VADEMECUM 2017 DEL PERFETTO CERCATORE DI FUNGHI o "FUNGIATT". PRIMA PARTE

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COSE DA FARE E COSE DA EVITARE NEL BOSCO:

Come diventare bravi "Fungiatt", ovvero, come diventare perfetti cercatori di funghi evitando di violare leggi locali o nazionali

Quasi ogni giorno riceviamo una o più email da parte dei nostri lettori che, dopo aver consultato le numerose pagine inerenti ai funghi, pubblicate sul nostro sito e di cui ri-pubblichiamo i relativi links a lato pagina, ci chiedono qualche ulteriore consiglio su come affrontare al meglio le uscite nei boschi o ancor di più dove andare a colpo sicuro per poter tornare a casa con un bel cesto di funghi.

Molti di più invece ci chiedono come si fa a diventare dei veri "fungiatt" ovvero dei "fungari" o perfetti cercatori di funghi e soprattutto come fare per non dover tornare a casa a mani vuote. Aggiungiamo però volentieri a queste richieste il rispetto di norme e regole che forse non tutti conoscono adeguatamente.

Noi che abbiamo la fortuna di abitare in paesi collinari o montani, dal più e dal meno siamo abbastanza esperti perchè l'esperienza l'acquisiamo nel corso degli anni, sin dalla giovane età, abitando proprio in mezzo a vaste aree boschive che, prima o poi ci portano inevitabilmente a fare gite o scampagnate tra colli, monti e boschi.

Non tutti però hanno questa nostra stessa fortuna.

Chi abita in città spesso i soli boschi che vede sono i piccoli appezzamenti rimboschiti nei parchi cittadini. Qualcuno addirittura non ha mai avuto la fortuna di addentrarsi in un bosco sconosciuto per il timore di perdersi o di non sapere come affrontarlo al meglio. Ci sono poi persone che hanno la fortuna di abitare a pochi passi da boschi o foreste, è il caso ad esempio degli abitanti delle alte pianure Torinesi-Biellesi-Vercellesi e Novaresi che, hanno a disposizione vere e proprie aree protette-boschive o forestali a pochi chilometri da grandi centri abitati ma che, per pigrizia o per mancanza di esperienza, o anche solo per mancanza di una sensibilità naturalistica non hanno mai messo piede in un bosco naturale.

Qualcuno poi, pur abitando in piccoli centri immersi tra ampi boschi, sembra smaniare soltanto di poter veder nascere, come cantava Adriano Celentano nel 1972 in una sua celebre canzone (un albero di 30 piani) altrettanti "alberi da 30 o più piani" o ipermercati e centri commerciali dove tutto ti viene servito sottovuoto, pre-confezionato o pronto all'uso senza bisogno di affrontare duri sali-scendi per boschi e monti o senza dover chinare la schiena per procurarsi il cibo.

Spesso poi, ci sono persino quelli che hanno tanto pane ma pochi denti e, quando entrano in un bosco lo fanno senza la minima consapevolezza di cosa stiano esattamente facendo, senza curarsi di possibili danni che possono arrecare all'ecosistema boschivo, accendendo fuochi laddove è severamente vietato, o che con i propri gesti mettono a rischio l'intero bosco o peggio ancora gravano sul bilancio delle amministrazioni costrette a spendere soldi per riparare i danni che questi hanno fatto, incendiando prati o boschi, distruggendo senza pudori staccionate e/o cartelli illustrativi o indicazioni turistiche. Questi maleducati sono figli di una mala educazione o di una educazione naturalistica-ecologica completamente assente nelle scuole ma soprattutto in famiglia, dove, pur di liberarsi per qualche ora del peso dei propri figli, genitori senza scrupoli e senza cervello sono ben ben contenti di sapere che gli stessi stanno in giro con il proprio "branco" a scorrazzare selvaggiamente ma con la spensieratezza di saperli protetti dal telefono cellulare e... se non chiamano vuol dire che tutto va bene!

Il desiderio però di alcuni di poter mettere nel proprio bagaglio culturale una gita nel bosco, magari benedetta dal ritrovamento di qualche bello ed ottimo fungo commestibile, a volte diventa irresistibile. Talvolta ci si prende gusto scoprendo che il bosco è un mondo a sè, un luogo in cui si può stare a contatto diretto con la natura, dove si può emulare i documentaristi e fotografi del National Geografic o dove si possono emulare i bellissimi documentari che la tv digitale ha reso più fruibili. Si scoprono fiori-piante-animali di cui non si conosceva neppure l'esistenza ed il ritrovamento di uno o più funghi diventa una esperienza da dover assolutamente condividere sui Social Network.

Quando ci si addentra in questo mondo a parte ci si appassiona perchè nel bosco tutto è lento, silenzioso e naturale. Ci si rilassa, ci si lascia alle spalle i problemi della vita quotidiana lontani dal caos e dalle ansie della vita moderna. Si scopre il piacere di stare soli con se stessi circondati soltanto dalla natura, da insolita flora e fauna, in pieno relax concedendosi il piacere della scoperta.

La prima cosa che occorre fare prima di affrontare il bosco è però quella di informarsi su come addentrarsi in un'area boschiva. La conoscenza della Geografia, è sempre necessaria nonostante le nuove tecnologie

Un tempo, per orientarsi, si utilizzavano le mappe topografiche. Nelle edicole e librerie si trovano ancora, sempre più rare ma si trovano, mappe di strade e sentieri. Alcuni uffici turistici o enti locali di tanto in tanto pubblicano anche mappe aggiornate dei propri territori. Nel Biellese ad esempio, il Consorzio Turistico Oasi Zegna pubblica periodicamente mappe aggiornate del territorio, inerenti sentieri, attività all'aria aperta e quant'altro indispensabile per poter fruire al meglio del territorio. Nel nostro sito internet abbiamo pubblicato intere pagine dedicate ad itinerari e sentieri (riportiamo i links a lato pagina).

Oggi le nuove tecnologie mettono a disposizione "APP" che ti risolvono il problema dell'orientamento con la possibilità di georeferenziare sentieri ed aree boschive. Consultando siti internet quali Google Maps o Google earth è possibile sapere in tempo reale dove ci troviamo, altitudine, longitudine, latitudine e persino estensione delle aree boschive e nel caso delle APP più sofisticate persino sapere quali alberi caratterizzano il bosco in questione.

Disporre di APP non è però sufficente per poter affrontare in maniera corretta il bosco. Le App non ti insegnano l'educazione e tanto meno le regole da dover rispettare.

Per potersi addentrare in un bosco occorre anzitutto essere certi di non infrangere regole o leggi, provinciali, regionali o nazionali. Ricordiamo che in Italia la legge non ammette l'ignoranza. Chi infrange inconsapevolmente una legge non può appellarsi alla non conoscenza dell'esitenza di tale legge. Prima di fare qualsiasi cosa occorre esser certi che non ci sia qualche legge che la vieta.

Vediamo allora quali leggi possiamo infrangere entrando in un bosco:

  1. Violazione della proprietà privata,

  2. Raccolta di funghi e/o frutti selvatici-bacche e muschi senza permesso o in quantità non consentite,

  3. Raccolta di fiori o piante protette,

  4. Distruzione di fauna potetta,

  5. Disturbo alla quiete pubblica,

  6. Danneggiamento del bene pubblico ed accensione di fuochi in aree vietate,

  7. Violazione di aree protette,

  8. Accampamento-campeggio in aree vietate,

  9. Transito su strade con restrizioni ai mezzi motorizzati,

  10. Atti osceni in luogo pubblico

1 - La NON violazione della proprietà privata

è la prima norma da tenere a mente e da dover rispettare e verificare prima di addentrarsi in un bosco. La legge dice che, se non adeguatamente recintata o segnalata da adeguati cartelli, ogni area boschiva è percorribile e sfruttabile nei termini consentiti dalla legge. Non occorre una laurea in legge ma solo un po' di buon senso per non infrangere queste norme. Se nessun cartello di divieto o recinzione ci tiene lontani da un appezzamento boschivo possiamo raccogliere funghi, frutti di bosco comprese ghiande e castagne e transitare senza timore di esser ripresi dal legittimo proprietario dello stesso appezzamento. Naturalmente non sempre è possibile recintare ogni bosco a castagni, vigne o coltivazioni di alberi da frutto quali meli, peri o similari, qua entra in gioco il buon senso che ci suggerirà che se un'area adiacente al bosco è in qualche maniera coltivata o se il bosco di castagno è ben tenuto, curato con l'erba tenuta rasata e rastrellata, quasi sicuramente ci troviamo di fronte ad una proprietà privata, perciò è bene evitare di raccogliere ciò che potrebbe non appartenerci. E' vietato tagliar legna-alberi nei boschi demaniali senza una specifica autorizzazione.

2 - Per poter raccogliere funghi occorre munirsi di adeguato permesso

La raccolta di funghi è soggetta a permessi rilasciati dalla Regione o da enti locali quali le Comunità Montane o Consorzi di Comuni. Alcune regioni per poter rilasciare il permesso di raccolta dei funghi addirittura richiedono la frequentazione di un corso di preparazione. La Regione Sicilia per esempio, richiede il possesso di un patentino senza il quale non è possibile richiedere tale permesso. Per quanto possa sembrare superfluo, perchè crediamo tutti quanti di sapere come si fa a cercar funghi, questo patentino dovrebbe essere reso obbligatorio in tutta Italia, visto il gran numero di cercatori improvvisati che spesso fanno danni irreparabili al bosco, senza neppure rendersene conto e nella piena inconsapevolezza di violare pure norme ben precise a tutela del bosco. Il possesso di un permesso di raccolta di funghi non ci autorizza a fare ciò che vogliamo, come e quando lo vogliamo. In alcune aree i permessi di raccolta sono riservati ai soli residenti (per esempio in Piemonte nelle Baragge) o in alcune aree collinari quali i comuni di sponda destra del Sesia vi sono alcuni giorni della settimana che sono riservati ai soli residenti (Serravalle Sesia, Romagnano Sesia, Sostegno). Ci sono alcune specie fungine che sono protette e sono soggette a limitazioni nella raccolta, quindi per alcune di queste specie è vietato superare determinati quantitativi. E' il caso di funghi pregiati quali Boleti-Porcini o Ovuli-Amanita Caesarea. Anche frutti selvatici, tuberi e/o muschi e licheni sono spesso soggetti a limitazioni di raccolta. Esistono norme che vietano ad esempio di raccogliere più di un determinato quantitativo di muschi-licheni, bacche di ginepro, fragole di bosco, mirtilli, lamponi e tuberi quali i tartufi. Nella nostra pagina della Flora abbiamo parlato di queste limitazioni di raccolta. Nelle successive parti di questo editoriale approfondiremo tutte le limitazioni specie per specie con focus su funghi e frutti di bosco. Il rilascio di un patentino per i raccoglitori di funghi dovrebbe essere obbligatorio anche per evitare di gravare sulla spesa sanitaria pubblica nel caso di intossicazione da funghi tossici e/o velenosi. In linea teorica, Asl e Municipi sarebbero obbligati ad esporre in adeguate bacheche manifesti illustrativi con rappresentate tutte le specie fungine commestibili e quelle tossiche nonchè manifesti relativi a flora protetta. Spesso questi manifesti sono relegati a sale inaccessibili al pubblico oppure sono state soppiantate da versoni informatizzate disponibili sui relativi siti internet istituzionali delle stesse Asl o Municipalità. E' possibile richiedere alla Regione Piemonte, per esempio, opuscoli illustrativi gratuiti relativi a funghi commestibili o tossici ma anche alla flora e fauna protetta dalla stessa Regione ed enti locali.

3 - Raccolta di fiori e piante protette

Come sopra, al punto 2, anche la flora è soggetta a limitazioni di raccolta volte alla tutela di specie in via di estinzione. Il buon senso dovrebbe suggerirci sempre che, indipendentemente dalla conoscenza di tutte le specie protette, ogni fiore o pianta che risulta poco diffusa o mai vista prima, potrebbe essere una specie protetta o in via d'estinzione quindi sarebbe d'uopo evitarne la raccolta degli steli fioriferi, dei semi o delle radici-tuberi-bulbi. La raccolta di "un mazzolin di fiori che vien dalla montagna" potrebbe causare danni irreparabili alla biodiversità locale perchè il taglio dei fiori implica la mancata produzione di semi indispensabili alla propagazione della specie. Piante quali il mughetto, il ciclamino ed ogni tipo di giglio selvatico inclusi narcisi, orchidee ed altre tuberose, stanno diventando sempre più rare a causa della pessima abitudine di tentare di piantare le stesse nei propri giardini di casa. Scriviamo "tentare" e non usiamo altro verbo poichè, se si tratta di specie di montagna, è inutile forzarne la piantumazione in Pianura Padana perchè il clima padano non sarà certamente adeguato alle stesse specie vegetali, oltretutto sarà oltremodo difficile riprodurre lo stesso ecosistema con stessa terra, stessa ombreggiatura o soleggiamento e stessa umidità dei luoghi d'origine. Nella pagina della Flora del nostro sito abbiamo fatto un elenco delle principali specie vegetali protette del Piemonte Settentrionale. E' in fase di pubblicazione sul nostro sito la nuova sezione "Flora" con pagine dedicate ad ogni singola specie vegetale comune o rara del Piemonte Settentrionale. Raccogliere specie protette non solo danneggia l'ecosistema ma implica la violazione di precise leggi provinciali o regionali con relativa multa salata in caso di possesso di fiori, piante o radici-tuberi-bulbi di specie protette.

4 - Distruzione di fauna protetta e non

Se non si è cacciatori-bracconieri muniti di fucili difficilmente si potrà violare questa norma, tuttavia questo tipo di violazione è assai più comune di quanto non si pensi. Abbattere uccelli o altri piccoli animali selvatici con fionde, carabine ad aria compressa, archi e frecce o altre armi più o meno rudimentali quali trappole o reti è vietato per legge e nel caso di violazione si è passibili di multe e/o denunce nel caso di abbattimento di specie protette. Tra le specie protette spesso rientrano anche animali apparentemente comuni quali vipere-serpi, anfibi, rettili e piccoli mammiferi. Per fare un esempio, anni fa, dopo la scoperta di un nuovo insetto mai censito prima, tal Carabo di Olimpia o Carabus Olympiae, rinvenuto per la prima volta nel territorio dell'Oasi Zegna, molti curiosi o pseudo collezionisti si sono scatenati nella ricerca di questo piccolo scarabeo che ben presto è diventato rarissimo al punto da rischiare l'estinzione. Oggi a protezione di questo piccolo scarabeo esistono leggi regionali ma anche progetti naturalistici quale il progetto LIFE che si occupa della sensibilizzazione e protezione di specie vegetali ed animali nell'Oasi Zegna. Ricordiamoci dunque che anche l'uccisone di una libellula, di uno scarabeo o di un altro apparentemente insignifcante insetto a volte potrebbe farci incorrere in una violazione delle vigenti leggi locali o nazionali. Anche per la fauna è d'uopo prendere visione di manuali-taccuni cartacei o informatici relativi alle specie protette prima di incorrere in gravi violazioni o sanzioni.

5 -  Disturbo della quiete pubblica

Benchè a volte siamo convinti che nei prati o nei boschi possiamo fare ciò che vogliamo come urlare a squarciagola, suonare bonghi o ascoltare musica a tutto volume, ricordiamoci che anche in questo caso possiamo incorrere in una violazione di leggi a tutela della quiete pubblica con disturbo della stessa quiete pubblica. Disturbo che, per quanto deprecabile perchè può infastidire il prossimo, nel bosco diventa ancor più deprecabile perchè spaventa la fauna locale. Chi di noi avrebbe piacere se nel mezzo di una pennichella pomeridiana post-pranzo un'orda di persone urlanti, schiamazzanti o con musica appresso a tutto volume facesse irruzione nella nostra stanza da letto? Bene, ricordiamoci che il bosco non appartiene soltanto alla comunità ma anche agli animali selvatici che qua vi abitano e ne sarebbero i legittimi proprietari benchè privi di documenti che ne attestino la proprietà. Nei boschi sarebbe corretto evitare schiamazzi di ogni sorta. L'uso di fischietti o altri richiami per tenersi in contatto con i propri compagni di ricerche di funghi è quantomeno deprecabile benchè piuttosto comune perchè, in questo caso si viola la quiete del mondo animale e, senza eccedere in estremismi naturalistici, è bene ricordarsi che gli animali selvatici non sempre sono abituati e tolleranti nei confronti della presenza degli umani nei propri territori. Cervi, ungulati in genere ma soprattutto volpi, cinghiali ed altri animali di grossa taglia potrebbero attaccarci se spaventati dai nostri rumori molesti, soprattutto se colti di sorpresa o in presenza di prole.

6 - Danneggiamento del bene pubblico ed accensione di fuochi in aree vietate

La tutela del bene pubblico è regolata da precise norme di legge. Nel bosco è ovviamente vietato emulare Tarzan o l'uomo delle caverne che tenta di impossessarsi del bene altrui. Fare i "bulli" o i vandali che vogliono mettersi in luce quali capi-branco è vietato se si prendono di mira, segnaletica orizzontale e verticale. Non solo questi gesti sono vietati a norma di legge ma è anche segno di elevata maleducazione che ha un costo non indifferente per l'intera comunità costretta a dover stanziare denaro supplettivo per riparare i danni fatti da questi idioti. Di solito, il danno più comune ad opera di adolescenti o ragazzi irruenti, è quello di abbattere cartelli segnaletici, sia inerenti al codice della strada che turistici con segnalazioni di sentieri, strade, alpeggi, mappe turistiche o indicazioni di luoghi di interesse turistico o di ristoro. Prendere di mira questi oggetti abbattendoli o sradicandoli o peggio ancora distruggendoli non solo è segno di elevatissima maleducazione ed ignoranza ma è anche un comportamento punibile a norma di legge con tanto di denuncia in caso di ingente danno causato al bene pubblico. Questi gesti, oltre a comportare un costo per l'intera comunità costretta ad investire denaro pubblico per ripristinare e rimediare al danno fatto, causano anche un notevole danno di immagine al territorio deturpato e danneggiato che, agli occhi del turista dà l'impressione che l'intera comunità locale è altamente incivile, maleducata e priva di buon senso. Il danneggiamento del bene pubblico si può attuare anche imbrattando di vernici o quant'altro cartellonistica o pannelli illustrativi, abbandonando rifiuti al di fuori dagli appositi contenitori e, l'assenza di cestini, bidoni per i rifiuti o simili non può essere una attenuante perchè tale comportamento non solo è lesivo per l'immagine dell'intero territorio e comunità ma è anche un evidente danno all'ecosistema dal momento che quasi sempre i rifiuti abbandonati nel bosco quali bottiglie in vetro o plastica, lattine, sacchetti in plastica, involucri di snacks e spuntini o quant'altro di solito non sono biodegradabili e quindi finiscono per rimanere a terra per decine o addirittura centinaia di anni se qualche volontario, spinto da spirito naturalistico, non decide di farsi carico della raccolta di tali rifiuti abbandonati in prati e boschi. Francamente non si riesce a comprendere cosa possa spingere persone maleducate a gettare nei boschi i propri rifiuti anzichè ritirarli nel proprio zaino con cui sono stati trasportati pieni fin dentro al bosco e riporli nel primo bidone dei rifiuti o nel proprio secchiello dei rifiuti casalingo. Chi di noi non protesterebbe animatamente se amici/parenti o conoscenti che venissero a trovarci a casa nostra, dopo l'utilizzo, decidessero di gettare bottiglie vuote, bicchieri di plastica, lattine o involucri ed ogni altra sorta di rifiuto sul nostro parquet o sul pavimento? Non si capisce perchè il bene pubblico non debba esser tutelato alla stregua di casa nostra.

7 - Violazione di aree protette

Di norma le aree protette o soggette a vincoli ambientali di qualsivoglia genere, sono ben segnalate da appositi cartelli illustrativi e soprattutto dispongono, all'imbocco di ogni accesso stradale o sentiero, di adeguati pannelli illustrativi che spiegano come ci si debba comportare all'interno di tali aree. Prenderne visione non solo è consigliabile ma dovrebbe essere obbligatorio per non incorrere in violazioni di leggi locali, provinciali, regionali o nazionali. Anche in questo caso la legge non ammette l'ignoranza e scusarsi, magari con la scusa di non essere consapevole di aver violato una legge, con chi è preposto alla salvaguardia e tutela del territorio non servirà a nulla perchè, appunto, nelle aree protette le regole e le norme vanno rispettate scrupolosamente per la conservazione e tutela del territorio, della flora e/o della fauna. Ovviamente le aree protette non sono disseminate in ogni dove sul territorio perciò è bene rispettare scrupolosamente, se non l'intero territorio provinciale o regionale, quantomeno queste ristrette aree sotto protezione e tutela.

8 - Accampamento-campeggio in aree vietate

Salvo particolari casi quali l'accampamento a seguito di smarrimento nel bosco col sopraggiungere delle tenebre, magari anche con l'accensione di un fuoco per potersi riscaldare durante la notte, è ovviamente vietato ovunque non sia adeguatamente specificato che nella stessa area è consentito l'accampamento o il campeggio. Accamparsi lungo corsi d'acqua è vietato perchè una piena improvvisa potrebbe mettere a rischio la nostra stessa vita. Accamparsi in un prato o bosco è vietato perchè così facendo ci esponiamo a rischi meteorologici, a rischi di attacchi da parte di animali selvaggi o anche semplicemente a furti e/o azioni malavitose di malintenzionati. Emulare i protagonisti di film d'avventura purtroppo non è consentito dalle vigenti leggi, salvo nelle apposite aree attrezzate a questo scopo. Di norma, nelle aree spesso utilizzate da giovani avventurosi che amano il rischio, vi sono appositi cartelli, apposti dalle municipalità locali, che vietano balneazione, campeggio, accampamento o quant'altro sia vietato dalla legge.

9 - Transito su strade con restrizioni/divieti di accesso ai mezzi motorizzati

E' la violazione di legge più comune ma anche più spesso punita con multe decisamente salate. Di solito è vietato l'accesso ed il transito con mezzi motorizzati entro aree protette o soggette a vincoli naturalistici quali determinati S.I.C (Siti di Interesse Comunitario). Il transito può essere anche vietato su determinate strade/mulattiere o sentieri dove non può essere garantita la sicurezza e l'incolumità di chi vi può transitare. Se non si è in possesso di specifici permessi, è bene evitare di fare i furbi perchè le relative multe potrebbero essere davvero salate. Tentare di fare motocross o trial nelle aree non destinate a tale uso, può arrecare danno all'ecosistema a seguito di inquinamento acustico ed ambientale ed è punibile anche perchè con il nostro comportamento mettiamo a rischio la nostra sicurezza ed incolumità.

10 - Atti osceni in luogo pubblico

Una delle più comuni violazioni a leggi sulla tutela del comune senso del pudore o pubblico decoro è proprio quella degli atti osceni in luogo pubblico. Forse non tutti sanno che soffermarsi lungo un sentiero nel bosco o a margine della strada per poter urinare può essere passibile di denuncia nel caso in cui il nostro impellente bisogno sia osservato da un estraneo che sente il proprio senso del pudore offeso dal nostro gesto. Una recente norma della Cassazione ha stabilito che non è vietato accostare la propria automobile lungo una strada, anche trafficata, per espletare un bisogno irrefrenabile se si è certi che non esiste nessun bagno pubblico, bar o ristoro nelle vicinanze, purchè il bisogno venga fatto con discrezione. Resta da capire cosa si intenda per discrezione e fino a dove si può spingere la non pubibilità di tale gesto. Di certo se nel bosco si viene colti da irrefrenabile bisogno di urinare è quantomeno consigliabile accertarsi che nessuno sia nelle nostre vicinanze appartandosi magari dietro ad un albero o ad un grande masso così da poter evitare ire e/o denunce da parte di persone che possano dirsi offese dal nostro impellente gesto. Esiste poi un altro tipo di atto legato a particolari bisogni fisiologici che se non viola il comune senso del pudore viola certamente quello del pubblico decoro e dell'ambiente. Il bisogno solido che, cani e gatti hanno imparto a fare con garbo e discrezione coprendo adeguatamente il corpo del reato dopo il bisogno stesso ma che alcuni maleducati ignoranti non hanno ancora imparato a fare. Esser colti nel bel mezzo di una gita nel bosco o nel bel mezzo di una battuta alla ricerca di funghi dal bisogno "solido" è ovviamente ammissibile. Chi riesce a trattenere più di tanto un "bisogno urgentissimo ed irrefrenabile"? Il buon senso suggerirebbe che ci si appartasse vicino ad un albero, a massi o comunque discosti da sentieri o da tratti di bosco ben battuti. Così come fanno comunemente gani e gatti lo stesso buon senso dovrebbe suggerirci di evitare di far sapere a tutti i futuri passanti che tipologia di bisogno abbiamo appena espletato. Soffermarsi un istante a raccogliere terriccio, aghi, foglie e/o rametti e coprire il corpo del reato non costa una gran perdita di tempo e di fatica, eppure troppo spesso vi sono persone altamente maleducate che non si curano minimamente dell'educazione e del buon senso e che senza troppi scrupoli lasciano alla mercè di tutti i propri ricordini. Ricordiamoci che, oltre ad essere una palese mancanza di educazione, il gesto potrebbe esser punito a norma di legge quale violazione del pubblico decoro.

CONTINUA. APPROFONDIAMO LA CONOSCENZA SU COME NASCONO I FUNGHI, VAI ALLA SECONDA PARTE >>   TORNA SU up

Editoriale a cura di Angelo Giovinazzo per www.trivero-italy.com 

Puoi contattare l'autore via email:   il.curiosone.trivero@gmail.com



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