I FUNGHI. Dove raccoglierli nelle BARAGGE del BIELLESE, VERCELLESE, NOVARESE. La Baraggia di Candelo ed il Querceto di Rovasenda.

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La Baraggia Biellese, anche detta la "Savana del Piemonte", è una Riserva Naturalistica caratterizzata da boschi per lo più radi attorno alle numerose Strade e Cittadine che la popolano con oasi di boschi molto fitti, quasi impenetrabili attorno ai corsi d'acqua e nelle aree più scoscese attorno ai numerosi torrenti che la attraversano dai monti verso la Pianura Padana.

Si tratta di un altopiano con altitudine media attorno ai 150/350 mt ed interessa le provincie di Biella (dalla Serra di Ivrea-Bessa ai pianori di Rovasenda), Vercelli e Novara fino al Vergante.

La tipica "savana" è caratterizzata da erbe molto alte, felci per lo più di tipo acquilina, brugo ed erica con grandi esemplari di querce per lo più isolati.

 
IL BOSCO DI PIANURA: LA BARAGGIA BIELLESE - Riserva Naturale Orientata delle Baragge
I FUNGHI DI PIANURA - DOVE RACCOGLIERE I FUNGHI ESTIVI ED AUTUNNALI IN PIANURA
 

Il bosco, sempre più assottigliato da agricoltura e da urbanizzazione, resiste fitto soprattutto lungo i corsi d'acqua ed a margine tra le risaie del piano e le colline. Un bosco molto fitto resiste nel versante Biellese della Serra di Ivrea (Parco Naturale della Bessa), nei costoni lungo i Torrenti Elvo e Cervo, lungo l'Ostola, lo Strona di Mosso, il Rovasenda ed attorno a Rovasenda-Gattinara.

Il bosco spontaneo tipico del passato ha perso molti dei suoi caratteri primigeni, tuttavia, grazie alla protezione offerta dalla Riserva Naturale Orientata delle Baragge sta tornando ad assumere un aspetto abbastanza simile a quello che era l'antico bosco del Medioevo. La formazione forstale della Serra e del Parco della Bessa è caratterizzato prevalentemente dal castagno, nelle Baragge invece è caratterizzato dal querceto misto di farnia con altre latifoglie tra cui carpino bianco, pioppo bianco e nero, betulla, nocciolo, sambuco e più raro olmo. Nelle aree più umide abbonda il carpino bianco, l'ontano nero ed il salice bianco con canneti, grandi carici, tifeti e salici vicino ai corsi d'acqua, nelle aree prative non mancano stagni, piccole paludi ed acquitrini che solitamente scompaiono nella stagione estiva e durante la stagione invernale quando il suolo gela completamente.

 

Bosco di Quercia, Salice Bianco e Sambuco a margine della Baraggia di Candelo
 

Il bosco di quercia è il più produttivo per la raccolta dei funghi di pianura ma buone raccolte di funghi si possono effettuare anche tra i cespugli di brugo-erica e tra le felci.

Il querceto di Rovasenda è considerato un autentico relitto storico risalente al tempo dei Romani. Polibio, scrittore del II Secolo a.C. scriveva che la gran quantità di ghiande proveniente dalla Pianura Padana serviva a nutrire tutti i maiali necessari a nutrire l'intero esercito Romano. Si ritiene che anticamente l'intera Pianura Padana dovesse essere ricoperta da estese foreste di querce che già attorno alla nascita di Cristo iniziarono a ridursi in estensione a causa della centurizzazione romana che sottrasse terre alla foresta a favore dell'agricoltura ed a causa della bonifica delle paludi delle Baragge destinate al pascolo o anch'esse all'agricoltura.

Il querceto delle Baragge è composto prevalentemente dalla Farnia, albero (quercia) che raggiunge i 30-35 mt ma che può raggiungere anche i 50 mt. Gli esemplari più vecchi possono raggiungere un diametro ragguardevole che sfiora i 2 mt e sono molto longevi riuscendo a toccare anche i 1.000 anni. Alla Farnia si accompagna spesso il Pioppo nero (Populus nigra) che spesso compete con la Farnia in altezza. E' ugualmente longevo ed ha una crescita più rapida rispetto alle querce. Più raro è l'Olmo, in passato colpito da malattia che lo ha decimato.

Il querceto è un ottimo ambiente per il ritrovamento di funghi. I Porcini del querceto sono più slanciati rispetto ai porcini di montagna e più scuri, più simili alle cosiddette "donne" (nome comune per i porcinelli nel biellese), i porcini di querceto sono anche più scuri e vellutati. Nelle Baragge i funghi Porcini si trovano oltre che nel querceto anche nel bosco misto, sotto i Pioppi neri, sotto le Betulle e talvolta anche sotto il Carpino bianco e comunque non soltanto sul suolo spoglio ma anche tra le felci, brughi o eriche e persino tra le alte erbe. Il Porcino del piano è il BOLETUS AEREUS anche detto Porcino nero, Ceppatello o Bronzino.

 

Boletus Aereus del bosco di quercia della Baraggia
 

Un dedalo di strade non asfaltate si inoltra tra i boschi della Baraggia di Masserano-Roasio-Rovasenda-Gattinara. Qua il bosco è però molto fitto e buio quindi i ritrovamenti migliori di funghi Porcini avvengono ai margini del bosco sul confine con le risaie e prima che il bosco si trasformi nei Castagneti di collina. Nella Baraggia Biellese Occidentale tra Cossato-Mottalciata-Candelo i migliori ritrovamenti di funghi Porcini avvengono tra le querce rade, nel bosco misto di Quercia e Castagno e tra le brughiere di brugo-erica ed alte erbe della cosiddetta "savana biellese".

In questo ambiente, nelle zone più umide e prive di erba abbondano anche i cosiddetti BRUEI (ALBATRELLUS PES CAPRAE) dalla caratteristica forma a ventaglio e a piede di capra. Funghi di colore marrone-bruno scuro con pori bianchi tendente al giallo crema e dal caratteristico sapore di nocciola, fungo commestibile molto apprezzato dai cercatori di funghi biellesi.

Sotto alle querce della Baraggia si può trovare l'eccellente e ricercatissima AMANITA CAESAREA o Ovulo Buono. Specie sempre più rara a causa dell'abitudine, illegale, di raccoglierla allo stato di ovulo ancor prima che il cappello si sia dischiuso annullandone la possibile riproduzione. ATTENZIONE: » oltre ad impedire la riproduzione, la raccolta dell'Amanita Caesarea allo stato di ovulo è particolarmente rischiosa perchè facilmente confondibile con altre amanite tra cui le mortali Phalloides e Verna e la velenosa Muscaria. L'Amanita Caesarea predilige le radure secche e ventose della Baraggia di Candelo, boschi radi e ben soleggiati oltre che caldi e raramente fitti o scuri. Benchè possa vegetare fin verso i 1.000 mt nel Biellese è assente in alta collina dove invece abbonda la velenosa Muscaria. ATTENZIONE: » non fatevi ingannare dall'assenza, in alcuni esemplari di Muscaria, delle caratteristiche "verruche bianche" che non sempre sono presenti nella specie velenosa. Per identificare con certezza la Caesarea ricordarsi che il colore del cappello deve essere necessariamente molto arancione con orlo segnato da solchi nel senso delle lamelle che sono di colore giallo con gambo cilindrico anch'esso di colore giallo come lo stesso anello sempre presente.

Nella Baraggia non mancano sulle ceppaie, sulle radici degli alberi e sugli alberi morti ARMILLARELLA MELLEA o Famigliola buona o Chiodino, commestibile, molto comune soprattutto in vicinanza dei primi freddi e geli invernali ma potenzialmente tossico se consumato a maturazione avanzata. Nei prati meno fitti, a margine del bosco e dove usualmente pascolano le greggi è piuttosto comune anche il MACROLEPIOTA PROCERA o MAZZA DI TAMBURO o Gambo di Tacchino, commestibile, molto comune ed ottimo cucinato alla griglia o impanato da consumarsi necessariamente cotto e mai crudo. Infine, nei prati meno folti, vicino agli orti, nei pascoli e giardini non mancano i PSALLIOTA ARVENSIS o Prataiolo Maggiore, commestibile, molto buono, comune ed ottimo quale alternativa al Prataiolo coltivato ed acquistabile nei negozio di frutta e verdura.

Infine molto comuni nella Baraggia, soprattutto tra le felci, betulle, pioppi neri e tra le alte erbe sono i LECCINUM AURANTIACUM o Donne Rosse (nome tipico nel biellese) o Crava rossa , molto simili a porcinelli molto slanciati con cappello di colore rosso mattone vellutato con gambo bianco ricoperto di squamette dapprima chiare poi rossastre-marroncino e carne bianca che al taglio vira al grigio-blu, commestibile, buono e piuttosto pregiato anche se non da tutti conosciuto. Per gli esemplari adulti si raccomanda di consumare soltanto il cappello poichè il gambo è piuttosto coriaceo ed indigesto. Simili per habitat e caratteristiche il LECCINUM CARPINI o Donna grigia o Porcinello grigio molto simile alla donna rossa ma di colore bruno-ocra-grigiastro ed il BOLETUS RUFUS o Donna nera molto simile al Leccinum ma con gambo più scuro che diventa nero già al tatto.


 
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