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IL VADEMECUM DEL PERFETTO FUNGIATT 2017
SECONDA PARTE

OVVERO: COME DIVENTARE DEI PERFETTI CERCATORI DI FUNGHI O FUNGIATT.
TUTTO QUANTO C'E' DA SAPERE SULLA NASCITA DEI FUNGHI DAI MICELI AD IFE E CARPOFORI, COME SI SVILUPPANO I FUNGHI


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ARTICOLI RECENTI
COME NASCE UN PORCINO?
UN RACCONTO CHE HA COME PROTAGONISTA UNA SPORA, IL SUO MICELIO ED IL SUO FIGLIOLO "PORCINO".

DALLA FORMAZIONE DELLE IFE ALLA RACCOLTA DEL "FUNGO", SENZA IL TERRORE DI NON COMPRENDERNE IL SIGNIFICATO, RACCONTATO COME SI FAREBBE CON UN BAMBINO.

SPIEGANDOTI ANCHE COME I CAMBIAMENTI CLIMATICI INFLUISCONO SULLE NASCITE DI FUNGHI, E COS'É ACCADUTO NEI BOSCHI DOPO LA MALATTIA DEI CASTAGNI. IN QUESTO ARTICOLO

 
Tutte le pagine in cui abbiamo parlato di funghi tra il 2016 ed il 2015 con aggiornamenti, analisi, foto e segnalazioni dai migliori boschi in cui cercar funghi
 
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VADEMECUM DEL PERFETTO FUNGIATT

TRUCCHI E SEGRETI - TERZA PARTE


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QUEI MISTERIOSI MECCANISMI CHE REGOLANO IL BOSCO E CHE, CI DELIZIANO LA VISTA ED IL PALATO CON LO SVILUPPO DEI FUNGHI. MOLTO RESTA ANCORA MISTERIOSO MA LA MAGGIOR PARTE DEI MECCANISMI ORMAI SONO NOTI. DI SEGUITO:

TUTTO QUANTO C'E' DA SAPERE SULLA NASCITA E SULLO SVILUPPO DEI FUNGHI

 

INDICE DEGLI ARGOMENTI TRATTATI E RELATIVI LINK RAPIDI:

TERMINOLOGIA MICOLOGICA
METODI NUTRIZIONALI DEI FUNGHI
I PIANI ALTITUDINALI
L'ECOSISTEMA FUNGINO
GLI ALBERI DA FUNGHI
COME SI FORMA UNA COLONIA FUNGINA


 

Secondo capitolo del VADEMECUM DEL PERFETTO FUNGIATT, ovvero il MANUALE dei trucchi e consigli per poter diventare degli ottimi cercatori di funghi

Nella PRIMA PARTE (Clicca qua per consultarla, se non l'hai ancora letta) del nostro Vademecum del perfetto "FUNGIATT", abbiamo appreso come occorre comportarsi nel bosco, avendo buon senso e senza violare norme e leggi. In questa seconda parte vediamo cosa occorre fare per diventare infallibili cercatori di funghi, avendo consapevolezza di ciò che accade nel bosco, sopra e sotto il suolo.

Prima di consigli e suggerimenti però voglio ribadire a CHIARE LETTERE che esistono codici comportamentali che, indipendenti da norme e leggi dovrebbero essere ben note a tutti perchè rientrano nella sfera dell'EDUCAZIONE, del BUON SENSO e soprattutto della CORRETTEZZA, tenendo però sempre ben conto che, il bosco è un luogo che andrebbe rispettato al pari del salotto buono di casa nostra, dove nessuno di noi si sognerebbe di gettare rifiuti a terra, di razzolare come fossimo dei maiali, distruggere o danneggiare le suppellettili e tutti gli arredi.

Questo manuale-vademecum non ha lo scopo di creare raccoglitori seriali di funghi, non vuol creare mostri, non si propone di istruire egocentrici su come crearsi una reputazione sul web attraverso i canali youtube o facebook-social, ma si pone il semplice compito di dare suggerimenti a chi ama la natura, e ne desidera il contatto diretto, a chi ama raccogliere e consumare i funghi senza però troppe smanie ed ingordigia.

Ricordo ai nostri lettori che in ogni regione d'Italia, e pure nelle confinanti Francia, Austria o Svizzera, esistono dei limiti di raccolta che, all'estero vengono scrupolosamente rispettati. Limiti che purtroppo in Italia restano solo sulla carta e molto spesso ignorati, perchè a noi italiani, tutto ciò che ci viene imposto ci opprime e ci mette ansia, perciò ci prendiamo il lusso di non rispettarlo.

I limiti di raccolta sono necessari perchè, in primis, consentono a quanti più raccoglitori possibili di fare un equo bottino, una equa raccolta, perchè, chiunque paga un permesso-tesserino, ha il diritto di poter tornare a casa con qualcosa nel cesto ed è altamente ingiusto che il primo che entra nel bosco, se ne torni a casa con un baule dell'auto pieno zeppo fino all'orlo di funghi, mentre tutti coloro che arrivano dopo, tornano a casa a mani vuote perchè il primo piglia tutto!

Questo comportamento è decisamente ingiusto, scorretto e sbagliato, oltre che, giustamente punito dalla legge.

Ricordiamoci sempre che, più il nostro passaggio nel bosco è indolore, cauto e rispettoso dell'ambiente, e più probabilità avremo nelle prossime perlustrazioni di avere nuovamente successo nel ritrovamento di funghi.

Più distratti, maleducati e distruttivi saremo ► tra i comportamenti peggiori il rastrellamento e la raccolta di funghi piccolissimi - e minori saranno le probabilità che nuovi funghi possano crescere dopo il nostro passaggio perchè potenzialmente potremmo aver creato un danno, anche irrimediabile, alle strutture riproduttive o ad Ife e Miceli.

Ricordiamoci che, ogni cercatore di funghi dovrebbe, per logica, avere una sensibilità maggiore rispetto a chi non ha mai messo piede in un bosco, verso la natura e l'ambiente che lo circonda.

Non è necessario dover diventare estremisti ambientalisti o dover necessariamente sposare le lodevoli cause del WWF o di Greenpeace.

Basta semplicemente esser consapevoli di ciò che si sta facendo. Dei danni che potremmo arrecare al sottobosco ed al suo ecosistema. Avere la consapevolezza che, anche la ricerca e raccolta dei funghi ha un impatto sull'ecosistema non indifferente, sia per quanto riguarda le modifiche che potremmo apportare alla colonia fungina che, per quanto riguarda le modifiche che il nostro passaggio potrebbe lasciare sul terreno.

Scivolamenti, ruzzoloni e conseguenti rotture o distruzioni del Micelio sono sempre in agguato ma, al di là del male che potremmo fare a noi stessi scivolando, dobbiamo esser consapevoli che altrettanto male potremmo fare ad un Micelio che, a seguito di un nostro scivolamento, potrebbe veder interrotta la possibilità che più Miceli Primari si incontrino, si fondano e possano dar vita al ciclo riproduttivo, senza il quale le nostre ricerche potrebbero concludersi con un possibile cappottomancata raccolta di funghi perchè non presenti.

Sì è vero, il bosco si auto-rigenera continuamente, ma in tempi di Riscaldamento Globale del Pianeta in cui le precipitazioni si fanno sempre più risicate, concentrate in pochi episodi, magari pure di intensità distruttiva, in cui le piogge e l'umidità scarseggiano e la disgregazione della lettiera di foglie avviene più lentamente o cessa del tutto, i tempi e le occasioni di auto-rigenerazione dell'ecosistema boschivo si dilatano, si allungano e talvolta persino si annullano.

Diventa perciò importantissimo aver cura di non lasciar troppi segni del nostro passaggio, NON solo evitando di gettare rifiuti a terra ma, soprattutto avendo cura di far bene attenzione a dove mettiamo i piedi, a non spostare troppe foglie durante le ricerche o la raccolta, insomma di far in modo che non restino segni evidenti del nostro passaggio.

Questo comportamento virtuoso ce lo dovrebbe suggerire il nostro buon senso, e la nostra sensibilità verso l'ambiente e la natura e NON una norma di legge.

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  Prima di affrontare l'argomento relativo al COME SI FORMA UNA COLONIA FUNGINA è bene però proporre un indice di tutti i termini più usati in micologia, e in questo manuale, spiegandone anche il significato.

• I TERMINI MICOLOGIGI PIÚ COMUNI. I TERMINI CHE DOVREBBERO ESSER NOTI A TUTTI COLORO CHE DECIDONO DI AFFRONTARE IL BOSCO E LA RICERCA DI FUNGHI:

FUNGHI è il termine più importante in assoluto. Il suo nome scientifico però è Fungi ► Linneaus 1753 e, per estensione anche Miceti ► dal greco mykes.

In micologia, quando si parla di Funghi, però NON si intende il frutto vero e proprio (ciò che noi raccogliamo) ma l'intero sistema Ifale-Miceale che sta entro, sopra o sotto la lettiera o il suolo

MICELIO è l'apparato vegetativo dei funghi ed è formato da intreccio di filamenti di Ife e Tubuli in cui scorre il Protoplasma che è anche il nome della materia di cui sono fatte le spore e le sue cellule ◄ nutrimento

TALLO è il vero corpo vegetativo del fungo, composto da organismi di vario tipo che formano un Micelio filamentoso. Il Tallo SETTATO è tipico della gran parte dei funghi commestibili. Negli Ascomiceti e Basidiomiceti è costituito da Ife settate. Il corpo vegetativo del fungo non è però il frutto vero e proprio il Porcino ad esempio ma è ciò che darà vita al PRIMORDIO, ovvero il bozzo che entro brevissimo tempo diventerà il Carpoforo~Fungo da raccogliere

IFE o HYPHAE sono i filamenti unicellulari o pluricellulari di forma cilindrica allungata che disposti uno sull'altro formano il Micelio, ovvero l'apparato vegetativo dei funghi

CARPOFORO o SPOROFIRO è lui. L'oggetto delle nostre ricerche e delle nostre lunghissime camminate per boschi alla ricerca di ciò che delizierà la nostra vista ed il nostro palato.

É il frutto vero e proprio. Il Porcino, Leccino, Ovulo o altro fungo che sia. Il suo nome scientifico NON è genericamente Fungo ma si chiama Carpoforo o, come suggerisce il nome stesso SPOROFIRO, ovvero il frutto che contiene i semi, le SPORE, cui è stato assegnato il compito riproduttivo.

Il Carpoforo, è l'insieme di gambo, cappello, tubuli o lamelle-aghi. Si sviluppa a seguito dell'ingrossamento del corpo vegetativo detto TALLO e, per il fungo, ha il solo scopo riproduttivo

SPORE sono le cellule riproduttive dei funghi. Sono contenute nella spugna, nei tubuli, nelle lamelle o aghi del Carpoforo o Sporofiro.

In senso stretto sono generate e quindi contenute nell'Imenoforo, ma da qua ben presto si porteranno nei Tubuli da dove potranno disperdersi nell'aria.

Le spore hanno buona resistenza alle variazioni ambientali. Ve ne sono alcune che possono vivere anche centinaia o migliaia di anni, in questo caso però occorre chiamarle Endospore, organismi che possono annullare il proprio metabolismo ed accrescimento vegetativo per lunghissimi periodi di tempo finchè le condizioni ambientali non tornano propizie e favorevoli.

In questo caso la Spora si riattiva, si reidrata e torna a svilupparsi. ► Dal momento in cui si riattiva, il tempo vegetativo e di completa trasformazione di una spora è di circa un'ora

IMENOFORO ovvero, la parte di fungo sulla quale si sviluppa l'imenio, porzione fertile del corpo dei funghi Ascomiceti e Basidiomiceti che porta gli aschi o i basidi intercalati da ife entro il quale si producono e maturano le Spore. L'imenoforo per intenderci è la spugna con pori del Porcino, può essere rugoso come nei Galletti/Finferli, Lamellare come nelle Russule, Liscio, oppure Aculeato come negli Steccherini.

É qua, nell'Imenoforo che si completa il ciclo riproduttivo dei Funghi con la produzione appunto delle Spore che, null'altro sono che i semi del fungo.

MICORRIZA è un termine che riccore più frequentemente nel linguaggio Micologico. Quando si parla di funghi Porcini non si può prescindere dall'utilizzare questo termine che deriva dal greco, che è composto da ► mykos = fungo e rhiza = radice, e che, in parole semplici, significa che, il fungo affamato, che non è in grado di elaborare e trasforare in cibo altamente nutriente le sostanze organiche che succhia dalla letteriera~humus~materiale organico , si lascia sfamare dagli alberi, che invece sono in grado di farlo che in cambio chiedono ai Funghi soltanto che l'albero possa usare il Micelio come fosse un prolungamento della radice, attraverso il quale attingere acqua e sali minerali che, correttamente rielaborati dalla pianta attraverso la ► Fotosintesi Clorofilliana si trasformeranno in Aminoacidi, Proteine, Zuccheri, in altre parole cibo altamente nutritivo per entrambi.

◄ La Micorriza è una particolare forma di Associazione Simbiotica tra un fungo ed una pianta superiore. La Micorriza si localizza nell'apparato radicale della pianta e si estende attraverso le sue Ife o strutture più complesse quali le Rizomorfe, nella Rizosfera ► nel terreno in cui la pianta ospitante ha sviluppato il suo apparato radicale e da cui trae nutrimento.


CURIOSITÀ linguistica ► Il termine Micorrizza in Micologia viene usato anche come verbo, per intendere l'atto dell'ancoraggio del Micelio sulle radici dell'albero ospitante.

In realtà, nel lunguaggio comune, si utilizzerà però il verbo Micorrizare che potrebbe anche esser scritto Micorrizzare

In Micologia per dire che: l'apparato radicale di una pianta è stato colonizzato dal fungo si usa dire che: l'apparato radicale ha subito una Micorriza. Nel linguaggio comune si preferisce dire che la pianta è stata Micorrizata o Micorrizzata così come, il verbo che indica la fase in cui il fungo inizia a colonizzare l'apparato radicale della pianta, nel linguaggio comune è Micorrizazione o Micorrizzazione, termini però sconosciuti ai più noti vocabolari italiani che contemplano soltanto l'uso del termine MICORRIZA


SIMBIOSI dal greco = vivere insieme. In ecologia, la parola intende un'interazione biologica intima tra due organismi viventi dove, l'associazione e l'interazione va a beneficio di entrambi gli organismi. In Micologia esistono due tipi differenti di Micorriza.

Ectosimbiosi o Ectomicorrize = il simbionte vive sulla superficie corporea dell'ospite apparato radicale della pianta
Endosimbiosi o Endomicorrize = il simbionte vive nello spazio intracellulare o intercellulare dell'ospite.

Ascomiceti e Basidiomiceti tra questi Boletus, Amanite, Russule, Lactari ecc formano Ectomicorrize con le piante arbustive o arboree. Sono poche le specie erbacee che formano Ectomicorrize, ma alcune di queste, Kobresia e Poligono viviparo sono in grado di Micorrizare con alcuni funghi.

LETTIERA dal punto di vista micologico, è la mistura di sostanze organiche morte e in decomposizione che sta sulla superficie del suolo e che può esser formata da rami morti, foglie, animali in decomposizione, humus. É la dispensa da cui i funghi attingono il nutrimento, in massima parte Carbonio ed Azoto.


CURIOSITA' ► Una Lettiera troppo spessa, con eccessivo accumulo di sostanze organiche morte, può provocare asfissia rendendola poco ossigenata ed inerte, ragion per cui un bosco in cui lo strato di fogliame secco è troppo spesso, le colonie fungine faticano a proliferare, il sistema Ifale-Miceliare potrebbe morire con conseguente mancata riproduzione e fine della colonia fungina stessa.

◄ In tempi passati, quando c'era più povertà e si viveva maggiormente di pastorizia ed agricoltura, era uso comune tenere sotto controllo la lettiera organica attraverso l'asportazione dello strato superficiale delle foglie cadute in autunno. Ricci e foglie di Castagno servivano per fare del buon concime/letame. Foglie di Faggio servivano per riempire cuscini e materassi, oppure per fare da lettiera al bestiame.

Così facendo, si teneva sempre ben ossigenata la lettiera delle sostanze organiche in decomposizione, consentendo anche maggiori produzioni fungine.

Il rischio di morte continuo, da parte dell'apparato radicale della pianta e del Micelio stesso, esposti al sole o all'assenza di acqua o penuria di materia organica, costringeva i funghi a riprodursi più frequentemente per non rischiare l'estinzione.

► Ancora oggi, dove si coltivano i Miceli già attivi per la produzione di funghi Porcini, oltre a bagnare a precise cadenze il terreno, si usa anche controllare lo spessore della lettiera organica, in modo da costringere l'intero sistema fungino a riprodursi più frequentemente


ESPERIMENTOIl sottoscritto dall'inizio dell'estate 2017 sta realizzando un esperimento di controllo di lettiera e bagnatura programmata di Micelio attivo. Per ora i risultati ottenuti sono stati più che soddisfacenti. Il Micelio già attivo di Boletus Edulis ha prodotto funghi Porcini in tempi come previsti, mentre un nuovo Micelio di Galletti/Cantharellus Cibarius si è riattivato dove risultava ormai quiescente da moltissimi anni

NUTRIMENTO quello ricavato dalla lettiera, è in massima parte costituito da Carbonio ed Azoto.

Le Cellule dei funghi sono costituite dal ► Protoplasmauna mistura di molecole come ioni, amminoacidi, monosaccaridi, acqua, acidi nucleici, proteine, lipidi e polisaccaridi.

Le piante, attraverso la ► Fotosintesi Clorofilliana possono trasformare le sostanze inerti del terreno in nutrimento.

I funghi, essendo privi di Clorofilla, sono costretti a nutrirsi sfruttando le risorse altrui.
I Funghi ricavano perciò il nutrimento dall'ambiente esterno, che siano radici di piante, alberi, legno, humus/lettiera o qualunque altro materiale organico da cui succhiano le sostanze indispensabili alla loro sopravvivenza.

I funghi sono quindi detti ► eterotrofinon sono in grado di sintetizzare le proprie molecole organiche - nutrimento - autonomamente a partire da altre molecole organiche. Per la sopravvivenza sono quindi costretti a succhiare composti organici precedentemente sintetizzati da altri organismi viventi, nel nostro caso dalle piante, e con il loro attacco, contribuiscono alla decomposizione del materiale organico presente nel bosco.

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• IN BASE ALLE METODOLOGIE DI APPROVVIGIONAMENTO DELLE SOSTANZE NUTRITIVE I FUNGHI SI DIVIDONO IN 3 PRINCIPALI CATEGORIE

 

Le più comuni riguardano i funghi Parassiti, i Saprofiti ed i Simbionti ma, in tempi recenti si è scoperto che molti funghi possono modificare il proprio metodo nutrizionale in base alle esigenze ambientali, per esempio comportandosi da Saprofiti o creando Micorriza con alcune specie erbacee, diventando così a tutti gli effetti funghi Simbionti oppure assumendo un comportamento nutrizionale misto, tuttavia, i 3 metodi principali rimangono i seguenti:

FUNGHI PARASSITI
◄ FUNGHI SAPROFITI o SAPROTROFI
◄ FUNGHI SIMBIONTI

É importante sapere che i funghi PARASSITI vivono completamente alle spalle di altri organismi viventi da cui succhiano il proprio nutrimento. Nascono e si sviluppano intercettando la linfa vitale di alberi ed arbusti, attaccando quelli più deboli, e che quindi non oppongono particolare resistenza ai loro attacchi, ne succhiano tutte le sostanze nutritive e, col tempo li indeboliscono al punto di portarli, in casi estremi, persino alla morte.

Tra i Funghi Parassiti commestibili più noti ci sono:

► Armillaria mellea o Chiodino/Famigliola buona
Agrocybe aegerita o Pioppino
Pleurotus vari o Orecchioni/Cardoncelli/Geloni
► Fistulina hepatica - parassita di Castagni e Querce
► Grifola frondosa - parassita del Castagno

Alcuni funghi, quali ad esempio l'Armillarea mellea o Chiodino possono svilupparsi, in un primo momento, come Parassiti per poi trasformarsi in Saprofiti, a morte avvenuta dell'albero ospitante ► Saproparassiti

I funghi ► SAPROFITI o Saprotrofi o anche detti ◄ di lettiera, ricavano il proprio nutrimento da sostanze organiche in decomposizione, sia questa di tipo vegetale o animale. La maggior parte dei funghi Saprofiti commestibili ricavano il proprio nutrimento dall'humus o dal legno morto ► funghi lignicoli. Funghi per lo più non commestibili invece, possono trarre nutrimento da escrementi, resti animali o sterco.

Tra i Funghi Saprofiti commestibili più noti ci sono:

Morchella elata o esculenta
Agrocybe aegerita o PioppinoSaproparassita
► Macrolepiota procera o Mazza di tamburo
► Agaricus bisporus o Champignon
Lepista nuda
► Coprinus comatus o Fungo dell'inchiostro
Albatrellus pes-caprae o Piede di capra

Craterellus cornucopioides o Trombetta dei morti
► Funghi coltivati

I Porcini, come molti altri funghi basidiomiceti, sono invece funghi SIMBIONTI, ovvero sono funghi che traggono nutrimento dalle radici degli alberi con cui si instaura un rapporto di mutuo scambio o ► simbiosi mutualistica

Sappiamo che i Funghi sono vegetali nettamente diversi rispetto alle piante verdi, perchè si nutrono come gli animali e non come i vegetali.

SPIEGAZIONE ► Gli alberi, a differenza dei Funghi, posseggono infatti la clorofilla attraverso la quale possono creare sostanza organica che, combinata con l'anidride carbonica e l'acqua, in presenza della luce solare, fenomeno detto ► fotosintesi clorofilliana, nutre la pianta stessa.

Le sostanze altamente nutritive prodotte dalla pianta, scendono dalle foglie alle radici e qua vengono poi secrete dai capillari radicali con lo scopo di catturare Ife e Miceli. I Funghi non sono in grado di operare la sintesi clorofilliana perciò, devono ricavare il proprio nutrimento da altri organismi vegetali o animali vivi o morti che siano.

In pratica, le radici capillari e superficiali della pianta, emettono sostanze tra cui zuccheri, aminoacidi e proteine, in gergo dettorichiamo chimico, queste sostanze altamente nutritive ed indispensabili per lo sviluppo dei Carpofori o Sporofiri, attirano la struttura Ifale-Miceliale, ed è così che si compie il fenomeno della Micorriza o Micorrizazione che dir si voglia, ovvero della colonizzazione da parte del fungo delle radici della pianta.

Le Ife del Micelio fungino avvolgono quindi le estremità radicali della pianta con uno spesso strato di tessuto feltroso detto micoclena. La pianta da ora in avanti si nutrirà attraverso le ife ed i Miceli del fungo che, a sua volta, si nutrirà assorbendo dalla pianta le sostanze organiche che egli stesso non è in grado di sintetizzare per mancanza di pigmenti fotosintetici, ma che la pianta gli mette a disposizione.

Il processo di Micorrizzazione si completa nel momento in cui tra pianta ospitante e fungo simbionte, inizia il duplice scambio di sostanze nutrizionali, ovvero dal momento in cui la pianta ospitante inizia a sfamare il Fungo

DO US DES, ovvero, dal Latino, "io do affinché tu dia", "do per poter ricevere". Questa, è la Simbiosi tra funghi Simbionti e piante.


CURIOSITA' SE SOTTO UN ALBERO TROVATE UNO DEI SEGUENTI FUNGHI, DIFFICILMENTE TROVERETE SOTTO LO STESSO ALBERO ANCHE I PORCINI

Boleti amari o Tylopillus felleus oppure,
◄ funghi Leccini o Porcinelli, Donne, Cravette.

Questi funghi non occupano mai gli stessi spazi vegetativi del Porcino

La ragione è che entrambi questi funghi Micorrizzano massicciamente e su vasta scala, le radici dell'albero che li ospita.

Non rimane molto posto e spazio perchè altri funghi possano colonizzare o creare una Micorriza con tale apparato radicale.

I Felleus ed i Leccini sono poi anche, a tutti gli effetti, veri e propri ANTAGONISTI del Porcino, e comunque di tutte le altre varietà di Boleti. Si crea infatti tra Boletacee differenti, un vero e proprio ANTAGONISMO SIMBIOTICO dove, la presenza di un fungo esclude completamente la presenza di un altro Simbionte simile


CURIOSITA'Vi sarà certamente capitato molto spesso di trovare nel bosco, insieme, funghi Porcini e Amanite Muscarie appaiati, spesso addirittura quasi appicciati, dove un fungo cerca di farsi spazio a spese dell'altro.

Si dice che la Muscaria sia il miglior fungo spia del Porcino, ovvero che, se nel bosco troviamo Amanite Muscarie è sempre bene guardare nei pressi perchè potrebbe esserci anche un Porcino. VERO.

Poche righe sopra però vi ho parlato di Antagonismo Simbiotico e vi ho detto che un apparato radicale già colonizzato da un fungo di specie Boletacea, non può esser colonizzato-Micorrizato da un'altro simile e che, in particolar modo il Felleus ed il Leccino escludono completamente l'Aereus, l'Aestivalis e soprattutto l'Edulis, ovviamente tutti questi sono Porcini.

La ragione della strana convivenza tra Porcini e Muscarie è che l'apparato Ifale-Miceliale del Porcino è assai più debole e circoscritto rispetto a quello della Muscaria, meno invadente e con più chiazze libere.

L'apparato Ifale-Miceliale della Muscaria invece, più infestante, riesce a farsi meglio spazio tra i Miceli del Porcino, spesso respingendolo o addirittura sovrapponendosi allo stesso, occupando ogni centimetro di apparato radicale dell'albero lasciato libero o, ogni nuovo capillare in formazione e non ancora colonizzato dal Porcino


Attraverso la Simbiosi fungina, la pianta può allargare all'inverosimile, ovvero tanto quanto è vasto il Micelio, che diventa un lunghissimo prolungamento dell'apice radicale della pianta, e che talvolta può estendersi per alcuni chilometri quadrati il raggio d'azione del suo apparato radicale che, ora potrà assorbire più acqua, più sali minerali, ed in particolare i fosfati disciolti nell'acqua assorbita, ed altre sostanze nutritive necessarie per la sua crescita. Di contro, il fungo attraverso la Micorriza, può ricevere nutrimento dalla pianta, pur in assenza di condizioni ambientali favorevoli.


CURIOSITA'il siccitoso semestre caldo del 2017 ha visto molti funghi Porcini nascere, quasi magicamente, non tanto grazie alle scarsissime piogge cadute, quanto grazie al dualistico rapporto di simbiosi mutualistica, ovvero grazie al nutrimento messo a disposizione dei funghi, dalle radici delle piante.

In condizioni climatico-atmosferiche proibitive come quelle caratterizzate dalle 8 bolle d'aria calda africana che hanno portato aria torrida sull'Italia, al realizzarsi di temporanei brevi guasti del tempo, si sono avute discrete, buone o persino eccezionalmente ottime produzioni di carpofori (nel nostro caso funghi Porcini), tra alto Piemonte, alta Lombardia e Svizzera Meridionale, pur in presenza di temperature ben al di sopra dei 30°C, perciò tutt'altro che ideali per la nascita dei funghi.

Questo è accaduto soprattutto là dove, a causa della prolungata siccità, gli apparati radicali delle piante simbionti si sono trovate ad esser meno sane, più sofferenti, prive d'acqua e prossime alla morte, quindi dove il sistema Ifale-Miceliale, per non rischiare a sua volta la morte, a causa dell'assenza del nutrimento offerto dalle radici della pianta, ha dovuto ricorrere alla repentina produzione di Sporofiri i Funghi necessari alla produzione e spargimento delle spore da disseminare massicciamente per garantirsi la sopravvivenza.

Diversamente, dove l'apparato radicale ben Micorrizato era più sano e più esteso e c'era buona disponibilità di sostanze nutritive ed acqua, nonostante il clima torrido, il sistema Ifale-Miceliale non ha avuto necessità o impellenza di riprodursi, pertanto, la nascita di funghi Porcini qua è stata del tutto sporadica o irrisoria


TERRENO e pH Tra gli elementi che influenzano maggiormente la formazione o meno di colonie fungine c'è la ► composizione chimica del terreno. Questa si valuta attraverso il pH ed è conseguenza di lunghissimi e complessi processi geologici o di sintesi organica.

In base al suo chimismo, possiamo distinguerli in:

◄ TERRENI ACIDI
◄ TERRENI NEUTRI oppure
◄TERRENI BASICI

abbiamo descritto i valori di pH e ne abbiamo spiegato il significato in questo articolo.

Su ogni differente terreno si adattano meglio determinati tipi di funghi, siano essi Simbionti o Saprofiti. Per esempio: i Tartufi necessitano di un ► terreno Calcareo, quindi Basico o Alcalino.

► Pur avendo acquistato un alberello che ha subìto un trattamento di inoculazione~Micorrizza del Tartufo, non sarà possibile piantarlo, per produrre tartufi, ad esempio in Valsesia, Valtellina, Val Susa o Val d'Aosta, perchè qua i terreni sono nettamene acidi e quindi non adatti alla vegetazione del Tartufo.

ROCCE ACIDE Le rocce della gran parte del Piemonte Alpino, Val d'Aosta, Canton Ticino ed Alpi Retiche Lombarde, sono costituite da Pennidi o Austridi che sono rocce granitiche-cristalline con pH inferiore a 7 perciò Subacide 6~6,8, o del tutto Acide 5,5~6 o anche Molto Acide, meno di 5,5.

ROCCE CALCAREE Le rocce delle Prealpi Lombarde, delle Orobie, Dolomiti ma anche dei colli del Monferrato, Langhe-Roero e Appennino Piemontese sono invece rocce Calcaree, quindi con pH superiore a 7 perciò Sub-Basiche 7,3~8, Basiche 8~8,5 o persino Alcaline +8,5.

La Liguria è per lo più costituita da rocce o sedimenti del tipo calcareo-marmosi-arenacei quindi con pH Basico-Alcalino alto.

Nella provincia di Savona, fino al Passo dei Giovi, i sedimenti marini argillosi e carbonitici sono spesso intervallati a rocce acide cristalline con gneiss, graniti e porfiroidi ad Ovest ma con rocce metamorfiche di tipo ofioliti e calcescisti nel Genovesato fino al passo dei Giovi.

Più ad Est nella Liguria di Levante, Pavese-Piacentino tornano a prevalere i flyschsedimenti, calcareo marmosi o scistosi-argillosi, quindi sempre di tipo Basico-Alcalino.

Alcuni funghi ben distribuiti in Appennino, si possono quindi trovare in aree geologiche simili dalle Prealpi Lombarde alle Orobie-Dolomiti ma non sulle Alpi Occidentali. Viceversa, alcuni funghi alpini sono del tutto assenti dall'Appennino, mentre la differenziazione tra funghi delle Alpi e funghi Padani riguarda essenzialmente il clima e le differenti temperature.

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• FUNGHI ALPINI, FUNGHI PADANI e I PIANI ALTITUDINALI

 

Tra i fattori che differenziano maggiormente la distribuzione dei funghi sul territorio ci sono i climi ed i microclimi.

Questi si distribuiscono in ► fasce di altitudine o piani di altitudine, anche detti PIANI ALTITUDINALI o ORIZZONTI, caratterizzati da diverse temperature medie, diversa flora e diversa vegetazione. Ci sono poi anche i ► LIMITI ovvero quelle quote, superiori o inferiori, oltre cui un determinato tipo di vegetazione non è più presente.

Va detto che la sequenza dei ► piani non segue regole o altitudini fisse. Queste possono cambiare col mutare delle condizioni climatiche generali.

Per esempio, oggi nel Nord Italia, il piano basale Padano, e quello sub-montano ospitano sempre più spesso specie arboree considerate a tutti gli effetti Mediterranee, Litoranee o Costiere, quali la Roverella, l'Orniello o Frassino da Manna, l'Ulivo e la Vite Selvatica. Il Fico vegeta anche all'interno del piano montano, fruttificando fin verso i 700 metri, cosa impensabile fino alcuni decenni fa.

Ad ogni Piano o Orizzonte, corrisponde un determinato tipo di ► AMBIENTE BOSCHIVO.

I più comuni nel Nord Italia sono stati descritti in questa pagina ► AMBIENTI BOSCHIVI E VEGETAZIONE.

Gli AMBIENTI BOSCHIVI sono stati poi divisi a sua volta in ►

ARBUSTETI
RADURE ED AREE UMIDE

BOSCO CHIARO E CEDUO

BOSCO SCURO E FORESTE

I PIANI o ORIZZONTI si susseguono come segue:

PIANO BASALE ► dal livello del mare fino ai 500 mt. Diviso a sua volta in:

► Piano LitoraneoMacchia Mediterranea
► Piano Costiero ► Leccete, Roverelleti, Pinete, 0~100 mt,
► Piano Collinare o Planiziario, 100~400 mt ► Querce, Latifoglie termofile o xerofile

PIANO SUB-MONTANO ► va dai 400/600 mt agli 800/1100 mt. Diviso a sua volta in:

► Piano Sub-Montano inferiore 400~600 mt ► Querce, Castagno, Latifoglie mesofile, termofile, eliofile. É anche detto Orizzonte Sub-Montano
► Piano Sub-Montano superiore 600~800 mt ► Querce Mesofile, Castagni, Faggi, Conifere. É anche detto Orizzonte delle Latifoglie Termofile

PIANO MONTANO ► va dagli 800~1200 mt ai 2000~2200. Diviso a sua volta in:

► Piano Montano inferiore 800~1200 mt ► Latifoglie, Faggete, Pinete o Abetaie. Il Castagno e la Robinia o Acacia non vegetano al di sopra dei 1000 mt. É anche detto Orizzonte montano e rappresenta il limite superiore delle Latifoglie mesofile
► Piano Montano superiore 1200~1400 mt ► Faggi, boschi di Conifere: Peccete e Lariceti. É anche detto Orizzonte delle Conifere. Sopra i 1500 mt iniziano ad esser più diffusi prati e pascoli senza alberi
► Orizzonte Alpino 2000~2200 mt ► Limite della vegetazione arborea costituita in massima parte da cespugli ed arbusti. Il Larice è l'unico albero che può raggiungere tale limite. In massima parte, l'orizzonte Alpino è costituito però da prati

PIANO NIVALE ► va dai 2500/3000 mt ai 3600/4000 mt. Al di sopra dei 2200 mt i prati diventano continui senza più alcun albero ma con solo qualche cespuglietto fin verso i 2600 mt. L'Orizzonte Nivale può essere inferiore o superiore e sopra i 3000 mt è costituito in gran parte da Crittogame quali muschi e licheni


CURIOSITA'Un tempo la quota dei 3200 mt era considerato il limite delle nevi perenni.

Al di sopra di tale altezza le nevi rimanevano a terra durante l'intero anno con formazione di nevai permanenti oltre i 3000 mt in ombra, e sviluppo dei primi ghiacciai anche al sole, sin dai 3300 mt ma con lingue inferiori che potevano scendere fin poco sotto i 2500 mt.

Oggi i cambiamenti climatici hanno modificato drasticamente queste convenzioni e la quota delle nevi perenni si è portata tra i 3500 ed i 4000 mt ma, è normalità acquisita che le nevi invernali si sciolgano completamente sull'intero arco alpino a qualunque quota durante estate, incluse le vette delle due montagne più alte d'Europa, il Monte Bianco ed il Monte Rosa


Ad ogni ambiente boschivo, ad ogni piano altitudinale, ad ogni fascia climatica, corrisponde la diffusione di altrettante specie fungine. I funghi del Litorale o del Piano Costiero, quindi della fascia climatica Mediterranea, non potranno essere gli stessi che troveremo sulle Alpi.

I cambiamenti climatici o Global Warming hanno sostanzialmente modificato anche la distribuzione di alcuni funghi sul territorio. Funghi che un tempo non erano presenti sui colli Piemontesi e Lombardi, oggi sono diventati, non solo comuni, ma persino abbondanti.


CURIOSITA'Dalla Val Pellice/Germanasca al Canavese-Colli Biellesi-alto Novarese, Prealpi Lombarde e basse Orobie, oggi sono sempre più comuni ritrovamenti di Boletus aereus o Nero di Quercia/Bronzino. In passato questi si trovavano in Piemonte, soltanto in Appennino, nel Cuneese di confine con la Liguria, nelle Langhe e Roero e nel Monferrato.

La diffusione di questo fungo tipicamente Termofilo - Mediterraneo è stata facilitata dal progressivo aumento delle temperature, non solo estive ma anche invernali.

Un altro fungo che in passato era pressoché assente dalle sopracitate zone collinari era l'Amanita caesarea o Ovolo buono.

Il 2017 ha rappresentato un anno davvero speciale per il gran numero di specie rare, spesso più tipiche del clima Mediterraneo o dell'Appennino, rinvenute per la prima volta, in alcune aree collinari del Nord Ovest Italiano. Nel mese di Luglio, Boleti del genere Dupainii, Queletii, Armeniacus, Appendiculatus, Regius ed Aereus sono stati rinvenuti in contemporanea in un bosco termofilo caratterizzato da Roverella, sui colli Biellesi Orientali

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• L'ECOSISTEMA BOSCHIVO

 

É un fragilissimo equilibrio frutto dell'interconnessione tra ambiente-meteo-clima, chimica e fisica. Basta un disequilibrio tra anche un solo elemento di questo fragile equilibrio per metterne in crisi l'intero funzionamento.

Un ambiente modificato nel suo insieme dall'uomo, o dalla stessa natura, può modificare sostanzialmente la produzione dei funghi. Meteo e Clima influenzano in maniera rilevante la produzione di funghi grazie al fragile equilibrio temperature-umidità-piogge. La chimica ha pure un ruolo determinante in presenza di sostanze inquinanti, piogge acide, fumi o altri inquinamenti antropici ma soprattutto in base alla disponibilità di sostanze nutritive/umidità/minerali.

In un ambiente sano, intatto, naturale e privo di inquinamenti di sorta, con le giuste condizioni atmosferiche, che normalmente si verificano dalla tarda primavera all'autunno inoltrato, nel sottobosco, tra il tappeto fogliare ► anche detto LETTIERA - ed i primi strati superficiali del suolo, dove prosperano maggiormente le radici di alberi, erbe e cespugli, si formano, anzitutto le MICORRIZZE, quindi i MICELI, e poi le IFE, e gli ► SPOROFIRI anche detti semplicemente FUNGHI

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• I PIÙ IMPORTANTI ALBERI DA FUNGHI

Li cito rapidamente, in ordine alfabetico, con la promessa che presto sarà pubblicata una intera pagina sul nostro sito o un lungo articolo sul nostro BLOG, in cui citeremo ogni informazione utile per poter associare qualunque tipo di fungo alla sua pianta preferita.

ABETE BIANCO è l'albero simbionte del fungo Dormiente o Marzuolo nonché del Porcino Edulis. Ama terreni parzialmente calcarei, neutri e vegeta soprattutto negli orizzonti montani

ABETE ROSSO è l'albero forestale più diffuso nel Nord Italia sulle Alpi. Abbonda maggiormente tra Lombardia e Trentino, ma anche in Val d'Aosta, spontaneamente mai al di sotto dei 600 mt. Predilige terreni acidi e l'albero prediletto dal Porcino Edulis ma è un ottimo simbionte anche per molte altre specie di Boleti o Lamellari quale la tossica Amanita muscaria. Vegeta sia su suoli acidi che calcarei

ACERO COMUNE e ACERO di MONTAGNA in Italia è rarissimo imbattersi in un bosco esclusivo di questa essenza arborea. Boschi di Acero sono invece comuni e molto estesi nel Nord America. Nel Nord Italia è piuttosto diffuso quale albero del bosco misto di Latifoglie dal piano basale padano a quello montano superiore. Nella versione di Montagna è piuttosto comune in Ossola. Non ha funghi simbionti esclusivi. Ama suoli acidi

BETULLA è presente sin dalle alte pianure del Nord Italia fino al piano montano superiore. Forma boschetti esclusivi ma molto più spesso si rinviene in boschi misti con Castagno o Faggio. E' il miglior simbionte del Leccino o Donnetta Nera. Ma è un ottimo simbionte anche del Porcino Edulis e del suo fungo spia: la tossica Amanita muscaria. Ama suoli acidi

CASTAGNO Nei boschi del Piemonte è stato introdotto dal Veneto, dagli antichi Romani. Oggi è diffusissimo in tutt'Italia formando anche vaste foreste esclusive tra i 400 ed i 700/800 mt. Isolato può raggiungere anche i 1000 metri. Superata la crisi vegetativa dovuta all'infestazione del Cinipide Galligeno che ne ha decimato molte chiome, è tornato a Micorrizzare con molti dei suoi funghi preferiti tra cui il comunissimo Porcino Edulis o il primaverile ed estivo Boletus Aestivalis. Entra però facilmente in simbiosi con una vastissima varietà di altri funghi. É pianta esclusiva per la Grifola frondosa

FAGGIO vegeta al di sopra dei 500/600 mt fin verso i 1600 mt con esemplari isolati, ma i boschi di Faggio non si spingono mai oltre i 1400 mt. Si adatta ad ogni tipo di terreno purché umido. É uno degli alberi che ospita il maggior numero di funghi, non ha simbionti preferenziali ma è l'albero preferito da molti cercatori di Porcini Edulis o Pinicola o di Cantarelli/Finferli

LARICE In Europa cresce spontaneo solo sulle Alpi, mai al di sotto dei 500 mt, può arrivare fino all'Orizzonte Nivale, ed isolato raggiunge anche i 2200 mt segnando il limite superiore della vegetazione arborea. É detta pianta pioniera perchè occupa ogni dirupo o scarpata devastata dalle frane o pascoli abbandonati. Ama suoli acidi ma anche argillosi. É il fungo simbionte del Laricino o Suillus grevillei. Porcini Edulis si possono trovare sotto a quest'albero solo se isolato o semi-isolato con molte Betulle o Abeti Rossi nelle vicinanze

PINO SILVESTRE Spesso è albero re-introdotto, più raramente forma boschi esclusivi spontanei sulle Alpi, salvo nelle vallate più fredde. Teme il caldo estivo e preferisce i versanti ombrosi. Predilige terreni calcarei ma può facilmente adattarsi anche a quelli acidi. É albero simbionte di alcuni Boleti minori comunemente detti Pinaioli del genere Xerocomus o Badius ma può tranquillamente entrare in simbiosi anche con gli Edulis ed alcuni Lamellari. Spesso ospita l'Albatrellus pes-caprae o Piede di capra

QUERCIA É stato in epoche pre-romane l'albero più comune dei boschi Planiziali della Pianura Padana e delle vicine colline. Il massiccio abbattimento per uso edilizio o per la costruzione di navi e mobili ne ha decimato l'area di diffusione. Oggi in Pianura Padana sono altrettanto poco diffusi, estesi bosco di Quercia a causa dell'agricoltura. Cresce su di ogni tipo di terreno ed entra facilmente in simbiosi con i suoi simbionti preferiti, il Boletus Aestivalis ed il Boletus Aereus, meno frequente la micorriza con l'Edulis. É la pianta preferita da molte altre varietà di Boleti tra cui il tossico Calopus o il Felleus ma anche del cosiddetto Ferrando-Fré-Faré o Erythropus, ottimo commestibile dopo adeguata cottura

ROVERELLA É per eccellenza l'albero più tipico del bosco Termofilo. É a tutti gli effetti una Quercia ma si differenzia dalla più diffusa Farnia per via della sua forma più compatta che ricorda un grande bonsai per le sue forme contorte o sinuose. Cresce su qualunque suolo purché ben arieggiato ma soprattutto ben soleggiato da mattina a sera e riparato dal vento di monte. Predilige le zone collinari tra i 400 ed i 6/700 mt d'altezza. É il simbionte preferenziale del Boletus Aereus ma micorriza con tutte le altre specie fungine della Quercia


► IFA o IFE (HYPHAE)

Altro non sono che i filamenti unicellulari o pluricellulari (ovvero composti da una sola o da più cellule) di forma cilindrica allungata che disposti lungo la superficie del suolo o nel primo sottosuolo formano intricate reti di filamenti del tutto simili a più o meno microscopiche radici che nell'insieme formano il MICELIO, ovvero il corpo vegetativo dei funghi.

L'unione di fasci di IFE dà origine a rizomorfe che svolgono prevalentemente funzione di ancoraggio alle radici degli alberi e all'assorbimento di sostanze nutritive.

L'insieme delle IFE costituisce il vero corpo del fungo, anche se in realtà, noi comuni mortali usiamo chiamare FUNGO soltanto il Carpoforo, ovvero il contenitore di spore che si sviluppa ed emerge all'esterno del suolo, e non ciò che sta nel sottosuolo.

► MICELIO

É l'apparato vegetativo dei funghi ed è formato dall'intreccio di filamenti delle IFE.

Anziché parlare distintamente di IFE e di MICELI sarebbe più corretto parlare di sistema ifale-miceliare.

Il Micelio, non costituisce il fungho vero e proprio (quello che noi raccogliamo e che ci delizia vista e palato) ma, per usare termini a tutti comprensibili, è una sorta di muffa che a sua volta darà vita al fungo vero e proprio - detto CARPOFORO o SPOROFORO - e da tutti conosciuto con il semplice e banale termine di FUNGO.

Perchè il Carpoforo/Fungo si formi, occorre che il sistema ifale-miceliare sia sano e ben sviluppato, ma soprattutto occorre che, come avviene nel mondo animale, preventivamente vi sia stato un "seme"-"SPORA", che abbia dato vita al sistema pluricellulare che si svilupperà progressivamente grazie al nutrimento acquisito dal terreno o attraverso la micorriza delle radici degli alberi che lo ospita.

IL Micelio è costituito da tubuli in cui scorre la mistura di piccole molecole di ioni, amminoacidi, monosaccaridi, acqua, acidi nucleici, proteine, lipidi e polisaccaridi, che nell'insieme sono detti protoplasma. Si origina da una SPORA ed ha una carica sessuale che può esser maschile o femminile.

I funghi detti basidiomiceti ► cui appartiene la gran parte dei funghi commestibili o tossici, ivi inclusi i Porcini, perché producono basidiospore che si sviluppano all'esterno dei basidi hanno un micelio detto settato con riproduzione sia sessuata che asessuata, e produzione di basidi e spore non mobili. Questi funghi possono avere un MICELIO PRIMARIO o anche un MICELIO SECONDARIO.

Senza addentrarci in complicati argomenti scientifici, le spore dei basidiomiceti formano un Micelio Primario. Le ife di questo micelio hanno polarità + oppure - (quindi sesso maschile o femminile). Quando due ife con polarità opposta si incontrano, danno origine ad un'unica ifa con due nuclei. Si forma quindi un Micelio Secondario sterile che diverrà poi fertile all'interno dell'imenio, la porzione fertile del fungo in cui sono presenti i basidi. Attenzione però a non confondere il fungo con il corpo fruttifero o carpoforo (quello che noi raccogliamo). E' un micelio secondario che può formare corpi fruttiferi (ad esempio il Porcino) nel punto in cui si raccolgono i basidi.

La formazione di una colonia fungina richiede delicati processi biologici che cercherò di illustrare nella maniera più comprensibile possibile.

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• COME SI FORMA E SI SVILUPPA UNA COLONIA FUNGINA?

 

Si parte da una SPORA

IN QUESTO ARTICOLO DI RECENTE PUBBLICAZIONE: COME NASCE UN FUNGO PORCINO, TI SPIEGO, CON PAROLE SEMPLICISSIME E A MO' DI RACCONTO, COME SI FORMA UNA COLONIA FUNGINA, PARTENDO DA UNA SPORA O ENDOSPORA, PASSANDO PER IFE E MICELI FINO AD ARRIVARE AL CARPOFORO, O FUNGO MATURO.

UN DIVERTENTE RACCONTO CHE PUÒ FARTI ANCHE CAPIRE COME FUNGHI PORCINI POSSANO NASCERE ANCHE CON CONDIZIONI CLIMATICHE PROIBITIVE E COME IL CINIPIDE DEL CASTAGNO ABBIA MODIFICATO PESANTEMENTE IL DELICATO ECOSISTEMA BOSCHIVO CON CONSEGUENZE E FOTOGRAFIE. LEGGILO QUA

nascita_porcino

ECCEZIONE ► in alcune specie, le cellule che costituiscono le ife, in condizioni ambientali sfavorevoli, ispessiscono e la disarticolazione delle ife si trasforma in spore con funzione di sopravvivenza ► moltiplicazione vegetativa. Questo particolare tipo di spore viene detto: clamidospore

La spora cadendo su di un substrato naturale adatto - potrebbe trattarsi di una foglia, ramo, albero o altro materiale organico - germina ed inizia a sviluppare un sistema ifale-miceliare. Le ife penetrano il tessuto della foglia - o di qualunque altro materiale organico - su cui si è depositata e, attraverso processi enzimatici ► produzione di enzimi provocano la lisi ovvero la rottura e dissoluzione delle cellule con conseguente assorbimento di sostanze necessarie alla loro nutrizione carboniosa che può essere lignina e cellulosa.

Va da sé che lo sviluppo della colonia fungina su di un substrato naturale, dipenda da svariati condizionamenti ambientali e nutrizionali che possono limitare o accelerare l'allungamento-accrescimento-ramificazione o riproduzione delle ife.

Quest'ultime si sviluppano nel tempo subendo, cosiddetti condizionamenti positivi di chemio ► ovvero, subendo attrazione verso zone di substrato in cui si trovano nutrienti più facilmente assimilabili.

Ci sono alcuni funghi che effettuano una colonizzazione totalmente superficiale della materia organica attaccata, ad esempio una foglia. La maggior parte dei funghi basidiomiceti ► cui appartiene la gran parte dei funghi commestibili o tossici, ivi inclusi i Porcini però colonizza anche il substrato sottostante, con sviluppo ifale più profondo e completo sulla materia organica attaccata.

In presenza di substrato naturale omogeneo si avrà una colonia, in linea di massima, rotondeggiante e abbastanza regolare.


CURIOSITA' ► Un terreno adeguatamente umido, rende più facilmente assimilabili i nutrienti in esso contenuti, risultando più adatto, in termini di espansione e floridità del sistema ifale-miceliale e relativa colonia fungina, senza influenzare però la riproduzione che, al contrario di ciò che si è portati a credere, in presenza di umidità ottimale e di grande disponibilità di sostanze nutritive, ha minori necessità riproduttive.

Le colonie fungine che colonizzano una lettiera ►strato di foglie in decomposizione sono favorite dal quantitativo d'acqua presente nel substrato, perchè questa solubilizza meglio le sostanze nutritive. In questo substrato avviene un maggior assorbimento dei nutrienti e quindi uno sviluppo ifale più rapido. Sono più attivi i processi enzimatici perciò si ha una colonia potenzialmente vasta ma con bassa densità di strutture riproduttive, quindi pochi basidi


In linea di massima si può dunque affermare che i condizionamenti negativi del substrato, stimolano maggiormente i processi riproduttivi. Questo fenomeno si collega facilmente alla necessità del fungo di assicurare la propria sopravvivenza in situazioni ambientali più critiche.

Si spiega così perchè, nel corso di una annata particolarmente siccitosa - com'è stato il 2017 - i pochi fenomeni temporaleschi degni di nota, hanno generato clamorose buttate di funghi. Le colonie fungine sono risultate più piccole, circoscritte alle poche aree umide in cui, temporaneamente si è venuta a creare buona disponibilità di nutrienti, ed i processi riproduttivi, spesso persino caotici, hanno generato intere famiglie di funghi esterni (carpofori), riuniti in un'area molto circoscritta e limitata, caratterizzata da altissima densità di strutture riproduttive


É curioso sapere che, ogni spora possiede una sua sessualità rappresentata con il simbolo + oppure - e che, per esempio nel Porcino aereus o Bronzino, perchè si formi il fungo esterno (carpoforo) occorre che si fondano 4 Miceli Primari di 4 sessi differenti, ovvero:

► Perchè si formi il fungo esterno, che potremo poi raccogliere, occorre che si fondano da 2 a 4 Miceli Primari con carica sessuale differente - a seconda della specie di fungo. La fusione di Miceli Primari con carica sessuale identica - omogenea - non genera alcun fungo esterno - carpoforo. Solo la fusione eterogenea può consentire la fusione del patrimonio genetico completo che darà il via alla moltiplicazione delle cellule che daranno vita al carpoforo, nel nostro caso al Porcino che, sarà un Aereus se si sarà fuso il patrimonio genetico completo di ben 4 Miceli Primari eterogenei.
Ovviamente i 4 Miceli Primari dovranno esser stati generati da spore di Boletus aereus e non di Boletus edulis o altro Boleto.

Il MICELIO vive, vegeta e si ramifica a partire dalla superficie del sottobosco, a seconda delle varie taxa o specie fungine, anche all'aria aperta - com'è il caso dei funghi Lignicoli - fino ad una profondità media che si aggira attorno ai 50 cm sotto terra.

In presenza di condizioni climatiche/nutritive ottimali il micelio può accrescere in maniera tumultuosa e relativamente molto rapida con una velocità anche di 6 mm all'ora, o persino maggiore in ottima presenza di AZOTO/CARBONIO, che sono le 2 sostanze nutritive preferite da IFE-MICELI, quindi dal sitema Fungino.

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TRUCCHI & SEGRETI

Editoriale a cura di Giovinazzo Angelo per www.trivero-italy.com/www.trivero-italy.it
Ultimo aggiornamento: Ottobre 2017
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