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19.10.2017 - FUNGHI NEL NORDOVEST ITALIANO » QUANDO, DOVE e COME CERCAR FUNGHI. DOMANDE e RISPOSTE. METEO-FUNGHI. FUNGHI IN TEMPO REALE, LIVE DAI BOSCHI DEL NORDOVEST ITALIANO - LEGGENDE DA SFATARE - COSTI, REGOLAMENTI, FOTO e ARTICOLI e naturalmente IL SEMAFORO DEI FUNGHI



castagne2017


IL RITORNO DELLE CASTAGNE E DEI PORCINI DI CASTAGNO. DOVE SI SONO AVUTE BUONE PIOGGE ED IL CINIPIDE DEBELLATO, I CASTAGNI INIZIANO A DARE SEGNI DI VITA

ARTICOLI RECENTI:

OTTOBRE, E' ORA PER L'OTTIMO FUNGO "ALBATRELLUS PES-CAPRAE o PIEDE DI CAPRA. UNO DEI MIGLIORI FUNGHI DA GUSTARE CRUDO O SOTT'OLIO

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METEO SEMPRE PIU' ESTREMO SULL'EUROPA. NIENTE PIOGGE A META' OTTOBRE. COLPA DELL'URAGANO OPHELIA CHE DIRETTO VERSO L'EUROPA CI PORTERA' LA SETTIMA BOLLA CALDA AFRICANA

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ITALIA TROPICALIZZATA E FUNGHI prima parte
CAMBIAMENTI CLIMATICI E RISCALDAMENTO GLOBALE, QUALI CONSEGUENZE SUI FUNGHI?


 
Tutte le pagine in cui abbiamo parlato di funghi tra il 2016 ed il 2015 con aggiornamenti, analisi, foto e segnalazioni dai migliori boschi in cui cercar funghi
 
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Ricordiamo ai nostri lettori che aggiornamenti della pagina sono possibili a qualsiasi ora del giorno in caso di maltempo o di buttate interessanti. Per non perdere gli aggiornamenti continui consigliamo di PREMERE IL TASTO F5 della tastiera per aggiornare la pagina oppure il tasto AGGIORNA del vostro Browser.
 

IL SEMAFORO DEI FUNGHI 2017 -
Funghi in tempo reale e tendenza a breve termine

  Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 OTTOBRE 2017
AREA GEOGRAFICA SITUAZIONE QUANTITA' QUALITA' DEI FUNGHI
1 Alta Valsesia » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici Pinicola-Edulis nell'umido
2 Media Valsesia » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici Edulis dov'è umido
3 Bassa Valsesia - Piano » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici Edulis dov'è umido
4 Valli Ossolane-Toce » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici Edulis dov'è umido
5 Cusio - Val Strona » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici Edulis dov'è umido
6 Vco-Laghi-Sottoceneri » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici nell'umido pur se secco
7 Alpi Retiche-Orobie» smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici nell'umido pur se secco
8 Prealpi Lombarde-Lario » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici nell'umido pur se secco
9 Alto Novarese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici dove c'è umidità
10 Pianura Padana » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Eccessivamente secco. Chiodini
11 Alta Val Sessera » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Secco e freddo. No funghi
12 Oasi Zegna » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Sporadici se si trova dell'umido
13 Alto Cervo » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Rarissimi se si trova dell'umido
14 Alto Elvo » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Sporadici se si trova dell'umido
15 Serra e Bessa » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Rarissimi anche se umido
16 Massiccio Biellese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici dove c'è umidità
17 Baragge » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Eccessivamente secco. Funghi K.O.
18 Valli Canavesane » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici dove c'è umidità
19 Lanzo-Susa-Torinese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Sporadici dove c'è umidità
20 Val d'Aosta Orientale » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Eccessivamente secco. Funghi K.O.
21 resto Val d'Aosta » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Eccessivamente secco. Funghi K.O.
22 Cuneese » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NO Rari dove ci sono sacche d'umido
23 App. Occ. IM-SV. » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Porcini sporadici-vicino acqua
24 App. Ligure-GE-SP » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso SI Buttatine ok dove c'è umidità
25 Appennino AL-PV-PC » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso NI Buttatine ok. No nell'Alessandrino
TENDENZA GENERALE » smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso smile-rosso TORNANO LE PIOGGE. BUTTATE A SEGUIRE?

COME LEGGERE LA TABELLA: Le aree geografiche. Abbiamo diviso il Nord Ovest italiano per aree geografiche con simili caratteristiche climatiche o orografiche segnalando le aree a maggior propensione produttiva di funghi e con maggior presenza di boschi.

LE FACCINE DEL SEMAFORO DEI FUNGHI come interpretarle: FACCINE ROSSEsmile-rosso indicano infelicità-tristezza (cappotti). FACCINE GIALLE smile_giallo indicano stato d'umore neutro (scarse nascite). FACCINE VERDI smile_verde indicano felicità (buone nascite). Se nella tabella vi sono tante faccine verdi vuol dire che la buttata è da discreta a buona, ottima, super. Se vi sono più faccine gialle vuol dire che la buttata è mediocre o al più discreta. Se vi sono più faccine rosse vuol dire che la buttata è deludente, insufficente o persino assente. La presenza contemporane di tutte le faccine colorate indica la quantità e qualità delle buttate. Non potendo descrivere località per località tutte le aree vocate alla ricerca di funghi, dobbiamo per forza di cose dare una indicazione di massima relativa all'area geografica. Se per esempio in una valle vi sono moltissimi funghi in alta quota ma pochi sotto i 1000 mt, oppure se ci sono tantissimi funghi nei soli versanti soleggiati e nulla in quelli ombrosi, pur essendo la buttata ottima, inseriamo alcune faccine rosse o gialle per indicare che la buttata non è omogenea e non riguarda tutto il territorio. 6 faccine verdi indicano funghi, tanti, per tutti, ovunque nel territorio. 5 faccine verdi indicano che la buttata è super ma con alcune piccole riserve per qualche zona. 4 faccine verdi indicano ancora ottima buttata ma con riserve superiori per alcune aree ecc. La presenza di più faccine rosse rispetto a quelle verdi indica che la buttata in alcune aree è persino assente. La presenza di molte faccine gialle indica che la buttata è a singhiozzo, disomogenea, non assente ma neppure entusiasmante. 6 faccine gialle indicano che si può fare qualche ritrovamento ma che questo non è garantito. In questo caso occorre tanto buon fiuto, esperienza e un pizzico di fortuna per tornar a casa con da zero ad un chiletto di funghi misti Porcini e altri funghi commestibili. 6 faccine rosse indicano che il bosco è sterile, non produttivo e/o che le uscite nel bosco saranno contemplative, fotografiche per apprezzare il paesaggio o perlustrative per capire se il bosco è buono per future esplorazioni. Ricordiamo ai nostri lettori che l'arte e la capacità di scovare posti "buoni" per i funghi la si impara solo con la pazienza e con lo spirito di osservazione e di esplorazione. Le scorciatoie quali spiare i "fungiatt" esperti o fermarsi dove vi sono tante auto parcheggiate non sempre dà buoni risultati!

LA COLONNA QUANTITA'. OK, NO, NI sono le indicazioni di massima relative alla zona. OK indica che val la pena di affrontare il viaggio verso la zona in questione. NO indica che non val la pena perchè i ritrovamenti sarebbero insufficenti per giustificare l'uscita e le spese di benzina. NI indica che i pro ed i contro si equivalgono.

LA COLONNA QUALITA' DEI FUNGHI: indica in linea di massima la qualità dei funghi, se adulti, giovani, freschi, bacati, adulti, vecchi ecc ed i funghi prevalenti (Morchelle, Finferli, Mazze di Tamburo, Chiodini, Leccini ecc quando non presenti i Porcini). In questa colonna segnaliamo anche la qualità della buttata (se imminente, se in pieno boom, se in fase calante o se sta per terminare) ed eventuali altre informazioni aggiuntive utili ai cercatori.

Le informazioni presenti nella tabella sono il sunto di sopralluoghi effettuati sul posto da collaboratori del sito www.trivero-italy.com, oppure di previsioni fatte in base allo stato del tempo (umidità-piogge-bagnatura del suolo-evapotraspirazione-temperature-radiazioni u.v.-vento) oppure di segnalazioni fatte dai nostri lettori che possono segnalarci gli esiti delle proprie batutte scrivendoci o anche inviandoci materiale fotografico a: triveroitaly@gmail.com

ATTENZIONE: i dati riportati in tabella si riferiscono a sopralluoghi in sede o a segnalazioni giunte in redazione via email, Facebook, Telegram, Whatsupp, nonchè in base alle linee di tendenza sulla base delle PREVISIONI METEO interpolando dati di umidità relativa dell'aria, pressione atmosferica, radiazione solare, vento ed all'evapotraspirazione media giornaliera e mensile oltre che sulla base dei micro-climi locali. www.trivero-italy.com declina ogni responsabilità per usi impropri o scorretti delle informazioni fornite che devono intendersi come linee di tendenza e non come certezze assolute. up

SEGNALAZIONI FUNGHI IN TEMPO REALE


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AGGIORNAMENTI FUNGHI

TORNERANNO LE PIOGGE SUL NORD ITALIA. FINE DELLA LUNGA SICCITA' ANTICICLONICA. STAGIONE DEI FUNGHI PORCINI NON ANCORA FINITA! QUALCUNO HA GIA' APPESO IL CESTO AL CHIODO MA LE IMMINENTI PIOGGE PROMETTONO ANCORA FUNGHI

18.10.2017 Nel NordOvest italiano c'è chi si sta già congedando dai boschi ma, non è ancora ora di gettar la spugna. Le prossime piogge promettono un interessante proseguo della stagione dei funghi, soprattutto Porcini!


Ci siamo lasciati la scorsa settimana con l'arrivo di un'insolito Uragano: Ophelia.

 
   

Il nostro Continente è risultato scombussolato da questo strano fenomeno Meteorologico che non è certo tipico o frequente ma, in realtà, a scombussolare la nostra Penisola, non è stato lo stesso Uragano ma bensì l'avvezione calda della HOT BLOB Africana che ci ha regalato una insolita coda d'estate, con temperature davvero tutt'altro che normali per questo periodo.

Peccato che l'aria calda, proveniente direttamente dal deserto del Sahara, non sia riuscita a caricarsi d'umidità durante il transito sull'altrettanto caldo Mar Mediterraneo altrimenti anzichè avere boschi secchi all'inverosimile, avremmo avuto sottoboschi più umidi con ulteriori nascite di funghi ma, con i se e con i ma non si arriva da nessuna parte si dice e allora, meglio guardare avanti in prospettiva e soprattutto meglio esser pronti all'arrivo delle imminenti piogge che, tutto promettono, tranne che di metter la parola fine a queste stravaganti buttate di funghi che, in questo stranissimo 2017 sembra non vogliano seguire alcun filo logico.

Un nostro assiduo lettore novarese, si è posto un dubbio che è certamente plausibile ed assai logico.

Si dice: "mi sto convincendo sempre più che il micelio, in caso di stress estremo come quello di quest'anno, reagisca cercando di buttar fuori quanti più funghi possibili per liberare il maggior numero possibile di spore per la futura sopravvivenza della specie".

   
 

Il dubbio ce lo abbiamo avuto in molti, prima a Settembre quando con stupore di tutti, nell'alto Piemonte si è avuta una buttata di funghi (soprattutto Porcini) davvero insperabile date le altissime temperature dell'aria ed i bassi tassi di umidità dell'aria, già all'indomani delle attesissime piogge.

Qualcosa di simile è accaduto anche a inizio Ottobre e sta continuando a succedere in alcune zone privilegiate dell'alto Piemonte, Lombardia, ed ora anche Liguria di Levante dove la buttata di inizio mese sembra non aver mai fine.

Certo non ci troviamo nel mezzo di una clamorosa buttata senza precedenti ma, trovar funghi Porcini con la "barba" completamente staccata dal cappello o lo stesso cappello rotto, spezzato, frantumato dal vento ma soprattutto dai bassissimi tassi di umidità diurni, ma soprattutto trovarne ancora, pur in condizioni si siccità sostenuta, convince anche il sottoscritto che, probabilmente, i miceli, stressati dalla lunghissima siccità, iniziata già durante lo scorso inverno, stiano reagendo alla siccità avvantaggiandosi dalle micorrizzazioni create con gli alberi simbionti da cui ricavano l'umidità ed il nutrimento necessario a generare le attuali nascite, pur in assenza assoluta di umidità nel terreno.

Dicevo in apertura che c'è già chi sta riponendo gli zaini da raccolta negli scantinati e sta appendendo al chiodo l'attrezzatura da boschi.

La sensazione del sottoscritto però è che sia presto per il canto del cigno!

A breve, forse già domani o al più tardi dopo domani, potrebbero tornare le prime deboli piogge sulle Alpi, poi tra Sabato e Domenica queste potrebbero avanzare verso il piano.

Non sappiamo ancora se le piogge saranno degne di nota oppure se queste saranno effimere. Purtroppo i modelli matematici (su cui si basano le previsioni meteo moderne) in caso di elevatissima dinamicità atmosferica come quella attuale (Ophelia e l'Anticiclone Africano sono stati due eventi davvero insoliti), perdono di affidabilità, sono poco performanti, ma soprattutto, non ci sono di alcun aiuto nel fare una previsione degna del proprio nome.

Ora propongono Saccature Artiche protese fin sul Mediterraneo, ora le vedono meno incisive e più dirette verso Spagna o Danubio e meno verso il Nord Italia. Come andrà davvero a finire è difficile da dirsi con questi presupposti. Quel che però mi sento di poter dire è che, in casi di anomalie climatiche come quelle attuali (siamo di fronte a temperature tutt'altro che autunnali e dopo un brevissimo calo termico concomitante l'imminente peggioramento, dovrebbero tornare su valori nuovamente miti pur in assenza di Anticicloni Africani).

Che dire... Se arriva la pioggia e se le temperature rimarranno comunque superiori alla media del periodo, è fortemente plausibile attendersi un BUON PROSEGUIMENTO DELLA STAGIONE DEI FUNGHI, ALMENO FINO A FINE MESE O ANCHE DURANTE LA PRIMA DECADE DI NOVEMBRE. Di certo, la Liguria e la Toscana, con anche l'Emilia di confine con la Liguria, dovrebbero poter beneficiare delle buttate più importanti ma, la sensazione è che, in caso di pioggia seria, si potrebbe avere finalmente una buttata anche tra Torinese-Cuneese e resto del basso Piemonte con buttate che potrebbero proseguire anche su alto Piemonte e Lombardia. Probabilmente invece la Val d'Aosta sarà la più penalizzata a causa di temperature più basse e di precipitazioni più scarse dovute alle cosiddette "ombre pluviometriche" innescate dalla barriera alpina.

Non ci resta che incrociare le dita e seguire l'evoluzione METEO nella nostra pagina istituzionale del Meteo, ma anche attraverso i prossimi aggiornamenti che da oggi riprendono qua, regolarmente, quotidianamente, grazie al ritorno del maltempo e della potenziale ripresa di nascite di funghi.

Altri articoli sui funghi sono presenti sul nostro blog www.trivero-italy.it.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 12.10.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


BOLLE CALDE AFRICANE SORPRENDENTI, ED INATTESE BUTTETE DI FUNGHI. QUANDO IL CALDO AFRICANO GIUNGE SULL'ITALIA PER COLPA DI UN URAGANO, OPHELIA, DIRETTO VERSO L'EUROPA ANZICHE' VERSO I CARAIBI

12.10.2017 Non capita tutti i giorni che un Uragano, formatosi in pieno Oceano Atlantico, anzichè migrare verso i Caraibi preferisca dirigersi verso l'Europa. Sta accadendo in questi giorni e la risposta a questo insolito URAGANO, OPHELIA, è l'ennesima bolla calda africana pronta ad invadere l'Italia.


Impennano le temperature e sfuma ogni possibilità che dopo metà Ottobre possano arrivare le già paventate piogge autunnali. Che sta succendo sull'Europa? Perchè questa siccità così tenace ed inespugnabile? Perchè ora un Uragano si dirige verso l'Europa e con quali conseguenze? Le risposte a queste domande in questo articolo appena pubblicato: OPHELIA, L'URAGANO E L'ANTICICLONE AFRICANO. CLIMA ESTREMO SULL'EUROPA.

Eppure, una simile congiuntura climatica non sarebbe affatto dannosa per i nostri funghi, anzi, se solo però avesse nel frattempo piovuto almeno una volta nel corso della scorsa settimana. Da giorni abbiamo temperature da fine Agosto o da Settembre. Temperature che per le nascite dei funghi sarebbero persino le migliori desiderabili... Se solo avesse piovuto.

Accade così che, il nostro semaforo dei funghi cambi leggermente e che appaia in tabella qualche piccola speranza di trovar funghi pur in contesto fortemente siccitoso.

Quando le temperature dell'aria sono "quelle giuste per i funghi" le nascite avvengono anche in presenza di forte siccità. Non ovunque, solo in poche zone dove gli alberi micorrizzati dai Miceli riescono ad attingere umidità/acqua dai vicini rigagnoli, ruscelletti, sorgenti, rocce umide.

I funghi, in particolar modo i Boleti/Porcini, riescono a nascere quasi miracolosamente, anche se non in grandi quantità ma in numero sufficiente a deliziarci ancora occhi e palato. La rugiada che condensa nelle ore notturne, completa il miracolo con nascite di funghi sodi e carnosi a dispetto della grande siccità. Unico problema è che i funghi, durante lo sviluppo in un ambiente fortemente secco, si screpolano, si spaccano assumendo forme e colori davvero insoliti e stravaganti come si può osservare dalle prossime due fotografie.

porciniCome si può vedere nella foto sopra, nell'alto Piemonte ci sono ancora nascite discrete di funghi Porcini. La maggior parte di questi però, se non si trovano sotto foglie o protetti da erbe, risultano molto screpolati o rotti o addirittura con le spugne completamente staccate dal cappello com'è evidente nel fungo grande in basso a destra. Ci sono poi funghi che, sempre a causa dell'estrema siccità dell'aria, cambiano di forma, com'è accaduto a questa Russula che ha preso le sembianze di un fiore con tanto di petali:

russula

Ottobre quindi regala ancora sorprese dove si conserva un minimo di umidità ed è bene dire che, senza iniziare la corsa al fungo, al momento si sta registrando una ottima buttata di Porcini in Toscana ma discreta anche tra alta Toscana-Liguria di Levante Appenninica ed Emilia Occidentale.

La siccità estrema invece penalizza ancora il Cuneese-Langhe-Roero-Monferrato e persino la Val d'Aosta.

Altri articoli sui funghi sono presenti sul nostro blog www.trivero-italy.it.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 12.10.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

SICCITA' ALL'ENNESIMA POTENZA. BUTTATE DI FUNGHI ORMAI K.O. SPORADICI ULTIMI RITROVAMENTI VICINO AD ACQUA O UMIDITA'

09.10.2017 Buttate sempre più rarefatte ma, di funghi se ne possono ancora trovare

Luna o non luna, Ottobre ci ha sempre abituati a piacevoli ritrovamenti di funghi di vario genere. Dai più ricercati Boleti Edulis (Porcini chiari), agli sfiziosi Boletus Pinicola (Porcini rossi), agli alternativi Erytropus (Ferré-Ferrandi) e Badius con tutti i vari Castagnini, Leccini e Laricini.

Ottobre è però anche il mese dei Chiodini o Famigliole Buone, funghi che sono tra i più conosciuti ma anche tra i più pericolosi perchè, (cosa che ancora in troppi non sanno) contengono tossine che scompaiono SOLO DOPO ADEGUATA COTTURA. Tossine che vengono fissate al fungo e che non scompaiono neppure dopo cottura, se il fungo ha subito il gelo, naturale o quello dei nostri surgelatori-congelatori. In pratica se il fungo ha subito una generosa brinata oppure se è stato messo a surgelare, senza prima averlo fatto bollire, anche dopo averlo scongelato e cotto, questo resta tossico, rappresentando uno dei funghi più frequentemente causa di intossicazioni alimentari o piccoli avvelenamenti.

Purtroppo nel Nord Italia, soprattutto nelle regioni Nord Occidentali, prosegue ininterrotta la serie di mesi all'insegna della siccità dominante. Passata l'estate attendevamo le grandi piogge autunnali ma quest'anno si faranno attendere più del dovuto. E pensare che, il alcune zone privilegiate dell'alto Piemonte ed alta Lombardia, si sono persino avute due interessanti buttate di funghi, in particolar modo dei ricercatissimi Porcini.

Quasi miracolosamente, vicino a corsi d'acqua, anche piccolissimi rigagnoli o sorgenti, anche a fine Settembre si sono registrate buone nascite di Porcini. Nascite che proseguono incessanti (anche se ridottissime al lumicino), soprattutto vicino ai Laghi dove, l'umidità resa disponibile dall'evaporazione diurna, condensa al calar del sole con le drastiche diminuzioni notturne.

In realtà, discrete nascite di Porcini si registrano ancora dove a Settembre gli accumuli totali di pioggia hanno superato i 200 mm. Meglio se anche i 250. La ragione è che, in questo periodo dell'anno, il caldo non è eccessivo perciò, salvo eventi ventosi che smuovono le foglie cadute, sotto lo strato/lettiera di foglie, si conserva ancora umidità sufficiente per nascite quasi insperate.

Ho da poco pubblicato il resoconto delle anomalie climatiche di Agosto e Settembre. In questo articolo descrivo, provincia per provincia, dove e quanto è piovuto in Piemonte nei due mesi di fine estate con totale della pioggia caduta anche in Lombardia. Se vuoi sapere se hai probabilità di trovar funghi Porcini nella tua zona, non pui non consultare i dati contenuti in questo articolo.

Ottobre è anche il mese per un curioso e quasi sconosciuto fungo che risulta essere apprezzatissimo in Piemonte-Liguria-Lombardia e Calabria. Questo perchè in queste regioni ci sono la maggior quantità di boschi di conifere ad ago lungo, naturali o artificiali che siano. Habitat preferito da questo fungo che tuttavia vegeta anche tra Castagni e Faggi purchè in presenza di ricchissimo humus e materiale in decomposizione. Si tratta dell'Alatrellus pes-caprae o Piede di capra. Descritto in questo articolo con tanto di habitat, descrizioni, immagini e consigli per poterlo cucinare.

piede-di-capra


IL RITORNO DEI FUNGHI NEL CASTAGNO, MA NON DAPPERTUTTO. POSTUMI DELLA MALATTIA EVIDENTI

23.09.2017 BUONE NUOVE! I castagni del Nord Ovest italiano stanno ormai guarendo dalla lunga malattia dovuta all'infestazione del Cinipide Galligeno ma, soprattutto, i boschi dell'Appennino, finalmente, tornano a dar segnali di un attesissimo risveglio dopo le ultime interessanti piogge.

Iniziamo con il Castagno che, qua e là, dov'è perfettamente guarito (e per capire se lo è davvero basta guardare la chioma fogliare che ovviamente dev'esser folta, con presenza di molti ricci), sta iniziando a dare i primi frutti, sia sulla terra che nella chioma. Le Castagne qua e là abbondano ma, dove gli alberi son tornati sufficientemente sani, abbondano già anche i primi bei Porcini chiari e profumatissimi.

Qualcuno, anzi molti, ci hanno scritto di aver provato a tastare il bosco di Castagno ma di non aver trovato gli attesi Porcini. A tal proposito vorrei precisare che la guarigione del Castagno non è ancora conclamata perciò i buoni ritrovamenti si posson fare soltano là dove si vengono già a creare le condizioni ideali perchè i Miceli tornino produttivi. Ovviamente occorre tener presente che negli ultimi anni, i roventi raggi solari, non ostacolati dalla scarsa copertura delle chiome fogliari degli alberi, hanno arroventato il sottobosco BRUCIANDO letteralmente storici Miceli. Perchè questi si riformino ci vorranno anni, oppure piccoli ambienti particolarmente favorevoli e, sappiamo che, perchè questo accada sono indispensabili giusta umidità e buone temperature/esposizione solare.

Non insisterò su quelle che sono le condizioni ideali perchè nel corso degli anni l'ho scritto un milione di volte quali queste siano e nei 3 capitoli del Vademecum del perfetto fungiatt li ho illustrati a dovere.

Qua ci trovi i 3 articoli relativi al VADEMECUM DEL PERFETTO FUNGIATT, PRIMA PARTE, SECONDA PARTE e TERZA PARTE.

Per quanto riguarda invece L'APPENNINO, è finalmente la Liguria a destarsi per prima dal lungo letargo dei boschi locali. Nelle scorse settimane in alcune aree della Liguria interna, soprattutto al confine con l'Emilia, si sono avute ottime piogge, temporali e persino piogge leggere ma continue. Qua i boschi di Faggio sono tornati a produrre per primi. Non si può ancora parlare di buttata ma, per lo meno si può iniziare a raccogliere qualcosa.

Per quanto riguarda invece le Alpi, il freddo precoce di questo inizio d'autunno la fossilizzato le nascite di Porcini. Qualche Rosso Pinicola si può trovare qua e là in quota ma i ritrovamenti sono per lo più sporadici ed influenzati dal vento che nell'ultima settimana spesso è stato teso e molto secco. Edulis in quota ormai se ne trovano molto sporadicamente. Le nascite non sono del tutto terminate ma le microaree a microclima stanno diventando sempre meno frequenti così si restringe di molto l'areale in cui poter trovare ancora Porcini. Meglio sotto i 1000 mt dove il bosco è misto con Betulle, Castagno, Abeti e Faggi. Qua le probabilità più elevate di poter trovare ancora bellissimi Edulis favoriti nella nascita dal mite tepore degli ultimi 3 giorni.

Altri articoli sui funghi sono presenti sul nostro blog www.trivero-italy.it.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 23.09.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

SUA MAESTA' IL CASTAGNO TORNA RIVIVERE. ECCO IL RITORNO DELLE CASTAGNE E DEGLI EDULIS PIU' AMATI DAI VERI FUNGIATT. IL PORCINO DI CASTAGNO

20.09.2017 Sono stati anni difficili quelli appena passati per i boschi di collina. Prima la grave infestazione della vespa Cinese, il "Cinipide Galligeno" che ha letteralmente decimato le chiome vegetative dei Castagni, talvolta annientandoli completamente perchè privi di linfa vitale ed impediti nella normale ed indispensabile funzione clorofilliana, poi la grave siccità che da alcuni anni interessa gran parte della nostra nazione con particolare accanimento nei cosiddetti "balconi collinari" che affacciano sulle arroventate pianure sottostanti e che risentono di effetti favonici alpini o di brezze di valle torride o del tutto roventi oltre alla diretta esposizione ai raggi solari perpendicolari che, in assenza di coperture fogliari annientate dal Cinipide, hanno potuto arroventare il suolo ed il sottobosco, distruggendo storici Miceli che hanno resitito a lungo in condizioni ambientali proibitive ma, che alla fine, non han potuto far altro che soccombere sotto l'anormale stravaganza climatica fatta di sole rovente ed assenza di umidità.

Grazie a massicci interventi operati dalle Amministrazioni Regionali competenti con spargimento dell'insetto antagonista del Cinipide, sin dallo scorso anno i primi Castagni hanno iniziato a guarire e quest'anno la guarigione è considerabile completata su quasi tutto il Nord Ovest italiano. Questo non significa che i Castagni sono tornati quelli che erano un tempo ma, per lo meno, sin dallo scorso anno su molti rami periferici sono tornate a rivivere le foglie e soprattutto fiori e frutti.

Le mutate condizioni climatiche NON hanno certo favorito le aree collinari ma le stagioni di transizione, Primavera ed Autunno si stanno rivelando leggermente più umide rispetto alle stagioni solitamente meno piovose quale l'Inverno e l'Estate. Le maggiori coperture fogliari e qualche rovescio temporalesco sparso, a macchia di leopardo ma talvota anche abbondante, hanno poi consentito a qualche Micelio di tornare a vegetare, anche se un po' a fatica ed ecco la tanto attesa sorpresa: I PRIMI BOLETI DEL CASTAGNO!

Già a Luglio vi era stata una discreta buttata di Porcini estivi, i cosiddetti Estatini o Aestivalis. A dire il vero la buttata aveva interessato maggiormente le Querce che più facilmente Micorrizzano con i Porcini estatini e con i ricercatissimi Aestivalis o Neri di Quercia, tuttavia in molti ambienti di bosco misto Quercia-Castagno si erano fatti discreti ritrovamenti, segno che alcuni Miceli stavano tornando a rinascere.

In queste ultime settimane, tra fine Agosto e metà Settembre con episodio di piogge importanti a Nord del Po attorno al 9/10 di Settembre, sono tornati rovesci e le piogge. Purtroppo le piogge seguite da una vera e propria avvezione fredda Artica, che sta generando freddo precoce sui monti, ha bloccato/ibernato/fossilizzato la nuova nascente buttata di Edulis di montagna. Nelle aree più miti, dove si sono preservate sacche di calore latente, com'è il caso di alcune aree prossime ai laghi che, hanno immagazzinato calore durante l'intera estate, nonostante il freddo precoce nelle faggete non troppo alte, di bassa montagna, sono arrivate puntuali le buttate di Pinicola o Rossi autunnali i Boletus pinophilus.

Mettiamo però subito in chiaro un importante concetto. I Boleti Rossi o Pinicola sono MOLTO PIU' RARI rispetto ai soliti Edulis. Sono meno diffusi e spesso difficili da trovare perchè spesso si nascondono egregiamente sotto spessi strati fogliari, sotto le pietre o rami. Inutile partire alla carica così com'è successo con la precedente buttata quando, i boschi sono stati letteralmente presi d'assalto da orde di barbari armati anche di rastrelli e soprattutto di decine di chilogrammi di rifiuti d'ogni genere che hanno riversato in giro per boschi (bottiglie in vetro, lattine, involucri di snack o bibite energetiche ed altre porcherie varie), cosa che è sbagliata per moltissime ragioni, non ultimo il senso di educazione e di rispetto per il bene pubblico che, evidentemente in Italia non ci appartiene e che, ci porta ad esser continuamente additati come "selvaggi" e "sporchi" dai visitatori stranieri che giungono nel nostro "bel paese".

I primi Pinicola/Rossi sono stati segnalati anche in alcune aree collinari dove nelle scorse settimane era piovuto maggiormente e, sempre in collina, nei boschi di Castagno stanno TIMIDAMENTE ricomparendo sporadici Porcini Edulis, si trovano nuovamente molte Russule, abbondano Mazze di Tamburo, qua e là si rinviene qualche Grifola Frondosa o fungo reale e, quasi a sorpresa, quando ormai sta per terminare il periodo vegetativo tipico di questo fungo, ecco che sono tornate anche le Finferle ed i Galletti/Cantarelli/Margherite.

In montagna invece i freddo e le ultime piogge hanno portato le prime timide buttatine di TROMBETTE DEI MORTI, segnale inequivocabile dell'inverno che avanza.

Altri articoli sui funghi sono presenti sul nostro blog www.trivero-italy.it.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 20.09.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


DALLE BOLLE CALDE AFRICANE AL FREDDO ARTICO SENZA VIE DI MEZZO E LA BUTTATA SI FERMA PROPRIO SUL NASCERE. MICELI IN PERENNE SOFFERENZA

17.09.2017 Attendevamo con ansia la fine del dominio Anticiclonico Africano, con quelle odiose bolle calde secche e torride che mal di addicono alla nascita dei funghi, in particolar modo dei Porcini. Speravamo nell'avvio della classica stagione Autunnale caratterizzata da progressivi cali termici e soprattutto dal ritorno delle grandi piogge tipiche del periodo, ed accompagnate dalle miti Sciroccate, e così non è stato.

Ancora una volta i cambiamenti climatici hanno voluto metterci lo zampino, anche nel cambio di stagione. L'Anticiclone Africano è arretrato rapidamente. Siamo passati da temperature roventi a forti venti Nord Atlantici che in quota hanno persino portato correnti fredde Artiche fin sul Nord Italia. Non c'è stata una via di mezzo e, tolto un cenno di Sciroccata attorno al 10 di Settembre, Sciroccata che ci aveva fatto ben sperare per l'avvio della seconda importante buttata di funghi Porcini, gli ultimi 7 giorni sono stati caratterizzati da correnti fredde Settentrionali con il Vortice Polare che si è allungato fin sul Nord Italia dispensando fredda variabilità e primi freddi da Autunno inoltrato sulle Alpi.

Stamani sul monte Rosa si sono sfiorati i -20°C. Le minime sono scese fino a 0°C anche sotto i 2000 mt e sporadicamente, si sono persino avute spruzzate di neve fin verso i 1600 mt tra Ossola, Alpi Lepontine, Ticinesi e Retiche.

Intendiamoci, non è un'avvezione fredda di breve durata a fermare una buttata di funghi. Sappiamo che gli shock termici fanno bene ai Miceli che, al riparo dal gelo che avanza, sotto il folto strato di foglie, con la lettiera che preserva cenni di mite calore, avvertono la necessità di darsi da fare, di sbrigarsi a far maturare il maggior numero possibile di "sporofiri" (funghi) così da consentire alla specie di riprodursi attraverso le Spore.

Purtroppo però, una cosa è un'avvezione fredda di breve durata, altra cosa è un'avvezione fredda, giunta proprio in concomitanza con il previsto risveglio dei Miceli, prevista perdurare almeno fin oltre il 20 del mese, quindi ancora per tutta un'altra settimana se non addirittura oltre con nuova possibile ulteriore irruzione Artica attorno al 23 di Settembre!

Le piogge cadute abbondanti attorno al 10 di Settembre, avrebbero potuto far partire una buona buttata tra oggi e metà della settimana entrante ma, l'arrivo di nuove piogge fredde, di vento secco e gelido, insomma di aria Artica, non gioca certo a favore dei funghi.

Oggi chi si è recato nei boschi di montagna, avrà notato una insolita e preoccupante assenza di molte specie fungine, in primis dei Porcini. Colpa del repentino raffreddamento. Solo in alcune zone riparate, vicino a miti massi o ciuffi d'erba i più esperti avranno trovato alcuni begli esemplari di Porcini freschi di nascita ma, i più son tornati a casa a mani vuote. Anzi, completamente vuote! E questo nonostante in molti avessero già ipotizzato che 7 giorni dopo le ultime piogge importanti la nuova buttata avrebbe potuto prendere il via. Non è accaduto.

Diversamente al piano, dove si sono avute alcune giornate con il sole e con temperature anche prossime o sopra i 25°C, è appena iniziata una massiccia buttata di funghi Leccini /Donne /Cravette sia rosse che nere. Di Porcini se ne sono trovati però pochi ma, questo è anche abbastanza normale perchè ormai gli "estatini" o Boleti Aestivalis sono prossimi ad andare in letargo così come i Mediterranei "Aereus", già solitamente poco abbondanti a Nord del Po, non trovano più le condizioni ideali per poter vegetare dopo l'arrivo dei primi sbuffi Artici. I classici Boleti Edulis invece al piano risultano meno frequenti.

Tutto farebbe pensare che a breve possa partire una discreta buttata di Porcini in collina, sui miti balconi Pedemontani caldi e soleggiati. Là dove nelle ultime settimane è piovuto potrebbero partire buone buttate MA il condizionale è d'obbligo poichè, le pregresse condizioni di fortissima siccità ed eccessivo calore solare potrebbero aver fatto seccare-morire molti Miceli meno resistenti. Non bastano quindi 10/20/30 mm di pioggia, anche se caduti a più riprese nel corso dell'ultimo mese a sanare una condizione di estrema sofferenza in cui i boschi di collina si sono venuti a trovare da inizio estate. Se le correnti Artiche risulteranno fredde di notte ma miti di giorno e, se nel corso delle prossime giornate si avrà ancora qualche, sia pure breve doccia, allora i Miceli più resistenti potrebbero stupirci con l'avvio della prima vera buttata di Porcini Edulis e soprattutto dei rossi Pinicola che amano temperature poco calde e forti escursioni termiche tra notti fredde e pomeriggi miti o persino caldi con forte irradiazione notturna e quindi ottimo deposito sul sottobosco, erbe, eriche e foglie della preziosissima rugiada.

Crediamo infine che le prime buttate di funghi autunnali potrebbero partire anche tra Appennino Savonese, Genovese, Parmense, Piacentino e Spezzino. Qua nel corso delle ultime settimane si sono avute parecchie docce, alcuni importanti rovesci anche se locali e non diffusi, e temperature non più Africane ma ancora calde, anche se pure in Liguria da giorni e giorni ormai, al di sotto della media del periodo.

Purtroppo per il Cuneese non abbiamo buone notizie. Le ultime Perturbazioni tutte, hanno lasciato in "ombra Pluviometrica" la quasi totalità della provincia granda. Tolti brevi e locali rovesci, le piogge sono state spesso assenti o del tutto insufficienti a sanare la grave siccità che affligge questa provincia ormai da diversi mesi. Qua non vi è preoccupazione soltanto per mancata nascita di funghi ma anche per garantire l'approvvigionamento idrico di industrie ed agricoltura. Per fortuna ormai le colture irrigue sono prossime al capoline ma, le numerose serre necessitano ancora di grandi quantitativi di acqua che risulta sempre più scarsa anche negli importanti corsi d'acqua locali.

Insomma da ora in avanti è certo che dovremo fare sempre più spesso i conti con i cambiamenti climatici e, a tal proposito, a pagar le spese di questi mutamenti climatici, saranno presto anche i paesi dell'Est, da dove arrivano ancora grandi quantità di funghi Porcini destinati alla grande distribuzione organizzata. Di questo parlerò più diffusamente nel prossimo aggiornamento funghi in arrivo a breve.

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Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 17.09.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


UNO STOP TEMPORANEO (DI RIFLESSIONE) AL NOSTRO SEMAFORO DEI FUNGHI. GRANDI PIOGGE (FREDDE) NON TROPPO UTILI AI BOSCHI

11.09.2017 Ci siamo lasciati la scorsa settimana con un aggiornamento che ha fatto discutere molti nostri lettori e non solo. L'articolo "FEBBRE DEL FUNGO SCATENA RISSE NEI BOSCHI PIEMONTESI" è già stato letto da più di 20.000 persone. Molti lettori ci hanno contattati per manifestarci il pieno consenso, qualcuno ci ha persino accusati di esser noi ad imbeccare le orde di maleducati con le nostre informazioni sempre troppo precise e puntuali.

Chi ci accusa di avere responsabilità dirette dimentica però che non è colpa nostra se l'Italia è piena di imbecilli che non hanno la minima consapevolezza del proprio operato e delle proprie azioni. Se gli ignoranti non amano leggere, informarsi, acculturarsi, ma soprattutto se non hanno affatto a cuore il futuro dei loro figli, nulla possiamo noi che, sin da quando esiste il nostro sito web, dal 2010, ci siamo sempre battuti per sensibilizzare i nostri lettori alle tematiche della natura, dell'ecologia e del rispetto del bene pubblico.

Nei giorni passati abbiamo avuto molti contatti con gli amministratori dei principali siti web che trattano di Funghi e Natura. Ci siamo confrontati ed abbiamo cercato di capire se fosse il caso o meno, di continuare a mantenere sui nostri rispettivi siti web le cosiddette "tabelle/semaforo dei funghi". Abbiamo deciso di comune accordo uno stop forzato agli aggiornamenti. Nicolò Oppicelli, in qualità di Direttore della rivista "Passione Funghi e Tartufi" ha anche pubblicato sul proprio sito web un comunicato stampa in cui avvisava i lettori di uno stop forzato di un paio di giorni alla sua tabella ed al "Real Time"-l'informazione in diretta dei boschi.

Ho anche discusso con Riccardo Spagnoli, l'amministratore del Forum "FunghiPiemonte" cercando di analizzare insieme quant'è accaduto durante la scorsa "buttata" quando i boschi dell'alto Piemonte sono stati letteralmente presi d'assalto da centinaia o forse anche migliaia di cercatori, non sempre e non tutti consapevoli del proprio operato. Molti in regola con i Permessi e soprattutto coscienti di cosa significhi stare nei boschi in mezzo alla natura. Moltissimi invece, senza Permesso, pieni di ingordigia, maleducati e soprattutto senza una coscienza ecologica che, li ha portati a distruggere sorici Miceli con bastoni, uncini o rastrelli o peggio ancora, che li ha portati ad insozzare i boschi con rifiuti di ogni genere possibile immaginario, dai vetri e lattine alle plastiche varie.

Abbiamo riflettuto a lungo sul da farsi, poi siamo giunti alla conclusione che non è giusto che, come al solito, ci vadano di mezzo tutti per colpa di qualcuno. Quel qualcuno va escluso, va appartato e se visto danneggiare il bosco, va denunciato senza se e senza ma. Ormai ognuno di noi ha in tasca un telefono cellulare in grado di fare buone fotografie. Chi vede qualcuno operare in maniera ingiusta deve immortalare tale comportamenti e denunciare a chi di dovere.

Certo non sempre i controlli sono celeri o presenti, ma una prova fotografica può tornare sempre utile per denunciare efficacemente colui che ha comportamenti illeciti ( si tenga però conto che fotografare qualcuno, anche in procinto di compiere un reato è una violazione all'altrui privacy, quindi la prova fotografica si potrà utilizzare con discrezione giusto per avere un'indicazione su chi ha questo tipo di

Abbiamo quindi deciso di riprendere ad aggiornare il nostro sito ma per ora lo faremo più a grandi linee, in attesa di capire meglio il da farsi. Di sicuro da ora in avanti eviteremo di pubblicare titoli enfatici che potrebbero esser fraintesi, non garantiamo invece che il "semaforo dei funghi" venga aggiornato continuamente e celermente.

Torniamo al Real Time dei funghi e torniamo ad analizzare se, quando e come ci sarà una nuova buttata. Consapevoli però che le ultime piogge cadute non hanno bagnato equamente l'intero Nord Ovest italiano ma soprattutto che le piogge fredde hanno in qualche modo "gelato" i Miceli che erano ancora in attesa delle piogge estive. Approfondiremo questo argomento con il prossimo aggiornamento in cui però daremo aggiornamenti a grandi linee in coerenza con la decisione presa di sensibilizzare i nostri lettori al RISPETTO DEL BOSCO!

Di seguito il comunicato stampa che ha pubblicato Passione Funghi e Tartufi sul proprio sito web:

"ATTENZIONE, MESSAGGIO IMPORTANTE: in relazione ai recenti episodi riportati da diverse regioni, episodi nei quali si sono distinti numerosi "vandali" a due zampe all'interno dei sottoboschi, con: raccolta oltre i limiti permessi, raccolta di esemplari sottomisura, raccolta nelle ore notturne, raccolta senza l'autorizzazione necessaria, rilascio di spazzatura, transito in strade private, la tabella non sarà disponibile ne aggiornata. Se durante questo weekend saranno riscontrate e riportate le medesime condizioni di comportamento all'interno dei boschi e della Natura, NON GARANTIREMO più l'aggiornamento di questa tabella. La raccolta dati "realtime" va avanti con serietà ed impegno da 8 anni circa, in maniera gratuita e volontaria; e lo scopo è SEMPRE STATO quello di trasmettere, partendo dalla passione della ricerca dei funghi, i valori del rispetto ambientale e del sottobosco, attraverso anche le pagine dell'unico mensile esistente in Italia dedicato agli appassionati. Da sempre attraverso lezioni e manifestazioni abbiamo cercato di suggerire ed insegnare il rispetto della Natura e dei Funghi, segnalando l'importanza del ruolo che tutte le specie fungine giocano a livello ambientale per il sottobosco. SE QUESTE MINIME REGOLE non vengono rispettate, DOPO ANNI DI TENTATIVI DI TRASMETTERE LA GIUSTA SENSIBILITA AL RIGUARDO DEL TEMA ATTRAVERSO LEZIONI E OGNI MESE ATTRAVERSO LE PAGINE DELLA RIVISTA, chiuderemo questo strumento e inizieremo, con la documentazione raccolta negli anni, a proporre presso le sedi più opportune, metodi di tutela estremi e restrittivi per salvaguardare un sottobosco troppo poco RISPETTATO dai suoi fruitori. Dispiace dover fare di tutta l'erba un fascio e ci scusiamo con i tantissimi nostri seguaci che rispettano le regole e l'ambiente utilizzando nel modo corretto i dati da noi raccolti, ed auspicando che loro stessi -per primi- riprendino ed isolino i FREQUENTATORI IRRISPETTOSI DELLA NATURA e del patrimonio ambientale della nostra Penisola".

INCIVILTA' ALLO STATO PURO. UNTORI DEL WEB SCATENANO LA PSICOSI DEL FUNGO CON CONSEGUENZE PESSIME PER I NOSTRI BOSCHI. PERSINO RISSE PER CONTENDERSI UN FUNGO!

02.09.2017 E' SUCCESSO PURE QUESTO! LE RISSE PER LA CONTESA DI UN FUNGO.

Oggi apro questo editoriale fortemente amareggiato e deluso dall'inciviltà che ormai regna sovrana in molti ambiti della nostra vita quotidiana.

Attendevamo con ansia che finalmente iniziassero a nascere gli attesissimi Porcini. Giugno e Luglio ci avevano lasciati in quasi completa astinenza e la febbre da fungo è cresciusa spasmodicamente ma nulla lasciava immaginare che la stupidità umana potesse spingersi fino a tanto.

C’è persino chi è arrivato alle mani per contendersi alcune piante buone o per raccogliere per primo un fungo visto da entrambi e l'arroganza di cercatori senza scrupoli e l'inciviltà di alcuni raccoglitori ci ha costretti a riempire il nostro semaforo dei funghi con tante faccine tristi a causa dei danni provocati al sottobosco.

Sul web è iniziata una corsa al fungo degna della storica corsa all’oro statunitense che, in passato ha visto milioni di pesone migrare alla ricerca di buona fortuna. In men che non si dica, nelle classiche località note per esser buoni posti per i funghi, si sono accalcate decine, centinaia o più, di auto e cercatori. (Continua a leggere. Clicca qua o sull'immagine sotto)


SUPER BUTTATE NEL NORD PIEMONTE E VAL D'AOSTA. ORA IN DECLINO. SOPRESE IN BARAGGIA E CASTAGNI

30.08.2017 Una buttata così importante non la si vedeva da tempo! Chi durante i giorni passati si è recato nei boschi dell'alto Piemonte e Val d'Aosta avrà sicuramente riempito cesti e zaini.

La buttata l'attendevamo, noi l'avevamo prevista partire dal 16/18, è arrivata poi puntuale dal 18/20 ed è stata davvero notevole. NON dappertutto però. Le buttate sono state irregolari. Qua super buttata, là nulla o quasi. Discriminante tra il riempire il cesto ed il tornare a casa a mani vuote, la pioggia caduta, o meglio, la pioggia accumulatasi durante i violenti nubifragi di metà Agosto.

In lettiera (dove le foglie secche sono più presenti ed alte in spessore) si è trovato ben poco. Molti i cercatori che nei giorni scorsi sono tornati a casa a mani vuote, domandandosi dove diavolo sono andati a "cavarli" fuori quei benedetti cesti di "bocciolotti" bellissimi, i fortunati cercatori che hanno potuto deliziarsi di ottimi ritrovamenti.

Forse tutti quei bravi cercatori hanno letto bene, attentamente e senza tralasciare nulla, i nostri 3 articoli relativi al VADEMECUM DEL PERFETTO FUNGIATT, PRIMA PARTE, SECONDA PARTE e TERZA PARTE.

Ricorda: bravi fungiatt non ni nasce ma si diventa con l'esperienza acquisita sul campo o seguendo buoni suggerimenti.

Una gradevole sorpresa: nonostante l'ennesima (era la 7^) Bolla Calda Africana, la tanta pioggia caduta a metà Agosto, ha prodotto una discreta, ma localmente anche massiccia, buttata pure in Baraggia ed in collina. La buttata è, insolitamente, partita dalle alte quote dove ha fatto più fresco, si è poi portata verso la bassa montagna ed infine pure al piano. La sorpresa vera è che proprio in questi ultimi giorni si sono trovati funghi Porcini persino nei boschi di Castagno. Non dappertutto, anche in questo caso vale la regola del "dove si è depositata l'acqua piovana". Porcini Aestivalis, Aereus e persino Edulis sono comparsi in contemporanea tra Baraggia (piano) e bassa-media collina. Cosa piuttosto insolita, soprattutto perchè, tutti ci siamo domandati come potessero nascere funghi Porcini con tale secco e caldo.

Mistero dei Boleti. Chi lo scoprirà sicuramente si arricchirà!

Ed ora? Buttate al capolinea e nulla più?

NO, solo buttata in declino e poi in riposo temporaneo MA all'orizzonte c'è l'Autuno con l'Atlantico e con una Depressione Artica in arrivo nei primi giorni di Settembre. Ne vedremo delle belle. Tanta pioggia, persino nubifragi con vento e grandine oltre che la neve sulle Alpi. Quanto durerà? 2 massimo 3 giorni poi la variabilità ed il freddo autunnale. Torenerà il sole e dopo non più di 8/10 giorni ci potremo attendere una nuova e sfavillante buttata degna della precedente.

In questo caso però sarà diametralmente diversa dalla prima. Ovvio che i funghi Porcini in questo caso NON ri-cresceranno là dove sono appena cresciuti. Il Micelio ha bisogno di rigenerarsi, ma cresceranno dove in questi giorni non c'è stata buttata, quindi facilmente nella lettiera (sempre che le piogge non siano troppo violente). Aggiornerò comunque i nostri lettori sull'evento Autunnale in arrivo nel corso dei prossimi giorni. Ovviamente sarà possibile seguire in tempo reale l'irruzione Artica con tutte le piogge cadute nella nostra pagina METEO.

Per quanti non sono ancora esperti di funghi, buttate e regolamenti per la ricerca dei funghi, ho appena pubblicato una nuova pagina aggiornatissima al 2017 con COSTI, REGOLAMENTI E TUTTO QUANTO C'E' DA SAPERE PER ESSER IN REGOLA PER LA RACCOLTA DI FUNGHI IN LIGURIA, LOMBARDIA, PIEMONTE E VALLE D'AOSTA. In questo articolo. A breve, pubblicherò un nuovo articolo con tutte le immagini più belle dei funghi raccolti in questa incredibile prima buttata del 2017 sempre sul nostro blog www.trivero-italy.it.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 30.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


BEI RITROVAMENTI QUA E LA' MA SOLO DOV'E' PIOVUTO A SUFFICIENZA. ARRIVANO I PORCINI!

24.08.2017 Un'estate così anomala era da molto tempo che non accadeva. Bolle calde in rapida successione alternate a brevissime incursioni fredde Nord Atlantiche che fanno cadere i boschi dalla padella alla brace, così com'è accaduto l'11 di Agosto quando la neve si è spinta sulle Alpi fin verso i 2200 mt.

Eppure ci sono stati tempi altrettanto cupi per i nostri boschi ed i funghi. I più anziani ricordano ancora che negli anni '70, nonostante piovesse assai più di adesso, i boschi erano ugualmente sterili. Colpa dei soliti eccessi. Se ora fa troppo caldo e l'aria è eccessivamente secca, in quegli anni i boschi erano letteralmente zuppi d'acqua. Talmente zuppi che persino i fortissimi Finferli/Cantarelli/Galletti faticavano a vegetare in mezzo a tanti ristagni d'acqua.

I boschi sono quindi diventati più selettivi. Ora solo i più bravi tornano a casa con bei cestini di funghi. Occorre ingegnare l'intelletto. Le uscite vanno programmate in anticipo, ben studiate nei minimi dettagli senza lasciare nulla al caso. Sì perchè, checchè se ne dica, nonostante il gran caldo e l'eccessivo secco delle bolle calde africane, nei boschi qualcosa si muove.

Sfortunatissimi i Liguri in preda ormai da mesi e mesi di siccità continua. Anche i Piemontesi meridionali non hanno nulla da gioire. Da mesi la siccità è allarmante tra Alessandrino ed Astigiano. L'uva si vendemmia con larghissimo anticipo e la produzione, per quanto di ottima qualità è ai minimi storici data la siccità. Nel cuneese non va assolutamente meglio. A rischio sono persino le coltivazioni di castagne che, proprio ora che i ricci dovrebbero vedere i frutti ingrossarsi, in assenza di piogge, rischiano di produrre castagne microscopiche. Alberi sofferenti, sofferenti anche i Miceli che micorrizzano gli stessi alberi con mancate produzioni di funghi Porcini dove non si ha a disposizione buone quantità d'acqua immagazzinata quale scorta.

Per fortuna i cuneesi, meno fatalisti rispetto ad altri italiani, con il loro pragmatismo, non hanno fatto come le cicale che sperperano ma bensì come le formichine che giorno dopo giorno, operosamente hanno fatto in modo di potersi garantire l'acqua pur in presenza di pesante siccità.

Va decisamente meglio a Nord del Po dove, scherzando e ridendo, tra una bolla calda africana e l'altra qualche episodio temporalesco di rilievo si è avuto tra Luglio ed Agosto. Là dove, tra l'8 ed il 18 di Agosto è piovuto adeguatamente ora se ne raccolgono i frutti.

Con un lavoro certosino di raccolta dati, sul nostro sito istituzionale, nella pagina METEO e PREVISIONI METEO pubblichiamo i dati delle piogge cadute nel Nord Ovest italiano. Un utile strumento che, in questo periodo di particolarità climatiche che non ammette ignoranza, può aiutare a sapere dove e quanto è piovuto negli ultimi giorni o nelle ultime settimane.

Proprio là dov'è piovuto, puntali come orologi svizzeri, luna o non luna, ecco che i funghi stanno iniziando a nascere già da alcuni giorni. Dal Canavese alla Val d'Aosta, dal Biellese alla Valsesia-Vco e più in là tra Canton Ticino e Lombardia montana i ricercatissimi Edulis stanno iniziando a deliziare la nostra vista ed i nostri palati. Tanto nei boschi di Abete, quanto in quelli di Faggio. Al palo invece, purtroppo, il bosco di Castagno, relegato alle quote più basse e sotto l'influenza dei caldi e secchi effluvi padani.

Mai come ora, è necessario però andar per boschi con cognizione di causa. Ragionare prima di inerpicarsi per ripe scoscese a vuoto. Ricordare che, quando d'estate piove veemente e soprattutto piove a carattere di nubifragio, i forti rovesci di pioggia giungono fino al suolo senza tuttavia portare grande beneficio all'humus rinsecchito da giorni e giorni di rovente siccità. Spesso l'acqua piovana, sottoforma di forte rovescio, riversa al suolo quelle che oggi vengono dette "bombe d'acqua" che allagano ampie porzioni di bosco. L'acqua crea rivoli, ruscellamenti, strappa dal suolo foglie, aghi, rametti. Crea dighe estemporanee che tracimando strappano via anche humus e terreno. Spore, Ife e Miceli vengono strappati e poi depositati in periferia della circolazione principale dell'acqua ruscellante ed è proprio là dove l'acqua intrisa di spore e Miceli si deposita quando si placa la furia del temporale, che è più probabile che nascano quei bei bocciotti che tutti vorremmo trovare sul nostro cammino. Là dove l'acqua è rimasta intrappolata tra massi, pietre, radici, depositi di fogliame o lettiere pianeggianti, ma non troppo spesse, là e non altrove, si riescono a fare i migliori ritrovamenti in questi giorni di timide o anche buone buttate.

Inutile perder tempo a "pestar Miceli" nel bosco sterile con l'humus ricoperto da spessi strati di aghi e lettiere di foglie che non si degradano più da alcuni anni per assenza di neve o piogge adeguate. Si rischia di camminare a vuoto. Ciuffi d'erba invece, pietre, radici e, come detto, deposito di materiale litologico dei ruscellamenti, quelli sono i luoghi ideali in cui riempire il proprio cestino. Diversamente, il bosco aperto in questo periodo risulta produttivo SOLO là dove le piogge non sono state esagerate, non vi sono stati nubifragi ma, giorno dopo giorno, come le formichine, le piogge hanno tentato di bagnare l'humus con calma certosina. Purtroppo queste ultime condizioni risultano piuttosto rare e relegate a poche aree montane della val d'Aosta, Piemonte di confine ed alta Lombardia, molto meglio in Trentino.

Purtroppo il secco nuovamente elevatissimo ed in accrescimento con l'arrivo di Polifemo, la 7° bolla calda africana del fine settimana, impedirà ai funghi di poterci deliziare al piano, bassa, media ed alta collina dove arriva l'influenza rovente padana.

Quanto durerà questa buttatina? Tutto dipenderà da Polifemo e dall'Atlantico. Se Polifemo si limiterà ad arroventare le aree a Sud del Po, ci sono buone probabilità che prosegua fino a fine mese, diversamente finirà sul nascere entro e non oltre il fine settimana.
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 24.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

Di seguito, due immagini di Mercoledì 23 Agosto 2017, con ruscellamenti d'acqua nel bosco misto di Abete-Faggio o di abete con i funghi Porcini nati proprio a margine del ruscellamento d'acqua dove si sono depositate le spore e l'acqua ha inumidito maggiormente il suolo

porcino



porcino

BUTTATE IMMINENTI TRA VAL D'AOSTA, ALTO PIEMONTE, CANTON TICINO E LOMBARDIA NORD OCCIDENTALE... ALMENO SI SPERA!

19.08.2017 Una doverosissima precisazione: NON abbiamo santi in paradiso! Non abbiamo neppure referenti/informatori confidenziali, nelle alte sfere decisionali del meteo e della natura. Quanto scriviamo in questi editoriali e quanto pubblichiamo nel nostro "semaforo dei funghi" altro non è che una normalissima previsione basata sull'andamento climatico locale che non ha, ahinoi, nessuna valenza scientifica! (purtroppo!).

Interpoliamo i dati delle piogge cadute (in questo articolo i dati delle piogge cadute in Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria dal primo di Agosto fino a Ferragosto) con i dati relativi all'umidità e venti dominanti, oltre che delle temperature minime e massime e, sulla base dei risultati, ci sbilanciamo compilando il nostro semaforo che va inteso come aiuto, quale coadiuvante per poter programmare le prossime uscite nei boschi alla ricerca dei tanto agognati funghi. IN HOME PAGE METEO, seguendo questo link, aggiornamento delle ultime piogge cadute.

Detto ciò, diciamo subito che a Nord del Po, dalla Val Susa ai Laghi ed alta Lombardia Nord Occidentale, in alcune aree è piovuto parecchio. Ci sono zone in cui, dopo l'anomala e sbalorditiva vampata di calore di Lucifero, è caduta in soli 3/4 giorni tutta la pioggia che non è caduta nell'intero mese di Luglio. Ieri sera poi la replica con nuovi nubifragi che hanno interessato sempre le stesse aree a Nord del Po già interessate dalle grandi piogge della scorsa settimana.
Prosegue invece imperterrita la siccità a Sud del Po dove, prevale ancora il regime caldo Tropicale dovuto all'influenza dell'Anticiclone Africano o comunque delle masse d'aria calda e secca, discendenti dalle alte quote come spiegato in questi due articoli (Italia Tropicale funghi al palo, prima parte e seconda parte). Lo so, non fa piacere sapere che anche il clima sta cambiando (in peggio per noi e per la natura, purtroppo) ma è bene e meglio saper cosa ci attende in un futuro neppure tanto remoto, per non farci trovare impreparati, piuttosto che nascondere la testa sotto la sabbia e dover ricorrere ad adattamenti dell'ultimo minuto.

Nel precedente aggiornamento avevamo scritto che ipotizzavamo buttate imminenti a partire dal 15/16 al piano e colli e dal 17/19 in montagna. Purtroppo le buttate del piano NON sono arrivate. Qua, anche se è piovuto adeguatamente, il vento ed il caldo-secco giunti subito dopo le piogge, hanno letteralmente vanificato ogni beneficio apportato dalle piogge. Una evapotraspirazione dell'umidità davvero sostenuta ed in tempi brevissimi, ha strappato via dai suoli ogni traccia di umidità latente. Nulla di straordinario in presenza di masse d'aria Tropicale che ha proprio questa pessima abitudine: desertificare le aree in cui avviene la sua influenza. Non a caso le aree Tropicali lontane dal mare sono solitamente desertiche, vedi l'intero Nord Africa.

Ora, i report che giungono dagli iscritti al nostro gruppo whatsapp, ci dicono che in montagna vi sono già piccolissimi cenni di prime nascite di Boleti e di altri funghi commestibili minori. In alcuni casi, dove la scorsa settimana è grandinato, ci vorrà qualche giorno in più perchè le buttate possano ripartire, perchè alcuni miceli sono stati danneggiati dalla grandine. Ieri sulle Alpi Biellesi abbiamo potuto constatare proprio questo fenomeno dei boschi danneggiati dalla grandinata. Ieri sera è nuovamente piovuto perciò è lecito attenderci la prima "vera" buttata di stagione. NON diamo però per scontato nulla. Piogge acide, aria secca o addirittura secchissima, vento favonico, masse d'aria adiabatica, tutto sembra remar contro queste benedette buttate che continuano a latitare con una insolita e perseverante assenza di nascite degne di nota, tanto a Luglio, quanto nella prima parte di Agosto.

Che dire... Incrociamo le dita e speriamo che il nostro semaforo possa esser di buon auspicio per tutti i nostri lettori, ben consapevoli del fatto che tra oggi e domani sulle Alpi tornerà il vento di Maestrale e Tramontana con freddo notturno, che nelle vallate tornerà il Favonio e che da Lunedì-Martedì dal Nordovest Meridionale il caldo Africano potrebbe tornare ad espandersi nuovamente fin sulle Alpi fino a data da destinarsi con possibile ritorno del maltempo Atlantico o addirittura Artico dopo il 26/28 di Agosto (da confermare).
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 19.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

BUTTATE PROMETTENTI DOPO LE ULTIME PIOGGE CADUTE TRA PIEMONTE, VAL D'AOSTA E LOMBARDIA. APPENNINO E LIGURIA SEMPRE SOFFERENTI

13.08.2017 Oggi insolito aggiornamento del nostro SEMAFORO DEI FUNGHI. Stavolta abbiamo voluto assumerci alcuni rischi corredandolo anche di date "presunte".

Partiamo da un presupposto... Giugno ci ha regalato ben poche emozioni e sorprese dal punto di vista micologico. Alcuni cenni di nascite qua e là ma si è trattato di poca cosa e, nella maggior parte dei casi di funghi commestibili non pregiati. Dico «non pregiati» non per lo scarso valore nutritivo e/o olfattivo/degustativo di questi funghi, ma semplicemente perchè, la stragrande maggioranza dei cercatori ambisce sempre, solo e soltanto a poter trovare - o come si usa dire adesso a "cavare" - Porcini. Abbastanza ambiti anche gli Ovuli Buoni o Amanite Cæsaree, per altro non così diffuse, il resto lo si raccoglie ma storcendo un po' il naso, quale ripiego per non tornare a casa con le mani proprio completamente vuote.

L'ultima settimana di Giugno ci ha poi regalato una autentica sopresa: le redivive piogge!
L'Atlantico ci ha portato non una, ma una mezza dozzina di Perturbazioni con piogge non eccezionali ma localmente attorno ai 100 mm con punte fino a poco più di 150.

Dopo tanto caldo e secco, sul finire della prima settimana di Luglio sono iniziate piccole, circoscritte e ben definite buttate di funghi, per lo più Æestivalis o Estatini, moltissimi Leccini soprattutto bel bosco misto Carpino-Quercia del piano e bassa collina, ma anche dei meno comuni (a Nord del Po) Æreus o Neri di Quercia. Si sono poi visti pure alcuni primi Edulis ed alcuni Rossi Pinicola. Moltissimi i Boleti di specie minori e non sempre conosciuti.

Non sono state buttate generalizzate e massiccie ma, compatibilmente con le piogge cadute, in alcuni casi si sono trovati bei cestini di Porcini.

Ora... Se tanto mi dà tanto, le ultime piogge cadute, fanno davvero ben sperare!
Con l'arrivo della prima "Goccia Fredda Artica" di stagione, sono arrivate le piogge fredde, le grandinate ed il freddo con anche la neve in montagna, sulle Alpi Nord Occidentali (in questo articolo, dettagli e reportage con fotografie dell'evento appena terminato). C'è stato quindi il primo shock termico di stagione che avrà certamente messo in allerta i Miceli, avvisandoli che è ora di iniziare a produrre frutti e semi (per estensione, Carpofori o Funghi e Spore), pena la mancata riproduzione.

Forse lo shock termico, potenzialmente, potrebbe metter temporaneamente in crisi i Porcini Estivi, ovvero gli Æestivalis o Estatini e gli Æreus o Neri, ma il caldo che da oggi è tornato ad aumentare riproponendosi fino ai 30°C in Pianura Padana, fa pensare ad una possibile prosecuzione della vegetazione anche dei funghi estivi, presenti in parallelo con i funghi Autunnali, ovvero Edulis e Pinicola che beneficiano invece di temperature che, in montagna sono ancora più freschine rispetto al piano con temperature massime ottimali sin dalla bassa montagna. Il temuto vento Favonico freddo e poi caldo non c'è stato ed i pochi sbuffi Favonici presenti nel Nord Ovest italiano si sono registrati a cavallo tra Vco-Ticino Svizzero e Laghi Lombardi. Nulla di eccezionale va però detto.

... Ed ora? Ora ci attendiamo buttate altrettanto buone. Uniformemente, dal Canavese alle Orobie e Retiche, passando per Val d'Aosta, Biellese-Sesia e Vco, tra alte pianure-colline e monti, ci attendiamo le prime nascite di Porcini e molti altri commestibili. In queste zone è piovuto adeguatamente, spesso superando anche i 200 mm totali (entro Lunedì 14 sulla pagina Meteo del nostro sito, seguendo questo link) pubblicherò i dati delle ultime piogge cadute.

Riguardo al "Semaforo dei Funghi", avrete notato che, tra Baraggia e Massiccio Granitico Biellese c'è la maggior presenza di faccine sorridenti, verdi o gialle. In Baraggia le faccine verdi sono maggiori rispetto al Biellese. La ragione è che in Baraggia le Querce hanno la maggior potenzialità di buttata. Anche in collina questa potenzialità è altissima ma sappiamo che in collina l'albero più comune non è la Quercia ma il Castagno che, ad oggi risulta essere ancora improduttivo dopo la lunga malattia degli anni passati. Non ci resta amici che cercare i boschi di Quercia o al più misti con maggior presenza di Quercia rispetto agli altri alberi.

Ci sono poi alcune aree che hanno una data presunta di inizio buttata più imminente rispetto ad altre. La ragione è che in alcune zone è iniziato a piovere prima rispetto a zone limitrofe e non troppo distanti. Ad ogni modo abbiamo buone ragioni di ritenere che dai Finferli/Galletti alle Russole, Mazze di Tamburo e persino Amanite Cæsaree, fino ad arrivare a Leccini e Porcini vari, le buttate possano essere ormai imminenti con aggiunta anche dei primi Steccherini Dorati o Hydnum repandum di stagione.

Non ci resta dunque che attendere ancora qualche giorno e nel frattempo studiare quali gli itinerari migliori per le nostre prossime uscite.

Infine un cenno alla siccità che è terminata anche a Sud del Po ma, con POCHE piogge generalizzate. Alcuni rovesci intensi ma brevi qua e là, non dappertutto e sempre più sporadici dal Po verso il mar Ligure. Solo nelle zone Appenniniche di confine tra Piemonte e Savonese c'è stata qualche rovescio in più con rovesci più frequenti ed intensi al confine tra Liguria di Levante ed Emilia. Querce permettendo (dove sono sopravvissute all'agricoltura) buona buttate potrebbero verificarsi anche al piano dove, per lo meno sono attese buone buttate di Pioppini o Piopparelli. Good Luck! ☻ ☺
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 13.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

ARRIVANO LE GRANDI PIOGGE. NUBIFRAGI ED ACCUMULI IMPORTANTI, MA NON SUL BASSO PIEMONTE E LIGURIA DOVE RESISTE LA SICCITA'. A NORD ANCHE ALCUNI DANNI AI BOSCHI. IMMINENTI BUTTATE DI FUNGHI?

09.08.2017 Atlantico batte Anticiclone Africano 100 a zero. L'attendevamo con ansia e finalmente è arrivata la grande pioggia, quella che mancava da troppe settimane e che abbiam visto per l'ultima volta a fine Giugno dopo di che, il caldo Tropicale ha dominato incontrastato fino a due giorni fa.

Molti lettori mi hanno fatto notare però che la pioggia è arrivata tutta insieme, con quelle che ormai chiamiamo comunemente "bombe d'acqua" - anche se in meteorologia questo termine non omologato, risulta ancora inesistente, dal momento che esiste un termine antico, noto e d'uso comune che è "nubifragio" - talmente furiosa e caduta in un breve lasso di tempo che, normalmente non ha avuto tempo di esser assorbita dal terreno - oltretutto indurito dal secco pregresso, al punto di creare un duro strato superficiale impermeabile - creando erosione, dilavamento e grandi cumuli di foglie strappate via dai sentieri e dal sottobosco.

Per quanto normalmente, chiunque di noi sarebbe portato a credere che queste piogge violente creano solo danni, mi sento di poter dire che, date le condizioni attuali dei nostri boschi, anche queste piogge violente sono più che utili. Utili perchè, 'meglio un uovo oggi che il nulla di nulla domani'. Meglio un nubifragio oggi che il protrarsi della siccità domani - e molto oltre -

Siamo di fronte ad una fase climatica davvero singolare che sta degenerando nel clima palesemente Tropicale. La natura si è sempre adattata ai vari cambiamenti climatici ma lo fa con modi e tempi a noi ancora sconosciuti. Tra i vari adattamenti, da tempo segnalo a tutti gli iscritti del nostro gruppo whatsapp, che il più eclatante è quello della formazione di lettiere di fogliame secco che continua a crescere a dismisura sotto le ancora fitte chiome degli alberi.

In passato annate roventi sono già capitate. Il 1983 ed il 1999 hanno avuto estati altrettanto roventi. Il 1920 è stato addirittura caldo per l'intera durata dell'anno. In passato però c'era più povertà. Sulle Alpi e pedemontane, il sostentamento delle famiglie dipendeva anche e soprattutto dal bosco. Si tagliava la legna da ardere, ed il bosco ceduo (bosco tagliato sistematicamente periodicamente permettendo però a polloni di generare nuovi alberi) era all'ordine del giorno. Si raccoglievano le foglie secche per far lettiere per le stalle, per riempire materassi, per creare il letame ma anche per ingrassare la terra degli orti.

Oggi che la professione di "margaro" è sempre più dismessa (il margaro è nel dialetto Piemontese chi lavora nelle stalle-allevatore), sono dismesse anche le operazioni connesse, quale il prelievo dal bosco del fogliame secco. Succede così che la lettiera di foglie secche sotto gli alberi cresce a dismisura. Cresce perchè nessuno preleva più le foglie ma anche e soprattutto per motivi legati ai cambiamenti climatici.

Cresce perchè d'inverno nevica sempre meno, perciò la neve non riesce più a comprimere e disgregare la lettiera. Cresce perchè piove sempre meno, perciò le foglie vanno in decomposizione sempre meno e talvolta non ci vanno affatto. Cresce perchè in assenza di umidità dell'aria la decomposizione avviene soltanto a contatto con la terra ma, tanto più la lettiera è alta e secca e tanto più difficilmente le piogge riescono a raggiungere la terra sottostante o comunque la parte più bassa della lettiera.

Una lettiera troppo alta IMPEDISCE di fatto ai funghi di veder la luce del giorno. Una lettiera troppo alta impedisce l'acidificazione del terreno che, in taluni casi può avere un ph non corretto per il proliferare dei Miceli e dei funghi. Una lettiera troppo alta favorisce una mineralizzazione eccessiva e scorretta del terreno. Una lettiera troppo alta infine, impedisce la disponibilità di azoto ed altri minerali necessari ai funghi quale nutrimento.

Tornando alla questione iniziale, ovvero, se i nubifragi siano o meno utili al sottobosco, rispondo che, vista la degenerazione che stanno subendo i nostri boschi, sempre più abbandonati, anche un violento nubifragio che strappa dal suolo grosse porzioni di lettiera lasciano il suolo scoperto, sono utilissime per i funghi. Magari non subito, così come gli incendi che sulle prime creano morte e stasi, col passare degli anni danno vita a ottime buttate di funghi perchè la vita cerca di ricominciare da zero ed i Miceli non sono da meno.

Ieri sono caduti sull'alto Piemonte, da Torino al Verbano e poi più in là anche nel Canton Ticino e Lombardia Settentrionale, oltre che in Val d'Aosta piogge "sante". Piogge che in alcune vallate sono state persino superiori ai 100 millimetri con punta massima giornaliera di 142 mm e 171 mm in 4 giorni. Pioggia benedetta, anche se caduta in fretta e furia perchè, meglio una pioggia monsonica che l'assurdo secco africano!

Ovviamente in caso di piogge simil-monsoniche ci si dovrà adeguare e si dovranno adottare strategie di ricerca, per altro frutto solo di buon senso e senso pratico. Nei prossimi articoli di aggiornamento vi citerò quelli che sono i più importanti accorgimenti utili a far si che i funghi si possano trovare anche dopo un nubifragio.

Chi vorrà beneficiare delle ultime piogge cadute è bene che sappia dove e quanto è piovuto maggiormente nel corso degli ultimi giorni. I dati della pioggia caduta ieri sono pubblicati nella nostra home-page Meteo seguendo questo link, a fine evento, quindi entro il weekend, pubblicherò sul nostro blog trivero-italy.it un articolo riepilogativo di tutte le piogge cadute in settimana tra Piemonte, Lombardia e Val d'Aosta.

Infine un cenno al semaforo dei funghi. Oggi ho inserito qualche faccina verde sorridente, "sulla fiducia" certo che a breve, dopo le abbondanti piogge, dal Torinese alle Orobie ed Alpi Retiche passando per la Val d'Aosta ed alto Piemonte-Svizzera Meridionale arriveranno le attesissime prime vere buttate di funghi, inclusi i tanto smaniati Porcini. L'uso delle faccine verdi non significa che si debba correre nei boschi prima degli altri per "fregarli tutti" ma significa che sin dai prossimi giorni, i funghi a crescita ed accrescimento più rapido, inizieranno a deliziare la nostra vista e cesti. Galletti/Cantarelli, Russole e Mazze di Tamburo, saranno i primi a nascere. Per i Porcini ricordo occerrà attendere però qualche giorno in più.

QUANTI GIORNI OCCORRE ATTENDERE DOPO LA PIOGGIA PER TROVARE I FUNGHI?

Questa rimane la domanda più frequente che mi pongono i lettori. La risposta rimane sempre la stessa. 2/4 giorni per Galletti/Russole/Mazze di Tamburo/Trombette dei Morti/Lattari ed altri lamellari. I Boleti amari (Felleus) spuntano già dopo 1/2 giorni ma quelli sono funghi che, per quanto non velenosi, sono talmente amari che non è certo il caso di raccoglierli. I Leccini spuntano già 3/6 giorni dopo la pioggia. I Porcini invece spuntano a partire da 7/8 a 10/12 giorni dopo la pioggia. Normalmente, in caso di clima favorevole, i Porcini entro 20 giorni dopo la pioggia hanno già completato il loro ciclo vitale diventando già "barboni", "cappelloni" utili solo a riempire il bosco di spore, quindi necessari alla semina perciò, sarebbe bene evitare di raccoglierli, anche perchè arriverebbero a destinazione completamente spappolati.

Non ci resta che incrociare le dita sperando che dopo la pioggia non arrivi troppo vento ed iniziare a lucidare i nostri cesti! Good Luck!
Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 09.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


TORNA L'ATLANTICO. SPERANZE DALLE PROSSIME PERTURBAZIONI OCEANICHE MA CON LA TRAMONTANA ALL'ORIZZONTE, FORSE A GUASTAR LA FESTA

08.08.2017 Finalmente siamo fuori dall'ingombrante Anticiclone Africano che, dal Sahara si è spostato verso Nord spinto dagli Alisei che, in area Sub-Equatoriale hanno portato abbondanti piogge e Depressioni fino in pieno deserto con l'Anticiclone costretto a migrare a Nord, schiacciato tra le Depresioni Tropicali e quelle Islandesi-Britanniche.

Finalmente tornano le Perturbazioni ma, purtroppo devo già frenare gli entusiasmi perchè, l'aria calda Tropicale depositata nei bassi strati Atmosferici, con caldo ancora latente tra Monferrato-langhe-bassa Padana Lombarda e pianura Alessandrina, opera ancora un efficace respingimento dell'aria umida Oceanica mandando in evaporazione le micro goccioline d'acqua al seguito delle deboli Perturbazioni in arrivo da Ovest.

Stamattina è già piovuto discretamente in poche ristrette aree del Piemonte e Val d'Aosta. Tra 6 e 10 mm sono caduti attorno al Monte Bianco fino a Courmayeur e Morgex, molto meno e non oltre 1 mm nel resto della regione. Attorno ai 2 mm tra Torinese-Biellese-Vercellese-Novarese e Vco con punte fino ai 15 mm di Caluso e 10 di Candia Canavese ma, dove l'acqua occorreva per dar un po' di respiro ai boschi, ovvero tra colli e monti è piovuto molto meno. Attorno ai 5/8 mm a Macugnaga, per il resto sotto i 5 mm. Al piano, nel Torinese, 6 mm in città a Torino, 1/3 mm tra Santhiatese e Novara. Nel Vco meno di 1 mm quasi ovunque con circa 5 mm al confine con la Svizzera.

Insomma non ci siamo ancora ma, le previsioni indicano che almeno altre 2/3 Perturbazioni o Linee Temporalesche transiteranno tra oggi e Venerdì mattina poi... LA TRAMONTANA!

Il terrore dei nostri boschi che, prima hanno subìto il secco estremo della Bolla Calda Africana, nel fine settimana subiranno anche il secco favonico della Tramontana, fredda ma pur sempre secchissima.

Sappiamo che dopo le piogge perchè si verifichino ottime buttate di funghi, occorre che passino almeno dai 6 ai 12 giorni (minimo) e che le condizioni climatiche si mantengano di tipo Atlantico, ovvero con temperature mai oltre i 24°C, 25 e 26 sono già al limite della sopportazione, ma soprattutto che si mantengano buoni tassi di umidità dell'aria. Ora, in presenza di Bolle Calde ma in assenza di vento, per qualche giorno, il microclima umido ad effetto serra creato dalle coperture delle foglie può resistere finchè il secco non diventa troppo evidente. Al contrario con vento forte di Maestrale o Tramontana che sia, questo si incunea anche al di sotto delle coperture fogliari scombinando il micro-clima del bosco.

Purtroppo quest'anno non ci siamo. Le condizioni avverse sono sempre molte più rispetto a quelle favorevoli. Non ci resta che sperare che le prossime Perturbazioni prima dell'arrivo della Tramontana siano così generose da riversare grandi quantitativi di pioggia che possano favorire una scorta pluviometrica sufficiente a far affrontare il vento Favonico. Purtroppo le previsioni meteo però non sono incoraggianti. (qua, in home page METEO aggiornamenti continui sulle previsioni fino a 4 giorni ed ovviamente dati delle maggiori piogge cadute nel Nord Ovest italiano il giorno precedente con tanto di immagini Radar e Satellite per seguire live le piogge e temporali in atto).

Oggi ho aggiornato il semaforo dei funghi lasciando comunque alcune faccine verdi sorridenti qua e là dove, in poche vallate alpine si verificano condizioni micro-cliamatiche favorevoli a piccole buttate di funghi. Piccole buttate non significa necessariamente solo e soltanto Porcini ma funghi misti commestibili che non siano esclusivamente Boleti Edulis o Pinicola-Aestivalis. Qua e là si registrano infatti ottime buttate di buonissime Russule, di Finferli/Galletti/Cantarelli ma anche di altre specie minori tra cui i Ferrè-Fre-Ferè ovvero Boleti Erytropus (qua in questa pagina per approfondimenti), ottimi commestibili ma solo BEN COTTI mai crudi o semicrudi perchè contengono tossine termolabili che resistono a temperature non sufficientemente alte e soprattutto MAI abbinati al vino e qualunque alcoolico perchè darebbero sgradevoli effetti collaterali.

Nei prossimi giorni aggiornerò questa pagina dando precise informazioni sull'eventualità dell'arrivo del secco Favonio-Tramontana.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 08.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

SPAZZATURA WEB DIFFUSA DAI SOCIAL

04.08.2017 Imperversa LUCIFERO, la vampata calda africana che tutto secca e tutto brucia, ivi inclusi humus, miceli ed habitat fungini, eppure sui Social è pieno zeppo di burloni che si "vantano" di aver trovato ceste o cassetti di funghi.

A dire il verso, il più delle volte, non sono però loro personalmente ad averli trovati ma, l'amico fidatissimo dell'amico, dell'amico del fratello, del cognato, del cugino o dell'amico di uno di loro. Foto che, quando va bene sono prese dagli archivi degli anni passati. Clamoroso il caso della ragazza che, in piena onda calda africana si fa fotografare, tenendo in mano un fungo di diversi etti di peso, bello umido, con gocce di rugiada sopra, indossando una improbabile felpa autunnale che, con i 28/29°C raggiunti a 1500 metri, nei giorni passati, avrebbe fatto collassare di caldo anche un dromedario!

Ci sono poi i cesti allineati di funghi rigorosamente Edulis "di buttata" tutti freschi e "bocciolotti" "cavati" chissà dove nei paesi dell'Est ma spacciati per funghi della Val Vigezzo o Cannobina.

Depistaggi. Burle o vere e proprie prese per i fondelli nei confronti di quel popolo agguerrito di cercatori in erba, ancora inesperti perciò, forse anche un po' creduloni e facilmente raggirabili.

Il nostro gruppone di appassionati fungiatt gira in largo ed in lungo Piemonte, Val d'Aosta e Liguria. I più fortunati, ma fortunati davvero, con un fondoschiena degno della donna cannone, tornano a casa con 2/3 forse 4/5/6 o quando va veramente di fortuna sfacciata, con 10/12 funghi Porcini, spesso persino rinsecchiti, eppure c'è chi giura e spergiura che l'amico fidato, dell'amico altrettanto fidato, del fungiatt espertissimo, ha saputo che in Val Vigezzo o al confine con la Svizzera "cavano" funghi a chili e che addirittura i giornali locali, si sono scomodati a fare articoli pubblicando notizie di donne che hanno trovato 10 kg di funghi "di buttata".

Ora, puntualizziamo che, se un giornale locale avesse dato una simile notizia, è bene sottolineare che MAI e poi MAI avrebbe potuto e dovuto decantarne le gesta eroiche poichè ESISTE UNA PRECISA LEGGE REGIONALE (Funghi, costi e regolamenti) che impone che, in Piemonte, il quantitativo massimo di funghi Porcini raccoglibili in una giornata è di 3 chili - salvo presenza di funghi di grossa taglia e peso, in questo caso il limite è di 20 esemplari - perciò, in questo caso il giornale locale avrebbe scritto di una multa salata presa dalla signora, non di gesta eroiche e sorprendenti capacità della presunta super-cercatrice.

La "corsa all'oro" è stata scatenata da fotografie postate sul social del libro-bacheca dove, molte persone avrebbero postato foto di ceste e cassette di funghi provenienti da quelle zone per imbeccare orde di imbecilli creduloni (almeno questo nelle presunte intenzioni).

La notizia che oggi vogliamo darvi è che, al di sopra dei 24°C NON c'è nascita di funghi Porcini o comunque le nascite si diradano progressivamente fino a cessare completamente. Qualche superstite che ha trovato una piccolissima oasi felice ci può anche essere ma da qua a favoleggiare di ritrovamenti record ne passa!

Puntualizziamo infine un'ultima cosa: in Trentino, Alto Adige ed alcune vallate Svizzere, oltre che in Austria, là dove le bolle calde africane sono giunte stemperate dalle correnti Atlantiche, anche nel mese di Luglio, si stanno effettivamente realizzando ottime buttate di funghi Porcini. Chi è fortunato "cava" cesti ricolmi, sempre che queste raccolte rispettino le locali leggi sulla raccolta di funghi Porcini.

In Piemonte, purtroppo, NON esistono oasi felici in cui a luglio è piovuto a sufficienza da garantire raccolte degne di nota, salvo davvero sporadici e rari casi. Ho pubblicato ieri l'elenco completo degli accumuli di pioggia caduti in Piemonte, suddivisi per regione e per provincia con file dpf consultabile e scaricabile (clicca qua per consultarlo) (con i dati anche della pioggia caduta in Val d'Aosa, Lombardia e Liguria) e ciò che ne emerge è che a Luglio nel Nord Ovest italiano ha fatto molto caldo e soprattutto c'è stato un clima davvero secco. Le anomalie pluviometriche si assestano sui 100 o 150 mm mensili e solo nelle isole felici si attesta attorno ai 50 mm. La località più piovosa del Piemonte non ha superato i 180 mm mensili eppure da quella località non arriva NESSUN report di ritrovamenti degni di nota. Figuriamoci se in una valle quale la Vigezzina, dove le piogge mensili non hanno superato i 50/60 mm si stanno "cavando" ceste e cassette di Porcini.

Amici, occhi ai burloni. Il mondo è pieno di pavoni che vorrebbero crearsi un seguito di seguaci senza troppa fatica. Ora, siete avvisati! Cercate di non farvi infinocchiare!

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 04.08.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


I FUNGHI DOPO LE PIOGGE? DOV'E' PIOVUTO IERI E OGGI? ARRIVA LUCIFERO, COSA COMPORTERA' PER I NOSTRI BOSCHI E FUNGHI?

30.07.2017 Finalmente ieri pomeriggio-sera sono tornate le piogge in molte zone del Nord Ovest italiano. Non ovunque però. Oggi pomeriggio si è replicato. Altri rovesci e temporali che hanno attraversato dapprima la Val d'Aosta, poi il Piemonte ed infine la Lombardia. In Val d'Aosta forti colpi di vento, rovesci molto intensi con anche grandine ma il tutto è transitato in maniera davvero rapidissima. Sul Piemonte i temporali sono accresciuti. Attorno a Santhià e Canavese è anche grandinato poi una fitta grandinata in media Valsesia tra Boccioleto-Varallo e Cellio, infine le grandinate e forti rovesci a macchia di leopardo anche al piano nel Vercellese-Novarese e Vco e poi rovesci in Lombardia, tutt'ora in corso.

Eppure, per quanto le deboli Perturbazioni in transito, ci provino, si tratta pur sempre di episodi veloci che bagnano appena. 5/10 con punte di 20/30 mm sulle Alpi interne mentre al piano si resta sempre entro gli 1,2,3 mm. Nell'alto Alessandrino ci sono zone in cui non piove da ben 3 mesi! Il Bric Berton di Ponzone, ai piedi dell'Appennino Savonese versante Piemontese, non vede un goccio d'acqua ormai da ben 3 mesi. Ieri però è finalmente ri-piovuto ad Asti ed Alessandria. (dati della pioggia caduta, consultabili nella nostra pagina dedicata al METEO e PREVISIONI DEL TEMPO).

La domanda che molti lettori mi pongono è, se le piogge cadute in questi giorni sono sufficienti a dar vita a nuove buttate di funghi, naturalmente intesi come Porcini. La risposta non può esser che un NI.

Qua e là, dove tra ieri ed oggi è piovuto discretamente bene, ci sarebbero anche le condizioni necessarie perchè possano nascere funghi. Il Problema è, che molto spesso le piogge maggiori si sono avute in zone non propriamente ottimali per la ricerca di funghi, quindi in alta montagna, dove non sono presenti boschi o, sulle Pedemontane, anche qua con boschi misti o coltivazioni.

Vorrei ricordare che, perchè si creino le condizioni ideali per la nascita di funghi, occorre che le piogge raggiungano almeno i 10 millimetri ad evento. 2/3/4/5 mm, a volte non sono neppure sufficienti perchè l'acqua depositata sulle foglie riesca a raggiungere il sottobosco. Ecco, una pioggia di 2/5 mm può esser utile se l'evento si ripete più volte in una settimana, magari per 4/5 giorni su 7... E poi?

E poi occorre incrociare le dita perchè, dopo le piogge occorrono almeno altri 7/8 o anche 10/12 giorni perchè l'umidità favorisca la germinazione di nuove spore, perchè si formino o si risveglino Miceli Primari e Secondari. Insomma non basta che piova e basta. Certamente dopo la pioggia occorre che l'umidità resti latente e ben intrappolata sotto gli ombrelli fogliari delle piante.

Purtroppo, sempre più spesso, quest'anno assistiamo a veri e propri shock termici causati dall'eccessivo calore dei raggi solari e dell'aria a lontana origine Equatorial-Tropicale così come le bolle calde africane sono sempre caratterizzate da aria tenacemente secca, quindi torrida.

In molte zone, l'aria troppo secca, e le irrigazioni forzate, affinchè gli orti o le coltivazioni non entrino in sofferenza, hanno provocato, ad esempio, la mancata produzione di fiori nei fagioli, il mal bianco agli zucchini che sono diventati vetusti ed improduttivi dopo meno di un mese di produzione o persino la deformazione di alcune specie di zucchini, in particolar modo delle trombette di Albenga, che si sono fuse con il fusto della pianta. Tutte anomalie conseguenti questo insolito clima di stampo Tropicale.

Anche in questa occasione, subito dopo le piogge di oggi, una nuova bolla calda africana, la 5° da inizio stagione, già soprannominata LUCIFERO è già pronta a risalire dal Nord Africa fin sulle Alpi. Tra Mercoledì e Giovedì lo zero termico raggiungerà addirittura i 5200 mt con Geopotenziale da 594 gpdam, ovvero con aria Tropicale sopra le nostre teste. Si sfioreranno o persino si toccheranno i 40°C in Pianura Padana Piemontese-Lombarda e la siccità già ben presente, galopperà verso livelli inimmaginabili fino alcuni decenni fa.

Forse, in questo periodo, ci si preoccupa di sapere se e quando potranno nascere Porcini ad Agosto nel Nord Ovest italiano ma, la domanda più lecita da farsi sarebbe se e quando ci sarà acqua a sufficienza per poter irrigare o per poterci fare la doccia. A luglio, in molte zone notoriamente piovose del Canavese-Biellese-Sesia-Vco, non sono caduti più di 20/30 mm di pioggia. Troppo poca perchè i boschi possano esser produttivi così com'è troppo poca persino per l'agricoltura e per i consumi umani.

Senza diventare paladino degli ambientalisti, occorre che si prenda coscienza del fatto che l'acqua potabile diminuirà a vista d'occhio fin tanto che non cesseranno del tutto queste insolite bolle calde africane e, se e quando ciò accadrà non è proprio dato di saperlo. Occorrerà quindi diventare più virtuosi. In casa l'acqua del rubinetto andrebbe raccolta in bacinelle. Mentre si lava frutta e verdura, o altre cose che non richiedono l'uso di detersivi occorrerebbe raccogliere l'acqua e poi utilizzarla per bagnare fiori e piante, orto e giardino o per sciacquare l'auto se non del tutto per riempire lo sciacquone. Mentre ci si lava i denti, sarebbe bene tenere il rubinetto dell'acqua chiuso così come tra l'insaponatura di un piatto e l'altro non occorre tener l'acqua aperta. Sono tantissimi i trucchetti di una buona economia domestica improntati ad un minor consumo d'acqua, ricordandoci che, oggi l'acqua c'è... domani, chissà?

Chiudo oggi questo editoriale con un cenno ad una piccola polemica in atto, via emai, tra il sottoscritto ed alcuni utenti "forumisti" quindi fans dei forum nonchè legati alla tradizione. Ci si accusa di "offrire" senza mediazioni e senza filtri informazioni pregiate che nei forum vengono centellinate perchè mi si dice che: «l'informazione non dovrebbe esser a disposizione di tutti ma solo di chi la sa utilizzare». Si fa ovviamente riferimento al nostro semaforo dei funghi, attraverso il quale si informano i lettori dove e quando ci sono buttate di funghi e l'accusa è quella di favorire "improvvisate orde di barbari" che si riversano nei boschi pregiati alla ricerva di funghi, sottraendo pregiati bottini a chi nei boschi quasi ci vive e li frequenta da sempre.

Ora la domanda che mi sorge spontane è: ma dove sta scritto che solo chi i boschi li frequenta da sempre può arrogarsi il diritto di ritenersi proprietario, esclusivista o monopolista del bosco stesso? Non è forse un diritto inalienabile di chiunque acquista un permesso regionale in Piemonte o locale in Liguria-Lombardia, recarsi nei boschi a cercar funghi, pur essendo un pivello inesperto di micologia?

Tolto che anche altri importanti siti web offrono qualcosa di molto simile al nostro "semaforo" dei funghi chiamandolo magari "termometro" o con altri nomi simili, perchè ci si chiede di censurare questo tipo di informazione? In nome di chi o di cosa?

Ci viene detto che nei forum specializzati in micologia si parla solo di argomenti scientifici, si organizzano incontri e cene, si possono postare fotografie, ma è vietato dare indicazioni su dove si sono raccolti tali funghi, salvo magari farlo (come ho potuto constatare di persona) privatamente tra tutti gli utenti con messaggi privati.

Ora, come ho già avuto modo di dire lo scorso anno, la mia opinione personale circa i forum, di qualsivoglia genere, è che sono obsoleti, preistorici, anacronistici. Una ristrettissima cerchia di esperti, celati dietro a nickname, e che quindi non ci mettono la faccia, mette il proprio sapere a disposizione di pochi eletti che, se non sono iscritti e loggati non possono accedere alle informazioni. Chi posta una domanda deve attendere giorni, settimane o persino anni prima che qualcuno si degni di dare una risposta e non sempre questa viene data, quando la domanda posta è magari considerata "scomoda" e, talvota chi ha posto una domanda ovvia, banale su di un argomento a lui sconosciuto perchè ci si approccia per la prima volta a tale argomento, viene bollato come "ignorante" e magari gli si dice di leggersi qualche articolo in proposito prima di porre domande tanto banali e, guai a postare una domanda nella sezione sbagliata, perchè verrà fustigato pubblicamente dicendogli che nel sito ci sono 1 milione e 232 mila sezioni e che avrebbe dovuto leggersele tutte e capire qual'è quella giusta in cui postare la domanda... Semplicemente ridicolo!

Viviamo nell'era della tecnologia, oggi chi trova un Porcino posta le foto su Facebook, Instagram, Google+, Twitter eccetera, magari anche con metadati e gps che ti dicono ora, altitudine e longitudine e latitudine del ritrovamento, e tempo 10 secondi tutta una tribù di parenti, amici e conoscenti saprà che nel posto xy all'ora xy del giorno xy, tiziocaiosempronio ha trovato un bellissimo Porcino perciò, se tiziocaiosempronio lo ha trovato perchè non dovrei correre nel bosco pure io? Per non parlare di Whatsapp che, fungo trovato, fungo fotografato e popolo di interessati avvisati e poi, ci troviamo ancora ad avere a che fare con forumisti che, legati ad un mezzo antiquato e superato vengono a farci la morale perchè diamo troppe indicazioni su dove cercar funghi.

Ci si nasconde dietro all'espressione "orde di barbari" ma l'impressione è che, l'espressione più corretta da utilizzare sarebbe stata "professinisti del fungo delusi". Quei baroni che si sono arricchiti vendendo i funghi e che ora si vedono sottrarre il bottino da giovani intraprendenti cercatori che nel bosco ci vanno ben attrezzati con tanto di cellulari che ti dicono il nome di tutti i monti, rilievi, paesi, corsi d'acqua che il cellulare inquadra. Cellulari che con le proprie APP ti dicono dove si trovano i boschi, estensione, curve di livello e altezze con tanto di mappe in scala 1:25.000. APP che ti dicono persino dov'è piovuto nell'ultima settimana o mese e quanto ed interpolando i dati gps ti dicono dove andare a cercar funghi, consentendoti di girovagare per posti nuovi anche senza esserci mai stato senza pericolo alcuno di perderti.

Eppure c'è ancora chi, nascosto dietro ad un nick si sente così nostalgico da mettersi a lottare contro i mulini a vento e non potendolo fare contro le APP lo fa intasandoci di email di protesta perchè il nostro "semaforo" ci si dice esser "troppo preciso" e troppo ivitante per tali "barbari".

Ringraziamo ovviamente chi ci attribuisce così tanta importanza e soprattutto così tanto peso nel mondo micologico del Nord Italia ma, noi sappiamo benissimo che, chi legge trivero-italy.com o il blog trivero-italy.it non ci ha mai dato l'esclusiva. Consulta il nostro sito ma tra i suoi preferiti ne ha anche molti altri e, prima di intraprendere un viaggio di diverse decine o centinaia di chilometri lo fa, ben informato, non solo da trivero-italy ma anche dal rimanente gran numero di siti web specializzati in questi argomenti. La pluralità c'è ancora e noi la soteniamo perchè solo avendo abili concorrenti, abbiamo lo stimolo a migliorarci e dare sempre di più.

Infine, comprendiamo lo sgomento di chi, a tutt'oggi si ritrova a dover vantare un misero bottino di non più di un paio di chili di Porcini raccolti dalla primavera ad oggi, non tutti in una volta ma a piccolissimi e stitici raccolti. Ci piacerebbe poter dire che la colpa di ritrovamenti così scarsi è dovuta al super affollamento dei boschi, pieni di invasati che hanno letto i nostri articoli e si sono riversati nei boschi come "orde di barbari". Purtroppo la realtà è ben altra! Siamo di fronte alla peggior crisi climatica dell'era moderna. Il 2003 è stato l'anno più caldo di sempre ma il 2017 si sta rivelando il più siccitoso dell'era moderna. Questo sì, non trivero-italy è il vero responsabile di ritrovamenti di Porcini risicati o talvota persino inesistenti!

Se al Bric Berton o Cimaferle di Ponzone di Alessandria non si è trovato un solo fungo Porcino dalla primavera ad oggi, la colpa non è del sottoscritto e quindi di trivero-italy, ma, forse, di chi si rifiuta di guardar in faccia alla realtà e si ostina a dire: "American first!" rifiutandosi di partecipare alle conferenze internazionali sul clima per non danneggiare l'industria nazionale.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 30.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

FUNGHI Sì, MA NON PER TUTTI. I PORCINI CI SONO (POCHI E NON OVUNQUE) MA GUAI A FARSI PRENDERE DALLA SMANIA! NON E' ANCORA TEMPO DI SUPER BUTTATE E LUNGHE TRASFERTE

24.07.2017 Non facciamoci prendere dalla smania da Porcino!

ANDAR PER FUNGHI NON SIGNIFICA BRAMARE DI TROVARE PORCINI, DEGNI DI UN MUSEO, CON GAMBO TOZZO E CAPPELLO PERFETTO, DA POTER FOTOGRAFARE IN TUTTE LE POSIZIONI PER POI FARSENE VANTO SUI SOCIAL E MAGARI PER METTERSI A COMPETERE CON CHI, CI PROVOCA INVIDIA PERCHE' CONTINUA A POSTAR FUNGHI PERFETTI ED IN BUONE O OTTIME QUANTITA'.

Andar per funghi E' UN'ESPERIENZA. Andar per funghi significa VIVERE IL BOSCO. Respirare l'aria pura, rigenerarsi, scaricarsi di ogni tensione, liberare la mente da pensieri e da tensioni.

Andar per funghi significa SCOPERTA. Scoperta di un mondo in continuo fermento che ci può regalare emozioni che vanno ben oltre al solo Porcino.

Andar per funghi significa prender atto che nel bosco non esistono solo i Porcini. Che sono moltissimi i funghi commestibili che noi non conosciamo e che non raccogliamo e che spesso, erroneamente, distruggiamo.

Ogni volta che distruggiamo un singolo fungo, mettiamo a repentaglio un ecosistema in cui anche il fungo più tossico ha la sua precisa funzione che, forse ci sarà del tutto sconosciuta ma, non per questo dobbiamo ostacolarla.

Andar per funghi NON deve diventare una malattia.

In questo periodo dalle controverse condizioni climatiche, che NON sono certo le più favorevoli per i funghi, nonostante la siccità estrema, là dove a fine Giugno e durante le prime due settimane di Luglio si sono avute piogge-temporali o anche semplici docce, qualcosa si muove.

Coraggiosamente e con gran stupore di molti cercatori, molti funghi stanno nascendo. I miceli dei funghi che si sanno adattare meglio al clima secco, quelli che le sostanze nutritive le assorbono dalle radici degli alberi che hanno micorrizzato, riescono a sfidare anche il secco estremo delle 4 bolle calde africane che hanno già caratterizzato questo primo scorcio d'estate.

Sull'onda dell'estremo adattamento, con l'arrivo delle prime piogge estive, subito dopo le avvezioni calde africane, nei boschi a Nord del Po (dov'è piovuto almeno un paio di volte) sono addirittura riapparsi funghi che non si trovavano da anni o persino da lustri. Le tenaci spore di questi funghi dopo lunghissimo letargo hanno generato nascite di funghi che ci danno riprova di come il bosco riesce ancora (per fortuna) ad adattarsi ad ogni condizione climatica più estrema. Alcune specie ne soffrono e si diradano, o si estinguono, altre invece diventano più frequenti e persino abbondanti.

In questi giorni, nei boschi, dopo una timida buttata di Boleti estivi di bassa collina, altre Boletacee stanno iniziando a fare la propria comparsa in media montagna e più sporadicamente in quella bassa ed alta. Non solo Leccini, non solo Boleti estivi (Aestivalis) ma anche i più apprezzati Pinicola (i rossicci) ed i più ricercati Edulis (gli autunnali).

Qualcuno, I PIU' BRAVI, quelli che i posti li conoscono a menadito perchè li frequentano da moltissimo tempo, quelli che conoscono tutte le micorrizze ed i miceli, i funghi li trovano, gli altri invece rosicano!

Ci sono in tal senso due categorie di cercatori di funghi: quelli che nei boschi ci vanno, spesso e volentieri, e non importa se non porteranno a casa alcun trofero da poter postare su Facebook o Instagram, e non importa se nel cestino avranno soltanto Russole, Amanite, Finferli/Cantarelli, Mazze di Tamburo o Leccini, e nessun Porcino. Quelli che un giro a vuoto lo fanno più che volentieri, perchè ogni perlustrazione fatta con calma, senza correre, senza pestare tutto ed ogni dove, senza danneggiare piante e miceli (senza sporcare), è un'esperienza ed una acquisizione di sapere. Quelli che apprendono guardandosi attorno riuscendo a leggere i segnali che il bosco ci offre. Quelli che il bosco lo vivono, pur in assenza di Porcini.

Ci sono poi quelli smaniosi di bottino. Quelli che vorrebbero andare a colpo sicuro. Quelli che rosicano migrando nervosamente e compulsivamente da un forum all'altro, da un gruppo all'altro, cercando di carpire segreti e coordinate, magari ricavate dagli exif-metadati delle immagini prelevate dalla rete, MA CHE non sanno interpretare i segnali del bosco, che vanno nei boschi e restano delusi perchè pieni di aspettative ma NON premiati dal bosco.

A questi ultimi vorrei dire che, sì è vero, di bei Porcini se ne trovano già, anche di bellissimi Edulis ma, non lasciatevi ingannare da Facebook o dal web. I Porcini di questi tempi ce li dobbiamo sudare, non solo per il gran caldo che caratterizza tutti i boschi, ma anche perchè mai come in questi tempi duri ed anomali, i Porcini li trova solo chi aguzza l'ingegno!

Ragionare e aguzzare l'ingegno, non lo si ottiene per grazia ricevuta, ma solo con testardaggine, passione e determinazione, leggendo riviste e/o libri ma anche articoli sul web e, non importa se barbosi, lunghi e/o impegnativi. Chi i funghi li trova, garantisco, li trova o perchè persevera da anni o decenni esplorando quanto più bosco possibile e memorizzando quante più informazioni acquisite oppure leggendo, leggendo, leggendo ed ancora leggendo ed informandosi ma, informarsi non vuol dire spiare i profili Facebook altrui o cercare di ottenere scorciatoie gratuite. E ricordatevi che spesso sui social c'è chi spaccia immagini vecchie o provenienti dai paesi dell'Est per immagini dei propri ritrovamenti solo per pavoneggiarsi.

PAVONEGGIARSI non ha nulla a che fare con la passione per i boschi ed i funghi! Nei boschi esistono decine e decine di specie commestibili. Molte delle quali si credeva persino che non esistessero neppure, perchè il nostro cervello aveva solo occhi per il porcino perduto, e benchè in bella vista, non li si vedeva neppure.

Un piccolo consiglio: provate amici ed amiche a memorizzare quanti più segni possibili ad ogni uscita. Provate ad associare ad ogni ritrovamento di un fungo, Porcino o altro che sia, cosa c'era vicino al fungo nel raggio di almeno un metro. Radici, piante, foglie, erbe, vegetali, pietre, massi o quant'altro. Provate poi a memorizzare tutti i funghi non commestibili, o presunti tali, che sono nati vicino al fungo trovato e cercate di farne una associazione. Provate infine a memorizzare, stato del suolo, dell'humus e di vicini rigagnoli o fonti d'acqua.

Questo è quanto fa, un buon cercatore di funghi che il bosco lo vie e non lo subisce. Che nel bosco ci si integra, anzichè depredarlo, sporcarlo e distruggerlo.

Il nostro semaforo dei funghi, non è nato per avere facili scorciatoie, ma per dare una utile indicazione a chi le indicazioni se l'è meritate.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 24.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)


UN WEEKEND DI OTTIME SODDISFAZIONI PER CHI ANDRA' NEI BOSCHI MA, NON ILLUDIAMOCI, I CESTI NON SARANNO PIENI SOLTANTO DI PORCINI!

15.07.2017 E' finita proprio sul nascere la piccola buttata di Boletacee che è letteralmente esplosa nel giro di un paio di giorni e che nello stesso arco di un paio di giorni è terminata sul nascere. Sto parlando dei bassi colli Pedemontani dal Piemonte Centro-Settentrionale all'alta Lombardia con anche qualche piccola soddisfazione in Val d'Aosta e Svizzera Meridionale.

In pratica, dove a fine Giugno è piovuto adeguatamente (quindi a Nord del Po) in settimana attorno ai 400/550 mt si sono avute incredibili buttate di funghi misti sia lamellari che a tuboli. Autentiche esplosioni di Russule, Amanite (incluse se apprezzatissime Caesaree) ma soprattutto Leccini e disparate varietà di Boletacee, alcune delle quali non si trovavano più da decenni o addirittura da un intero lustro.

Anche questo è sinonimo di cambiamenti climatici. Noi stessi, in settimana abbiamo potuto constatare con i nostri occhi come, alcuni boschi di bassa collina abbiano mutato completamente aspetto rispetto a decenni fa. I boschi si sono trasformati in termofili sui versanti esposti a Sud ed Ovest, le Roverelle con Orinello dilagano mentre nei versanti esposti ad Est e Nord le Querce hanno preso il sopravvento rispetto ai Castagni che, sappiamo hanno subito un tracollo durante i passati anni di infestazione da Cinipide galligeno.

Con il proliferare delle Querce ma soprattutto con la Termofilizzazione dei boschi (ovvero quando il bosco diventa più caldo e secco) ecco che i Miceli del rarissimo (a Nord del Po) Boletus aereus, tipico della Macchia Mediterranea e quindi dei boschi a Sud dell'Appennino, da Langhe e Monferrato hanno iniziato a colonizzare i boschi del Torinese, poi anche del Canavese-Serra ed ora persino del Biellese-Vergante e basse Prealpi Lombarde.

Per intenderci il Boletus aereus è quel Porcino scuro, tendende al bruno-bronzeo che normalmente viene detto "bronzino", proprio per questa sua caratteristica. Si tratta di un Porcino molto più sodo rispetto al primaverile o estivo Boletus aestivalis che, normalmente ha una carne poco consistente, facilmente attaccabile dalle larve che lo colonizzano soprattutto nel gambo, e spesso dura dall'oggi al domani dopo di che si deperisce a vista d'occhio. Entrambi questi due Porcini hanno però un profumo ineguagliabile.

Il bosco d'estate però NON e' soltanto Porcini. Come ho già scritto nel precedente intervento, in questi giorni passati nei boschi abbiamo trovato specie affini di Boleti che non venivano rinvenuti nei boschi a Nord del Po da decenni. E' il caso dei Boletus regius, in tutto e per tutto simili nel sapore al classico Porcino edulis ma con gambo di colore giallognolo e cappello di colore rosato. E' il caso del Boletus apppendiculatus, rinvenuto in discrete quantità, dopo che sembrava completamente scomparso dai nostri boschi dagli anni '70. E' il caso dell'assai raro Boletus castaneus, rinvenuto proprio ieri nei boschi di Quercia. E' il caso dei Boletus Armeniacus, Boletus Queletii e persino del rarissimo Boletus Dupainii.

Insomma ce n'è per tutti i gusti, basta entrare nel bosco, con rispetto ed in punta di piedi, per non rovinare i Miceli già bistrattati dai cambiamenti climatici.

Segnalo ai nostri lettori che, dopo la brevissima ma intensa buttata di bassa collina, ora la piccola buttata si è spostata più in alto, NON troppo in alto però. Diciamo in media collina e bassa montagna. Tra i 600 ed i 900 mt vengono rinvenuti anche i primi Boletus Edulis, i classici Porcini come tutti noi del Nord Italia intendiamo il Porcino autunnale. Non illudiamoci però, le foto che circolano su Facebook o altri Social Network di cesti ricolmi di Edulis, di cassette degli stessi Edulis SONO SOLO E SOLTANTO FAKE, BUFALE, BALLE!

Qualche Edulis lo si trova qua e là ma per ora sono ancora sempre e soltanto gli Estatini (Boletus aestivalis, per intenderci quei Porcini dal gambo non sempre obeso, ma spesso persino grissiniforme con reticolatura molto evidente e cappello tendente più al vellutato che non al liscio) i protagonisti del fine settimana. Molti i Leccini presenti nel bosco misto di Quercia-Carpino-Betulla. Discrete le quantità di Finferli-Gallinacci-Cantarelli nel misto Castagno-Faggio o solo Faggio. Più abbondanti i Galletti nel bosco di Faggio di media montagna attorno ai 900/1400 mt ma solo nei versanti umidi e prossimi a corsi d'acqua. Molti i lamellari presenti in zona, si trovano persino abbondanti le Mazze di Tamburo. I primi Edulis sono già presenti, MOLTO sporadicamente nel bosco di Abete di Val d'Aosta, alto Piemonte e Lombardia-Svizzera Meridionale ma per ora ribadisco SPORADICAMENTE, il cui significato è che se ne trovano ma in piccole quantità e solo in casi molto fortuiti si può incappare in un Micelio già pronto che magari ci può regalare fino a 3/4 esemplari sotto un ristretto aerale di poche piante ma, lo ribadisco si tratta di una eccezione e NON di una regola.

Infine una citazione ai boschi alta quota. Sono ancora improduttivi. Lasciamoli riposare ed evitiamo di andare già a pestare Micelio che si sta apprestando a dar luce ai prossimi funghi di fine estate. A tutti voi auguro un bellissimo weekend di soddisfazioni micologiche che, dobbiamo imparare ad allargare non soltanto ai Porcini ma a tutta la vasta gamma di funghi presenti nei boschi, ricordandoci sempre che il bosco NON è in grado di auto-pulirsi perciò, ricordiamoci del rispetto della natura, di NON lasciare nei boschi i nostri rifiuti ma così come li abbiamo messi nello zaino pieni dei nostri snack, cibarie-bevande, di riportarceli a casa vuoti perchè nei boschi non ci sono le nostre colf impiegate per raccogliere il frutto della nostra maleducazione ed arroganza.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 15.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

ESPLOSIONE DI FUNGHI LECCINI NELL'ALTO PIEMONTE. TRA QUERCE, CARPINI E PERSINO BETULLA-FAGGIO MA NON CI SONO SOLO QUELLI...

12.07.2017 Ce n'è per tutti i gusti! In questi giorni nei boschi dove a fine Giugno e nella prima settimana di Luglio è piovuto adeguatamente (Piemonte Nord Ovest montano-collinare, alta Lombardia montana e vicino Trentino) stanno iniziando a nascere tappeti di Boleti di tutte le specie e tipologie. Dai rarissimi Dupainii agli altrettanto rari Queletii e Regius o Reali ma, nei boschi termofili non mancano neppure i ricercatissimi e profumatissimi Aereus ed i più comuni Aestivalis. Non mancano poi tappeti di Leccini, per lo più nelle varietà scure di Quercia/Farnia e Roverella e di Carpino.

porcino-reale

Il Porcino Reale o Boletus Regius in Piemonte Settentrionale non è particolarmente comune ma lo è invece nel resto del Piemonte ed in Lombardia ma anche in altre zone d'Italia dov'è comune il bosco di Quercia. Grazie ai cambiamenti climatici in atto, ma soprattutto grazie al continuo aumento delle temperature medie, i boschi un tempo a prevalente bosco misto, si stanno trasformando in boschi più caldi che, nei versanti esposti a Mezzogiorno, diventano persino veri e propri boschi termofili dove prevale la Quercia Farnia ma anche la Roverella con associato l'Orniello o Frassino da Manna.

Sempre nei boschi termofili (mai particolarmente fitti e mai particolarmente ombrosi), piogge permettendo (anche qua siccità permettendo), dopo i temporali estivi si possono trovare facilmente molti esemplari di Porcini Estatini o Aestivalis e se si è particolarmente fortunati nel riuscire ad individuare zone di bosco ben soleggiato ma sufficientemente umido, allora il ritrovamento di un Boletus Aereus o Bronzino è pressochè assicurato.

boletus-aereus

A margine del bosco termofilo, là dove il bosco riceve un pochino di ombra in più, quindi esposto non direttamente a Sud ma ad Ovest o Est, ma soprattutto dove il bosco diventa più scuro e non più termofilo, ecco che alle Querce/Farnie o Roverelle si aggiunge anche qualche Carpino, allora il ritrovamento, in questi giorni di tappeti di Leccini Leccinum Carpini.

Infine non dimentichiamoci di guardare attentamente tra edere, ciuffi d'erba e magari pure qualche sporadico rovo, purchè vi sia vicina qualche Quercia o Roverella perchè proprio in questi giorni potremmo imbatterci in un paio di bellissimi e saporitissimi esemplari di Amanita caesarea o Ovulo buono.

amanita-caesarea

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 12.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

PRIME OTTIME BUTTATE DI GALLETTI. MAZZE DI TAMBURO COME IN AUTUNNO, LECCINI ABBONDANTI E PRIMI BOLETI IN QUANTITA' MA PER ORA SOLO AEREUS ED AESTIVALIS. GLI EDULIS ATTENDONO!

09.07.2017 Iniziano le prime interessanti buttate di funghi estivi, dopo le abbondanti piogge di fine Giugno. Piogge che sappiamo però non essere arrivate ovunque in maniera uniforme. A Sud del Po è piovuto ma molto meno rispetto al Nord e molto meno rispetto alle attese. Ho descritto in questo articolo la situazione piogge cadute e l'analisi climatica di Giugno che è risultato essere il 2° mese di Giugno più caldo dal 1800 dopo il caldissimo ed inavvicinabile 2003.

Iniziano ad abbondare nei boschi di Faggio i primi Galletti/Finferli/Cantarelli/Gallinacci che dir si voglia. Dove le piogge di fine Giugno sono state più abbondanti e quindi dove l'acqua con le spore si è fermata grazie a radici, rami secchi, pietre, ebbene, là le buttate migliori con nascite in grandi famiglie "a macchia".

Scarseggiano ancora gli Edulis, i Porcini autunnali che tutti abbiamo fretta di tornare a raccogliere ma che, si sa non amano il gran caldo perciò, benchè già trovati qua e là in montagna, per ora sono ancora una chimera o forse una illusione di appassionati in crisi di astinenza da Porcino autunnale.

Al contrario, nei boschi termofili di bassa collina ecco che dopo le piogge, non si sa come, visto che le colline risultano brulle dal caldo secco, quindi torrido di inizio Luglio, iniziano a nascere in discrete quantità gli ultimi Porcini Primaverili ed i primi Estivi. Boletus Aestivalis o Estatini (classici primaverili dal gambo reticolato) e Boletus Aestivalis, tipici della macchia mediterranea ma anche di alcuni boschi termofili a base di quercia.

Alcuni Aereus si sono trovati anche in boschi dove fino alcuni anni fa era impensabile trovarli, perchè lontanissimi dal Mediterraneo ma, i cambiamenti climatidi attuali hanno reso possibili anche queste nascite.

Anche i Leccini, conosciuti in Piemonte col nome di Crave, Cravette o Donne, risultano particolarmente abbondanti nei boschi a base di Quercia o Carpino o entrambi.

Non ci resta che affinare l'intuito, tenerci alla larga dagli ancora improduttivi boschi di Castagno e di Abete ma concentrarci tra i Faggi e le Querce/Roverelle. Oggi sono attesi altri rovesci/temporali. Tanta pioggia a tutti!

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 10.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

DOPO LE GRANDI PIOGGE C'E' SMANIA DA BUTTATA DI FUNGHI PORCINI MA, LA BUTTATA CI SARA' DAVVERO?

03.07.2017 Oggi, prima di creare inutili illusioni, vorrei raffreddare l'entusiasmo dei Nordovestini che, dopo le abbondanti piogge della scorsa settimana, già scalpitano e non tengono più dalla fretta di riversarsi nei boschi con la speranza di portare a casa i primi profumatissimi Porcini.

Intendiamoci, non è pessimismo ma è semplicemente il predere atto che, nonostante le piogge, non è ancora il caso di farsi prendere dalla smania da fungo.

Quando nei giorni scorsi sono tornate le Perturbazioni Atlantiche le abbiamo benedette. Abbiamo esultato quando abbiamo visto che è piovuto per più di un giorno, in taluni casi anche 7 giorni su 7 e spesso gli accumuli di pioggia dell'intera settimana sono andati a colmare il deficit pluviometrico dell'intero mese.

Senza dare tempo al tempo, appena uscito un raggio di sole ci siamo precipitati nel bosco speranzosi di poter trovare i primi bombolotti pronti a deliziarci vista e palato, credendo che potesse bastare una serie di 3/4/5/6 o anche 7 giorni di pioggia per poter vederne già i primi frutti.

Purtroppo non funziona così. Molti di noi si stanno dimenticando che la pioggia di fine Giugno è giunta dopo una SEVERA ondata di caldo Africano TORRIDO (ovvero con tassi relativi di umidità dell'aria bassissimi rispetto alle solite AFE ESTIVE PADANE).

Il caldo pregresso, le HOT BLOB già dette Bolle Calde Africane sono ALTAMENTE NOCIVE per i Miceli. Li umiliano, li sfiniscono, li seccano, li ammazzano!

Un Micelio pesantemente aggredito dal secco (il suo più grande rivale) va subito in sofferenza. Si ritira, abbandona la superficie dove trova maggior nutrimento e radici superficiali degli alberi con cui forma Micorrize che agevolano tanto l'apparanto fungino quanto l'albero che lo ospita. Quando il caldo si fa pesante e non si limita a riscaldare soltanto la superficie del sottobosco, scende in profondità e secca ed uccide le fragili forme di vita rappresentate da Ife e Miceli. Ricordiamoci che una Bolla Calda Africana può presentarsi priva di qualsivoglia filtro solare (in assenza di aria fresca o fredda in quota). Un termometro posto sul terreno con i raggi solari che battono perpendicolarmente, può tranquillamente superare i 60°C e tutto questo calore, trattenuto dallo scuro humus che non riflette la luce, può anche raggiungere diversi decimetri in profondità facendo morire il Micelio più fragile e sensibile.

Ricordo che il Micelio del Porcino è uno dei più fragili che esistono nel bosco.

Quando il caldo diventa eccessivo, il bosco va in sofferenza. Gli alberi non trovano nutrimento superficiale. Le radici capillari superficiali muoiono e muoiono anche i Miceli.

Dopo la morte, un Micelio impiegherà parecchio tempo per ricostituirsi e non è detto che ciò debba nuovamente accadere. Un Micelio morto (anche perchè calpestato, rastrellato o maltrattato dal nostro passaggio) potrebbe non rinascere-ricostituirsi mai.

Ricordo inoltre che, perchè un Micelio prenda vita e possa produrre funghi, occorre la disponibilità di spore. Occorre che una o diverse spore inizino a dar vita a Miceli Primari, che almeno due Miceli Primari di carica sessuale opposta si incontrino e diano a loro volta origine ad un Micelio Secondario che, solo allora darà i propri frutti, ovvero i Carpofori o Sporofiri (che noi conosciamo col nome di fungo).

Normalmente, in presenza di un clima "normale" un Micelio resta latente nel suo habitat naturale in attesa che tornino le condizioni ambientali ideali per dar vita ad una produzione di frutti e relativi semi (carpofori e spore) che consentano alla specie di non estinguersi e di creare nuove colonie nei dintorni grazie a buffetti di vento che spingono le spore qua e là.

Stiamo però parlando di clima normale. Ecco le Bolle Calde Africane, sono quanto di più anormale ci sia per le Alpi e più in generale per il Nord Italia. Sbuffi d'aria Tropicale non sono affatto normali alle nostre Latitudini ed i Miceli e tutto l'habitat del sottobosco non è avvezzo a questi tipi di cambiamenti o comunque di anomalie.

Sperare che subito dopo le buone piogge di fine Giugno si verifichino ottime buttate di funghi (intesi come Porcini) è da illusi. Dopo tanto caldo e tanto secco, è piuttosto improbabile che ci siano zone in cui i Miceli abbiano retto al caldo torrido senza colpo ferire. Forse in alcune vallate si è preservata un po' più di umidità. Il vento Africano non è arrivato ma il sole rovente ha fatto la sua parte.

Oggi per poter avere buone buttate di funghi, dobbiamo NECESSARIAMENTE avere un po' più di pazienza. Dobbiamo dare il tempo ai Miceli Primari di ricostituirsi. Dobbiamo sperare che mentre i nuovi Miceli si ricostituiscano, che si risanino o che ne nascano di nuovi di zecca, non tornino altre Bolle Calde Africane.

Per questa settimana i modelli Matematici ci dicono che il sole ed il relativo caldo già presenti, avranno natura Azzorriana e quindi non Africana. Forse entro il fine settimana sul Nordovest italiano potrebbe anche tornare un cenno di maltempo. Staremo a vedere.

Per ora posso solo consigliarti di non avere troppa fretta, di pazientare e di non farti prendere dalla smania. Occorrerà dare un po' più di tempo ai Miceli sofferenti o morenti e soprattutto ti consiglio di non partire allo sbaraglio senza aver prima consultato una banca dati pluviometrica che ti indichi dov'è piovuto, e quanto, tra Maggio e Giugno.

Se non hai piacere di districarti tra decine di siti web e centinaia o migliaia di dati, ti ricordo che periodicamente pubblico i riassunti climatici del mese o del bimestre. Ho appena pubblicato il consueto riepilogo climatico in questo articolo:

ANOMALIE CLIMATICHE DI MAGGIO E GIUGNO. TRA BOLLE CALDE AFRICANE, INGOMBRANTI ANTICICLONI AFRICANI E SICCITA' ESTREMA, UN BIMESTRE DA DIMENTICARE PER I FUNGHI. DOVE E QUANTO E' PIOVUTO. QUANTE GIORNATE DI PIOGGIA E DOVE I MICELI POTREBBERO AVER SOFFERTO DI PIU' O MENO.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 02.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

WEEKEND DI USCITE A FUNGHI NEL NORDOVEST ITALIANO, MA NON OVUNQUE. CI SONO ZONE DOVE NON CADUTA UNA SOLA GOCCIA DI PIOGGIA!

01.07.2017 CRESCE LA SMANIA DA FUNGO. Crese ma in maniera ingiustificata perchè le ultime piogge, cadute abbondantemente dall'Eporediese al Biellese-Sesia-Vco ma soprattutto tra Luganese-Sottoceneri-Lario-alta Brianza e Bergamasca-Valtellina, in molte altre aree del Nord Ovest italiano non sono neppure arrivate.

Qua sono caduti 150/180 mm di pioggia in un giorno. Là neppure 2 millimetri. Accade sovente quando le correnti di Libeccio non trovano ostacoli orografici che consentono alle nubi di fermarsi e scaricare il loro prezioso contenuto.

Accade che a Nord del Po il deficit pluviometrico di Giugno vengo ripianato in una sola settimana mentre, a Sud del Po la siccità si fa ancor più pesante. Penso alle aree Appenniniche dell'alto Monferrato-Appennino Ligure attorno a Ponzone dove gli accumuli di pioggia MENSILI sono addirittura inferiori ai 10 millimetri! Pazzesco!

A breve pubblicherò il riepilogo delle piogge cadute a Giugno, un utilissimo ausilio per chi vuole programmare le prossime uscite a funghi. Inutile sobbarcarsi lunghi e costosi viaggi per andare incontro al secco ed al nulla. Qualcosa si muove a Nord del Po tra Val d'Aosta, Piemonte e Lombardia MA AMICHE E AMICHE, NON FATEVI PRENDERE DALLA SMANIA DA FUNGO.

Qualcosa inizia a nascere, anche bellissimi Boleti/Porcini MA per ora siamo indicativamente in presenza di ultimi "cappelloni" di Giugno, nati non si sa come, nel delirio della siccità più assoluta. I bei bombolotti freschi di Luglio arriveranno, sicuro, dopo le piogge ma, ricordo, NON ABBIATE FRETTA e soprattutto NON ANDATE ANCORA NEI BOSCHI A PESTARE I MICELI IN PREPARAZIONE, PENA: VEDER SFUMARE LE NASCITE DEI PRIMI 15 GIORNI DI LUGLIO!

Pestar troppo i Miceli in formazione può recare persino più danno che la siccità! Ricordatevelo amici... Date tempo al tempo e non abbiate fretta!

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 01.07.2017 (CONTATTA L'AUTORE per domande, curiosità, richieste varie, CLICCA QUA)

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22.08.2016 - FUNGHI RADIOATTIVI IN PIEMONTE? DOVE LE MAGGIORI CONCENTRAZIONI DI CESIO E QUALI GLI ALIMENTI CONTAMINATI?

E' VERO CHE IN PIEMONTE CI SONO FUNGHI RADIOATTIVI? SE SI QUALI ED IN QUALI CONCENTRAZIONI LE RADIAZIONI DA CESIO SONO MAGGIORI? QUALI LE SPECIE PIU' RADIOATTIVE? SONO RADIOATTIVI SOLO I FUNGHI O ANCHE IL LATTE, FRUTTI DI BOSCO E CASTAGNE? QUALI RISCHI PER LA SALUTE UMANA? Leggi tutto, clicca qua

 

 

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