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SECONDO I VECCHI "SAGGI" LA LUNA PIENA DI INIZIO OTTOBRE AVREBBE DOVUTO PRODURRE UNA OTTIMA BUTTATA DI FUNGHI. LUNA O NON LUNA, LA LUNA "BUONA" NON HA PRODOTTO NULLA! COSA NON HA FUNZIONATO IN QUESTO STRANO 2014? PERCHE' SONO NATI POCHI FUNGHI NONOSTANTE LE RIPETUTE PIOGGE?

Domenica ,12 Ottobre 2014

Epilogo e resoconto di una deludente stagione dei funghi

PERCHE' NONOSTANTE CI SIA STATA LA COSIDDETTA "LUNA BUONA" E NONOSTANTE SIA PIOVUTO ADEGUATAMENTE NON C'E' STATA BUTTATA DI FUNGHI ad OTTOBRE 2014?
Come fanno i Miceli a capire se le condizioni ambientali e climatiche sono adeguate, ovvero ottimali? Cosa suggerisce ai funghi se le condizoni climatiche sono buone oppure no?
QUALE RELAZIONE TRA PIOGGE E NASCITE DI FUNGHI? E QUALE TRA NUBIFRAGI O BOMBE D'ACQUA E BUTTATE DI FUNGHI?

Come volevasi dimostrare:  LUNA o NON LUNA quando mancano le giuste condizioni climatico-ambientali per buone buttate, di funghi Porcini non se ne vede neppure l'ombra. E' quanto è accaduto nell'insolito e deludente mese di Ottobre 2014.

Secondo i vecchi "saggi" pur in presenza della luna giusta di funghi porcini non se n'è quasi vista l'ombra, tolti sporadici ritrovamenti nelle zone limitrofe al Lago Maggiore e/o molto più sporadicamente in media Valsesia ed alta valle Cervo e poche altre aree del Piemonte Settentrionale.

Come abbiamo spiegato più e più volte, l'associazione/influenza/interazione tra luna e funghi è ancora tutta da dimostrare, eppure sono secoli che scienziati studiano la luna ed i suoi possibili effetti sulla vita sul nostro pianeta così come sono secoli che si studiano i funghi eppure, ciò nonostante c'è ancora moltissimo da sapere e da scoprire.

Indipendentemente dalla presenza della luna piena, nel corso dei primi 12 giorni di Ottobre anche noi ci eravamo recati nei boschi con la speranza di poter fare qualche buon ritrovamento, dopotutto nelle prime 2 settimane del mese era anche piovuto in più di un'occasione ma i risultati sono stati sempre pessimi...

Ci siamo risparmiati fortunosamente il classico "cappotto" ma non siamo mai andati oltre al ritrovamento di una mezza dozzina di funghi Porcini per lo più semi-divorati o come si suol dire "lumacati".

COSA NON HA FUNZIONATO?
PERCHE' NONOSTANTE CI SIA STATA LA COSIDDETTA "LUNA BUONA" E NONOSTANTE SIA PIOVUTO ADEGUATAMENTE NON C'E' STATA BUTTATA DI FUNGHI?

La risposta è piuttosto articolata ma anche piuttosto scontata... Non ci sono state le temperature e le condizioni di umidità giuste , quindi, nonostante sia piovuto in più occasioni, sul Nord Ovest italiano i livelli di Pressione Atmosferica sono sempre rimasti piuttosto livellati su valori più alti che non bassi e le uniche occasioni in cui il tempo si è guastato con buone piogge anche se mal distribuite, la Pressione Atmosferica nei bassi strati (tra i 3500 ed i 200 mt di altitudine) sono sempre rimasti piuttosto alti con valori quasi sempre compresi tra i 1014 ed i 1018 hpa.

Interazione tra Pressione Atmosferica e nascita di funghi

Normalmente quando il tempo si guasta, la Pressione Atmosferica diminuisce in maniera direttamente proporzionale all'intensità dell'ondata di maltempo. Spieghiamo meglio.

Quando una massa d'aria fredda incontra e si scontra con una massa d'aria più calda, l'aria fredda, più pesante rispetto a quella calda, si incunea al di sotto della massa caldo-umida preesistente o in arrivo verso la massa fredda per contrastarne il dilagare. L'aria caldo umida viene scalzata e si sposta verso l'alto raffreddandosi a contatto con l'aria fredda spesso presente in quota a causa di una maggior propensione, alle nostre latitudini e durante i periodi di transizione stagionale, all'arrivo verso l'Italia di cosiddette "Gocce fredde" ovvero masse d'aria fredda presente però in alta quota a causa di un indebolimento dello strato Atmosferico che fa si che lo strato superiore Troposferico gelido si abbassi di altitudine.

Normalmente in area Artica lo stato Troposferico non trova grandi resistenze da parte dell'Atmosfera al suo abbassamento di altitudine, viceversa, alle Latitudini Temperate del Sud Europa ed ancor di più verso quelle Mediterranee ed Africane, lo strato Atmosferico è molto ben strutturato dal livello del mare fino in alta quota.

Le sonde Meteorologiche, insieme ai Satelliti geostazionali, misurano le temperature ed i livelli di Pressione a partire dalle alte quote fino al livello del mare. I grandi centri Meteorologici elaborano i dati che giungono dal cielo ed i potentissimi computer disegnano mappe che rappresentano le diverse masse d'aria ed i relativi livelli di Pressione.

Solitamente le grandi Depressioni gelide, con supporto d'aria fredda Troposferica, nelle stagioni calde sono relegate alle aree Artiche o Sub-Artiche. Talvolta lembi di queste masse fredde si incuneano lungo gli Anticicloni o in seno alle forti correnti Oceaniche Occidentali dette "zonali" fino a Latitudini Temperate e quindi verso il nostro Continente. Quando l'aria fredda si scontra con l'aria caldo-umida preesistente o in arrivo dal Nord Africa, si creano linee di FRONTI ovvero linee di convergenza tra le 2 diverse masse d'aria. Questi fronti sono le cosiddette PERTURBAZIONI ovvero linee di convergenza dell'aria fredda con l'aria calda.

Quando, come dicevamo in apertura, le masse fredde si incueano sotto l'aria calda, fanno sollevare quest'ultima che, nel raggiungere le alte quote, quindi a contatto con aria più fredda si condensa e provoca nubi cumuliformi a forte sviluppo verticale (Cumuli, o Cumuli-Nembi). Più le nubi sono alte e maggiori e più forti saranno le piogge ed i relativi temporali perchè la vorticosità che si viene a creare tra gli strati Atmosferici superiori e quelli inferiori (scambi d'aria) anzichè avvenire in linea orizzontale avviene in linea verticale perciò le masse umide e ricche d'acqua invece di disporsi lungo linee orizzontali da Ovest verso Est si dispongono lungo linee Verticali accrescendo a dismisura le piccole goccioline d'acqua che diventano goccioloni o persino grandine in presenza di forti venti ascendenti che spingono gocce di pioggia verso l'apice del Cumulo-Nembo dove si trova lo zero termico che gela le gocce di pioggia trasformandole in palline di ghiaccio che aumentano di volume man mano che tentano di cadere verso il basso a causa del peso ma vengono respinte verso l'alto dall'aria calda ascendente.

Maggiore è la vorticosità dell'aria e maggiori saranno le precipitazioni quindi più forte sarà l'intensità del temporale.

Benchè le Perturbazioni siano sempre associate ad un più o meno marcato calo di Pressione, non sempre un temporale o una forte Perurbazione è associata ad una Depressione (area con Pressione Atmosferica BASSA). Nel corso degli ultimi anni, da quando è iniziato il cosiddetto RISCALDAMENTO GLOBALE DEL PIANETA, assistiamo molto spesso a peggioramenti lampo (da cui deriva il termine di alluvioni lampo o "Bombe d'acqua") dovuti ad improvvisi ma brevissimi cali di Pressione contestuali al transito del FRONTE (area di convergenza/scontro tra le masse fredde e quelle calde).

Le grandi Depressioni Artiche solitamente vengono alimentate da masse d'aria gelida Troposferica (oltre l'Atmosfera), tendono a compattarsi tra di loro formando vaste aree Depressionarie dette VORTICE POLARE (un tempo detto FRONTE ARTICO). Quando lembi di queste masse d'aria gelida Artico-Marittima dal Nord Atlantico giungono fin sul Nord Italia, assistiamo ad improvvisi, intensissimi ma relativamente brevi peggioramenti.

Nel corso di un'ora possono cadere 50/60 e persino 100/120 millimetri di pioggia (spesso mista a grandine). Si tratta dei classici NUBIFRAGI ESTIVI che oggi è di moda chiamare "BOMBE D'ACQUA" (dal nome dei gavettoni che i giovanissimi fanno con palloncini riempiti d'acqua anzichè d'aria)... Nulla a che fare con le bombe vere e proprie, quelle esplosive. Il termine "Bomba d'acqua" è usato semplicemente per indicare il "gavettone" e non lo scoppio (anche se spesso le fulminazioni/tuoni associati a questi nubifragi possono essere fragorosi).

I fortissimi venti ASCENDENTI e DISCENDENTI creano le cosiddette "squall line" (LINEA DI GROPPO o LINEA DEI GROPPI) o Fronti di Raffica, estesi decine o centinaia di chilometri ed allineati in linea retta su più o meno vaste aree regionali. Venti vorticosi, molto spesso verticali anzichè orizzontali, vengono impropriamente definiti TROMBE D'ARIA anche se non si tratta di vere e proprie Trombe d'aria perchè, per esserlo dovrebbe essere visibile un più o meno piccolo "imbuto" o "tornado" con vento vorticoso ruotante dal basso verso l'alto o viceversa.

Maggiore è l'energia disponibile (aria calda umida-afosa preesistente ed aria fredda o secca in arrivo) e maggiore sarà l'intensità del nubifragio.

Torniamo a bomba (termine usato non a caso) alla nostra questione che tanto ci interessa... Ovvero, perchè nonostante le ripetute piogge estive, perchè nonostante i ripetuti nubifragi, perchè nonostante gli accumuli di pioggia spesso consistenti NON SI SONO VERIFICATE ALTRETTANTO BUONE BUTTATE DI FUNGHI?

La causa probabilmente va ricercata proprio nell'anomalia climatica delle cosiddette "GOCCE FREDDE" che generano improvvisi ma brevi cali di Pressione, nubifragi, venti fortissimi, intense fulminazioni ed accumuli di pioggia consistenti MA da IFE e MICELI vengono percepiti come qualcosa di INUTILE al fine della propria sopravvivenza.

INUTILI perchè non rappresentano la condizione climatica ideale per la nascita dei funghi e per la maturazione delle spore che dovranno inseminare il bosco ad avvenuta maturazione del fungo.

Intendiamoci, Ife e Miceli non dispongono di APP computerizzate/Smartphome e/o di internet. Non hanno accesso alle banche dati pluviometriche così come non hanno accesso alle previsioni meteo...

Lo scopo di un Micelio è di produrre frutti (funghi) che dovranno andare a seme. Se il Miceli avverte che le condizioni climatiche sono avverse, ovvero inadeguate, i Miceli non producono funghi perchè la produzione del fungo è, in primis impegnativa, richiede risorse nutritive e condizioni climatiche adeguate. Se le condizioni climatiche vengono percepite AVVERSE  ovvero INDADEGUATE il Micelio evita di SPRECARE un fungo che andrebbe perso perchè non arriverebbe a maturazione e non potrebbe produrre semi (spore).

Come fanno i Miceli a capire se le condizioni ambientali-climatiche sono adeguate, ovvero ottimali?

Semplice: saggiano il terreno e l'aria.

Un micelio che solitamente vegeta tra i 10 ed i 50 cm sotto il piano del bosco, spinge parti periferiche del Micelio stesso in superfice. Se l'aria è troppo secca, la porzione di micelio esposto al vento, al freddo o al sole rovente secca. Il Micelio si ritira negli strati inferiori più umidi e sicuri in attesa di tempi migliori.

Come dicevamo poc'anzi ironicamente, il Micelio non dispone di App o internet, MA PERCEPISCE A PERFEZIONE I MUTAMENTI DI PRESSIONE.

La Pressione Atmosferica per noi umani non costituisce un problema vero e proprio perchè il nostro corpo è abituato a compensare rapidamente improvvisi cali di Pressione o livelli di Pressione Atmosferica molto Alti. I Miceli invece subiscono fortemente gli sbalzi di Pressione, li percepiscono e li elaborano più o meno così:

  • PRESSIONE ALTA = condizioni climatiche-atmosferiche AVVERSE (NON FAVOREVOLI)
  • PRESSIONE MEDIA = condizioni climatiche neutre
  • PRESSIONE BASSA = condizioni climatico-ambientali OTTIMALI

I miceli, a differenza di noi umani riescono a misurare ottimamente il PESO DELLA COLONNA D'ARIA CHE SOVRASTA IL SUOLO. Sì perchè l'aria, per quanto ci possa sembrare priva di massa e peso, ha un suo peso specifico misurabile in HECTOPASCAL (abbreviato hpa) (in passato detti MILLIBAR).

Se la Pressione cala e se il calo di Pressione è continuativo nel tempo per più giorni, il Micelio percepisce che al calo di Pressione corrisponde anche nuvole-umidità-pioggia ed anche caldo relativo perchè l'aria umida tende ad esser più calda rispetto a quella secca.

Se la Pressione cala rapidamente ma si alza subito dopo repentinamente, il Micelio percepisce che potrebbe non esserci stato modo e tempo per la pioggia perchè Pressione Alta per il Micelio è associata a bel tempo a secco o a vento. Molto spesso infatti dopo un rapido peggioramento dovuto al transito di una "Goccia Fredda" arriva il vento secco innescato dall'aria fredda che dagli alti strati Atmosferici tende a scendere verso i bassi strati Atmosferici. Per un fenomeno della fisica detto "ADIABATICO", l'aria fredda che scende dalle alte quote o che scivola lungo le dorsali montane verso il piano si secca rapidamente e si riscalda assumendo il classico carattere FAVONICO (dal termine tedesco Fohen che tutti conosciamo perchè con il Fohn ci si asciuga i capelli, quindi è associato ad aria calda e secca).

L'arai Favonica è quanto di più sgradito ci possa essere per i funghi/Miceli perchè, in primis l'aria secca fa perdere rapidissimamente umidità all'aria, in secondo luogo secca rapidamente l'humus, in terzo luogo impedisce alle foglie-materiale organico di decomporsi e trasformarsi in sostanze nutrienti per Ife/Miceli/Funghi.

Torniamo così alla questione iniziale...
PERCHE' PIOGGE ABBONDANTI NON PRODUCONO BUTTATONE DI FUNGHI?

Abbiamo appena risposto: perchè i rapidi ma brevi cali di Pressione associati a questi nubifragi o bombe d'acqua non vengono percepiti dai Miceli come una condizione climatica-ambientale ideale per il loro sostentamento-proliferazione.

Tolto il periodo di Luglio in cui vi sono stati numerosi transiti di Depressioni che per alcuni giorni hanno fatto calare la Pressione Atmosferica con relative snervanti piogge, ad Agosto e Settembre la gran parte delle Perturbazioni in arrivo sono state associate a "Gocce fredde" e non a cali di Pressione continuativi nel tempo.

Se vogliamo poi, possiamo anche dire che i NUBIFRAGI o Bombe d'acqua, oltre a produrre danni all'agricoltura, producono danni al bosco perchè l'improvvisa cosistente caduta di piogge fortissime crea rivoli d'acqua piovana che con aspetto tipico delle fiumare crea piccoli rivoli-ruscelletti d'acqua che spazza via spore-aghi-foglie-miceli-ife e persino intere porzioni di humus o di terra.

Non dimentichiamoci infine che un improvviso fortissimo acquazzone, per quanto in grado di inzuppare gli strati superficiali dell'humus-foglie-aghi-terreno, se è seguito da un rapido rialzo termico e da aria molto secca ha la brutta abitudine di "CEMENTARE" letteralmente lo strato inzuppato d'acqua rendendolo di fatto completamente IMPERMEABILE oltre che DURO e COMPATTO. Ogni altra pioggia successiva all'indurimento-pietrificazione dello strato superficiale dell'humus non riuscirà a raggiungere gli strati inferiori del suolo dove vegetano IFE-MICELI. Infine, quand'anche lo strato dell'humus lasciasse passare un po' di umidità, lo strato compatto e duro sarebbe ben difficile da "bucare" da qua il comune ritrovamento di funghi "CAPOVOLTI" ovvero con la cappella che tende a sprofondare verso il basso, tenero, piuttosto che verso l'alto duro ed impenetrabile oppure disposti/cresciuti in orizzontale anzichè in verticale.

Settembre 2014 dal punto di vista cliamatico è stato pessimo... Poche piogge concentrate in episodi di transiti di "Gocce Fredde" con calo di Pressione per lo più in alta quota ma non negli strati Atmosferici inferiori. Durante l'intero mese di Settembre, ma anche in questi primi 12 giorni di Ottobre, le piogge sono sempre avvenute con livelli di Pressione neutri o alti mai bassi. La Pressione è sempre stata livellata tra i 1014 ed i 1018 hpa anche durante i peggioramenti con rapidi cali al di sotto dei 1012 hpa solo durante il brevissimo transito delle Perturbazioni.

A metà Ottobre 2014 spesso è piovuto abbondantemente sull'alto Piemonte con Pressione ben livellata e sempre prossima ai 1016 hpa quindi probabilmente percepita dai Miceli come Pressione Alta ovvero sfavorevole per la vegetazione/nascita di funghi.

Forse quella appena data non sarà forse la spiegazione scientifica più ortodossa tra tutte le spiegazioni possibili ma sicuramente è ricca di logica ed attendibilità, non si spiegherebbe altrimenti la perdurante e snervante attesa di buttate che ad Ottobre 2014 non si sono mai verificate e, laddove si sono avute sono state del tutto sottotono e decisamente inferiori alle aspettative.

Editoriale a cura di Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com 

Puoi contattare l'autore via email:   il.curiosone.trivero@gmail.com


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