di specie commestibili. Molte delle quali si credeva persino che non esistessero neppure, perchè il nostro cervello aveva solo occhi per il porcino perduto, e benchè in bella vista, non li si vedeva neppure.

Un piccolo consiglio: provate amici ed amiche a memorizzare quanti più segni possibili ad ogni uscita. Provate ad associare ad ogni ritrovamento di un fungo, Porcino o altro che sia, cosa c'era vicino al fungo nel raggio di almeno un metro. Radici, piante, foglie, erbe, vegetali, pietre, massi o quant'altro. Provate poi a memorizzare tutti i funghi non commestibili, o presunti tali, che sono nati vicino al fungo trovato e cercate di farne una associazione. Provate infine a memorizzare, stato del suolo, dell'humus e di vicini rigagnoli o fonti d'acqua.

Questo è quanto fa, un buon cercatore di funghi che il bosco lo vie e non lo subisce. Che nel bosco ci si integra, anzichè depredarlo, sporcarlo e distruggerlo.

Il nostro semaforo dei funghi, non è nato per avere facili scorciatoie, ma per dare una utile indicazione a chi le indicazioni se l'è meritate.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 24.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


UN WEEKEND DI OTTIME SODDISFAZIONI PER CHI ANDRA' NEI BOSCHI MA, NON ILLUDIAMOCI, I CESTI NON SARANNO PIENI SOLTANTO DI PORCINI!

15.07.2017 E' finita proprio sul nascere la piccola buttata di Boletacee che è letteralmente esplosa nel giro di un paio di giorni e che nello stesso arco di un paio di giorni è terminata sul nascere. Sto parlando dei bassi colli Pedemontani dal Piemonte Centro-Settentrionale all'alta Lombardia con anche qualche piccola soddisfazione in Val d'Aosta e Svizzera Meridionale.

In pratica, dove a fine Giugno è piovuto adeguatamente (quindi a Nord del Po) in settimana attorno ai 400/550 mt si sono avute incredibili buttate di funghi misti sia lamellari che a tuboli. Autentiche esplosioni di Russule, Amanite (incluse se apprezzatissime Caesaree) ma soprattutto Leccini e disparate varietà di Boletacee, alcune delle quali non si trovavano più da decenni o addirittura da un intero lustro.

Anche questo è sinonimo di cambiamenti climatici. Noi stessi, in settimana abbiamo potuto constatare con i nostri occhi come, alcuni boschi di bassa collina abbiano mutato completamente aspetto rispetto a decenni fa. I boschi si sono trasformati in termofili sui versanti esposti a Sud ed Ovest, le Roverelle con Orinello dilagano mentre nei versanti esposti ad Est e Nord le Querce hanno preso il sopravvento rispetto ai Castagni che, sappiamo hanno subito un tracollo durante i passati anni di infestazione da Cinipide galligeno.

Con il proliferare delle Querce ma soprattutto con la Termofilizzazione dei boschi (ovvero quando il bosco diventa più caldo e secco) ecco che i Miceli del rarissimo (a Nord del Po) Boletus aereus, tipico della Macchia Mediterranea e quindi dei boschi a Sud dell'Appennino, da Langhe e Monferrato hanno iniziato a colonizzare i boschi del Torinese, poi anche del Canavese-Serra ed ora persino del Biellese-Vergante e basse Prealpi Lombarde.

Per intenderci il Boletus aereus è quel Porcino scuro, tendende al bruno-bronzeo che normalmente viene detto "bronzino", proprio per questa sua caratteristica. Si tratta di un Porcino molto più sodo rispetto al primaverile o estivo Boletus aestivalis che, normalmente ha una carne poco consistente, facilmente attaccabile dalle larve che lo colonizzano soprattutto nel gambo, e spesso dura dall'oggi al domani dopo di che si deperisce a vista d'occhio. Entrambi questi due Porcini hanno però un profumo ineguagliabile.

Il bosco d'estate però NON e' soltanto Porcini. Come ho già scritto nel precedente intervento, in questi giorni passati nei boschi abbiamo trovato specie affini di Boleti che non venivano rinvenuti nei boschi a Nord del Po da decenni. E' il caso dei Boletus regius, in tutto e per tutto simili nel sapore al classico Porcino edulis ma con gambo di colore giallognolo e cappello di colore rosato. E' il caso del Boletus apppendiculatus, rinvenuto in discrete quantità, dopo che sembrava completamente scomparso dai nostri boschi dagli anni '70. E' il caso dell'assai raro Boletus castaneus, rinvenuto proprio ieri nei boschi di Quercia. E' il caso dei Boletus Armeniacus, Boletus Queletii e persino del rarissimo Boletus Dupainii.

Insomma ce n'è per tutti i gusti, basta entrare nel bosco, con rispetto ed in punta di piedi, per non rovinare i Miceli già bistrattati dai cambiamenti climatici.

Segnalo ai nostri lettori che, dopo la brevissima ma intensa buttata di bassa collina, ora la piccola buttata si è spostata più in alto, NON troppo in alto però. Diciamo in media collina e bassa montagna. Tra i 600 ed i 900 mt vengono rinvenuti anche i primi Boletus Edulis, i classici Porcini come tutti noi del Nord Italia intendiamo il Porcino autunnale. Non illudiamoci però, le foto che circolano su Facebook o altri Social Network di cesti ricolmi di Edulis, di cassette degli stessi Edulis SONO SOLO E SOLTANTO FAKE, BUFALE, BALLE!

Qualche Edulis lo si trova qua e là ma per ora sono ancora sempre e soltanto gli Estatini (Boletus aestivalis, per intenderci quei Porcini dal gambo non sempre obeso, ma spesso persino grissiniforme con reticolatura molto evidente e cappello tendente più al vellutato che non al liscio) i protagonisti del fine settimana. Molti i Leccini presenti nel bosco misto di Quercia-Carpino-Betulla. Discrete le quantità di Finferli-Gallinacci-Cantarelli nel misto Castagno-Faggio o solo Faggio. Più abbondanti i Galletti nel bosco di Faggio di media montagna attorno ai 900/1400 mt ma solo nei versanti umidi e prossimi a corsi d'acqua. Molti i lamellari presenti in zona, si trovano persino abbondanti le Mazze di Tamburo. I primi Edulis sono già presenti, MOLTO sporadicamente nel bosco di Abete di Val d'Aosta, alto Piemonte e Lombardia-Svizzera Meridionale ma per ora ribadisco SPORADICAMENTE, il cui significato è che se ne trovano ma in piccole quantità e solo in casi molto fortuiti si può incappare in un Micelio già pronto che magari ci può regalare fino a 3/4 esemplari sotto un ristretto aerale di poche piante ma, lo ribadisco si tratta di una eccezione e NON di una regola.

Infine una citazione ai boschi alta quota. Sono ancora improduttivi. Lasciamoli riposare ed evitiamo di andare già a pestare Micelio che si sta apprestando a dar luce ai prossimi funghi di fine estate. A tutti voi auguro un bellissimo weekend di soddisfazioni micologiche che, dobbiamo imparare ad allargare non soltanto ai Porcini ma a tutta la vasta gamma di funghi presenti nei boschi, ricordandoci sempre che il bosco NON è in grado di auto-pulirsi perciò, ricordiamoci del rispetto della natura, di NON lasciare nei boschi i nostri rifiuti ma così come li abbiamo messi nello zaino pieni dei nostri snack, cibarie-bevande, di riportarceli a casa vuoti perchè nei boschi non ci sono le nostre colf impiegate per raccogliere il frutto della nostra maleducazione ed arroganza.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 15.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

ESPLOSIONE DI FUNGHI LECCINI NELL'ALTO PIEMONTE. TRA QUERCE, CARPINI E PERSINO BETULLA-FAGGIO MA NON CI SONO SOLO QUELLI...

12.07.2017 Ce n'è per tutti i gusti! In questi giorni nei boschi dove a fine Giugno e nella prima settimana di Luglio è piovuto adeguatamente (Piemonte Nord Ovest montano-collinare, alta Lombardia montana e vicino Trentino) stanno iniziando a nascere tappeti di Boleti di tutte le specie e tipologie. Dai rarissimi Dupainii agli altrettanto rari Queletii e Regius o Reali ma, nei boschi termofili non mancano neppure i ricercatissimi e profumatissimi Aereus ed i più comuni Aestivalis. Non mancano poi tappeti di Leccini, per lo più nelle varietà scure di Quercia/Farnia e Roverella e di Carpino.

porcino-reale

Il Porcino Reale o Boletus Regius in Piemonte Settentrionale non è particolarmente comune ma lo è invece nel resto del Piemonte ed in Lombardia ma anche in altre zone d'Italia dov'è comune il bosco di Quercia. Grazie ai cambiamenti climatici in atto, ma soprattutto grazie al continuo aumento delle temperature medie, i boschi un tempo a prevalente bosco misto, si stanno trasformando in boschi più caldi che, nei versanti esposti a Mezzogiorno, diventano persino veri e propri boschi termofili dove prevale la Quercia Farnia ma anche la Roverella con associato l'Orniello o Frassino da Manna.

Sempre nei boschi termofili (mai particolarmente fitti e mai particolarmente ombrosi), piogge permettendo (anche qua siccità permettendo), dopo i temporali estivi si possono trovare facilmente molti esemplari di Porcini Estatini o Aestivalis e se si è particolarmente fortunati nel riuscire ad individuare zone di bosco ben soleggiato ma sufficientemente umido, allora il ritrovamento di un Boletus Aereus o Bronzino è pressochè assicurato.

boletus-aereus

A margine del bosco termofilo, là dove il bosco riceve un pochino di ombra in più, quindi esposto non direttamente a Sud ma ad Ovest o Est, ma soprattutto dove il bosco diventa più scuro e non più termofilo, ecco che alle Querce/Farnie o Roverelle si aggiunge anche qualche Carpino, allora il ritrovamento, in questi giorni di tappeti di Leccini Leccinum Carpini.

Infine non dimentichiamoci di guardare attentamente tra edere, ciuffi d'erba e magari pure qualche sporadico rovo, purchè vi sia vicina qualche Quercia o Roverella perchè proprio in questi giorni potremmo imbatterci in un paio di bellissimi e saporitissimi esemplari di Amanita caesarea o Ovulo buono.

amanita-caesarea

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 12.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

PRIME OTTIME BUTTATE DI GALLETTI. MAZZE DI TAMBURO COME IN AUTUNNO, LECCINI ABBONDANTI E PRIMI BOLETI IN QUANTITA' MA PER ORA SOLO AEREUS ED AESTIVALIS. GLI EDULIS ATTENDONO!

09.07.2017 Iniziano le prime interessanti buttate di funghi estivi, dopo le abbondanti piogge di fine Giugno. Piogge che sappiamo però non essere arrivate ovunque in maniera uniforme. A Sud del Po è piovuto ma molto meno rispetto al Nord e molto meno rispetto alle attese. Ho descritto in questo articolo la situazione piogge cadute e l'analisi climatica di Giugno che è risultato essere il 2° mese di Giugno più caldo dal 1800 dopo il caldissimo ed inavvicinabile 2003.

Iniziano ad abbondare nei boschi di Faggio i primi Galletti/Finferli/Cantarelli/Gallinacci che dir si voglia. Dove le piogge di fine Giugno sono state più abbondanti e quindi dove l'acqua con le spore si è fermata grazie a radici, rami secchi, pietre, ebbene, là le buttate migliori con nascite in grandi famiglie "a macchia".

Scarseggiano ancora gli Edulis, i Porcini autunnali che tutti abbiamo fretta di tornare a raccogliere ma che, si sa non amano il gran caldo perciò, benchè già trovati qua e là in montagna, per ora sono ancora una chimera o forse una illusione di appassionati in crisi di astinenza da Porcino autunnale.

Al contrario, nei boschi termofili di bassa collina ecco che dopo le piogge, non si sa come, visto che le colline risultano brulle dal caldo secco, quindi torrido di inizio Luglio, iniziano a nascere in discrete quantità gli ultimi Porcini Primaverili ed i primi Estivi. Boletus Aestivalis o Estatini (classici primaverili dal gambo reticolato) e Boletus Aestivalis, tipici della macchia mediterranea ma anche di alcuni boschi termofili a base di quercia.

Alcuni Aereus si sono trovati anche in boschi dove fino alcuni anni fa era impensabile trovarli, perchè lontanissimi dal Mediterraneo ma, i cambiamenti climatidi attuali hanno reso possibili anche queste nascite.

Anche i Leccini, conosciuti in Piemonte col nome di Crave, Cravette o Donne, risultano particolarmente abbondanti nei boschi a base di Quercia o Carpino o entrambi.

Non ci resta che affinare l'intuito, tenerci alla larga dagli ancora improduttivi boschi di Castagno e di Abete ma concentrarci tra i Faggi e le Querce/Roverelle. Oggi sono attesi altri rovesci/temporali. Tanta pioggia a tutti!

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 10.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

DOPO LE GRANDI PIOGGE C'E' SMANIA DA BUTTATA DI FUNGHI PORCINI MA, LA BUTTATA CI SARA' DAVVERO?

03.07.2017 Oggi, prima di creare inutili illusioni, vorrei raffreddare l'entusiasmo dei Nordovestini che, dopo le abbondanti piogge della scorsa settimana, già scalpitano e non tengono più dalla fretta di riversarsi nei boschi con la speranza di portare a casa i primi profumatissimi Porcini.

Intendiamoci, non è pessimismo ma è semplicemente il predere atto che, nonostante le piogge, non è ancora il caso di farsi prendere dalla smania da fungo.

Quando nei giorni scorsi sono tornate le Perturbazioni Atlantiche le abbiamo benedette. Abbiamo esultato quando abbiamo visto che è piovuto per più di un giorno, in taluni casi anche 7 giorni su 7 e spesso gli accumuli di pioggia dell'intera settimana sono andati a colmare il deficit pluviometrico dell'intero mese.

Senza dare tempo al tempo, appena uscito un raggio di sole ci siamo precipitati nel bosco speranzosi di poter trovare i primi bombolotti pronti a deliziarci vista e palato, credendo che potesse bastare una serie di 3/4/5/6 o anche 7 giorni di pioggia per poter vederne già i primi frutti.

Purtroppo non funziona così. Molti di noi si stanno dimenticando che la pioggia di fine Giugno è giunta dopo una SEVERA ondata di caldo Africano TORRIDO (ovvero con tassi relativi di umidità dell'aria bassissimi rispetto alle solite AFE ESTIVE PADANE).

Il caldo pregresso, le HOT BLOB già dette Bolle Calde Africane sono ALTAMENTE NOCIVE per i Miceli. Li umiliano, li sfiniscono, li seccano, li ammazzano!

Un Micelio pesantemente aggredito dal secco (il suo più grande rivale) va subito in sofferenza. Si ritira, abbandona la superficie dove trova maggior nutrimento e radici superficiali degli alberi con cui forma Micorrize che agevolano tanto l'apparanto fungino quanto l'albero che lo ospita. Quando il caldo si fa pesante e non si limita a riscaldare soltanto la superficie del sottobosco, scende in profondità e secca ed uccide le fragili forme di vita rappresentate da Ife e Miceli. Ricordiamoci che una Bolla Calda Africana può presentarsi priva di qualsivoglia filtro solare (in assenza di aria fresca o fredda in quota). Un termometro posto sul terreno con i raggi solari che battono perpendicolarmente, può tranquillamente superare i 60°C e tutto questo calore, trattenuto dallo scuro humus che non riflette la luce, può anche raggiungere diversi decimetri in profondità facendo morire il Micelio più fragile e sensibile.

Ricordo che il Micelio del Porcino è uno dei più fragili che esistono nel bosco.

Quando il caldo diventa eccessivo, il bosco va in sofferenza. Gli alberi non trovano nutrimento superficiale. Le radici capillari superficiali muoiono e muoiono anche i Miceli.

Dopo la morte, un Micelio impiegherà parecchio tempo per ricostituirsi e non è detto che ciò debba nuovamente accadere. Un Micelio morto (anche perchè calpestato, rastrellato o maltrattato dal nostro passaggio) potrebbe non rinascere-ricostituirsi mai.

Ricordo inoltre che, perchè un Micelio prenda vita e possa produrre funghi, occorre la disponibilità di spore. Occorre che una o diverse spore inizino a dar vita a Miceli Primari, che almeno due Miceli Primari di carica sessuale opposta si incontrino e diano a loro volta origine ad un Micelio Secondario che, solo allora darà i propri frutti, ovvero i Carpofori o Sporofiri (che noi conosciamo col nome di fungo).

Normalmente, in presenza di un clima "normale" un Micelio resta latente nel suo habitat naturale in attesa che tornino le condizioni ambientali ideali per dar vita ad una produzione di frutti e relativi semi (carpofori e spore) che consentano alla specie di non estinguersi e di creare nuove colonie nei dintorni grazie a buffetti di vento che spingono le spore qua e là.

Stiamo però parlando di clima normale. Ecco le Bolle Calde Africane, sono quanto di più anormale ci sia per le Alpi e più in generale per il Nord Italia. Sbuffi d'aria Tropicale non sono affatto normali alle nostre Latitudini ed i Miceli e tutto l'habitat del sottobosco non è avvezzo a questi tipi di cambiamenti o comunque di anomalie.

Sperare che subito dopo le buone piogge di fine Giugno si verifichino ottime buttate di funghi (intesi come Porcini) è da illusi. Dopo tanto caldo e tanto secco, è piuttosto improbabile che ci siano zone in cui i Miceli abbiano retto al caldo torrido senza colpo ferire. Forse in alcune vallate si è preservata un po' più di umidità. Il vento Africano non è arrivato ma il sole rovente ha fatto la sua parte.

Oggi per poter avere buone buttate di funghi, dobbiamo NECESSARIAMENTE avere un po' più di pazienza. Dobbiamo dare il tempo ai Miceli Primari di ricostituirsi. Dobbiamo sperare che mentre i nuovi Miceli si ricostituiscano, che si risanino o che ne nascano di nuovi di zecca, non tornino altre Bolle Calde Africane.

Per questa settimana i modelli Matematici ci dicono che il sole ed il relativo caldo già presenti, avranno natura Azzorriana e quindi non Africana. Forse entro il fine settimana sul Nordovest italiano potrebbe anche tornare un cenno di maltempo. Staremo a vedere.

Per ora posso solo consigliarti di non avere troppa fretta, di pazientare e di non farti prendere dalla smania. Occorrerà dare un po' più di tempo ai Miceli sofferenti o morenti e soprattutto ti consiglio di non partire allo sbaraglio senza aver prima consultato una banca dati pluviometrica che ti indichi dov'è piovuto, e quanto, tra Maggio e Giugno.

Se non hai piacere di districarti tra decine di siti web e centinaia o migliaia di dati, ti ricordo che periodicamente pubblico i riassunti climatici del mese o del bimestre. Ho appena pubblicato il consueto riepilogo climatico in questo articolo:

ANOMALIE CLIMATICHE DI MAGGIO E GIUGNO. TRA BOLLE CALDE AFRICANE, INGOMBRANTI ANTICICLONI AFRICANI E SICCITA' ESTREMA, UN BIMESTRE DA DIMENTICARE PER I FUNGHI. DOVE E QUANTO E' PIOVUTO. QUANTE GIORNATE DI PIOGGIA E DOVE I MICELI POTREBBERO AVER SOFFERTO DI PIU' O MENO.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 02.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

WEEKEND DI USCITE A FUNGHI NEL NORDOVEST ITALIANO, MA NON OVUNQUE. CI SONO ZONE DOVE NON CADUTA UNA SOLA GOCCIA DI PIOGGIA!

01.07.2017 CRESCE LA SMANIA DA FUNGO. Crese ma in maniera ingiustificata perchè le ultime piogge, cadute abbondantemente dall'Eporediese al Biellese-Sesia-Vco ma soprattutto tra Luganese-Sottoceneri-Lario-alta Brianza e Bergamasca-Valtellina, in molte altre aree del Nord Ovest italiano non sono neppure arrivate.

Qua sono caduti 150/180 mm di pioggia in un giorno. Là neppure 2 millimetri. Accade sovente quando le correnti di Libeccio non trovano ostacoli orografici che consentono alle nubi di fermarsi e scaricare il loro prezioso contenuto.

Accade che a Nord del Po il deficit pluviometrico di Giugno vengo ripianato in una sola settimana mentre, a Sud del Po la siccità si fa ancor più pesante. Penso alle aree Appenniniche dell'alto Monferrato-Appennino Ligure attorno a Ponzone dove gli accumuli di pioggia MENSILI sono addirittura inferiori ai 10 millimetri! Pazzesco!

A breve pubblicherò il riepilogo delle piogge cadute a Giugno, un utilissimo ausilio per chi vuole programmare le prossime uscite a funghi. Inutile sobbarcarsi lunghi e costosi viaggi per andare incontro al secco ed al nulla. Qualcosa si muove a Nord del Po tra Val d'Aosta, Piemonte e Lombardia MA AMICHE E AMICHE, NON FATEVI PRENDERE DALLA SMANIA DA FUNGO.

Qualcosa inizia a nascere, anche bellissimi Boleti/Porcini MA per ora siamo indicativamente in presenza di ultimi "cappelloni" di Giugno, nati non si sa come, nel delirio della siccità più assoluta. I bei bombolotti freschi di Luglio arriveranno, sicuro, dopo le piogge ma, ricordo, NON ABBIATE FRETTA e soprattutto NON ANDATE ANCORA NEI BOSCHI A PESTARE I MICELI IN PREPARAZIONE, PENA: VEDER SFUMARE LE NASCITE DEI PRIMI 15 GIORNI DI LUGLIO!

Pestar troppo i Miceli in formazione può recare persino più danno che la siccità! Ricordatevelo amici... Date tempo al tempo e non abbiate fretta!

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 01.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

SONO ARRIVATE LE GRANDI PIOGGE. IN 4 GIORNI SONO CADUTI PIU' DEI QUANTITATIVI DI PIOGGIA ATTESI NELL'INTERO MESE. PIOGGE SIMIL TROPICALI DARANNO VITA A OTTIME BUTTATE DI FUNGHI OPPURE DISTRUGGERANNO I MICELI?

28.06.2017 Sono arrivate le grandi piogge che attendevamo con ansia dopo un periodo di siccità estrema e davvero preoccupante, non solo per i boschi ed i funghi, ma anche per l'agricoltura e le stesse necessità umane. Il fiume PO in secca ci sbatteva in faccia una tristissima realtà: il clima attuale mal si adatta alla nascita di funghi!

Attuale inteso come clima degli ultimi 35 anni, quelli caratterizzati dal crescente Riscaldamento Globale del Pianeta che, volenti o nolenti è un innegabile dato di fatto che non ha nulla a che fare con ipotetiche congetture mediatiche.

Le terre riarse dalla calura torrida dell'Anticiclone Africano sono sotto gli occhi di tutti e non serve certo un diploma in fisica dell'Atmosfera per comprendere che qualcosa è cambiato a livello climatico globale. Non ho però intenzione di fare meteo-terrorismo, di mettere ansie o preoccupazioni a nessuno. Quanto questo trend climatico durerà, se arretrerà, accrescerà e a cosa esattamente ci porterà nessuno lo sa. Normalmente le ere climatiche hanno durate anche pluri centenarie o addirittura millenarie. 35 anni nella storia del nostro pianeta sono davvero un'inerzia.

Fatte le dovute premesse, diciamo che, finalmente l'Anticiclone Africano è arretrato riportandosi là dove normalmene dovrebbe essere di casa, ovvero a Sud delle coste Algerine. Le Perturbazioni Atlantiche hanno ripreso a muoversi verso l'Europa Continentale e con esse sono tornate le attesissime piogge.

Ora che finalmente è piovuto, salta però agli occhi un piccolo problema, neppure troppo piccolo, e cioè che, in alcune zone è piovuto persino troppo.

Qualcuno leggendo la parola troppo potrebbe anche storcere il naso ma è la realtà. NON è soltanto la siccità estrema a danneggiare i boschi ed i funghi ma, danni irreparabili li può fare anche la troppa pioggia che, di fatto, con il ristagno di troppa acqua piovana può imedire l'ossigenazione del Micelio o anche la marcescenza dello stesso. Senza contare che le piogge a carattere, diciamo così, "monsonico" per intendere troppo intense, hanno la brutta abitudine di provocare dilavamenti del terreno, erosione, creazione di dighe estemporanee con il deposito/accumulo di foglie secche. Insomma tutte situazioni che mal si adattano alla prosperità di Ife e Miceli e quindi dell'intero ecosistema boschivo.

Oggi, tra un acquazzone e l'altro, ho potuto fare un sopralluogo nel bosco per capire come il bosco ha reagito all'impatto delle forti piogge. In alcuni casi, dove l'accumulo di fogliame era tanto e tale da impedire, non solo la sopravvivenza dei Miceli, ma anche da impedire l'ossigenazione del sottostante humus, la pioggia non ha scalfito più di tanto il bosco. Viceversa dove l'accumulo di fogliame era più sporadico ecco che rivoli di acqua piovana hanno effettivaemente creato estemporanei rigagnoli con tanto di dighe di accululo d'acqua che a loro volta hanno orginato forte erosione che non solo ha strappato via potenziali ife e miceli ma anche l'humus stesso con creazione di piccoli calanchi da erosione.

In genere negli ultimi 4 giorni è piovuto un po' su tutto il Nord Ovest italiano. Più in montagna e maggiormente a Nord del Po. Meno tra Alessandrino e bassa Pianura Padana Lombarda. Poco anche in Liguria. Le province con accumuli di pioggia maggiori sono state quella del VCO o Verbania, Varese-Como, Biella-Vercelli, Aosta, Bergamo, Milano, Sondrio e parzialmente anche Torino e Cuneo. Novara ha avuto abbondanti piogge nella parte Nord della provincia, quasi assenti a Sud. Altrove piogge di gran lunga minori tra Asti, Alessandria, Lodi, Pavia, Genova, Savona ed Imperia. Naturalmente non rientra nei confini italiani ma anche nel Canton Ticino di pioggia ne è caduta moltissima.

In temini assoluti oggi la pioggia più importante per accumulo a Cannobio sul Lago Maggiore. Qua in giornata sono caduti 145 mm di pioggia che sommati ai 25.8 di ieri, 15.4 di Lunedì e 18.6 di Domenica porta ad un totale di 209 mm che però non è l'accumulo maggiore del Nord Ovest.

E' infatti Cesara nel Verbano inteno ad aver totalizzato le piogge maggiori con 267 mm in 4 giorni con questa succesione: oggi 61 mm, ieri 71, lunedì 131 mm e Domenica 3.8.

Sopra i 200 mm totali Omegna sul Lago d'Orta, Stresa (entrambe con 222) Trarego-Viggiona Monte Carza nel Verbano (2015) e Verbania Pallanza con 242 mm.
Nel comparto Sesia-Biellese accumuli spesso sopra i 90/100 ma solo Pray Biellese in bassa Valsessera tocca i 201 mm mentre Varallo Sesia sfiora i 200 con un totale di 191 mm. Cellio e Borgosesia tallonano con 170 mm.

Per una volta tanto le valli del Gran Paradiso-alto Canavese non fanno il pieno di pioggia. Qua si va dai 25 ai 99 mm di Corio Piano Audi.

Tutti i dettagli della pioggia caduta sono pubblicati, come sempre nella nostra pagina METEO con previsioni, temperature minime e massime, mappe satellitari e Radar per poter seguire in diretta che tempo che fa con dettaglio della pioggia caduta. A giorni pubblicherò poi il riassunto delle piogge cadute durante il mese di Giugno che, ad oggi risulta essere caldissimo, nonostante le ultime giornate di pioggia e fresco con una temperature media mensile ancora superiore ai +3°C in pianura e sopra i +2.5°C in montagna con deficit pluviometrico ancora marcato al piano ed un pochino ridimensionato in montagna e collina grazie agli ultimi 4 giorni di pioggia.

LA PAGINA METEO E' CONSULTABILE A QUESTO INDIRIZZO.

Non mi resta che ricordare che dopo le piogge ci vogliono almeno 7/10 giorni perchè i Miceli Primari possano dar origine ad un Micelio Secondario ed a sua volta ai Carpoforo/Sporofiri o anche detti comunemente funghi come detto di seguito .

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 28.06.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

ARRIVA L'ATLANTICO! PIOGGE UN PO' PER TUTTI. FINALMENTE VARIABILITA', FRESCO CON ANCHE ABBONDANTI PIOGGE RIPORTERANNO UN PO' DI RESPIRO AGLI ASFITTICI MICELI IN SOFFERENZA

25.06.2017 Sono arrivate sin da ieri sera-notte le prime attesissime piogge. Per ora si è trattato di un piccolo antipastino, anche se tra alto Biellese-Sesia-Vco ma soprattutto alta Lombardia e Svizzera Meridionale si sono avuti anche locali abbondanti rovesci temporaleschi con piccoli nubifragi e pure grandinate. Un Mesociclone multicella in formazione sul Piemonte Centro Settentrionale Occidentale migrato poi verso la Lombardia con rovesci localmente anche forti durante la notte e fino all'alba di oggi.

Piogge per ora ancora abbastanza contenute e mai oltre i 35 mm di accumulo in Piemonte ma è pur sempre un buon inizio con anche 1/2 mm di pioggia finalmente caduta anche in Pianura Padana tra Vercelli-Novara e 7/8 mm a Torino.

Da oggi prevarrà la VARIABILITA' PERTURBATA con alcuni ulteriori transiti di Perturbazioni responsabili anche di nubifragi ed ulteriori abbondanti piogge. Nel corso dell'intera settimana si supereranno diffusamente i 100 mm di pioggia totale in montagna con punte anche fino a 200 o persino 300 mm là dove si avranno i nubifragi maggiori.

Tanta pioggia non ristabilirà la norma dopo un periodo fortemente caldo e siccitoso che ha visto il PO raggiungere i minimi storici per il periodo ma, la persistenza dell'Atlantico, almeno per una intera settimana, fa ben sperare su una possibile buona bagnatura dell'humus e del sottobosco con i miceli che finalmente potranno tornare a respirare dopo un così lungo ed anomalo periodo di siccità estrema che sicuramente avrà fatto morire molti miceli superficiali poco avvezzi a resistere a temperature tanto alte con raggi solari che hanno portato le temperature del suolo oltre i 40°C con punte sopra i 50°C dove il sole batteva diretto. Temperature assurde per i nostri boschi alpini avvezzi a ben altre temperature e livelli di umidità.

Ricordo ai nostri lettori che dopo un così lungo ed assurdo periodo di clima TROPICALE (ho parlato diffusamente della nuova tendenza climatica tropicale anche della nostra penisola, in questi due articoli: PARTE PRIMA e poi PARTE SECONDA), ci vorrebbe ben più di una sola settimana di clima Atlantico per ristabilire la norma. Ricordo inoltre che il Micelio del Porcino è in assoluto uno dei più delicati che risente di ogni piccolo turbamento e mutamento climatico. Ci vorranno quindi diversi giorni perchè le spore presenti sul suolo possano dar vita ad un nuovo Micelio, là dove le condizioni chimiche del terreno lo consentiranno. Ci vogliono in media 10 giorni perchè una spora possa generare un Micelio primario il quale dovrà poi incontrare un altro Micelio primario di carica sessuale opposta per poter dar vita ad un Micelio secondario che è quello che potrà andare a fruttificare con produzione di uno o più Carpofori (Sporofiri) o funghi come noi li conosciamo.

Non basteranno, in moltissimi casi, i canonici 7 giorni perchè, dopo la pioggia inizino a nascere i primi funghi. 7/10/12 giormi saranno sufficienti là dove le condizioni ambientali saranno rimaste abbastanza neutre se non proprio sufficientemente buone. Impensabile che dopo tanta secca calura possano esser rimaste isole con condizioni ottimali. Dove invece, viceversa, le condizioni ambientali sono state deteriorate dal clima Tropicale risultando quindi pessime, ci vorranno almeno 10/12/15 giorni perchè si formino i primi Miceli ed altri 5/8 giorni perchè i Miceli secondari possano originare le prime buttate di funghi.

Tutto questo però ad un condizione: CHE L'ATLANTICO RIMANGA ATTIVO ALMENO FINO A META' LUGLIO SENZA ULTERIORI VAMPATE CALDE TROPICALI e con alcune giornate di sole e caldo (senza esagerazioni Africane) con ulteriori piogge in arrivo a mantenere umidi i boschi, senza però ristagni d'acqua che impediscono l'ossigenazione del Micelio.

Per ora i modelli matematici ci dicono che l'Atlantico rimarrà attivo per almeno una intera settimana a partire da oggi. FORSE potrebbe rimanere attivo anche durante la prima quindicina del mese e nel caso di ottimismo puro anche per l'intero mese di Luglio ma su questa probabilità non c'è da fare troppo affidamento poichè ci troviamo di fronte ad una situazione di ITCZ Inter Tropical Convegenze Zone sempre troppo alto di Latitudine rispetto alla norma, il che significa che la fascia a clima Tropicale è sempre troppo Settentrionale rispetto al passato con possibili ulteriori sconfinamenti dell'Anticiclone Africano fino a Nord delle Alpi.

Si tratta però di ipotesi e di congetture climatiche non di certezze. Per ora i modelli matematici non possono spingersi oltre i 3 giorni con affidabilità altissima. Oltre i 5/7 con affidabilità medio-bassa, risultando con affidabilità bassissima già a 15 giorni. L'affidabilità sulle previsioni mensili o stagionali per ora è del tutto sperimentale.

Per chi lo desiderasse, nella nostra pagina METEO aggiorniamo tutte le mattine le previsioni meteo per l'intero Nord Ovest italiano (Piemonte-VdA-Lombardia e Liguria) anche se il focus va per le aree a cavallo tra Piemonte e Lombardia. Qua abbiamo a disposizione Satelliti e Radar per monitorare in tempo reale, che tempo fa ed il sottoscritto tutte le mattine pubblica un editoriale Meteo con analisi Sinottica del tempo in atto e possibili evoluzioni. Non ci resta che incrociare le dita consapevoli del fatto che, nonostante il pazzo clima Tropicale pregresso, vi sono state comunque simpatiche locali nascite di Boleti di varie specie e qua e là si registrano anche le prime curiose (vista la siccità) buone nascite di Galletti-Finferli-Cantarelli.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 25.06.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


PRIMI EDULIS A SORPRESA NONOSTANTE IL CALDO ED IL SECCO. ARRIVANO LE ATTESISSIME PIOGGE. INIZIO LUGLIO COL MALTEMPO?

22.06.2017 Sono iniziate le prime timidissime nascite di funghi estivi-autunnali. Là dove nelle settimane scorse si sono avute le piogge più interessanti e dove il microclima del bosco con buone coperture fogliari che lasciano però trasparire alcuni raggi di sole ma al riparo dal vento, ecco che sono iniziate le prime timide nascite di Edulis, i porcini autunali per antonomasia.

Nulla di eccezionale. Giusto i primi esemplari che ci ricordano quanto gli Edulis siano di gran lunga, esteticamente più belli rispetto agli Estatini o Aestivalis che, non solo sono meno belli da vedersi ma spessissimo anche completamente vuoti perchè divorati dalle larve che li attaccano pesantemente. Più fortunati gli abitanti del basso Torinese montano dove, tra Pinerolese (Valli Sangone-Germanasca-Po) e confine col Cuneese continuano le buone piccole buttate di Pinicola, ovvero i Porcini dal cappello rossiccio.

Più fortunati in assoluto gli abitanti dei confini tra Cuneese-Alessandrino e Liguria dove, sull'Appennino si registrano locali ma ottime buttate di Aereus i Porcini più sodi in assoluto col cappello di color bruno e comunque scuro. I boschi che affacciano sul Mar Ligure, tra macchia mediterranea, Querce-Lecci-Corbezzoli sono in assoluto i più produttivi in termini di Porcini Aereus. Qua però, non ci si illuda, non basta entrare in bel bosco Mediterraneo per fare il bottino. Occorre conoscere bene i boschi locali e soprattutto il regime pluviometrico locale, avendo ben cura di conoscere dove nelle scorse settimane è piovuto (non è piovuto ovunque. Ci sono state anche zone del tutto prive di piogge).

In Val d'Aosta sono apparsi i primi Porcinelli, timidi ed isolati nei boschi misti di Abete-Faggio grazie alle prime piogge cadute nelle scorse settimane. Più bagnate le valli Orientali.

In Lombardia tutto sembra tacere ma, le piogge delle scorse settimane sono state ottime nelle valli Bergamasche ed in Valtellina. Le valli del Serio, Brembo, Adda, Oglio hanno ricevuto buoni temporali e piogge. Val Imagna, Val Brembana, Valle Seriana hanno avuto i rovesci maggiori. I boschi di abete di Foppolo/Roncobello non risultano esser ancora produttivi ma su tutte le Prealpi ed Orobie-Valtellina è lecito attendersi le prime imminenti nascite di Edulis, se già non sono iniziate.

Il caldo non molla la presa del Nord Italia ma, ciò nonostante, si sono avute persino alcune inaspettate nascite di Finferli/Galletti/Cantarellus. Qua e là risultano già in buon avvio.

FINE DEL REGIME CALDO/ROVENTE E ARRIVO DELLE PIOGGE ATLANTICHE?

Sembrerebbe di sì. I modelli matematici sono inequivocabili. Tutti, all'unisono ci dicono che a fine mese, dopo l'ultimo picco di calore di questo fine settimana, arriveranno le Correnti Oceaniche con le loro Perturbazioni Atlantiche. Primi temporali sulle Alpi Occidentali a partire da Domenica all'alba poi tra pomeriggio-sera poi da Lunedì coinvolto quasi tutto il Nord Ovest italiano. Potrebbe trattarsi di una parentesi abbastanza lunga di clima "normale" Oceanico con più di una Perturbazione ma, il rovescio della medaglia è che in Pianura Padana, i forti contrasti tra aria calda ed aria più fresca in arrivo potrebbero scatenare violenti temporali con anche grandinate al seguito. La Lombardia sembrerebbe dover esser la più colpita da questi eventi più intensi con intensità crescente tra Triveneto e Romagna.

Ovviamente seguiamo con attenzione l'evoluzione delle previsioni e tutte le mattine nella nostra pagina METEO pubblichiamo aggiornamenti continui con previsioni per il giorno, per i primissimi giorni e a seguire, probabili evoluzioni per la settimana e quindicina o mese.

Ricordo la pagina dedicata alle ZECCHE. Autentico problema per i cercatori di funghi. Nell'articolo in questione suggerisco i meteodi naturali, alternativi agli insetticidi per difendersi dalle zecche dei boschi. Appena pubblicata anche una utilissima guida al riconoscimento di Serpenti-Bisce e Vipere con descrizioni, foto e relativo habitat-abitudini.

Per quanto poi lo desiderassero, abbiamo ancora pochi posti disponibili nel nostro gruppo whatsapp attraverso il quale ci scambiamo informazioni, consigli, suggerimenti, foto relativi a funghi ed annessi-connessi. (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA per inviarci una email con richiesta di essere inserito nel gruppo. Pregasi specificare numero di cellulare e luogo di residenza)

Sta poi per uscire in edicola il prossimo numero (dal 27 di Giugno in città, dai primi di Luglio in provincia) di PASSIONE FUNGHI E TARTUFI che avrà all'interno quale itinerario del mese "L'ALTA VALSESSERA". Guida edita dal sottoscritto e dal direttore Nicolò Oppicelli.

Di seguito il riepilogo del numero 73, a breve in edicola

passionefunghietartufi

PIOGGE A SORPRESA IERI NEL NORDOVEST ITALIANO. BOLLA CALDA AFRICANA K.O. BOSCHI CHE TIRANO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO. INTANTO ARRIVANO ANCHE I PRIMISSIMI EDULIS DELL'ANNO

15.06.2017 Sono arrivate un po' a sorpresa. Le app dei cellulari le avevano ignorate fino all'ultimo e si sono adeguate solo a piogge ormai prossime. Sorpresa o no, finalmente l'invadente bolla calda africana, che il solito sito web specializzato in previsioni meteo per cellulari aveva già battezzato "Porco Giuda" e che avrebbe dovuto tenerci compagnia almeno fino a fine mese, si è ritirata verso Sud, consentendo l'arrivo di aria meno rovente ma soprattutto meno secca, più umida e persino foriera di docce-rovesci e temporali.

Ieri nel Nord Ovest italiano è piovuto adeguatamente, senza eccessi, in genere senza eventi monsonici devastanti salvo pochi casi in cui la pioggia è caduta con intensità da allerta meteo rosso/massimo, è il caso di Angrogna/Vaccera nel Torinese montano Occidentale dove in meno di un'ora sono caduti 40 mm di pioggia anche se il massimo accumulo regionale lo si è avuto a Colleretto Castelnuovo-TO con 53 mm.

Piogge buone, per lo più tranquille, senza fretta e senza furia ma soprattutto senza drastici crolli termici, grandinate, sfuriate di vento o altri fenomeni estremi. Persino un po' di nebbia qua e là tra colline e montagne. Accumuli di pioggia compresi tra i 2 mm del piano ed i 20/30 mm con alcune punte attorno ai 30/40 nel Torinese e Cuneese, 20/25 mm nella Val d'Aosta Orientale e Biellese/Valsesia e 10/15 mm nel Vco.

Non tantissimo ma sempre meglio della siccità estrema delle bolle calde africane. Nel frattempo, le piogge di inizio mese hanno iniziato a regalare i primi timidi Boleti Aestivalis, sporadici Aereus, qualche Pinicola e, nel corso degli ultimi giorni persino i primissimi (rarissimi) Edulis. Segnalate le prime manciate di Cantarellus Cibarius o Galletti/Finferli e qua e là, nei versanti meno secchi, discrete nascite di Colombine o Russule chyanoxantha e Russula vesca.

Primi cenni certo ma pur sempre meglio di nulla. Si tenga però conto che in questo periodo avventurarsi nei boschi è davvero un'odissea tra caldo eccessivo, zanzare infuriate, bisce e serpi che abbondano come non mai e persino zecche sempre più presenti.

... E a proposito di zecche, per chi vuol evitre di portarsi a casa questo sgraditissimo ospite, ho pubblicato una, spero interessante, guida al riconoscimento e soprattutto ai metodi più efficaci per difendersi da questi invadenti ed indesiderati ospiti con suggerimento di alcuni metodi naturali per contrastare le zecche senza dover ricorrere ad insetticidi chimici che non sono poi così naturali da non lasciar segno essi stessi. LEGGI L'ARTICOLO-CLICCA QUA.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 15.06.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


IMMINENTE BOLLA CALDA AFRICANA. ULTIMI GIORNI PER I FUNGHI ESTIVI POI LA BOLLA CALDA LI MANDERA' TEMPORANEAMENTE IN ESILIO

10.06.2017 Sta arrivando la nuova e possente onda di caldo-secco Africano. Una massa d'aria di origine Equatoriale sta risalendo i Tropici dell'Africa Occidentale portandosi oggi fin sulla Penisola Iberica e Franica ma, da domani valicando anche le Alpi per poi portarti più ad Est fin sull'intera Italia Centro-Occidentale.

Saranno giorni di caldo crescente ma soprattutto di umidità dell'aria sempre più bassa fino a diventare torrida a metà settimana. Saranno giorni infernali soprattutto per i funghi che, NON amano temperature troppo elevate ma ancora di più NON tollerano tassi di umidità troppo bassi. Il fine settimana ed i primi due giorni della settimana entrante saranno quindi i giorni più vocati per le passeggiate nei boschi alla ricerca dei primi "fioroni" estivi, i Boletus Aestivalis o Estatini (normalmente di color chiaro con gambo reticolato) che però spesso risultano pesantemente attaccati e compromessi dalle larve, soprattutto nei gambi: spesso immangiabili. Questi Porcini o Porcinelli estivi di solito sono più presenti nei boschi MISTI di Quercia-Castagno (questa l'associazione più proficua) ma anche Quercia-Castagno-Frassino-Tiglio ma più in generale Castagno-Faggio e dove possibile Castagno-Faggio-Quercia (più rari).

In questo periodo nei freschi boschi di Faggio, ma spesso anche in quello puro di Castagno, invece arrivano i primi Boletus Pinicola o Pinophilus, anche detto Porcino Rosso. Per alcuni considerato il Porcino meno pregiato per via del suo minor profumo ma per altri considerato il miglior Porcino per via della compattezza della sua carne sempre soda e meno facilmente attaccabile dalle larve. Se particolarmente fortunati, il Pinicola o Testa Rossa, in questo periodo inizia a fare le prime comparse anche nei boschi di Conifere, in particolar modo in quelle di Abete Bianco e più sporadicamente in quello di Abete Rosso.

Attenzione: alcuni lettori ci hanno chiesto se è possibile trovare dei Porcini Rossi (Pinophilus) nei "posti buoni" degli edulis, in sostituzione di questi ultimi. La risposta ovviamente è NO. Per quanto appartenenti alla stessa famiglia del genere Boletacee-Boletus, il Pinophilus e l'Edulis sono due funghi ben differenti. Il primo, il rosso, è tipico della Primavera e dell'Autunno, a volte cresce anche in estate ma più spesso dopo repentini cali delle temperature a seguito di temporali, piogge fredde e/o grandinate. E' un abitudinario e normalmente cresce SEMPRE sotto le medesime piante. Il suo micelio è pigro, non crea grandi reticoli a forte espansione e si limita a vegetare all'interno del suo piccolo habitat dove concentra la nascita di molti esemplari in una ristretta area di bosco. Dove si trova un esemplare è facile trovarne tanti altri tutti vicini.

Se nel corso degli anni, nei vostri posti migliori, avete sempre trovato Porcini chiari, i classici Edulis autunnali, e non avete mai trovato un Rosso, difficilmente, improvvisamente, potrà capitarvi di trovarne casualmente uno.

Il consiglio che posso darvi, è di evitare di calpestare inutilmente l'habitat dei vostri Edulis alla ricerca affannosa di Pinicola/Rossi Primaverili/Estivi se non avete la certezza che in quel vostro posto buono vi siano già state in passato nascite di Rossi.

Curiosità: si dice, ma non vi è alcuna certezza scentifica, che i Rossi, abbondino nei boschi in cui negli anni recenti si è sviluppato un incendio. Parrebbe che le ceneri e carboni, quali residui degli incendi, favoriscano la nascita di questo Boleto. In realtà la nascita potrebbe esser favorita NON dalle ceneri ma come conseguenza dell'incendio che potrebbe aver fatto morire i più fragili miceli degli Edulis ed altri funghi, favorendo quelli del Pinicola, molto più resistenti, anche perchè più profondi e meno superficiali. Inoltre è possibile che le spore del Pinicola siano molto più resistenti al caldo ed al freddo rispetto agli Edulis.

La Sila. In Calabria, Sila, Pollino e Serre/Aspromonte sono le zone più vocate alla nascita di questo bellissimo Porcino. I boschi di Conifere della Sila sono in assoluto i preferiti dal Pinicola. Tra fine inverno-primavera ed inizio estate i Pinicola risultano spesso persino abbondanti sulla Sila. Meno nel resto della Calabria, dal momento che il Pinicola o Pinophilus, come suggerisce il nome stesso (pinus philos = amante dei pini), era già conosciuto dai Latini e Romani quale fungo prevalente delle foreste di Pino della Calabria.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 10.06.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


ABBONDANTI PIOGGE E PRIME NASCITE IMMINENTI

08.06.2017 Sono caduti mediamente dai 40 ai 100 con punte di 140/150 mm di pioggia, nel corso degli ultimi giorni in montagna. Talvolta la pioggia è giunta anche al piano, sottoforma di rovesci, talvolta anche con grandine ma soprattutto, subito dopo la pioggia è arrivato il forte vento a guastar la festa.

I boschi del Piemonte e Lombardia, ma anche della Val d'Aosta ed Appennino Ligure, risultano mediamente sufficientemente ben bagnati anche se, sotto gli alberi più fitti la bagnatura del suolo è risultata piuttosto modesta. Meglio di nulla.

Nel corso degli primi 8 giorni di Giugno, ci sono giunte parecchie segnalazioni di primi ritrovamenti di Porcini Estatini, quelli solitamente piuttosto chiari e dal gambo non sempre tozzo e ciccio ma spesso allungato e fine. Porcini che, in questi periodi caldi, risultano quasi sempre attaccati pesantemente dalle larve. Spessissimo i gambi risultano completamente cavi ed immangiabili.

In questo periodo sarebbe bene poter godere della soddisfazione di aver trovato i primi esemplari, talvolta anche esteticamente molto belli, MA sarebbe altrettanto bene NON raccogliere questi primi coraggiosi Porcini lasciandoli andare a seme a cospargere di spore i terreni circostanti così da favorire le future nascite anche se, a rigor del vero, va detto che le spore di un Porcino Aestivalis, NON produrranno Porcini Edulis ma altrettanti Aestivalis solo che quelli delle prossime buttate saranno certamente più forti e più vitali rispetto ai primi.

Da più parti ci vengono segnalate nascite soprattutto nei boschi misti. Boschi misti di Quercia-Castagno, o meglio ancora Castagno-Faggio e, dove possibile (questi sono più rari) Quercia-Castagno-Faggio. Anche il misto Castagno-Faggio-Frassino e Tiglio in questo periodo può esser considerato produttivo in termini di Aestivalis, i poco profumati Porcini Estivi.

Più fortunati i residenti delle province di Torino-Cuneo-Savona-Genova-Alessandria-Pavia, Piacenza. Dal basso Torinese montano all'Emilia non sono soltanto gli Aestivalis ad aver già fatto le prime comparse ma, anche Pinophilus o Pinicola (i porcini Rossicci-Bruni) e pure gli Aereous (più rari in Piemonte)(i Neri-Mori).

Molte le segnalazioni che ci dicono che c'è già in atto una vera buttata di funghi Frè-Feré o Boletus Erytropus (il boleto dal cappello marrone scuro vellutato ed il gambo di colore rossiccio che al taglio vira al blu). Ottimo commestibile A PATTO CHE VENGA CONSUMATO CON PARSIMONIA, SENZA ESAGERARE, E RIGOROSAMENTE DOPO ADEGUATA E LUNGA COTTURA, MAI CRUDO O POCO COTTO PERCHE' LE TOSSINE PRESENTI IN QUESTO FUNGO SONO TERMOLABILI MA PIUTTOSTO RESITENTI. Segnalate anche le prime nascite di Leccini (nel Biellese detti "Donne", nel Piemonte Centro-Meridionale detti "Crave" o "Cravette"). Le prime nascite segnalate nelle radure con Betulle-Roverelle-Felci ed Eriche. Anche i Galletti o Finferli/Margherite/Garitule stanno già nascendo qua e là.

Ricordiamo che statisticamente GIUGNO e LUGLIO SONO I MESI DEI GALLETTI. Le ultime buone piogge dovrebbero quindi far partire le prime buttate entro la metà del mese. A giorni inizieremo a pubblicare le prime foto dei più recenti ritrovamenti. Per ora buone prime raccolte a tutti. PS. A breve arriverà una imponente Bolla d'aria calda Africana. Deleteria per boschi e funghi. Ci auguriamo che la sua permanenza sia alquanto breve e che i danno provocati dall'inevitabile bassissima umidità dell'aria che accompagna queste masse d'aria africana non "devastino" i microclimi dei nostri boschi, oltre a rendere impossibili ed insopportabili le camminate nei boschi riarsi dalla calura estiva e spesso invasi da bisce, vipere e serpenti, oltre che di zecche.

Ricordiamo infine che, c'è ancora qualche posto all'interno del nostro gruppo whatsapp per poter fare segnalazioni o chattare in diretta con il sottoscritto ed altri cercatori e/o micologi esperti. Per chi volesse esser aggiunto, basta che ci inoltri una email con scritto il proprio nome-cognome, luogo di residenza e numero telefonico da utilizzare con whatsapp.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 08.06.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


SICCITA' ESTREMA CON LA BOLLA D'ARIA CALDA AFRICANA SIMIL-TROPICALE. BUTTATE DI FUNGHI FERMATE SUL NASCERE. INVASIONE DI BISCE!

30.05.2017 MAGGIO sta per chiudere con le consuete anomalie climatiche che stanno caratterizzando la prima e la seconda decade degli anni 2000. Sul Nord Ovest italiano il freddo di inizio e metà mese ha generato una temperatura media inferiore alla norma ma, l'ultima quindicina del mese ha visto le bolle calde africane avere il sopravvento con caldo in crescendo a fine mese ed una temperatura media che si aggira tra i +0.5 ed i +1.5/2°C dalle Alpi alla Pinaura Padana.

Subito dopo le piogge, che comunque sono state inferiori alla media (siamo in deficit pluviometrico di circa 150/200 mm su gran parte del Piemonte), con l'arrivo dei primi giorni caldi si sono registrate piccole ma simpatiche nascite di Boleti/Porcini Primaverili/Estivi che hanno fatto ben sperare ma, l'arrivo delle solite secchissime bolle calde africane torride ha immediatamente fermato sul nascere le possibili buttate.

Qualche superstite si trova ancora qua e là nelle poche aree in cui si è conservata un pochino di umidità ma è bene sottolineare che, mai come in questo periodo è bene limitarsi a fotografare i funghi trovati e NON raccoglierli per consentire ai pochi coraggiosi esemplari che sfidano caldo e siccità, di giungere a maturità (larve permettendo) e produrre le preziosissime fresche spore che poi andranno a generare nuove nascite (siccità permettendo) a fine estate.

E' bene poi sottolineare che quest'anno le condizioni climatiche sono particolarmente favorevoli per i rettili che, grazie ai primi caldi precedenti la Pasqua si sono destati dal letargo invernale con largo anticipo. Con l'arrivo del freddo post Pasqua hanno avuto necessità di scaldarsi ai timidi raggi solari, persino sulle ultime nevi cadute a inizio Maggio. Ora, grazie all'abbondanza di acqua dei principali fiumi dovuta al rapido scioglimento della neve fin oltre i 3000 mt, al piano, si registra una autentica invasione di bisce.

Biacchi o Miraude (come comunemente chiamate in dialetto Piemontese) ma anche Saettoni e Colubri/Coronelli risultano particolarmente ben presenti vicino ai fiumi o corsi d'acqua ma più in generale anche nei boschi, sebbene in Piemonte prediligano le zone prossime ai fiumi in cui siano presenti folti cespugli di Poligono del Giappone, quell'infestate che produce fitte canne con grandi foglie a cuore. Qua molto spesso trovano rifugio anche le Vipere grazie all'abbondanza di piccoli rettili, anfibi o insetti vari che possono rappresentare un buon pasto.

A breve pubblicheremo una guida al riconoscimento di Bisce e Vipere.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 30.05.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


STRANEZZE MICOLOGICHE. ANCHE I BOSCHI SEMBRANO IMPAZZITI: TROVATI GIA' I PRIMI FUNGHI AUTUNNALI: CHIODINI O ARMILLARIA E MAZZE DI TAMBURO O MACROLEPIOTA

27.05.2017 STRANEZZE MICOLOGICHE LEGATE AL CLIMA BIZZARRO. Si registrano già in molte zone del Nord Ovest italiano. Dopo un tentativo di avvio precocissimo di primavera dai connotati quasi estivi, attorno a Pasqua, ci ricordiamo benissimo del gelo tardivo giunto con anche la neve a bassa quota e soprattutto con le gelate che hanno messo in ginocchio l'agricoltura.

E' poi arrivata l'attesissima pioggia, in buona quantità, ma non certo in quantità degne del passato e comunque inferiori alla norma. Da alcune settimane è poi ripreso a far più caldo e nel corso degli ultimi giorni abbiamo già sperimentato i primi valori di temperatura anomali per il periodo con caldo attorno o persino di poco sopra i 30°C al piano.

Sali-scendi temici continui. Continui sbalzi di temperature tra giorno e notte e poi negli ultimissimi giorni persino le prime notti con escursioni termiche contenute grazie ad inversioni termiche che hanno generato nuvole basse mattutine e sole caldo pomeridiano.

Clima davvero bizzarro e poco consono alla stagione attuale che non è certamente definibile primaverile, semmai quasi estivo pur in assenza dei tipici temporali di stagione.

SPICCA l'assenza di tassi di umidità adeguati al periodo. Se non soffia il vento o anche se in apparenza l'aria è appena mossa da leggere bave di vento, quel che emerge è come i tassi di umità dell'aria siano sempre costantemente al di sotto della media del periodo, questo a causa della presenza in quota di cosiddette "bolle d'aria calda sub-tropicale o del tutto tropicale". Aria che per propria natura è già tendenzialmente secca in partenza ma che subisce una ulteriore perdita di umidità strada facendo, lungo il suo tragitto dalle latitudini Tropicali verso quelle Temperate.

Aria che ci restituisce bagnature dei suoli e dell'humus del sottobosco tendenzialmente scarse, pur dopo un buon periodo con discrete piogge. Aria secca che NON FA BENE AI FUNGHI ed al bosco perchè, è bene ricordarlo, i funghi non nascono a seguito di grandi piogge, ristagni di acqua piovana o frequentissimi temporali ma, a seguito di presenza di buoni tassi di umidità del suolo e soprattutto dell'aria. Cosa che non è accaduta lo scorso anno in cui di funghi se n'è trovati pochi o comunque molti meno rispetto al più ricco passato e che, probabilmente potrebbe accadere anche quest'anno se le cose non prenderanno una piega del tutto diversa (per ora in apparenza improbabile) dal punto di vista climatico.

Nonostante le bizzarrie climatiche, qua e là si registrano già le prime nascite di Boleti, sia Rossi Pinicola che Neri Aereus. Poche nascite, spesso persino nulle e nel caso di fortuna davvero sfacciata, almeno una decina di esemplari però spesso, letteralmente aggrediti dalle larve che con i primi caldi abbondano nei funghi.

MOLTO SPESSO questi primi boleti si presentano però SCREPOLATI o addirittura persino ROTTI, con la spugna distaccata dal cappello a causa della siccità dell'aria come si può vedere dall'immagine postata di seguito. Ci sono poi pesino le bizzarre nascite di funghi Autunnali quali le Armillarie o Famigliole Buone/Chiodini già segnalati in diverse zone sia del piano che di collina. Anche le Macrolepiota o Mazze di Tamburo che, a detta di molti anziani, quando presenti già così presto in Primavera, annunciano una pessima stagione dei funghi. Non mancano poi le nascite di Leccini o Donne Grigie/Nere/Scure che solitamente abbondano in Autunno e non certo già a fine Maggio. Persino i Finferli o Galletti/Margherite/Garitule sono già presenti con i primi esemplari adulti in molte zone boschive del Nord Ovest italiano, non solo del piano e collina ma anche di bassa montagna.

Ci auguriamo che tutte queste bizzarrie non siano l'antipasto di una pessima stagione senza funghi (intesi come i ricercatissimi Porcini). Per ora sappiamo che le piogge di Maggio in termini di resa/nascite, hanno reso ben poco... E ci mancherebbe, è davvero ancora troppo presto perchè si trovino già le prime buttate estive. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Di seguito alcuni funghi con le tipiche screpolature dovute all'eccesso di aria secca o di vento:

porcini-primaverili

porcini-primaverili

E, a maggio 2017, ritrovamento di un esemplare di bellissimo Boletus pinicola o pinphilus dell'Appennino Settentrionale nel bosco di faggio

boletus-pinicola

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 27.05.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


PRIMI FUNGHI DOPO LA PIOGGIA? SEMBREREBBE DI SI. INSERITA IN TABELLA LA PIANURA PADANA CON I SUOI OTTIMI PIOPPINI. DI IMMINENTE NASCITA BOLETI E FINFERLI O GALLETTI

21.05.2017 Sale la febbre del fungo, tra le centinaia di appassionati che, dopo un lungo e fresco inverno non vedono l'ora di poter tornare a camminare tra i boschi, meglio ancora se con la possibilità di poter anche riempire i cesti.

Da più parti ci ventono segnalate le prime nascite di Russule o Colombine, Amanite e persino (ma per ora davvero pochi) i primi Boleti Estivi ma anche Pinicola (i rossi).

Abbiamo inserito in tabella anche la Pianura Padana, da molti considerata improduttiva a causa della scarsa presenza di boschi ma, vista la piega che sta prendendo il clima degli ultimi anni, sta diventando rifugio di molte specie fungine che si avvantaggiano dell'umidità offerta dai fiumi, dai fontanili o anche dall'irrigazione artificiale.

Talvolta si tratta di veri e propri boschi IGROFILI (boschi umidi di fiume), a volte si tratta di piccolissime macchie supersistiti che resistono a fatica all'agricoltura intensiva, ma molto più spesso si tratta di piccoli quadretti di giardini con più specie arboree o di filari di Querce impiantati su confini di appezzamenti agricoli ma anche di veri e propri parchi extra-urbani prossimi alle città padane, senza contare poi i nuovi appezzamenti di bosco da taglio, prevalentemente di Pioppo ma, in alcuni casi anche di altre specie arboree tra cui alcune varietà di Quercia.

Sin da inizio mese sono iniziate le nascite dei ricercatissimi PIOPPINI o PIOPPARELLI (Cyclocybe aegerita). In realtà attualmente le nascite di inizio mese sono segnalate già essere in fase adulta ma, da qua a qualche giorno, passate le ultime piogge (sebbene al piano siano state spesso deboli o appena accennate), nuove nascite potrebbero iniziare sul finire del mese ma soprattutto nella prima settimana di Giugno.

Giugno che è notoriamente il mese dei FINFERLI o GALLETTI/CANTARELLI. Le ultime piogge cadute in quantità non esagerata, ma sufficiente a garantire una buona bagnatura del suolo (a patto che l'imminente arrivo della prossima bolla d'aria calda africana non inizi a seccare drasticamente e repentinamente il suolo fino in profondità), dovrebbero facilitare la nascita delle prime trombette gialle di stagione, sin dai primi giorni della settimana entrante.

Anche in questo caso i pochi boschi del piano saranno i primi ad iniziare a produrre i Finferli o Galletti, seguiranno a ruota i boschi di collina e solo dopo metà mese quelli di bassa montagna. Per le zone montane tutto dipenderà dalle temperature e soprattutto dalle escursioni termiche tra notte e giorno, ricordando che escursioni termiche troppo elevate tra notte e giorno, NON fanno bene ai funghi di qualsivoglia genere perciò, quando di notte il termometro scende di diversi gradi al di sotto dei 15°C mentre di giorno sale di diversi gradi al di sopra dei 21°C allora, pioggia o non pioggia, sarà ben probabile che di nascite se ne realizzino ben poche.

Per ora, segnaliamo una buona presenza nei boschi di Amanite commestibili, di Russule o Colombine e, qua e là, con tanta pazienza e lunghissime camminate, si può tornare a casa già con alcuni Boleti nelle varietà Neri di Quercia, Rossi Pinicola o anche Chiari Estatini. Non attendiamoci di poter fare ritrovamenti particolari ma, per chi è in crisi d'astinenza da Boleti, la camminata nel bosco può sempre regalarci una ottima ossigenazione dei polmoni, data l'ormai completa fogliazione degli alberi.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 21.05.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


E' ARRIVATA LA PIOGGIA! ORA ATTENDIAMO I PRIMI BOLETI PRIMAVERILI. TRA CENTRO E SUD ITALIA SI TROVANO GIA' I PRIMI BOLETI ESTIVI

19.05.2017 Non poteva continuare a non piovere! Normalmente i mesi che vanno da Marzo a Giugno sono i più piovosi dell'anno nel Nord Italia. Meglio sottolineare però il concetto del "normalmente" perchè nel corso degli ultimi anni, la normalità climatica, si è un po' modificata nella forma e nella sostanza. In pratica le piogge sono diventate, come prospettato (anche se in misura assai minore rispetto alle drammatiche proiezioni ipotizzate negli anni passati), sempre più concentrate in pochi episodi, poco frequenti ma molto intensi.

Maggio si sta rivelando un mese spesso piovoso, ma E' BENE SOTTOLINEARE CHE L'IMPRESSIONE DI PIOGGE FREQUENTI NON VA DI PARI PASSO CON I DATI PLUVIOMETRICI REALI. In pratica, come spesso accade, le piogge, apparentemente frequenti in realtà sono state fin'ora di molto al di sotto rispetto alle medie NORMALI del periodo, almeno sul Nord Ovest Italiano.

Un dato su tutti: Oropa/Biella, media montagna-Alpi Biellesi. Pioggia caduta fino a questa mattina: 107 mm. Pioggia attesa normalmente nel mese di Maggio: 305 mm. Mancano all'appello la bellezza di quasi 200 mm di pioggia. Forse oggi a metà giornata ed entro metà pomeriggio ci potrà essere una bella passata temporalesca con anche forti rovesci e forse pure alcune grandinate ma, l'arrivo di un forte acquazzone monsonico, sappiamo NON essere la condizione ideale per la nascita di funghi. Certo meglio un acquazzone monsonico che un secchissimo favonio o una bolla calda africana con tanto di effetto adiabatico verticale che secca l'aria persino in casa.

Ad ogni modo le piogge fin'ora cadute, per quanto inferiori alle attese, iniziano a dare i primi timidissimi frutti.

Frutti che sono già presenti tra Centro-Sud Italia dove nei boschi di Quercia, ma anche nel Castagno e Faggio sono già segnalate le prime nascite di Porcini Aereous o Aestivali, Primaverili i primi ed Estivi i secondi.

Nel Nord Italia le cose vanno un po' più a rilento, tuttavia sono già segnalate le prime timide nascite nei pochi boschi umidi della Pianura Padana Occidentale sotto le poche Querce che sono sopravvissute all'urbanizzazione e spesso addirittura in piene aree urbane dove, nei parchi sono state re-introdotte negli anni 60/70.

Alcune nascite iniziano ad esser segnalate nelle zone Appenniniche che, normalmente sono conosciute per le migliori buttate durante l'intero trimestre primavera-estate-autunno. Parlo di zone quali i boschi del Taro-Scrivia-Trebbia e valli Appenniniche a cavallo tra Piemonte e Liguria oltre che sull'Emilia Occidentale. Qualche timido ritrovamento viene segnalato anche nel solitamente precoce Pinerolese ma, non ci si illuda, si tratta di un paio di esemplari a settimana, non molto di più. Nulla per cui possa già valer la pena di percorrere decine o centinaia di chilometri per andar nei boschi ma, passeggiata che può già valer la pena per i residenti.

Segnalata la presenza di altri funghi commestibili di minor pregio. Amanite varie e Vescie che in Val d'Aosta sono già state ritrovate nei prati liberati precocemente dalle nevi.

Attendiamo ora le giornate miti (speriamo non troppo calde) della settimana entrante per poter, forse, iniziare a trovare i primi Boleti Primaverili nei Rodoro-Vaccinieti del Piemonte e alta Lombardia ma soprattutto i primi Rossi e Neri di collina e bassa Montagna oltre che dei Primaverili del piano.

COS'E' IL RODORO-VACCINIETO?

  • Per intenderci, il rodoro-vaccinieto è l'ambiente vegetativo costituito dalla ricca presenza di Rododendri alpini (Rodoro) e Mirtilli (Vaccinum) spesso associati a felci e Betulle. Ambiente che un tempo (quando pioveva assai di più rispetto ad ora) era presente fino in bassa collina, fin verso i 400/500 mt ma che oggi si è di fatto ritirato sempre più in alto in bassa montagna oltre i 700/800 mt a causa del Riscaldamento Globale del Pianeta e della relativa avanzata verso le Alpi dell'ambiente caldo-umido Mediterraneo.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 19.05.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)

PIOGGE FREDDE MA BENEDETTE TORNANO A BAGNARE IL NORD ITALIA. PERSINO LA NEVE FINO A BASSA QUOTA MENTRE MARZO UFFICIALMENTE E' IL 4° PIU' CALDO IN ITALIA DAL 1800

01.05.2017 Non fa stupore leggere i dati diffusi dal CNR che ci dicono che il mese di Marzo 2017 è stato il 4° più caldo dal 1800 in Italia con una dato nazionale di +2.52°C al di sopra della norma. Non fa stupore neppure apprendere che, nonostante le gelate tardive di fine Aprile (dopo Pasqua) l'anomalia termica positiva di Aprile non si è del tutto rimarginata con valori ugualmente compresi tra i +1 ed i +2.5°C sul Nord Ovest italiano con valori non troppo dissimili anche nel Nord Est e Centro-Sud Italia. E' piovuto in maniera disomogenea. In poche zone è piovuto a Marzo molto più del normale (ma davvero in molto poche zone), in altre vi è stata ugualmente siccità che è poi proseguita anche ad Aprile. Insomma non è stato un buon avvio climatico quello della primavera 2017.

IN QUESTO ARTICOLO TUTTI I DETTAGLI DEL CALDO E DEL FREDDO E DELLA PIOGGIA CADUTA, DOVE E QUANTO E PIOVUTO. CLICCA

Un nostro lettore, attravero il gruppo whatsapp ci ha fatto notare che la pioggia di Marzo e di Aprile non serve a nulla per le future nascite d'Autunno perchè farà in tempo ad evaporare o a traslare altrove. In parte è vero ma, è altrettanto vero che i funghi d'Autunno per poter avere sufficiente "cibo da mangiare" per svilupparsi a dovere, hanno bisogno che la pioggia, calda o fredda che sia, dell'inverno, primavera ed estate, cada in quantità sufficiente per poter far degradare il fogliame, rami secchi, e tutti i vegetali che senza la pioggia non si decomporrebbero e non si trasformerebbero in azoto, e tutte le altre sostenze INDISPENSABILI al nutrimento dei miceli. Si in apparenza, della pioggia di Marzo e Aprile a Settembre potrebbe non esserci più traccia ma dei sali minerali/nutrienti disciolti nel substrato dalle piogge pregresse, rimarrà traccia se vi saranno piogge a sufficienza ORA e se in Estate non arriveranno diluvi monsonici a spazzar via dal substrato i nutrienti con i classici "lavoni" Tropicali degli ultimi anni.

Detto questo, segnalo che alcune belle nascite di funghi Primaverili ci sono state anche a fine Aprile. Le Morchelle sono subito tornate quiescenti a causa del gran caldo precoce. Al piano le ultime Morchelle trovate prima di Pasqua risultavano secche e spesso attaccate da larve. Qualche Porcino Primaverile (Boletus Aestivalis) ha fatto la propria comparsa lungo i riali, canali irrigui o corsi d'acqua del piano, soprattutto vicino ai Parchi cittadini in presenza di alberi di Quercia. Qualche Porcino Rosso è apparso nei luoghi classici di ritrovamento di questi bellissimi Boleti (Pinicola), quale l'Appennino Ligure-Romagnolo ed alcuni sporadici Porcini Aestivalis si sono trovati anche nelle zone sub-alpine delle Alpi Cozie.

Il caldo ed il secco di Aprile, poi i forti venti gelidi di Pasqua, non hanno avuto un buon ruolo nella nascita dei Prugnoli e di tutti gli altri funghi tipici della Primavera. Insomma dal punto di vista Micologico, l'inizio della Primavera 2017 è stato un autentico disastro!

Sul finire di Aprile sono arrivate le piogge. Piove anche oggi 1° Maggio ma ancora una volta in alcune aree del Piemonte Settentrionale e Val d'Aosta, in particolar modo tra alta Valsesia e valli Ossolane la neve si spinge addirittura fino agli 800 mt con imbiancamenti mentre è segnalata pioggia mista a neve fin verso i 600 e persino 550 mt! Imbiancata la Valsesia fino a Scopa a circa 600 mt. Questa neve tardiva forse potrebbe avere una qualche influenza positiva sulla nascita di Morchelle in alta valle. Funghi che non amano le alte temperature e che comunque NON crescono quando si va' oltre i +22°C.

Ci auguriamo che questa pioggia di inizio Maggio possa avere una buona influenza sul sottobosco e sulla nascite di funghi della seconda parte della Primavera. Per ora non possiamo far altro che incrociare le dita!

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 01.05.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


PRIMAVERA DAGLI SCOSSONI METEOROLOGICI. IL RISCALDAMENTO GLOBALE DEL PIANETA E' ANCHE QUESTO. DOPO IL CALDO ESTREMO IL GELO CHE METTE IN GINOCCHIO LA NATURA. DISASTRI IN AGRICOLTURA NE RISENTIRANNO ANCHE I FUNGHI!

22.04.2017 NON C'E' PACE, NON C'E' TREGUA! Quest'anno inizia davvero col piede sbagliato! Prima il caldo precoce e la siccità estrema, poi il gelo tardivo che distrugge intere piantagioni di ortaggi appena messi a dimora, senza contare i danni ingenti alle piante da frutto ma pure a quelle selvatiche. Scossoni climatici che non fanno e non faranno bene ai nostri boschi ed ai nostri amatissimi funghi.

LEGGI QUESTO ARTICOLO PER CAPIRE DI COSA STO PARLANDO E CAPIRAI QUAL'E' L'ESATTA SITUAZIONE METEO-AGRICOLA.

Vigneti completamente compromessi dal gelo, alcuni periranno ed addirittura moriranno. Noci che hanno perduto l'intero apparato fogliare e le infiorescenze. Piante da orto e da frutto che hanno subito pesantemente il gelo... E pensare che da giorni e giorni i più importanti e seri siti web (ma nel nostro piccolo pure noi) avevano messo in allerta gli operatori del settore... INASCOLTATI! In Italia siamo sempre fatalisti e c'è sempre chi dirà: ma a me che mi importa... Che la frutta arrivi dall'Italia o dal Nord Africa, Turchia o Usa che mi importa se il prezzo dell'estero è migliore di quello italiano? Oppure... Ma a me che importa dei danni primaverili ed estivi, basta che tutto torni normale entro Luglio-Settembre per le prime nascite dei Boleti estivi ed autunnali.

Resta il fatto che, i primi intrepidi cercatori di funghi già stanno setacciando i boschi termofili più adatti alla ricerca dei primi Boleti Primaverili. Ho scritto questo articolo per illustrare i primi ritrovamenti di Boletus Aestivalis in Piemonte, se non lo hai ancora letto clicca qua. Sempre dal Piemonte ci giungono riscontri di primi simpatici ritrovamenti di Porcini Primaverili soprattutto nei boschi termofili dei parchi cittadini o dei colli delle zone sub-alpine del Torinese, statisticamente tra le più calde del Piemonte. Anche in Lombardia si sono trovati Porcini Primaverili in alcuni parchi appena fuori città, è normale in questo periodo in cui le temperature sono spesso prossime ai 21°C quindi ottimali come in pieno Ottobre con la differenza che solitamente ad Ottobre, ma anche ad Aprile piove e pure frequentemente ed i funghi si sviluppano ad un ritmo accelerato.

Quest'anno oltre agli sbalzi meteo-termici siamo di fronte a periodi siccitosi davvero senza uguali. Nei giorni scorsi, prima dell'arrivo del vento gelido da Nord Est, lungo i crinali granitici sabbiosi dell'alto Piemonte, dove il sabbione granitico presente soprattutto nel Massiccio Granitico Biellese o della Serie Lanzo-Sesia-Verbano (localmente detto "tassone") era così secco che persino le erbe selvatiche cresciute precocemente seccavano come fosse pieno Agosto!

Non c'è molto da aggiungere. Vero, da qua a Settembre molte cose faranno in tempo a cambiare ma, un anno iniziato col piede sbagliato non migliora dall'oggi al domani, semmai peggiora ulteriormente! Le previsioni meteo-climatiche a lunghissima scadenza ci dicono già che presto potrebbe ritornare il fenomeno del Niño ed allora la speranza di avere entro l'Autunno un clima Oceanico-Atlantico ottimale per i funghi finiranno tutte nel nulla.

Non fasciamoci la testa, la speranza è l'ultima a morire ma, almeno abbiamo la consapevolezza che siamo di fronte a quella che in passato sarebbe stata l'inizio di una gravosa e disastrosa carestia. Quando le derrate alimentari non arrivavano con le navi e con gli aerei o via autostrada, da ogni parte del mondo, quando non c'era ancora la globalizzazione, una gelata tardiva come quella dei giorni scorsi avrebbe provocato diffuse e distruttive carestie che avrebbero provocato fame e morte in mezza Europa. Oggi per fortuna le carestie interessano soltanto poche aree del terzo mondo, meno attrezzato e moderno ma, non per questo devono lasciarci nell'indifferenza, soprattutto ora che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di abbandonare il tavolo delle trattative sul clima abbandonando sin da subito le leggi di Obama a protezione del Clima perchè, a suo dire, troppo gravose per l'economia agricola statuniteste, indifferente al fatto che gli stessi cambiamenti climatici con Tornadoes di immane violenza stanno già interessando gli stessi agricoltori che subiscono quindi spese ben maggiori, sin dal cuore dell'inverno ma, in una nazione in cui le grandi speculazioni si fanno anche sulle ceneri di case distrutte o a spese di agricoltori inermi incassando miliardi di dollari grazie alle assicurazioni che muovono l'economia più ricca di quel paese, intervenire perchè si ponga un freno ai cambiamenti climatici (quantomeno nella riduzione di Anidride Carbonica che influenza pesantemente anche la nascita di funghi) è davvero impensabile dove al ricco interessa solo incrementare ulteriormente il suo già folto gruzzolo di soldi e non il benessere dell'intera nazione.

Ognuno tragga le dovute conclusioni. Per ora incrociamo le dita affinchè il previsto maltempo del 25 Aprile/1° Maggio non giunga violento e distruttivo dopo tanto vento, gelo e siccità perchè anche il maltempo estremo non è di alcuna utilità per i nostri boschi e funghi.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 22.04.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


 
 

PRIMAVERA ANOMALA. CALDO E SECCO MA CIO' NONOSTANTE ECCO LE MORCHELLE, I PRUGNOLI ED I PRIMI AESTIVALIS O PORCINI ESTATINI

10.04.2017 Nascite di funghi sempre più compromesse dal caldo anomalo e decisamente superiore alla norma, ma soprattutto dalla siccità che regna sovrana, proprio quando si dovrebbero verificare ancora le ultime nevicate in montagna, i primi rovesci temporaleschi primaverili e gli ultimi freddi invernali.

Sono le MORCHELLE i funghi primaverili che stanno patendo maggiormente queste condizioni climatiche anomale. Le Morchelle per poter proliferare, necessitano di temperature fresche, mediamente attorno ai 15/18°C e sicuramente non superiori ai 20/21°C, non a caso il mese per eccellenza, per il ritrovamento delle Morchelle è proprio il mese di Aprile, quando, normalmente si dovrebbero realizzare le temperature appena descritte ma, quest'anno, siamo in evidente anomalia termica.

Da settimane al piano si raggiungono, e si superano molto spesso, i 25°C. (continua a leggere) E' L'ORA DEI PORCINI PRIMAVERILI Aprile siccitoso ed anomalmente caldo eppure nei boschi qualcosa si muove. Morchelle localmente abbondanti, Prugnoli o Calocybe Gambosa già trovabili ma soprattutto Boletus Aestivalis o Porcini Estatini che iniziano a fare le prime comparse (leggi tutto).

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 10.04.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


 
 

LA PRIMAVERA PARTE CON LA SICCITA'. STAGIONE DEI FUNGHI COMPROMESSA? SE NON PIOVERA' A SUFFICIENZA SI. PRIMI FUNGHI PRIMAVERILI IN ARRIVO A BREVE GRAZIE AI PRIMI ANOMALI TEPORI

18.03.2017 Funghi a rischio anche quest'anno.
Dicono in molti, è presto per fasciarsi la testa, è tuttavia indubbiamente anche presto perchè le temperature impennino già su valori quasi estivi, e per giunta in un contesto di Bolle Calde Africane con componente adiabatica verticale sostenuta a far impennare le temperature in maniera anomala ed a seccare l'aria tenendo lontane quelle che sono le piogge che, in primavera dovrebbero costituire la riserva d'acqua per l'estate.

Negli ultimi giorni le temperature sono state molto più alte della norma non solo al piano ma anche in alta montagna. Ai 2500 mt del Monte Rosa Giovedì si sono sfiorati i +15°C, simili temperature sono normali dopo la fine di Aprile ma a dire il vero neppure troppo normali visto che fino a Maggio la norma vorrebbe che a quelle quote restassero attorno ai +10°C e non a +15.

Ho descritto le problematiche legate alle bolle calde africane ed a quelli che sono gli effetti sulle nascite dei funghi in questi due articoli. Per quanti non li avessero ancora letti posto i rispettivi link. Vi faranno sicuramente capire qualcosa in più sullo stretto rapporto che c'è tra la Tropicalizzazione dell'Atmosfera italiana e le nascite dei funghi.

Primo articolo: - ITALIA TROPICALE, FUNGHI AL PALO prima parte
Secondo articolo: - TROPICALIZZAZIONE E FUNGHI seconda parte

Nonostante le oggettive condizioni meteo sfavorevoli, è tuttavia davvero presto per disperare e per dare per spacciata la stagione primaverile. Da inizio della prossima settimana infatti una Saccatura Artica dovrebbe puntare verso Sud fin sul Mediterraneo riportando maltempo, diminuzioni termiche, primi temporali e piogge.

Nella nostra pagina PREVISIONI METEO aggiorno quotidianamente le previsioni meteo per l'intero Nord Ovest italiano con linea di tendenza sul breve, medio e lungo termine.

Incrociando le dite e sperando davvero che le piogge possano tornare a farci visita, senza creare però danni da rovesci monsonici, è giunta l'ora di togliere i nostri cesti dal chiodo, rispolverare scarponcini, zaini e macchine fotografiche perchè, seppure in sordina, stanno iniziando a nascere i primi funghi Primaverili ed altri, ancor più succulenti e più diffusi stanno per deliziare i nostri occhi e palato.

I FUNGHI DORMIENTI o MARZUOLI - Hygrophorus marzuolus - sono già presenti nei boschi di Abete bianco con qualche apparizione anche nei boschi di faggio di fondovalle dove si è già completamente sciolta la neve. Alcuni nostri lettori mi hanno contattato obiettando di non aver mai sentito dire da propri conoscenti che siano stati trovati Marzuoli in Piemonte o in Val d'Aosta. Ci sono amici lettori... Eccome se ci sono. I Dormienti però hanno il brutto difetto di rimanere spesso rintanati sotto la terra o sotto fitti strati di fogliame, tanto da poter sembrare funghi ipogei (funghi sotterranei) e spesso non vedranno mai o quasi la luce del sole durante l'intero ciclo vegetativo... Il trucco è di perlustrare attentamente i boschi tastando in cerca di rigonfiamenti del terreno o del fogliame. Una volta trovato un sito di crescita, occorrerà memorizzarlo attentamente perchè in quello stesso posto i Marzuoli si troveranno per tutta la vita, salvo che non venga distrutto l'abitat che li ospita. La ragione di una scarsa diffusione aerale di questi funghi è ovvia: trattandosi di funghi semi-ipogei è naturale che le spore di questi profumatissimi e ricercatissimi funghi primaverili si disperdano sempre nella medesima zona con concentrazioni di funghi altissime in un ristretto sito molto circoscritto.

MARZO è il mese delle VERPE o FUNGHI DI FRA' RINALDO. La VERPA DIGITALIFORMIS è senza dubbio la più diffusa e già censita come presente tra Langhe e Monferrato nelle zone umide fluviali. Le Verpe sono delle piccole SPUGNOLE del tutto simili alle Morchelle ma di dimensioni più piccole. Alcuni dicono esser troppo odorose, al punto di risultare quasi sgradevoli all'olfatto, vanno raccolte e cucinate con cautela perchè contengono tracce di Gyromitrina, una pericolosa micotossina termostabile, che quindi non evapora con il calore, come invece avviene con le Morchelle. la Mitrophora semilibera è un altro fungo primaverile accomunabile alle Verpe e molto simile ad una Morchella. A breve pubblicherò un articolo dedicato proprio a questo fungo che già risulta esser presente nei boschi di Pioppo-Frassino-Biancospino in prossimità dei corsi d'acqua su suoli sabbiosi ed accomunabili allo stesso habitat delle Morchelle.

Le Morchelle infine, arriveranno presto a deliziarci, piogge permettendo. I Frassini grazie ai primi caldi precoci iniziano già a lasciar aprire le gemme e le infiorescenze inziano a far capolino qua e là. A piena fioritura dei Frassini si potrà iniziare a calpesatare i suoli sabbiosi lungo i fiumi della bassa o alta Pianura Padana in cerca di queste delizione spugnole o spungole dette appunto Morchelle.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 18.03.2017 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)



 
 

UN INVERNO RICCHISSIMO DI ARTICOLI SUI FUNGHI. CURIOSITA', APPROFONDIMENTI E DIDATTICA MICOLOGICA PER NON ARRIVARE IMPREPERATI ALLE PROSSIME STAGIONI DEI FUNGHI 2017

22.12.2016 Funghi, Funghi e ancora Funghi. Ad alcuni sembrerà strano parlare di funghi proprio in questa stagione che, in assoluto è la più povera di funghi dell'anno. Strano? Macché. Non credete anche voi che sia molto più logico approfondire le preprie conoscenze micologiche o affinare le proprie tecniche di ricerca quando si ha più tempo per farlo?

Chi non desidera andare in spiaggia in estate, bianco come una mozzarella, con la pancetta e con molti chili di troppo, non inizia forse in inverno, proseguendo poi in primavera, a lavorare sul proprio corpo? Chi si sognerebbe di iniziare a darsi da fare una o due settimane prima di andare al mare o peggio ancora si metterebbe a correre, alzar pesi o fare sport intensivi, a vacanze inziate sperando di non sfigurare troppo?

Non facciamoci dunque trovare impreparati e diamoci da fare!

Durante la scorsa stagione dei funghi, in pieno autunno e nel pieno delle ricerche, moltissimi lettori ci hanno posto le più disparate domande sui funghi, o sui "posti buoni" per i funghi. Abbiamo cercato di rispondere a tutti ma a molti di loro abbiamo dovuto suggerire di attendere la fine della stagione, quando saremmo stati meno impegnati nelle escursioni boschive e più liberi.

Alcuni di questi lettori distratti si sono dileguati nel nulla e, quando ricontattati, non hanno neppure risposto alle nostre email. Poco male, per alcuni lettori un po' distrattini ce ne sono tanti altri molto più curiosi ed interattivi.

Nel corso del mese di Dicembre ci siamo dati da fare. Abbiamo studiato, abbiamo approfondito le nostre conoscenze e, col supporto del Gruppo Micologico Biellese ci siamo documentati con i migliori libri presenti sul mercato.

Abbiamo iniziato a tirare le somme su quella che è stata una delle stagioni dei funghi più infauste che molti ricordano da 40 anni a questa parte. I colleghi micologi più anziani ci hanno ricordato che già negli anni '70 e poi ancor di più negli anni '80 ci sono state annate poco favorevoli, annate con nascite scarse e discontinue ma mai quanto è accaduto in questa avara stagione 2016. Ho tirato le somme in questo articolo: STAGIONE DEI FUNGHI 2016, TIRIAMO LE SOMME. Incrociamo le dita e speriamo che il 2017 sia decisamente migliore.

Le prospettive però, per un anno migliore non è che siano così rosee. Per capire quali effetti hanno i cambiamenti climatici in corso sulle nascite dei funghi, ho pubblicato due articoli dal titolo: ITALIA TROPICALE, FUNGHI AL PALO (prima parte) e poi: TROPICALIZZAZIONE E FUNGHI (seconda parte). Nel primo articolo ho descritto quelli che sono gli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici, ovvero l'ufficializzazione pubblicata dalla rivista NATURE.COM che la fascia di clima Tropicale non si ferma più alle sole coste Nord Africane ma si porta molto più a Nord fino al 41° Parallelo di Napoli ed al 42° di Roma (e New York). Nel secondo articolo, ho descritto come stanno avvenendo i cambiamenti climatici con i vecchi Fussi Zonali sempre più disturbati dagli Anticicloni Tropicali che impongono alla Corrente a Getto Flussi Meridiani con alternanze di fasi roventi e torride a fasi con piogge monsoniche. Tra gli altri argomenti approfonditi, il pH del terreno, necessario per la nascita dei funghi e le sostanze che li alimentano i funghi. Infine un approfondimento sugli effetti climatici deleteri che alcuni fenomeni hanno sulla sopravvivenza dei funghi.

Un articolo che ha riscosso un grande successo è stato: ANDAR PER FUNGHI IN INVERNO. Una vera e propria guida ai funghi che si possono raccogliere anche in pieno inverno. Il loro habitat naturale, e le principali caratteristiche con fotogallery.

Tra gli approfondimenti sui funghi invernali un articolo dedicato ai FUNGHI INVERNALI DELL'ALTO PIEMONTE E VICINA LOMBARDIA. Anche in questo caso abbiamo descritto quali sono i funghi che si possono trovare anche in pieno inverno dal Biellese ai Laghi.

Altri articoli arriveranno a breve e tanti altri saranno pubblicati entro la primavera, quando torneranno a deliziarci Morchelle e Prugnoli, i primi funghi ad uscire dal lungo letargo invernale.

UN NOSTRO BLOG INTERAMENTE DEDICATO A FUNGHI, METEO E NATURA WWW.TRIVERO-ITALY.IT

POTETE E POTRETE INVIARCI IL VOSTRO MATERIALE FOTOGRAFICO o VIDEO da pubblicare sul Blog all'indirizzo email triveroitaly@gmail.com oppure su whatsapp al numero 3317615015, oppure il link del vostro account You Tube o You Reporter con i vostri video da condividere sul nostro blog.

Le foto che ci invierete dovrebbero preferibilmente avere una risoluzione abbastanza alta e soprattutto non essere sfuocate o mosse. Non inviateci foto con risoluzioni altissime perchè, se non ce le invierete con appositi servizi per invio di email di grandi dimensioni, non arriverebbero mai, ma neppure foto piccine o a bassa risoluzione perchè difficilmente ingrandibili. Ideale, per chi ha un minimo di competenza, sono fotografie con dimensione compresa tra gli 800 ed i 1200 pixel sul lato più largo, la lunghezza (altezza) può avere pixel proporzionati senza limiti. Le foto dovrebbero preferibilmente esser state scattate in ORIZZONTALE e nel caso in cui vogliate, potrete inviarci anche i vostri VIDEO che saranno pubblicati.

Naturalmente, questa pagina non verrà abbandonata. QUA CONTINUEREMO A PUBBLICARE TUTTE LE SEGNALAZIONI, IL SEMAFORO DEI FUNGHI, SEMPRE AGGIORNATO E LE NEWS che riguardano direttamente i funghi. Non ci resta che augurarvi buone letture e buon apprendimento!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 22.12.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


13.11.2016 - FUNGHI SEMPRE MENO FREQUENTI, MA LE ULTIME NASCITE SONO ANCORA POSSIBILI, SOPRATTUTTO AL PIANO

Novembre è il primo vero mese invernale, nonchè il mese di transizione tra le ultime nascite autunnali ed il letargo che terminerà tra Marzo ed Aprile con lo scioglimento della neve e l'arrivo dei primi funghi primaverili, le Morchelle o Spugnole ed i funghi di San Giorgio o Prugnoli/Calocybe Gambosa.

Chi è ancora "assuefatto" dai funghi estivi-autunnali non demorde ancora, qualche giro per boschi continua a farlo e, spesso viene ancora premiato dagli ultimi ritardatari che, non raramente, nascono ancora, anche se sporadici e poco frequenti, fino alla caduta delle prime nevi.

In questo periodo dell'anno sono in realtà i Leccini i protagonisti dell'inverno. In teoria avrebbero dovuto essere i ricercatissimi e spettacolari Boletus Pinicola, i Porcini dal cappello bruno-rossiccio, col gambo di colore ocra-mattone-rossiccio e dalla forma massiccia e tozza con gambi molto grandi e talvolta persino con circonferenze superiori al cappello stesso.

Ho usato, non a caso, il condizionale scrivendo "avrebbero" poichè questa varietà di Boleto è la più resistente al freddo. Il suo Micelio si adatta a condizioni meteo estreme ed infatti è abbastanza frequente in primavera quando dopo i primi caldi arriva una nevicata tardiva o in esatate subito dopo una grandinata ed una improvvisa irruzione artica. Tra il tardo autunno e l'inverno è molto frequente, soprattutto tra i caldi tappeti di muschi e tra le erbe dove il suo micelio trova riparo dai primi rigori invernali.

Purtroppo il 2016 non fa testo, neppure per questo bellissimo Boleto dal portamento elegante e dai colori singolari. Lo strano andamento delle temperature, con i continui sali-scendi e le altalene dell'umidità dell'aria, spesso tendenti più alla siccità che non all'umido, hanno impedito al, pur resistente micelio di questo fungo, di svilupparsi a dovere e soprattutto di produrre gli sporofiri che avrebbero dovuto dar vita alle preziosissime spore, indispensabili per la riproduzione della specie.

Parleremo diffusamente, nel corso dell'inverno, pubblicando ben più di un articolo, tecnico ma di facile comprensione a tutti, quali sono le condizioni specifiche che hanno impedito anche al prezioso Pinicola di allietare il nostro finale di stagione.

Già amici ed amici "fungiatt", ora che la neve si fa sempre più prossima e le nascite di funghi sempre più rare, non avendo più le mattinate impegnate nelle esplorazioni tra i boschi, arriva il momento di affinare le tecniche di ricerca e di scoprire nuovi misteri legati alle nascite dei funghi. Arriva l'ora di catalogare le fotografie scattate durante la passata stagione (e che, non appena avremo pronta la nuova versione del nostro sito pubblicheremo in apposite fotogallery), arriva anche l'ora di approfondire le proprie conoscenze micologiche (abbiamo in preparazione/pubblicazione diversi articoli a tema squisitamente micologico con i fondamenti di micologia). Insomma arriva l'ora di informarsi per non venir surclassati da concorrenti più informati e più bravi di noi.

Nel corso della stagione invernale TENTEREMO, non garantendo ovviamente la riuscita, non per nostre incapacità, ma per oggittive difficoltà relative al tema, di tracciare le linee guida del meteo delle prossime stagioni primaverili ed estive, così da capire, a grandi linee se il 2017 avrà migliori potenzialità dal punto di vista delle nascite dei funghi, oppure se dovremo rassegnarci ad un altro anno terribile come quello appena concluso.

Insomma, non vi abbandoneremo nell'oblio ma continueremo a tenervi aggiornati ed informati.

Nel frattempo vi ricordiamo che, nonostante il freddo si stia facendo sempre più pungente, non è ancora tempo per gettar del tutto la spugna. Al piano, soprattutto nelle Baragge del Piemonte Settentrionale, dalla Vauda Canavese al Ticino non sono rare le ultime nascite di Leccini o Crave/Donne. Nei boschi termofili (quelli caldi ad influenza Mediterranea o comunque esposti a Sud) si può trovare ancora qualche Boleto, pochi, spesso abbastanza grandi poichè, crescendo tra foglie ed erbe passano inosservati finchè non sono già adulti. Qualche Boleto ed altre specie si trovano ancora tra Liguria ed Appennino dove fa ancora un po' più caldo. Altre specie di funghi meno nobili rispetto al RE dei funghi sono ancora rinvenibili qua e là. Al piano si possono trovare le ultime buone buttate di PIOPPINI ma, è doveroso fare una importante precisazione a riguardo dei funghi che nascono col gelo...

Attenzione a NON RACCOGLIERE PIU' I CHIODINI O FAMIGLIOLE BUONE perchè, questo tipo di fungo, tende a produrre tossine che, col gelo non sono più termolabili ma si fissano e rimangono presenti anche dopo cottura. MAI CONSERVARE I CHIODINI IN FREESER, mai congelarli o surgelarli e mai raccoglierli se sono già in avanzato stato di maturità con il cappello ben aperto perchè risulterebbe da molto indigesto a persino tossico. Proprio la scorsa settimana, la cronaca Biellese riportava la notizia di un anziano avvelenato da cibo a base di chiodini raccolti in avanzato stato di maturità e per giunta pure dopo aver preso il primo gelo.

Non ci rimane che ricordarvi che è buona pratica, in questo periodo, andar per boschi alla ricerca di posti nuovi, cercando di scoprire nuovi sentieri, nuovi tracciati o nuovi versanti in cui il bosco ci appare potenzialmente produttivo o "buono" avendo però cura di fare MOLTA attenzione al gelo, alle placche di ghiaccio ed all'umidità del suolo dovuta al freddo che impedisce l'evapotraspirazione delle poche piogge cadute. Restate quindi con noi anche nei prossimi mesi, come detto, molti nuovi articoli sono in arrivo!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 03.11.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


03.11.2016 - FUNGHI SEMPRE PIU' AL CAPOLINEA, MA LA SPERANZA DI TROVARE ANCORA QUALCHE BELL'ESEMPLARE NON E' DEL TUTTA FINITA ON-LINE L'ANALISI CLIMATICA DEL MESE DI OTTOBRE 2016. CLICCA QUA PER SAPERE DOVE E QUANTO E' PIOVUTO AD OTTOBRE

Ottobre 2016 un mese tutto sommato ancora secco e con piogge al di sotto della norma su tutto il Nord Ovest italiano.

Scopri quanto è piovuto, quali sono state le 10 stazioni meteo con gli accumuli migliori del mese e del Piemonte. Analisi anche delle temperature. CLICCA QUA.

Si avvia ormai rapidamente alla conclusione questa avida ed avara stagione dei funghi. Avara però non del tutto perchè, tirando le somme, ci accorgiamo che di funghi nei boschi non ne sono poi mancati, in senso assoluto. Non sono mancati neppure i Boleti che, per certi versi sono stati persino più abbondanti di alcuni anni passati. Boleti però inteso in senso lato, come genere, e non come funghi Porcini che, al contrario sono stati piuttosto scarsi e talvolta persino assenti.

La stagione dei funghi 2016 ha dato ottime soddisfazioni a chi ama raccogliere funghi "minori", non sempre particolarmente popolari ma ugualmente buoni, se non del tutto ottimi ma che, spesso non brillano di luce propria perchè offuscati dal RE dei funghi, il PORCINO!

Tra i Boleti, i più comuni e frequenti i Leccini, anche detti Donne o Crave, con tutte le varietà di vari colori, dal Rosso al Grigio nelle varietà Aurantiacum, Duriusculum, Holopus, Lepidum, Scabrum (li abbiamo descritti in questa pagina). Molto comuni pure i Boleti Erythropus o anche detti Ferè o Frè, Ferrè o Boleti dal piede rosso. Boleti in tutto e per tutto simili al Porcino ma con sfumature rossiccie e carne che si ossida al taglio divenendo di colore blu (li abbiamo descritti in questa pagina). Sono stati invece più scarsi i Boleti del genere Xerocomus, i Badius, molto apprezzati in Trentino-Tirolo-Austria-Germania e tipici dei boschi di abete, anche detti volgarmente Pinaioli perchè associati a Pini ed Abeti, profumatissimi con retrogusto resinoso e carne molto più soda e dura rispetto ai Porcini e di facile ossidazione con viraggio sul colore blu al taglio, sono risultati scarsissimi. Qualche esemplare in più del cosidetto Castagnino o Xerocomus Chrysenteron o Boleto Dorato ma anche in questo caso senza vere e proprie buttate degne di nota (li abbiamo descritti in questa pagina).

I PORCINI invece sono risultati poco frequenti. In alcune vallate addirittura sono risultati poi persino quasi del tutto assenti. Assenti giustificati in Val d'Aosta (a causa delle scarsissime piogge estive ed autunnali) ma assenti ingiustificati in molte vallate di Piemonte, Lombardia e Liguria dove, pur non essendo piovuto in maniera consistente, alcuni episodi di pioggia discreta si sono pure avuti ma, le piogge in questione non sono state seguite da altrettante nascite. Altro assente INGIUSTIFICATO il Porcino di genere PINICOLA ed il Fuscorober, entrambi Porcini con il cappello di colore tendente al Rossiccio, il primo con anche il gambo rossiccio mentre il secondo con gambo bianco. Questi ultimi di solito sono i Porcini che chiudono la stagione autunnale, non disdegnano il fresco o persino il freddo e sono comuni tra metà/fine Ottobre e Novembre. Quest'anno di questi bellissimi Porcini, fino ad ora, se ne sono trovati ben pochi.

Sono stati comuni e spesso abbondanti e persino abbondantissimi tra fine Luglio e fine Agosto i Finferli o Cantarelli-Galletti o Garitule con tutte le denominazioni locali che sono davvero tantissime, tra le più comuni "Margherite". Chi ha avuto la pazienza di raccogliere questi funghi, spesso piccini ed impegnativi nella raccolta, ha potuto fare bellissimi bottini.

Steccherini dorati o Hydnum Repandum, sono stati particolarmente abbondanti e, nei punti sufficientemente umidi dei boschi sono ancora in nascita.

Tra i funghi commestibili i più abbondanti in assoluto sono risultate essere le RUSSULE. Non abbiamo ancora dedicato nessuna pagina a questi funghi molto apprezzati soprattutto dai Lombardi ma lo faremo presto. Tra le più comuni le Russule Virescens di colore solitamente Verdognolo, la Cyanoxantha di colore violaceo-marroncino-porpora e la Russula Vesca di colore più rossiccio ma facilmente confondibile con la tossica Ematica (di colore rossiccio più brillante).

Sono risultate temporaneamente molto abbondanti (subito dopo le piogge) anche le cosiddette Trombette dei Morti, dei piccoli Cantarelli di colore nero-grigio-marrone il cui nome scientifico è Craterellus Cornucopioides (li abbiamo descritti in questa pagina). Non sono mancate ottime nascite di Mazze di Tamburo o Macrolepiota Procera, quasi assenti le Rachodes. Tra fine Ottobre ed ancora in corso, discrete nascite di Coprinus Comatus o fungo dell'inchiostro, comuni, anche nei giardini ed orti ben concimati con anche letame, a margini di strade e sentieri. Solitamente si rinvengono in Primavera o Autunno ma quest'anno in Primavera sono stati praticamente assenti.

Scarse le apprezzatissime Amanite Caesaree, avrebbero potuto esser diffuse grazie alle alte temperature ed alle scarse piogge, amando terreni caldi e spesso secchi, invece anche queste sono state piuttosto rare.

L'ultima settimana di Ottobre e tutt'ora in atto, ha fatto registrare ottime nascite di Prataioli, Agaricus Campestris ed Arvensis anche nei giardini di casa. I Pioppini o Agrocybe Aegerita invece sono risultati poco comuni dal momento che al piano sono mancate le piogge per tutta la durata dell'estate e gran parte dell'autunno. Sul finale di stagione ecco invece ABBONDANTISSIMI i CHIODINI o Famigliole buone/Armillaria Mellea.

Ora che ne sarà dei funghi tra Novembre e Dicembre?

Andranno sicuramente scemando nelle nascite, che sono già drasticamente diminuite sin da dopo il 20/23 di Ottobre con l'arrivo delle ultime piogge degne di nota. Scemare non significa però terminare. Qualche esemplare di funghi di varie specie si trova ancora nei boschi ma sappiamo che ai nostri lettori interessa maggiormente sapere che ne è e che ne sarà dei Porcini.

I Porcini risultano quasi assenti o del tutto sporadici in montagna oltre i 1000/1200 mt. Qualcuno si può ancora trovare nei boschi termofili di medio-bassa montagna, là dove il sole picchia maggiormente e scalda ancora il terreno nonostante le temperature dell'aria siano diminuite. I boschi termofili solitamente sono ben riparati dai venti Settentrionali o Orientali quindi esposti sempre a Sud o al più ad Ovest. Qualche Porcino nasce ancora nei giardini di casa o giardini pubblici con presenza di Abeti o Faggi. Qua i Porcini trovano ancora quel microclima che ben si adatta per le ultime nascite di fine stagione. Qualche Porcino inizia a nascere nei boschi termofili di Castagno di medio-bassa collina o nei boschi di Quercia o misto Quercia-Castagno di bassa collina ma, per ora le nascite qua risultano molto molto rare, neve o pioggia permettendo, in presenza di ancora qualche bella giornata di sole, qua si potrebbero ancora trovare alcuni Porcini fino a fine mese, ovviamente non si potrà parlare di buttata ma solo di nascite isolate. Quanto ai boschi planiziali (del piano), qua continua la nascita di Leccini e, POTREBBERO ma facilmente, visto l'andazzo stagionale, c'è da scommettere che non nasceranno, Novembre potrebbe regalare ancora o finalmente alcune nascite di Caesaree ma limitatamente ai boschi termofili planiziali molto soleggiati e caldi (in assenza di nebbie), quindi più comuni a Sud del Po.

In linea teorica qualche buttata di Porcini potrebbe esser ancora possibile tra Appennino Ligure-Emiliano e Liguria-alta Toscana tra Cinque Terre-Varese Ligure/Vara e Lunigiana. Qua le temperature ancora adeguate, il maggior soleggiamento, l'assenza di nebbie e l'umidità delle nubi marittime e del Golfo Ligure potrebbero consentire ancora ulteriori nascite.

CHIUDIAMO RICORDANDO AI NOSTRI LETTORI CHE LE RUBRICHE SUI FUNGHI NON FINISCONO QUA. DA ORA IN AVANTI INIZIEREMO A PUBBLICARE LE RUBRICHE DI APPROFONDIMENTO SU COME DIVENTARE BUONI ESPERTI DI FUNGHI, COME RICONOSCERLI E SOPRATTUTTO COME INIZIARE AD APPREZZARE VARIETA' DI FUNGHI NUOVE CHE NON SIANO I SOLI PORCINI. ABBIAMO IN CANTIERE MOLTI ARTICOLI CHE PUBBLICHEREMO STRADA FACENDO COSì DA POTER COLMARE, ALMENO IN PARTE, LA VOGLIA DI FUNGHI CHE LA STAGIONE INVERNALE CI SOTTRARRA'. NON MANCATE QUINDI DI VISITARE ANCORA QUESTA PAGINA.

RICORDIAMO INOLTRE CHE APPENA POSSIBILE METTEREMO ON-LINE IL NUOVISSIMO BLOG DEDICATO AI FUNGHI AL METEO ED ALLA NATURA/SCIENZE. VI TERREMO AGGIORNATI STRADA FACENDO.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 03.11.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


25.10.2016 - RISCOPERTO NEL BIELLESE UN FUNGO MOLTO RARO LEUCOPAXILLUS MACROCEPHALUS o Barbe di Granoturco" Ce lo presenta Renato Tizzoni, esperto Micologo del Gruppo Micologico Biellese
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Descrizione, immagini ed indagine microspocipa


20.10.2016 - FREDDO O CALDO IN ARRIVO? ANCORA BUTTATE O FINE DEI GIOCHI? CI SONO ANCORA SPERANZE PER UNA PROSSIMA NUOVA BUTTATA DI FUNGHI?

Ci incalzano i nostri lettori più affezionati e ci domandano, con insistenza, di esporci e di dire la nostra su ciò che sarà del dopo piogge.

Difficile da dirsi. Difficile sciogliere la prognosi dal momento che, climaticamente parlando, ci troviamo di fronte ad un bivio di difficile interpretazione. Nei prossimi giorni ci sarà una irruzione Artica fredda oppure vi sarà una vampata calda Africana?

Quesito non da poco per il proseguimento della stagione dei funghi Porcini. Dall'esito di questo quesito dipenderà infatti la progressiva e definitiva fine delle nascite oppure il proseguo, in qualsivoglia forma, più o meno accennata, di nascite.

Oggi sul Nord Italia la Pressione è quella che avremmo desiderato per gran parte dell'Estate e certamente per tutto l'Autunno. I valori al livello del suolo si aggirano attorno ai 1010 hpa con valori massimi a 1012 tra Val d'Aosta e Pennine-Lepontine, mentre, in quota i Geopotenziali sono molto bassi e prossimi ai 558 gpdam. Un ottimo mix per la nascita di funghi perchè livelli di Pressione e Geopontenziali così bassi, garantiscono SEMPRE scarsi livelli di evapotraspirazione dell'umidità dei suoli attraverso evaporazione o traspirazione fogliare che, in termini pratici significano che viene garantita umidità dei terreni e condizioni ideali per la nascita dei funghi, nonchè temperature magari pure calde ma mai roventi.

Come sappiamo benissimo, purtroppo, per gran parte dei mesi estivi quest'anno siamo stati accompagnati da ingombranti Bolle Calde Africane con altrettanti Anticicloni Africani forti di Geopotenziali assurdi e tipici dei Tropici e non delle Alpi.

Ora che però le temperature sono diminuite, ora che i livelli di Pressione e di Geopotenziale si sono abbassati ed aumentano i tassi di umidità dei suoli e dell'aria, registriamo cali di nascite ovunque, tanto da far pensare che la stagione dei Porcini possa dirsi definitivamente chiusa.

Pura sensazione o realtà? Bel dilemma!

NON DIMENTICHIAMO AMICI PERO' LA SOLITA REGOLA CHE VUOLE CHE...
DOPO LA PIOGGIA OCCORRE ATTENDERE ALMENO 7/12 GIORNI PERCHE' VI SIANO BUONE NASCITE.

Ok, questo è stato un anno tutto sommato anomalo.
Ok, è vero, quest'anno di buttate degne di nota non ce ne sono state e, anzi, non vi sono neppure stati cali di nascite drastici. Senza troppi alti e troppi bassi, là dove c'è stata nascita, di funghi se ne sono trovati quasi ininterrottamente, pochi ma quasi sempre. Là dove invece di nascita non ce n'è stata sin da subito, non vi sono stati neppure cenni di buttata degna del nome.
Ok, la voglia di un bel rigore in zona Cesarini è altissima ma alla fine siamo poi soltanto al 20 di Ottobre e, dal punto di vista del calendario una bella buttata degna del proprio nome potrebbe ancora farla... La farà, non la farà?

Tutto dipenderà da come evolveranno i prossimi giorni dal punto di vista climatico. Se l'irruzione Artica appena iniziata non porterà drastici cali termici (per ora esclusi) e non riporterà la neve sotto i 1000 mt (per ora ugualmente esclusa) allora vi saranno discrete o buone speranze di avere nuove nascite. Se, come prospettano i modelli matematici all'unisono, dopo l'irruzione Artica, presumibilmente attorno al 28/29 e 30 di Ottobre dovesse arrivare l'annciata Vampata Africana allora vi sarebbero concrete probabilità che una ottima buttata possa ancora giungere, magari non in alta quota in montagna ma certamente sotto i 1200/1000 mt ma ancor di più attorno ai 600/900 mt con buttatone in arrivo (presumibile) nelle aree più calde del Nord Ovest tra basso Piemonte ed Appennino.

Le ultime piogge cadute sul Nord Ovest, per una volta tanto sono state democratiche (ben distribuite) e degne del proprio nome con accumuli, benchè inferiori alle attese prospettate da alcuni modelli matematici, comunque interessanti.

Amici ed amiche non ci resta che incrociare le dita ed attendere ancora qualche giorno per sapere come andrà a finire questo avvincente giallo autunnale.

Ricordiamoci però la solita regolina dei "7/12 giorni dopo le piogge" diamo il tempo ai Miceli di organizzarsi e di mettere a punto le nascite degli attesissimi sporofiri (funghi)... Ne riparleremo tra qualche giorno!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 20.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


15.10.2016 - BUONA PIOGGE (ANCHE SE INFERIORI ALLE ATTESE) E PURE LA NEVE. QUALI PROSPETTIVE PER IL PROSEGUO DI OTTOBRE? PER UN PAIO DI GIORNI PROGNOSI RISERVATA. OCCORRE CAPIRE COME REAGIRANNO I MICELI AL FREDDO SOPRAGGIUNTO
ANALISI CLIMATICA DEL MESE DI SETTEMBRE 2016 (clicca qua)

PROGNOGNI RISERVATA è un buon metodo per dire che non si ha proprio idea di come le cose andranno a finire...

Credo che solo chi sta' lassù a decidere le sorti della natura sia in grado di sapere ora che ne sarà dei funghi e delle tanto attese buttate.

Abbiamo atteso con ansia le piogge Autunnali Settembrine ma non ci sono state. Ecco che sono arrivate, in ritardo di un mese, come già supponevamo. Anche queste di gran lunga ai quantitativi spropositati che la maggior parte dei modelli matematici di previsione hanno ipotizzato nei giorni scorsi quando, per alcune aree del Piemonte-Lombardia Occidentale e Liguria-Appennino si prevedevano quantitativi di pioggia ben superiori ai 100 mm con punte fino a 300 mm in una settimana.

Per fortuna di piogge alluvionali non ce ne sono state e neppure nubifragi, tolto un forte temporale caratterizzato più da tuoni e forte vento, con raffiche fino a 120 kmh a causa di un potente "downburst" il vento discendente dalle nuvole verso terra, scatenatosi ieri su Genova. Poca cosa rispetto agli allarmanti allerta meteo emessi dalla Protezione Civile... Tanto meglio.

Anche le nevicate sono state di gran lunga inferiori alle attese. Ad ogni modo, al Passo del Moro di Macugnaga si misurano comunque 53 cm di neve fresca di cui 29 caduti ieri. 34 a Formazza, 19 all'Alpe Devero (ma poi è piovuto), poco o nulla altrove con 30 cm alla Bocchetta delle Pisse di Alagna.

Anche in questo caso, tanto meglio perchè nevicate troppo abbondanti avrebbero potuto provocare repentini abbassamenti delle temperature.

Siamo comunque in Autunno e non in Inverno, nonostante le Correnti sopraggiunte nei giorni scorsi avessere tutte le caratteristiche invernali (eccezion fatta per il freddo). Da oggi il tempo migliora e migliorerà decisamente tanto che tra domani ed i primi giorni della settimana le temperature torneranno prossime ai 20/22°C al piano e fin verso i 17/18°C in collina a 500 mt. Ottime notizie per i boschi che non andranno ancora in letargo ma potranno tornare a produrre le ultime buttate di funghi, a patto che, non sopraggiungano anche i temibibili venti favonici (previsti in arrivo dopo metà settimana, purtroppo!), ma in questo caso le scorte di pioggia appena cadute dovrebbero poter reggere maggiormente l'impatto secco favonico.

Sinceramente ora cosa accadrà non è facile saperlo. In linea teorica le piogge sopraggiunte con un contestuale rapido abbassamento dei livelli di Pressione Atmosferica (sia al suolo che in quota) potrebbe giocare a favore delle nascite fungine. Probabilmente i Miceli che erano già pronti (messi in allerta dalle condizioni meteo favorevoli dei giorni pregressi quando vi sono stati cenni di buone nascite) continueranno a produrre qualcosa. Quelli che non erano ancora pronti, attenderanno ancora qualche giorno prima che si realizzini le condizioni ottimali per la nascita di funghi in serie (comunemente detta buttata). Tutto sta nell'osservare attentamente l'evolversi del clima con il consueto mix di umidità-temperature e Pressione Atmosferica.

Resta comunque facile immaginare che le piogge di buona consistenza e le temperature più elevate, data anche la vicinanza col caldo Mar Mediterraneo, possano favorire maggiormente Liguria-Appennino e Basso Piemonte nel proseguo o nell'inizio delle buttate. Probabilmente il resto del Nord Ovest dovrà vedersela con l sole in arrivo. Più scalderà piacevolmente e maggiori saranno le probabilità di avere ancora ottime buttate nel corso della settimana (forse più facilmente dal fine settimana). Staremo a vedere se e quali danni potrebbe aver fatto il freddo dei giorni scorsi e se la pioggia sopraggiunta possa esser stata di ottimo gradimento, benchè giunta in forte ritardo rispetto alle attese. Aggiorneremo nei prossimi giorni. Per ora Buon Weekend a tutti!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 15.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


11.10.2016 - PRIME NEVICATE SULLE ALPI OCCIDENTALI ED ALTRA NEVE E' ATTESA NEI PROSSIMI GIORNI QUALI CONSEGUENZE PER LE BUTTATE DI OTTOBRE? TUTTO FINITO PRIMA DI INIZIARE?
ANALISI CLIMATICA DEL MESE DI SETTEMBRE 2016 (clicca qua)

Martedì 11 Ottobre 2016, sul Piemonte Occidentale e Settentrionale e sulla Lombardia Nord Occidentale arriva un Fronte Freddo accompagnato da un Vortice Artico-Continentale freddo in quota. In mattinata le prime piogge poi le nevicate che iniziano a scendere di quota fin verso i 1000 mt.

Chi come noi ha voluto sfidare la pioggia prevista non era davvero convintissimo di esser sorpreso dalla neve fin nei fondovalle... Alcuni modelli la neve la prevedevano ma a quote più alte e prossime ai 1400/1500 mt ma invece sin da subito pallini di neve e poi veri e propri fiocchi caduti fin verso i 1000 mt come documenta la fotografia d'apertura scattata dal nostro segnalatore della Valstrona (VB) Nicholas.

Eppure gli ultimi giorni ci avevano riservato ottimi ritrovamenti. Finalmente, dopo una lunghissima estate senza fine, caratterizzata da Geopotenziali tropicali fin sulle Alpi grazie agli Anticicloni Africani o alle Bolle d'aria calda Africana, la Pressione in quota era diminuita adeguatamente e parallelamente erano diminuite anche le temperature tanto da riportare i Geopotenziali a livelli tipici per le Alpi e persino da Autunno avanzato. Stamani sulle Alpi si misuravano livelli di Pressione al suolo attorno ai 1012/1014 hpa con Geopotenziali in quota (masse fredde vorticose) attorno ai 552 gpdm che hanno consentinto le nevicate anche dove le temperature erano positive di 1 o 2°C.

Pressione più Bassa e Geopotenziali finalmente Autunnali hanno fatto percepire ai Miceli la necessità di produrre sporofiri (funghi) in tempi brevi così da poter produrre le spore necessarie alla riproduzione della specie ed i tassi di umidità dell'aria adeguatamente saturi e, nei fondovalle persino prossimi al 100%, hanno consentito la nascita infatti di bellissimi Porcini dopo lunghissime attese. Questo riferito a buona parte del Piemonte Settentrionale ed alta Lombardia+Canton Ticino. Val d'Aosta e Liguria restano ancora al palo, incluse molte zone Appenniniche.

Era appena iniziata una discreta buttata quand'è arrivata la prima neve.

Molti nostri lettori, ivi inclusi alcuni nostri segnalatori del gruppo whatsapp, ci han domandato cosa accadrà ora che fà più freddo e che è anche caduta la prima neve e, nevicate copiose sono previste tra Giovedì e Sabato mattina...

Probabilmente non molto. Forse ci sarà un leggero rallentamento delle nascite o forse anche no. In realtà il freddo già arrivato ed in progressiva intensificazione non dovrebbe spaventarci più di tanto perchè, bene o male, i boschi sono ancora ben protetti dalle coperture fogliari. Sacche o nicchie di calore ristagnano sotto al fogliame caduto o sotto al fogliame pre esistente. A noi stessi è capitato di trovare funghi interrati fino ad oltre i 10 cm di profondità che "succhiavano" nutrimento ed umidità direttamente dalle radici dell'albero simbionte. La presenza di umidità nell'aria ha consentito al suo Micelio di far nascere il fungo pur in assenza di adeguata bagnatura del suolo. Fin tanto che la pioggia in arrivo non bagnerà adeguatamente gli strati inferiori dell'humus, le nascite potranno proseguire indisturbate nonostante il freddo dell'aria.

Come detto tra Giovedì e Sabato mattina è previsto l'arrivo di una Depressione Oceanica in grado di portare piogge abbondanti e persino localmente eccezionali, alcuni modelli indicano accumuli di pioggia fino a 300 mm tra alto Canavese-Biellese-Valsesia-alto Novarese-Vco ed alta Lombardia nel corso di una settimana... Poco male, tanto meglio!

La possente Sciroccata in arrivo dovrebbe infatti far innalzare rapidamente la quota neve, prevista inizialmente attorno ai 1100/1200 mt ma in rapida risalita a 1500/1600/1800 e durante l'apice del maltempo assestarsi attorno ai 2000 mt con possibili nevicate di oltre 1 metro o più di neve sulle Alpi a quote superiori ai 2500 mt. Nulla che possa compromettere la nascita di funghi, anzi, benedette piogge Sciroccali! Le attendevamo da settimane e settimane! Piogge Sciroccali non significa che con l'arrivo dei venti di Ostro (Sud) e Scirocco (Sud Est) giungerà il caldo. Arriverà però aria meno fredda che contrastando con l'aria fredda preesistente potrebbe dar luogo a rovesci e temporali anche a carattere di nubifragio.

La novità interessante è che le proiezioni dei modelli matematici vanno verso un Anticiclone ibrido Afro-Mediterraneo-Azzorriano in grado di riportare bel tempo e temperature in aumento subito dopo l'acuta fase di maltempo. Ritorno del sole e del tepore dopo le grandi piogge Autunnali significano speranze più che concrete che possa finalemente arrivare la tanto attesa "buttatona".

In pole-position per le migliori prestazioni (buttate potenzialmente super) Appennino e zone collinari, sia alto che basso collinari, baciate prima dal sole e dal tepore post maltempo ma ottimamente bagnate dalle piogge in arrivo.

Si tratta amici lettori però di una proiezione, di una previsione fatta in base a quanto indicano i modelli matematici attualmente disponibili. Nulla vieta, purtroppo, che qualcosa vada storto e che il tepore post maltempo giunga attenuato o meno efficace. Non possiamo che ragionare in base a ciò che sappiamo per certo, ovvero che entro breve avremo una importante Sciroccata che è sempre vera manna per i boschi ed i funghi. Incrociamo le dita e... In bocca il fungo a tutti!

NB. NEL CORSO DEI PROSSIMI GIORNI AGGIORNEREMO LA SITUAZIONE METEO SOPRATTUTTO NELLA NOSTRA HOME PAGE METEO. CLICCA QUA PER CONSULTARLA
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 05.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)

funghi-neve

05.10.2016 - E' FINALMENTE ARRIVATA LA TANTO ATTESA BUTTATA. DOVE, COME E QUANDO... IN MATTINATA PUBBLICHEREMO TUTTI I DETTAGLI MA PER SAPERE DOVE, COME E QUANTO E' PIOVUTO A SETTEMBRE CONSULTA L'ARTICOLO:
ANALISI CLIMATICA DEL MESE DI SETTEMBRE 2016 (clicca qua)

Le piogge cadute nel Nord Ovest italiano a Settembre, soprattutto tra il 14/15 ed il 17/18 stanno iniziando a dare i primi frutti.

Sono bastate due giornate con Pressione Atmosferica finalmente a livelli da regione Alpina e non più da Tropici perchè la buttata prendesse improvvisamente il via e... Luna o non luna, sole o nuvole, terreno bagnato o terreno secco ecco che la buttata ha iniziato a prendere il via sia al piano che in collina e montagna.

Tra Sabato/Domenica e Lunedì i primi report dai nostri lettori e dai nostri contatti del gruppo whatsapp. Finalmente qualcosa si stava muovendo e, a tutte le quote altimetriche ecco che è partita la tanto attesa buttata.

Anche il piano (deperito dalla lunga siccità dello scorso anno e dalla siccità aggiuntiva di quest'anno), ha dato i primi cenni di risveglio. Là dove a metà Settembre si sono avuti i più importanti temporali sono partite le buttate di Leccini anche detti Donne o Crave. Pochi i Porcini trovati ma un inizio è pur sempre meglio del nulla pregresso.

In collina la sconfitta del Cinipide Galligeno del Castagno ed i temporali o piogge con nebbie di metà Settembre hanno risvegliato il bosco di castagno ma pure quello misto con betulle. Leccini pure qua e finalmente anche i primi Boleti che, giorno dopo giorno sono diventati anche frequenti e numerosi sulla fascia collinare esterna dal Lario-Varesotto al Cusio-Novarese al Biellese e parte del Canavese. La buttata di collina è stata invece assente in alcune aree del Torinese dov'è piovuto meno ma, ricordiamo che a metà mese nel Torinese vi sono state alcune aree tra Pellice-Germanasca e Pinerolese-Cintura Ovest Torino che hanno avuto persino dei veri e propri nubifragi. Assente pure nell'Astigiano-Alessandrino basso collinare e Cuneese. Qua addirittura nel Cuneese ci si aspettava una ottima buttata per le previste abbondanti piogge del dopo metà mese ma, tanto per cambiare, i modelli matematici di previsione sono stati troppo ottimisti con le piogge che non ci sono state ma soprattutto con i previsti nubifragi dell'Appennino e del Genovesato che sono stati di gran lunga inferiori alle attese.

Secco e buttate rimandate a data da destinarsi in gran parte del Cuneese. Nell'articolo pubblicato "analisi climatica di Settembre" abbiamo descritto dove e quanto è piovuto nel corso dello scorso mese analizzando le aree più piovose e quelle più siccitose dando pure rilievo alla profonda siccità che ha colpito alcune aree dell'Astigiano-Roero e Langhe-Monferrato.

Dove la pioggia a Settembre è stata sufficiente, la buttata è partita puntuale non appena la Pressione Atmosferica è tornata prossima ai 1012 hpa dando all'atmosfera una parvenza più Autunnale. Ora il timore dei nostri lettori è che il freddo, previsto in arrivo progressivo, giorno dopo giorno in crescendo, possa congelare la buttata e complice il vento secco, si teme che i funghi tornino in letargo...

Diciamo che in parte può esser vero. Il freddo non è mai un buon alleato dei funghi, tuttavia, in assenza di precipitazioni nevose (potrebbero però arrivare fin verso i 1500 mt) e di piogge fredde prolungate, al momento il sottobosco è ancora caldo e sotto le foglie vi è ancora un cenno di mite tepore che può consentire ai funghi di nascere pur con l'inzio del freddo. Ricordiamo a tal proposito che il Porcino Rosso della varietà Pinicola ama il freddo e tende proprio a non dare cenni di vera buttata fin tanto che di notte le temperature non scendono sotto i 10°C prossime pure ai +5°C.

Piuttosto, anzichè guardare al freddo (salvo le giornate con coperture nuvolose, al pomeriggio il sole è ancora caldo o comunque tiepido), diciamo che è più utile guardare al barometro. Livelli di Pressione Atmosferica troppo alti non aiutano le nascite dei funghi poichè l'Alta Pressione viene percepita dal Micelio come una condizione ambientale avversa alla maturazione e dispersione delle spore. Nei prossimi giorni ci verremo a trovare sembre border-line (ovvero al confine) tra un fortissimo Anticiclone Scandinavo e modesti ma sufficientemente bassi livelli di Pressione con le Depressioni e Perturbazioni Oceaniche in sovrascorrimento sull'aria fredda in arrivo da Est.

Non ci resta che approfittare di questo cenno di buttata che, a ragion del vero, da ieri ha iniziato subito a contrarsi sul nascere, ricordando ai nostri lettori di non sottovalutare il potenziale delle colline che, meno esposte al freddo in arrivo (previsto maggiore in quota), potrebbero regalarci qualche gradita sorpresa!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 05.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


02.10.2016 - INIZIA LA BUTTATA? FINALMENTE, DOPO MESI CON PRESSIONE ATMOSFERICA DA TROPICI, DIMINUISCE E RINFRESCA L'ARIA. SI RISVEGLIA IL CASTAGNO DI COLLINA ED IL PIANO

Forse ci siamo! Finalmente la Pressione Atmosferica torna ad essere quella tipica delle Alpi e non più quella tipica dei Tropici! L'ultima Bolla d'Aria Calda di tipo Tropicale ci ha abbandonati Mercoledì e con l'inizio della diminuzione di Pressione e di Geopotenziali ecco che nei boschi più umidi sono iniziati a "fiorire" i primi "bombolotti" di Boleto Edulis ed i primi Leccini/Donne/Crave, dove fin'ora assenti.

Come da tradizione, i primi risvegli del bosco a partire dal piano e bassa collina.

Qua le temperture ancora tardo estive e gli ultimi temporali estivi post 15 di Settembre (al piano e bassa collina più generosi rispetto ai monti ed Alpi) hanno fatto risvegliare i boschi e le radure.
Da qualche giorno al piano nelle Baragge Biellesi-Vercellesi-Novaresi, così come nella Vauda Canavese-Parco La Mandria e più ad Est tra Varesotto e Brianza, iniziano ad abbondare i Leccini, localmente detti Donne (nel Biellese), Crave (nel Torinese) o Rossini/Nerini (in Lombardia). Il bosco di Betulla-Pioppo tremulo con felci, erbe di Baraggia e Querce/Carpini/Nocciolo non troppo fitti ma con presenza di Betulle è il più produttivo. Sotto alle Querce si iniziano a trovare anche i primi Porcini neri ma la notizia del giorno è che, FINALMENTE, dopo una lunghissima pausa dovuta all'attacco del Cinipide Galligeno, si sta risvegliando anche il bosco di Castagno di bassa-media e soprattutto alta collina.

Molti nostri lettori ci segnalano già, con belle foto eloquenti, il risveglio del bosco planiziale (del piano) e delle colline a Castagno. Le zone che attorno al 15 di Settembre hanno ricevuto le piogge maggiori e più adeguate sono le più soggette alle prime nascite che, luna o non luna (da oggi la Luna Nera è calante) iniziano ad interessare anche le zone che lo scorso anno NON hanno prodotto nulla perchè ancora marcatamente sofferenti o gravemente malate a causa dell'attacco del Cinipide del Castagno.

A riprova dell'avvenuta guarigione (non ancora dapperttutto, ma già in fase avanzata dove si è intervenuti prima) i primi buoni raccolti di Castagne che, avrebbero potuto esser migliori e maggiori se solo avesse piovuto un po' di più in questo siccitoso mese di Settembre che si chiude con deficit pluviometrici importanti su tutto il Nord Ovest italiano.

Entro fine pomeriggio pubblicheremo in home-page METEO il consueto riepilogo delle piogge cadute in Piemonte, allargandolo all'intera regione ma, possiamo già anticipare che a Settembre si sono avuti deficit pluviometrici importanti e spesso ben superiori ai 100/150 mm di pioggia NON CADUTA. Un mese davvero difficile per le nostre colture e per i nostri boschi.

Ciò nonostante, le giornate spesso uggiose, fosche o anche con nebbia post piogge del 15 di Settembre hanno fatto risvegliare un po' tutti i boschi ed ora che la Pressione Atmosferica (come detto) è tornata a livelli tipici delle nostre Alpi, ecco che dai monti al piano si iniziano a fare i primi bei ritrovamenti di Porcini.

ieri un nostro sopralluogo nelle Alpi Biellesi ci ha restituito bei Porcini Edulis di nascita recentissima, tantissime Trombette dei Morti (Craterellus Cinereum o Cornucopioides), gli ultimi Finferli di stagione MA con nascite a teppeto dei Finferli a varietà Cantharellus LUTESCENS dall'aspetto più esile con cono di colore marroncino, meglio conosciuto col nome di FINFERLA, adatto ad esser cucinato fresco o conservato essiccato ma, in caso di surgelamento ASSOLUTAMENTE DA CUOCERE PRIMA DELLA SURGELAZIONE, altrimenti diverrà sgradevolmente amaro. Non mancavano i soliti Steccherini Dorati e tante Mazze di Tamburo nelle radure erbose. Infine, negli ultimi giorni, finalmente abbiamo notato la presenza nei boschi di numerose e robuste AMANITE MUSCARIE (le amanite rosse con scaglie bianche sul cappello) che rappresentano sempre un ottimo segnale di nascita di Porcini essendo questi due funghi simbionti, ovvero condividendo l'identico aerale e crescendo sempre in contemporanea nei medesimi luoghi.

Un cenno al nostro semaforo dei funghi, allargato finalmente a tutto il Nord Ovest italiano, ivi incluso l'intero Appennino Ligure e pure quello Pavese-Emiliano con copertura completa del territorio grazie ai nostri amici lettori che dalle 4 Regioni che compongono il Nord Ovest italiano (Piemonte, Val d'Aosta, Liguria e Lombardia Centro-Occidentale con provincia di Parma-Piacenza) ci informano sui propri esiti tramite email o attraverso l'adesione al gruppo Funghi su Whatsapp.

Speranzosi in un mese di Ottobre meno secco e, per quanto atteso progressivamente sempre più freddo (a metà settimana sono possibili alcune nevicate sulle Alpi già attorno ai 1500 mt - me parleremo diffusamente nella nostra pagina METEO), siamo fiduciosi ci possa regalare la tanto attesa buona buttata autunnale.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 02.10.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


28.09.2016 - BUTTATA A BREVE O SOLITO FALSO ALLARME? EPPURE A META' MESE E' PIOVUTO BENE QUASI OVUNQUE

I nostri "segnalatori", gli amici che ci danno informazioni sulle loro uscite nei boschi, e che lo fanno via email o attraverso il gruppo funghi whatsapp, sono tutti in fibrillazione. Il dubbio è: LA BUTTATA ARRIVA O NON ARRIVA? Il responso è: SE NON INIZIA ENTRO DOMENICA, NON ARRIVERA' PIU' o ARRIVERA' A SPRAZZI, DISORDINATAMENTE con piccolissimi cenni di buttata ma anche con momenti di assenza di funghi.

Avere la risposta esatta non è facile. Sono tanti i segnali che ci inducono a credere che la buttata ormai sia imminente, a partire dalle buone piogge che tra il 15 ed il 18 di Settembre sono cadute in buona quantità un po' dappertutto, continuando con le coperture nuvolose, l'umidità latente e pure le nebbie-foschie o banchi di nebbia che spesso si sono proposte nei giorni dopo la pioggia.

Molti si aspettavano che la buttata (la nascita di giovani esemplari in contemporanea) fosse ormai imminente e che già a metà della settimana scorsa o comunque entro il fine settimana passato si potesse apprezzare in maniera concreta l'arrivo della buttata... Così non è stato. Solo cenni. Sempre solo e soltanto cenni di nascite e poco più.

Qua e là begli esemplari giovani di Porcini e qualche altra decina di funghi più o meno commestibili ma, per poter parlare di "buttata vera", occorrerebbe ben altro. Ci riferiamo ovviamente sempre ai boschi del Nord Ovest italiano!

I nostri sopralluoghi nei boschi ci hanno restituito un raccolto discreto di Porcini, pure Trombette dei Morti, Finferli sempre meno abbondanti perchè ormai prossimi al capolinea, essendo funghi tipicamente estivi, diverse altre specie di Boleti tra cui Leccini/Crave/Donne o Ferè... Grandi assenti, insieme con i Porcini i Badius che quest'anno latitano allegramente e, a riprova che l'Autunno è iniziato anche le prime Mazze di Tamburo che iniziano a far capolino tra i prati più umidi di rugiada a margine del bosco.

La sensazione che abbiamo, circa l'attesissima buttata di Porcini è che, ci sarà. Magari non favolosa e degna degli anni passati, ma a breve, ci sarà.

Resta da capire perchè a distanza di 13 giorni dal ritorno delle piogge la buttata non è ancora esplosa. Ne abbiamo parlato con alcuni micologi e biologi di fiducia ma non si riesce a trovare una risposta adeguata se non che il micelio dei Boleti Edulis al momento, risulta il più delicato in assoluto. Qualcuno ci ha pure fatto notare che, al contrario il micelio del Boleto Pinicola (il Porcino con la testa rossiccia) sembra meno delicato dal momento che, qua e là sta facendo la sua comparsa con discreto anticipo dei tempi, essendo un fungo tipico dei primi freddi di Ottobre.

Giusta ci è apparsa l'osservazione fatta dal biologo che ci suggerisce che, in parte l'assenza di nascita di Porcini è dovuta anche ad una nostra cattiva abitudine di "intestardirci" a voler a tutti i costi portare a casa il trofeo smarrito, il Porcino da competizione da poter esibire ai nostri amici e conoscenti, e non importa se per farlo ci ostiniamo a calpestare, quotidianamente, l'habitat naturale del povero micelio che ormai sarà esausto o completamente morente, anche a causa dei nostri continui passaggi e perlustrazioni sotto alle medesime "piante buone" o sotto la medesima "costa buona". Passa oggi, passa domani... Se la pianta buona la conosciamo noi, la conosceranno anche molti altri e via di danneggiamento dei poveri miceli che alla fine finiscono per non produrre più un fico secco. NON DA MENO, il nostro continuo raccogliere ogni Porcino che si azzarda a metter il naso fuori dalle foglie, sin da Giugno, finisce per impedire ai funghi di riprodursi impedendogli di produrre le preziosissime spore.

Così come in ambito animale la pesca e la caccia vengono temporaneamente chiuse durante il periodo riproduttivo, allo stesso modo la raccolta dei funghi, per assurdo, dovrebbe esser temporaneamente chiusa (almeno 15 giorni al mese) durante i tre mesi estivi.

A riprova della veridicità di tale tesi, c'è che nel corso delle nostre ultime uscite, abbiam effettivamente notato che sotto alle piante "buone" il bosco risulta notevolmente danneggiato dai troppi passaggi a vuoto di cercatori disperati che pur di non tornare a casa a mani vuote finiscono per perlustrare centimetro dopo centimetro amplificando il danno al micelio. Di contro, i funghi, e persino belli, li si trova sotto a piante isolate a margine del bosco dove in pochi si spingono a cercarli. Si trovano nei posti insoliti (dove nessuno è transitato nelle scorse settimane). Si trovano sotto a piante un po' insolite...

PIOPPO TREMULO E BETULLA, 2 ALBERI DA PORCINI INFALLIBILI

Qualcuno ci ha domandato perchè si trovani bellissimi Porcini Edulis là dove invece si dovrebbero invece trovare Leccini e non solo, ma ci domanda anche perchè quest'anno si sono trovati tantissimi Leccini in montagna, quando questi dovrebbero esser abbondanti in pianura. La risposta è semplice: al piano la pregressa siccità è stata tanta e tale che prima delle piogge di metà Settembre era letteralmente impossibile trovarne, essendo che le condizioni ideali di caldo e piogge si è avuta solo in montagna, qua si sono trovati leccini quanto di solito non accadeva nelle passate estati.

Vorrei però aggiungere a questa spiegazione anche che, la distrazione gioca brutti scherzi... Negli anni passati sin da Luglio, si trovavano tanti e tali bei funghi Porcini che, chi si curava dei Leccini? Chi si spingeva sotto alle Betulle in cerca di Leccini quando nel bosco di Abete e di Faggio si poteva riempire un cesto di Porcini in poco più di un'ora? Ecco che i Leccini passavano del tutto inosservati e, anche se c'erano "non ci facevamo caso!".

Pioppo tremulo e Betulla sono due alberi che notoriamente sono simbionti col Leccino. Hanno però una caratteristica importante, ovvero di possedere chiome molto meno fitte rispetto al Faggio e non producono "l'effetto ombrello" del bosco di Abete. Basta anche una pioggia modesta perchè il più rado fogliame di questi 2 alberi permetta una discreta bagnatura del suolo e dell'humus. In assenza di bagnatura ottimale sotto al Faggio, il micelio del Boleto/Porcino si spinge spesso fin sotto a questi 2 alberi per poter fruttificare e dar vita agli Sporofiri (funghi) che ne garantiscono la sopravvivenza/riproduzione. Durante gli ultimi giorni, i ritrovamenti di Porcini migliori li abbiamo fatti proprio nel bosco misto Faggio/Betulla/Pioppo Tremulo!

Quest'anno poi, la siccità ed il caldo hanno costretto le Betulle (alberi che amano fresco ed umidità e che abbondano nella fredda TAIGA Russa) a liberarsi del fogliame con largo anticipo per poter evitare l'affaticamento e la morte. Le prime foglie ingiallite hanno iniziato a cadere già ad inizio Agosto. A metà Agosto molte Betulle risultavano già ingiallite ed ai primi di Settembre molte di queste perdevano già il fogliame come fosse Autunno avanzato. Dove il fogliame è caduto con largo anticipo, la buona bagantura dell'humus ha fatto letteralmente esplodere nascite di Leccini e di Boleti/Porcini. Ecco svelato un altro arcano.

Chiudo oggi ricordando che la scadenza naturale dei 15 giorni dopo la pioggia ormai è imminente perciò la buttata di funghi dovrebbe ormai esser imminente, NON dimentichiamoci però che a rendere la buttata sempre più incerta ed irregolare rimangono livelli di Pressione Atmosferica sempre costantemente e troppo alti. Tra oggi e domani poi, sul Nord Italia transita l'ennesima BOLLA D'ARIA CALDA AFRICANA con Geopotenziali nuovamente estivi che faranno percepire ai miceli che l'Estate non è ancora finita e che il rischio siccità è ancora elevato (ovvero che non ci sono ancora le condizioni ideali perchè possa iniziare la riproduzione di massa).
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 28.09.2016 (CONTATTA L'AUTORE, CLICCA QUA)


 
 

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E' VERO CHE IN PIEMONTE CI SONO FUNGHI RADIOATTIVI? SE SI QUALI ED IN QUALI CONCENTRAZIONI LE RADIAZIONI DA CESIO SONO MAGGIORI? QUALI LE SPECIE PIU' RADIOATTIVE? SONO RADIOATTIVI SOLO I FUNGHI O ANCHE IL LATTE, FRUTTI DI BOSCO E CASTAGNE? QUALI RISCHI PER LA SALUTE UMANA? Leggi tutto, clicca qua

 

 

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