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CHI HA RUBATO I MIRTILLI?
Che fine hanno fatto i mirtilli spontanei delle Alpi?

  monte_rosa_puntadufour
 

PERCHE' NON SI TROVANO MIRTILLI SULLE ALPI PIEMONTESI E VALDOSTANE?
DAL MONVISO AL MONTE BIANCO, DAL MONTE ROSA ALL'OSSOLA PASSANDO PER CANAVESE, BIELLESE E VALSESIA NELL'ESTATE 2016 NON SI SONO TROVATI MIRTILLI... PERCHE'?

E PERCHE' IN MONTAGNA GLI ABETI SONO INSOLITAMENTE COLORATI DI GIALLO? TUTTO QUESTO E' NORMALE?

 
 
 
   
     
trombette_morti

Estate anomala per i funghi quella del 2016, ma non solo per i Porcini
I pascoli e boschi alpini Occidentali sono privi di Mirtilli. Perchè?
E perchè molti abeti si sono tinti di giallo?

Avevamo da tempo programmato di realizzare un articolo di approfondimento sulla strana mancata fruttificazione dei mirtilli spontanei delle Alpi. La gradita email di Enrico dalla Valchiusella (TO) ci ha spronati a farlo, rispondendo così anche alla curiosità di decine di persone che la stessa domanda ce l'hanno fatta a voce..

Dice Enrico: "Nelle mie zone, dove di solito, dopo ferragosto alla prima decade di Settembre i boschi sono disseminati di mirtilli (c'è chi viene in valle apposta per raccogliere mirtilli), quest'anno, per la prima volta in tanti anni, non c'è un solo mirtillo, neanche a pagarlo... Che non ci fosse però neanche un mirtillo non mi era mai capitato. Mah!".

E allora ecco che nasce spontanea la domanda: CHI HA RUBATO I MIRTILLI?

Qualche alieno che con un aspiratore spaziale li ha risucchiati tutti quanti?
Qualche esercito di volpi che se li è divorati ancora acerbi?
O più realisticamente, anche l'assenza di mirtilli, è attribuibile ai soliti cambiamenti climatici che si manifestano con moltissime strane ed inedite forme tra cui anche la singolare colorazione gialla degli abeti alpini?

Per capire dove sono finiti i Mirtilli e perchè gli abeti sono tinti di giallo dobbiamo tornare indietro di qualche mese, tra Aprile-Maggio e metà Giugno quando, normalmente i primi tepori primaverili si manifestano al piano ma i rigori dell'inverno permangono nell'orizzonte montano dove normalmente vegetano Abeti e Mirtilli.

In periodi climatici normali ad Aprile oltre i 1000 metri nevica ancora al passaggio di ogni Perturbazione, mentre nevicate si verificano ancora anche a Maggio ed inizio Giugno attorno ai 1500 mt. La neve caduta durante l'inverno permane al suolo proteggendo la vegetazione, dai gelidi venti Settentrionali che soffiano ancora con relativa frequenza, e dalle ultime gelate notturne.

Quando però ad Aprile e Maggio arrivano le solite invasive ed anomale bolle d'aria calda africana, allora per la natura sono guasi seri, e tanta confusione!

... La neve si scioglie con largo anticipo. Crochi e Soldanelle inziano a colorare di bianco, violetto e rosa i prati sgombri dalla neve. Inizia a fiorire la Poligala o Falso Bosso mentre i Mirtilli, tra teneri germogli, iniziano a produrre graziose lampare di colore rossiccio... Sono i fiori che poi tra Agosto e Settembre faranno maturare saporitissimi frutti ricercati per la produzione di marmellate ma anche per esser gustati appena colti a manciate... i MIRTILLI.

Nelle immagini di sotto: infiorescenze di Mirtillo. Le tipiche lampare di colore rosso, appena impollinate, faranno ingrossare i pistilli che poi daranno presto vita ai frutti che matureranno in piena estate

mirtilli_fiori

 
mirtilli_fiori  

LE BOLLE D'ARIA CALDA AFRICANA ED I DANNI DELLE GELATE TARDIVE

Da quando è iniziato il Riscaldamento Globale del Pianeta (convenzionalmente dal 1982 ) sono sempre più ricorrenti le cosiddette "bolle d'aria calda africana". Sono masse d'aria molto calda e spesso anche molto secca, di origine Tropicale, che risalgono ben oltre il 45° Parallelo (attorno a Napoli) dove normalmente dovrebbero fermarsi.

Sin dal mese di Marzo iniziano a provocare impennate termiche pericolose per la natura perchè ingannano la vegetazione (ma anche la fauna alpina). Il protrarsi di giornate calde e secche fa credere alla natura che l'inverno è già finito e che è iniziata la primavera.

La neve si scioglie rapidamente, le gemme si gonfiano e nel giro di poche settimane, o persino giorni, ecco spuntare germogli, foglioline e primi fiori.

Le bolle calde africane però non sono masse d'aria persistenti. Per quanto arrivino con sempre maggior frequenza durante l'intero anno, masse d'aria fredda Artico-Marittima o Continentale continuano ancora ad affluire verso Sud riportando nevicate, brinate e gelate che, ovviamente creano danni enormi alla vegetazione che subisce gelate, cascola di fiori e morìa di teneri germogli e tenere foglioline.

Quest'anno abbiamo avuto le consuete bolle d'aria calda africana ed abbiamo avuto pure, puntuali, le irruzioni Artiche fredde o persino gelide fino a fine Maggio e persino a Giugno.

Il giorno 27 di Aprile 2016 l'isoterma dei -25°C a 5500 mt, sorvolava le Alpi Pennine. Sulla vetta del Monte Rosa la temperatura minima scendeva a -24°C mentre la massima diurna non saliva oltre i -21°C. Questa irruzione Artica giungeva dopo una impennata termica causata dalla solita bolla calda africana che il giorno 20 di Aprile portava la temperatura minima notturna a soli -13°C sulla vetta del Rosa con massima diurna a -1.0°C, valore questo che è normale ad Agosto e Settembre, NON ad Aprile.

Tanto caldo in alta quota si è poi compresso anche nei bassi strati atmosferici portando le temperature del piano oltre i 20°C. I Mirtilli, già in piena fioritura, si sono gelati durante l'irruzione Artica del 27 Aprile, che ne ha provocato il congelamento dei peduncoli dei fiori o dei fiori stessi e la relativa cascola.

Anche a Maggio abbiamo avuto simili stravaganze climatiche con sbalzi di temperature continui. Il 7 ed il 12 di Maggio la temperatura massima sulla vetta del Rosa non scendeva sotto i -2°C fermandosi a -1,9°C. Il caldo si riproponeva anche al piano, collina e bassa montagna. Tra il 15 ed il 19 di Maggio altra irruzione Artica con minime che sfiorano i -20°C sul Rosa. Ancora saliscendi anche a Giugno. il 2 ed il 6 Giugno 2016 massima di poco sopra i +1°C sulla vetta del Rosa e relativo caldo al piano e bassa montana ma, il giorno 10 Giugno insolita ed anomala temperatura massima di +3.6°C in vetta al Rosa poi, il 17 e 18 di Giugno ennesimo repentino calo termico con gelate tardive. Non basta... Il giorno 22 di Giugno il termometro impenna a +6.8°C alla Capanna Margherita. Temperatura che in epoche normali non si registrava neppure in pieno Agosto! Ma il giorno 24 di Giugno 2016 altra impennata termica con +7.4°C. Nuovo record di caldo per Giugno!

Altra bolla calda africana ad inizio Luglio con impennata termica che termina il giorno 11 di Luglio ma tra il 13 ed il 16 di Luglio ecco la solita irruzione Artica con gelo fino in bassa montagna.

Tra tutte queste altalene termiche la natura sembra perdere il lume della ragione ed il calendario bilogico entra in confusione.

Il fungo patogeno che colpisce gli Abeti Rossi

Sulle punte dei rami d'abete, i germogli si ingrossano e rapidamente spuntano teneri aghetti di pino che dovrebbero costituire l'accrescimento annuale, ma che sono a rischio per via delle gelate tardive, ma soprattutto di un fungo patogeno, la Chrysomyza ledi var. rhododendri (de Bary) Savile, (Basidiomicete, Ord. Uredinales) conosciuta come ruggine vescicolosa dell'abete rosso, che si alterna nel corso del proprio ciclo, come suggerisce il nome scientifico, fra l'abete rosso ed il Rododendro delle Alpi.

Ci spiega Massimo Bozzalla Canalino, laureato in Scienze Forestali ed insegnante di materie Scientifiche ed Agrarie, che, quella che in apparenza potrebbe sembrare una evidente conseguenza delle gelate tardive, in realtà è una vera e propria malattia, l'ennesima dopo la grafiosi dell'Olmo ed il Cinipide Galligeno del Castagno, in questo caso provocata appunto da un fungo patogeno.

Questi abeti colpiti dal fungo e con le punte ingiallite, NON sono sani, hanno perso l'accrescimento annuale, sono in evidente sofferenza, non sono in grado di garantire nutrimento ai funghi simbionti classici, tra cui i Porcini e, probabilmente potrebbero esser distinati a morire.

Nelle immagini di sotto: germogli d'accrescimento annuali degli abeti dell'Oasi Zegna (BI) ingialliti dopo le gelate tardive di primavera ma soprattutto a seguito dell'attacco del fungo patogeno. Più in basso, Marmotte curiose presso il Passo dei Salati di Alagna Valsesia, sul Monte Rosa.

 
abeti-secchi  

abeti-secchi

 
trombette-morti

In conclusione, possiamo dire che i danni subìti dalla vegetazione, a seguito delle altalene termiche di primavera ed inizio estate (ma già iniziate in pieno inverno) sono all'origine della mancata fruttificazione dei mirtilli, mentre un fungo patogeno è causa dell'ingiallimento delle punte degli abeti.

In Oasi Zegna ma anche sul resto dell'arco Alpino, un'altra vittima illustre del riscaldamento globale del pianeta è la MARMOTTA, un animale dalla pelliccia calda e folta che non sopporta le temperature elevatissime che si registrano da alcuni decenni sulle nostre montagne.

Temperature oltre i 25°C a 1500 mt sono difficilmente sopportabili da questi teneri animaletti che in passato animavano le vallate con i loro inconfondibili fischi che, ormai da tempo, si possono sentire soltanto oltre i 2500 mt di quota.

Articolo pubblicato da: Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com © 07.09.2016
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