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FUNGHI RADIOATTIVI IN PIEMONTE?

DOVE LE MAGGIORI CONCENTRAZIONI DI CESIO? QUALI CIBI SONO CONTAMINATI?

FUNGHI NEWS - Lunedì, 22 Agosto 2016

E' VERO CHE IN PIEMONTE CI SONO FUNGHI RADIOATTIVI? SE SI QUALI ED IN QUALI CONCENTRAZIONI LE RADIAZIONI DA CESIO SONO MAGGIORI? QUALI LE SPECIE PIU' RADIOATTIVE? SONO RADIOATTIVI SOLO I FUNGHI O ANCHE IL LATTE, FRUTTI DI BOSCO E CASTAGNE? QUALI RISCHI PER LA SALUTE UMANA?

Un nostro lettori ci ha scritto, dopo aver letto che in Oasi Zegna (Biellese Nord Orientale), abbiamo raccolto funghi Badius-Xerocomus e Frè-Erythropus, mettendoci in allerta, consigliandoci di NON mangiarli perchè radioattivi..

Abbiamo approfondito l'argomento, attraverso un studio detto "Monitoraggio straordinario della radioattività ambientale in Piemonte anno 2013" edito da Arpa Piemonte... Ecco cosa ne è risultato.

PIEMONTE ANCORA RADIOATTIVO DOPO IL DISASTRO DI CERNOBYL?

Il "disastro di Cernobyl", è stato il peggior incidente mai verificatosi in una centrale nucleare e pari solo a quello di Fukushima-Giappone del marzo 2011.

Il primo, quello di Cernobyl-Ucraina (all'epoca ancora URSS), si verificò il 26 aprile 1986 alle ore 1:23 circa. Una nuvola radioattiva fuoriuscì dal reattore e ricadde su vaste aree intorno alla centrale. Nubi radioattive vennero spinte dai venti Orientali verso Finlandia, Scandinavia, Europa Orientale, Germania, Austria, Svizzera ma anche verso Italia e Francia. La radiocontaminazione dei suoli del Piemonte fu elevata a causa di una congiuntura tra correnti fresche Orientali, con concomitante nube radioattiva, ed un Fronte Perturbato che da Est si addossò alle Alpi Occidentali con ricadute radioattive al suolo di Cesio Cs-137 che toccarono punte di 31.500 Bq (Bequerel) al metro quadro (Bq/m2) nelle Alpi Canavesane, alle falde del Gran Paradiso, ma che gli studi Arpa pubblicati nel 2013 rividero in peggio, fino a 40.000 Bq/m2 dove si ebbero le piogge più abbondanti.

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Come mostra la mappa Arpa a fianco, le concentrazioni massime di Cesio, nel 1986, furono ipotizzate nell'alto Torinese alle falde del Gran Paradiso nell'alto Canavese.

Qua il colore rosso indica concentrazioni di Cesio 137 Cs-137 presunti in 31.500 o più Bequerel al metro quadrato.

Il colore arancio indica concentrazioni presunte comprese tra 24.000 e 31.500 Bq/m2.

Il colore giallo indica concentrazioni presunte comprese tra i 15.800 ed i 24.000 Bq/m2.

Il colore verde indica concentrazioni presunte comprese tra i 7.900 ed i 15.800 Bq/m2.

Il colore blu indica concentrazioni presunte comprese tra i 4.000 ed i 7.900 Bq/m2.

Il colore azzurro indica concentrazioni sotto i 4.000 Bq/m2.

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Lo studio effettuato dall'Arpa Piemonte e pubblicato nel 2013, si è svolto su: suolo, acque superficiali (fiume), acque di fusione del Ghiacciaio, Crioconiti (polveri depositate sui ghiacciai), frutti di bosco, funghi, altri prodotti spontanei dei boschi e latte di alpeggio ed ha dato i risultati visibili nella mappa a fianco dove, le concentrazioni maggiori, sopra i 25.000 Bq/mq si hanno sempe nel Canavese montano interno, attorno al Monte Bo nel Biellese, il alta Valsesia ed al confine tra Valsesia e ValleStrona di Omegna. Piccole aree a forte contaminazione anche in Val Grande e nel Novarese centrale.

Il colore rosso indica anche in questo caso le concentrazioni maggiori, l'arancio indica concentrazioni rilevate comprese tra i 20.000 ed i 25.000 Bq/m2, il giallo tra i 15.000 ed i 20.000 Bq/m2 ed il verde tra i 10.000 ed i 15.000. Queste le concentrazioni maggiori effettivamente rilevate.

Dove, come e in che misura le concentrazioni maggiori di Cesio? Quali i cibi ed i funghi più radioattivi?

Non stiamo a girarci troppo attorno, lo studio è molto interessante e si pone il compito di fare piena luce sulle conseguenze che la nube radioattiva può aver avuto sugli umani, sull'aria che respiriamo, sui suoli coltivati e non, ma soprattutto sui frutti spontanei ed i funghi, cosa che a noi interessa maggiormente.

Diciamo subito che l'aria tra Canavese (Val Soana), Biellese Settentrionale (alta Valsessera) e Valsesia risulta ancora decisamente ricca di radiazioni gamma dovute al Cs-137 che rispecchiano le deposizioni al suolo ma i valori sono nettamente inferiori ai livelli di guardia e di allerta, inoltre molte radiazioni locali sono imputabili alla naturale radioattività dei graniti presenti in zona.

Le acque superficiali sono risultate non contaminate e con concentrazioni di Cesio inferiori alla sensibilità strumentale.

Il ghiacciaio del Bors di Alagna Valsesia è risultato leggermente contaminanto dal Cesio Cs-137 ma era presente anche Cesio Cs-134 e persino Sr-90 e Plutonio, altri elementi radioattivi legati ad eventi remoti.

Il latte di alpeggio, crudo, non pastorizzato, è risultato tutto sommato sano, le contaminazioni maggiori si sono registrate a Varzo con 21.8 Bq per Kg, 16.9 a Rima S. Giuseppe, 14.4 a Rimella, 10.4 a Varallo Sesia, 10.1 a Riva Valdobbia, 9.7 a Pieve Vergonte e Santa Maria Maggiore e 9.5 ad Alagna Valsesia, altrove valori inferiori ai 5 Bq/kg. Pur essendo elevati questi valori, sono inferiori ai livelli di guardia.

I frutti di bosco risultano anch'essi scarsamente contaminati. Il mirtillo, la bacca che notoriamente assorbe maggiormente le radiazioni radioattive, è risultato leggermente contaminato. Le concentrazioni maggiori a Trontano nel Verbano con 56.2 Bq/kg. 12.81 a Ceresole Reale, 9.12 a Locana, 9.38 ad Alpette sempre nel Torinese. Valori più bassi altrove. Tra gli altri frutti/bacche le ghiande risultate contaminate da 6.25 Bq/kg a Premosello-Chiovenda nel Verbano, i lamponi di Bannio Anzino con 3.29 Bq/kg. Per il resto valori effimeri e spesso persino inferiori al minimo misurabile. Più contaminate le castagne di Andorno Micca con valori di 77.85 Bq/kg, 11.23 a Magnano sulla Serra, 10.61 a Crevoladossola e 6.99 ad Odalengo Grande nell'Alessandrino. Le castagne di Chiusa di Pesio nel Cuneese avevano valori attorno a 1.5 Bq/kg.

Ma veniamo ai funghi...

boleto-frè

E' il fungo Frè o Ferè, Boleto Erythropus uno dei funghi che è risulato essere più radioattivo tra i vari funghi, come il "Pinaiolo" o Badius-Xerocomus, ma soprattutto il Cortinario Rozites Caperata, il più contaminato di tutti.

Diciamo però subito che, a scanso di equivoci, i valori maggiori, per quanto di molto superiori ai limiti consentiti per legge, presuppongono una condizione di pericolo solo nel caso in cui si consumino quantità di funghi davvero improbabili di almeno 20 kg all'anno .

 

Ecco quali sono risultati essere i funghi più radioattivi, dove e con quale concentrazione:

Rozites Caperata o Corinarius Caperatus:

E' risultato essere in assoluto il fungo più radioattivo. 1.274,30 Bq/kg è il valore record misurato in un fungo in Piemonte a Trasquera nel Verbano.

Il fungo Rozites o Cortinaio è una specie nota per essere ipercaptante per il radiocesio. A Ceresole Reale-TO la stessa specie misurava concentrazioni di 691.41 Bq/kg.

Boletus Badius o Xerocomus:

A Tavigliano (Bocchetto Sessera) (Biella) si è misurato il livello record per questo tipo di fungo in Piemonte di 780.7 Bq/Kg.

A Verbania il campione ha misurato ben 594.11 Bq al Chilo. 499.63 a Trivero-BI, 399.74 a Camandona-BI, 220.89 a Crevoladossola-VB. Nonostante le credenze che questo fungo sia particolarmente ipercaptante per il radiocesio, a Borgosesia-VC si misuravano valori di appena 1.73 Bq/kg. 14.61 a Pinasca nel Torinese, 25.28 al "Rifugio-Solivo" di Soprana-Biella, 5.61 a Giaveno-TO. Valori quindi del tutto dissimili da zona a zona a seconda della quantità di Cesio depositato dalle piogge della nube radioattiva.

Una precisazione: i funghi raccolti a Postua, Crevacuore, Guardabosone e Borgosesia risultano essere i meno radioattivi del Biellese e Valsesia, questo anche grazie ai suoli NON granitici locali.

Boletus Erythropus o Fungo Frè-Ferè:

E' il terzo fungo con concentrazioni maggiori di radiocesio. 103.16 Bq/kg la quantità rilevata a Scopello-VC.

87.59 misurati a Rimasco-VC, 73.78 a Boccioleto-VC, 33.25 a Locana-TO, 31.40 a Soprana-BI, 8.48 a Bricherasio-TO.

Livelli di radiocesio elevati si sono misurati nelle GRIFOLE FRONDOSE di Locana-TO con 69.92 Bq/Kg, nelle AMANITE RUBESCENS di Santa Maria Maggiore-VB con 77.99 Bq/Kg, nel LECCINUM SCABRUM (leccino o donna grigia/nera) di Ronco Canavese-TO con 98.16 Bq/kg. Il BOLETO EDULIS o PORCINO è risultato quasi esente da contaminazioni, salvo a Caluso-TO dove si sono misurati 29.71 Bq/kg, 27.59 sui colli attorno a Torino. Concentrazioni di radiocesio medie si sono registrate anche nei funghi misti raccolti a Valmala -CN con 75.77 Bq/kg.

Come leggere i dati di concentrazione di Radiocesio?

Sicuramente senza allarmismi.

Il Radiocesio è indubbiamente presente, in concentrazioni variabili da zona a zona, e con presenza del tutto discontinua e disomogenea tra i vari alimenti presi in considerazione tra frutti di bosco, bacche e funghi.

Concentrazioni di Radiocesio, piuttosto elevate (ma non da allerta) si misurano ancora in Valsesia ma in zone scarsamente abitate MA perchè queste radiazioni possano rappresentare un rischio per la nostra salute, occorrerebbe accamparsi con una tenda sul suolo nudo, ininterrottamente 24 ore su 24 e per molti giorni consecutivi.

Quanti funghi contaminati si possono mangiare in un anno senza correre pericoli?

20 chilogrammi.

Oltre tale quantitativo si può iniziare ad assumere dosi di Radiocesio Cs-137 superiori a quanto stabilito nelle Raccomandazioni Europee 2003/274 Euratom.

In generale però, salvo pochi casi locali e salvo alcune specifiche specie fungine, è difficile che si possano correre rischi legati alla salute se non si esagera con il consumo di funghi.

funghi_piemonte
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In linea di massima, per poter correre rischi seri, occorrerebbe consumare almeno 70 kg all'anno di latte con le contaminazioni massime rilevate in Piemonte, 20 di funghi, sempre con le contaminazioni massime, 20 pure di Mirtilli, Lamponi, More e Castagne.

Come indica lo studio di Arpa Piemonte, la dose dovuta al Cesio Cs-137 presente sul territorio piemontese si attesterebbe complessivamente attorno a 0,0784 mSv all'anno di cui 0,0336 per irraggiamento e 0,0448 per ingestione di cibi, con livelli dunque nettamente inferiori a 1 mSv/anno come limite per la radioattività artificiale indicato dalla normativa italiana (D.Lgs 230/95).

Senza avere le competenze per poter escludere rischi di salute, ci sentiamo di poter dire ai nostri lettori che raccogliere e mangiare una mezza dozzina di Badius o di Frè non dovrebbe in alcun modo rappresentare un rischio di contaminazione tale da preoccuparci. Anche le zone risultate maggiormente contaminate non hanno livelli tali di Cesio e radiazioni gamma tali da suscitare allarmismi, semmai cautela, questa sì, magari meglio evitare di mangiare un piatto di Badius o Ferè ogni giorno potrebbe tenerci lontani da contaminazioni da Cesio e conseguenti rischi di salute MA ANCHE tenerci al riparo da eventuali altri rischi di salute di tipo alimentare poichè mangiare funghi ogni giorno può rappresentare un rischio di salute, indipendentemente dal tipo di fungo consumato, proprio per l'affaticamento che questo tipo di alimentazione comporta al nostro fegato, in primis.

Clicca qua per leggere/consultare la pagina di Arpa Piemonte relativa alla deposizione di radioattività sui suoli piemontesi e per scaricare il file originale Arpa Piemonte in formato pdf.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 22.08.2016 -
Bibliografia: Arpa Piemonte - deposizione di radioattività sui suoli piemontesi,
Monitoraggio straordinario della radioattività ambientale in Piemonte 2013
(PER CONTATTARE L'AUTORE di questo articolo, CLICCA QUA)

Editoriale a cura di Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com 

Puoi contattare l'autore via email:   il.curiosone.trivero@gmail.com up


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